10/09/2026
IL DISCORSO DI GARIBALDI AL PALAZZO LOSIO-DIMORA DEGLI SCRITTORI
Per chi non è potuto ve**re ieri sera, al Palazzo Losio per la serata dedicata a "Garibaldi scrittore" e al "Mistero della venuta di Garibaldi al Losio 160 anni fa", ecco il suo discorso fatto al folto pubblico presente che ha afforntato la tempesta per assistere al suo ritorno, il 9 settembre 2026!
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Clementi astanti! Generose cittadine ! Generosi cittadini!
Giungo a voi proprio al tramonto di questo vostro consesso,
e vi prego di perdonare il mio tardivo palesarmi,
ma il viaggio è stato lungo, attraverso la nostra bella Italia!
Voi siete avvezzi a conoscere il mio nome per le fatiche dell'arme;
Mi avete immaginato con la spada sguainata,
o fremente al grido: ‘‘Qui si fa l'Italia o si muore!’’.
Ma quest'oggi vi ho ascoltato da dietro quegli alberi, parlare di me,
in una veste che per l'animo mio fu arma parimenti potente:
quella di scrittore e di uomo di lettere.
Sì! io scrissi! Scrissi per l'intera mia esistenza.
Quando la spada riposava nel fodero, la mia mano stringeva la piuma.
E consentitemi di dire che trovarmi nuovamente qui,
in questo luogo isolato dal mondo,
nascosto tra i segreti di questi boschi che attorniano il paese di Ponzone,
che dominano le alture di Acqui,
mi stringe il cuore di profonda commozione.
Acqui.
Ove venni a cercar ristoro e lenimento per le ferite del corpo
e gli affanni dello spirito.
Dove ho compreso quanto la quiete della riflessione
sia feconda per l'intelletto.
Molti ancora si interrogano sul vero motivo
che mi spinse a intraprendere quel così lungo e faticoso viaggio
da Brescia fin quassù l’allora Villa Losio.
Ebbene, sappiate che vi sono trame della storia
che la penna non può consegnare alla carta.
Chi, io abbia incontrato in queste stanze segrete,
e quali supremi destini si siano discussi in questo rifugio appartato,
è un mistero che nessun mio scritto svelerà mai.
È un segreto che mi porterò nella tomba per sempre.
Ma se la storia tace sui patti tra gli uomini,
la mia penna non può tacere su un debito eterno.
Voglio ricordare chi, in ogni mia pagina e in ogni mia battaglia,
è stata una forza motrice della mia esistenza le eroiche donne.
Le madri, le sorelle, le spose d'Italia...
che hanno edificato questa patria col cuore,
prima ancora che con le armi.
Le donne coraggiose che hanno aiutato e combattuto al mio fianco
per la causa della libertà.
Oggi che questo palazzo, il Palazzo Losio,
da luogo di incontri segreti,
è rinato da decenni d’oblio,
per dive**re un luogo di cultura e di accoglienza,
il mio plauso più riconoscente va a Marina MIROGLIO
e a Bruno MARGUERITE, fiero cuore francese,
per aver trasformato questo antico Palazzo
nella nobile 'Dimora degli scrittori',
restituendo la parola a queste mura.
Ai dotti relatori, Stefano GILARDI, Giulio SARDI,
Mariella GILARDI, Andrea MIGNONE
che oggi hanno mirabilmente illustrato i miei romanzi,
e una parte misteriosa della mia vita, va il mio profondo ringraziamento.
La letteratura non fu mai per me un ozioso passatempo.
Essa fu la continuazione delle mie battaglie con altri mezzi !
Ogni mia pagina era un proiettile scagliato contro l'ingiustizia;
ogni parola, un sacro squillo di tromba
per destare le coscienze all'amore della patria.
Oggi ancora, vedo con tristezza che il mio pensiero e le mie parole
sono necessarie.
Non posso più arringare dai balconi dei palazzi d’Italia,
ma i miei scritti, i miei libri si!, loro possono parlare per me!
Grazie a voi tutti, per avermi dato la parola come scrittore,
per aver riscoperto i miei romanzi, che hanno cosi tanto di vero.
Ieri come oggi, la libertà passa attraverso la luce del pensiero,
l'esercizio della scrittura, la virtù dei libri !
E’ mia speranza che voi leggiate nel profondo i miei scritti.
Ora che la vostra dotta conferenza volge al termine,
vi lascio con questo monito:
ricordate sempre che la libertà si conquista, sì, sui campi del valore,
ma si custodisce e si fa eterna solo nei libri, attraverso la cultura!
Viva l'Italia! // Viva la libertà dei popoli!
Giuseppe Garibaldi
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