Castello di Granaglione

Castello di Granaglione Il Castello è una struttura privata non aperta al pubblico. È vietato l’accesso senza permesso A soli 10 minuti da Porretta Terme (Bo).

Il Castello è disponibile in affitto per brevi, medi o lunghi periodi, oppure in vendita.

09/12/2025

ATTENZIONE!
La casa è vuota e in vendita.
Diffidate da annunci in cui viene pubblicizzata per affitto breve o eventi.

06/06/2024
22/04/2024
22/04/2024
22/04/2024

Indirizzo

Via G. Marconi 86
Ponte Della Venturina
40045

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Dai villanoviani ad oggi: la Storia di “Granaione”

Questa ricerca storica, effetuata dagli attuali proprietari, è in continua evoluzione. PARTECIPA ANCHE TU! Aiutaci a migliorarla, perfezionarla e completarla! Mandaci le tue foto, i tuoi documenti e le tue informazioni che riguardino GRANAGLIONE in generale e il CASTELLO in particolare.

Il territorio di Granaglione, prima di diventare “Granaione”, è stato interessato dalla presenza della civiltà Villanoviana, che ha avuto il suo massimo sviluppo demografico tra il sesto e il settimo secolo avanti Cristo. Con questo nome si designa la civiltà caratterizzata dalla scoperta del ferro, per forgiare strumenti ed armi. Gli Etruschi, provenienti dalla attuale Toscana, hanno colonizzato le aree precedentemente occupate dai Villanoviani lasciando importanti tracce dei loro insediamenti a Marzabotto (Pian Misanello), Grizzana, Montacuto Ragazza, etc.

Intorno all’anno 525 a.c. risale l'ingresso in Italia dei Celti e Granaglione era terra di confine degli insediamenti celtici sull’Appennino Bolognese con la civiltà Etrusca. La bevanda tipica dei celti era la birra, chiamata in gaelico “cervogia” e da cui derivano i termini Cerveza (spagnolo) e la Cerveja (portoghese). BELTAINE era la grande Festa di Primavera, che i celti facevano anche a Granaglione, e che si svolgeva il 1° maggio. BELTAINE tradotto letteralmente dal gaelico significa “i fuochi di Bell” e oggi dà lo stesso nome alla birra di castagne ancora prodotta nello stabilimento di Granaglione. Bell era il Dio celtico del fuoco e della luce. Il fuoco simboleggiava il ritorno della terra alla vita e alla fecondità, quindi alla rinascita della natura. I Celti non costituirono mai un popolo unito, facente riferimento ad un potere centrale. Essi vivevano liberi, raggruppati in clan, la loro cultura si basava su un complesso insieme di tradizioni, valori e un misticismo rispetto della natura.

Verso il 340 a.c. Felsina fu devastata da una imponente invasione gallica che porterà i Galli Boi ad insediarsi anche nel territorio di Granaglione, sostituendosi alle comunità etrusche, convivendo con i valorosi clan Celti.