Movimento Tricolore Ponte Buggianese

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27/02/2023

Noi di Destra sociale siamo , passionali, direzionisti, decisi, non corruttibili,Popolari, Patrioti e Nazionalisti. Volevo dire che La Destra di Fratelli D' Italia di Ponte Buggianese chiede una mano per ognuno di voi per sconfiggere o combattere i Cattocomunisti del Paese. Spero in una collaborazione , anche minima per ognuno fi voi. Il Camerata Spadoni Leonello.

01/01/2023
03/11/2022

"Pino Rauti, la Destra della Tradizione e della socialità"
— di Flavio De Marco

Il 2 Novembre del 2012, scompare una delle figure più carismatiche della Destra Europea del '900, Pino Rauti. La sua filosofia politica ha riferimenti ben precisi: la tradizione e la socializzazione, uno dei pochi capaci a far coesistere armonicamente il corporativismo e l' esaltazione della civiltà occidentale, lo studio di Evola e Guenon con le teoria dell'alternativa corporativa di Sermonti e di Romualdi, l'amore per le analogie tra Magna Grecia e civiltà celtica. Uno dei pochi ad avere il coraggio delle proprie idee, tradizionali, ma, calate nella modernità. L'unico, tra i leader conclamati, capace di sospettare del liberalcapitalismo quando la parabola berlusconiana imperversava in ogni dove nel nostro Bel Paese. Fra i pochissimi a definire il concetto di Europa, sia nei suoi libri e sia nella sua creatura splendida, il giornale Linea che dirigeva con fierezza anche nei momenti più difficili. Chissà cosa penserebbe oggi Pino Rauti nel vedere sua figlia Isabella sottosegretario, chissà che gioia e che soddisfazione avrebbe espresso: proprio Isabella che raccoglie l'eredità culturale e ideale di un padre così geniale e così amorevole. Chi scrive ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ammirare la sua visone degli scenari futuri: le battaglie contro il dissesto idro-geologico, sui salari di inserimento sociale, sugli aiuti umanitari per evitare le "deportazioni" delle immigrazioni, la bioetica, la tutela del patrimonio culturale e via discorrendo. Da grande giornalista quale era, aveva il dono della comunicazione e di un approccio aulico a temi complessi quali quello della globalizzazione e dello strapotere delle banche. Temi, tesi congressuali, analisi e comizi che proiettavano chi lo conosceva in una dimensione altra, non solo politica ma anche esistenziale. Ha fatto il deputato, il segretario del MSI, del MSI-Fiamma Tricolore, ha pagato per delitti mai commessi nel corso del periodo della strategia della tensione, ha scelto la via dell'atlantismo quando il pericolo comunista bussava alla porta e da qui la sua intuizione negli anni ottanta della imminente caduta del muro. Ha spiegato a tutti coloro che hanno delle idee di Destra che il fascismo è solo un giacimento della memoria: fu accusato da Fini di essere un nostalgico, in realtà aveva delle idee che non si omologavano alla destra liberale e liberista che oggi, fortunatamente, deve fare i conti con una destra europea, moderna, capace di guardare alle sfide delle crisi inenarrabili se si considera il conflitto russo-ucraino e la complessità che ne consegue. Una sicura interprete della Destra moderna è sicuramente Isabella Rauti che ha respirato la grande politica sin dalla sua nascita. Ricordo che, personalmente, leggevo una rivista da lei diretta, dal titolo "Niente Mimose" dedicata alla figura della donna nella nostra società e nella storia. Dunque, non un vacuo femminismo. Mi piace ricordare Pino Rauti per la sua grandezza culturale, per la sua capacità di comprendere che se un gruppo politico va al governo per quei contenuti che incarna, quei contenuti stessi non dovrà tradire. Mi piace ricordare Pino Rauti per essere stato anti-retorico, pragmatico e visionario, uno studioso, un uomo capace di idea e di azione. Le sue teorie e la sua lezione sono imprescindibili per i giovani di Destra e per chi si trova a governare questo nostro Paese nella tempesta della storia e del presente.

28/10/2022

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐜𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚
Come sa d’antico oggi la Marcia su Roma del 28 ottobre del 1922. Eppure ne parlano come se fosse il fatto del giorno, si confondono Meloni e Mussolini. Dedicheremo una riflessione su La Verità il giorno della Marcia. Per ora vorrei sottolineare il paragone improponibile con quell’evento irripetibile. In quel tempo c’era lo slancio vitale di una società giovane e audace, c’era una generazione temprata dal fronte e affamata di futuro e c’era l’orrore di una guerra che aveva “rottamato” milioni di ragazzi, tra vittime, feriti e sbandati. E c’era l’ombra infausta del biennio rosso, la rivoluzione russa, la minaccia del comunismo. Oggi c’è una società vecchia e sfiduciata, una democrazia di massa avvizzita nel benessere, nel malessere e nel malaffare, e poi c’è la lezione tragica del ‘900 che ci ricorda come sono andate a finire le rivoluzioni rosse e nere. Oggi non ci sono condottieri ma conducenti, non ci sono capi ma code, con infiniti colpi di coda. Non si marcia più su Roma ma si marcia da Roma verso altrove, dove risiede il vero potere. La sovranità è tecno-finanziaria, il potere militare quando non è in guerra si è trasferito alla magistratura, l’ideologia cede alla tecnologia, la devozione è passata dalla religione al reality, la storia si ferma al presente. Non si va in trincea ma on line. Marcia non evoca oggi l’incedere spavaldo della storia ma il marciume, il traffico e la monnezza.
Il paese si divide in putrefatti e putrefaziosi. Chi grida oggi “viva il duce” fa dello spirito o dello spiritismo, chi grida “a morte il fascismo” stupra un ca****re e oltraggia la storia. Ambedue non fanno storia ma fiction e carnevale. L’unica cosa che torna del passato è l’ora solare, da domenica prossima. Le lancette vanno rimesse indietro di un’ora, non di un secolo. L’autunno avanza e si porta via con l’ora legale tutti i fumi e le sceneggiate sul fascismo. Eja eja trallalà.

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