Costituzione-Io Voto No Pomigliano

Costituzione-Io Voto No Pomigliano Costituzione-Io Voto No è il comitato pomiglianese alla sensibilizzazione e all'informazione per il no al referendum costituzionale del prossimo ottobre.

La Costituzione è quella legge che un popolo si dà quando è sobrio per rispettarla quando è ubriaco – diceva Calamandrei – uno dei padri costituenti. Ed è questo il momento in cui dobbiamo dar fondo a tutte le nostre forze per impedire che degli ubriachi, di potere e di arroganza, possano manomettere la nostra Costituzione con un disegno profondamente antidemocratico e autoritario che viene propag

andato per modernità e cambiamento. La nostra Costituzione, nata dalla Resistenza al nazifascismo, è stata, per lunghi decenni, l’ultimo argine democratico alle devianze del sistema politico ed istituzionale del nostro Paese. Negli anni passati, la Costituzione vigente ha saputo, sia pur con molte difficoltà, impedire che forze politiche ampiamente venate da autoritarismi di destra avessero mano libera nel governare il Paese. E se oggi la stessa Costituzione non riesce a fare altrettanto contro le pulsioni del governo in carica, è perché è stata violata da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale. Se il Partito democratico non avesse potuto godere dell’illegittimo raddoppio dei seggi conquistati nelle urne grazie al Porcellum, oggi non saremmo qui a discutere di revisione costituzionale. Dobbiamo sapere che il governo Renzi non è solo e non è l’unico artefice della contro-riforma che non è dunque il risultato di una visione autonoma. Questo governo sta attuando ciò che da tempo chiedono le tecnocrazie della finanza internazionale: mutare la cornice generale della convivenza civile e politica all’interno di ciò che rimane della residua sovranità popolare degli stati europei, specie nei paesi più fragili e periferici, e dunque attuare un superamento definitivo delle Costituzioni nazionali ove ancora è presente il riconoscimento dei diritti sociali, e in particolare della nostra Costituzione, essendo tutto ciò visto come insopportabile compromesso tra capitale e lavoro da superare secondo il volere dei capitali finanziari. L’obiettivo prioritario è la centralizzazione del potere, spostando le prerogative parlamentari nelle mani del capo del governo, la riduzione degli spazi di confronto e di partecipazione, con una sottrazione forte di sovranità del popolo e dei territori, l’annientamento di ogni voce di dissenso e la subordinazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori agli interessi del mercato. Ciò che si vuole perseguire nel disegno complessivo è il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia dell’investitura, dalla democrazia fondata sul Parlamento alla democrazia fondata sul governo, dal rapporto di fiducia per cui il Parlamento è artefice e giudice del governo, al rapporto di potere per cui il governo è padre e padrone del Parlamento, dal popolo che ogni giorno concorre in diversi modi a determinare la politica nazionale, al popolo che una sola volta ogni cinque anni attribuisce il potere al Capo e gli altri giorni è solo spettatore manipolato dai sondaggi. Il risultato è l’annichilimento della politica, cioè il terreno ideale per il dominio incontrastato delle potenze finanziarie e dei mercati. Nessuno di noi crede che la Costituzione sia inviolabile, ma l’aggiornamento della Carta fondamentale dei nostri diritti dev’essere il risultato di un progetto sociale diffuso e partecipato. Deve partire dalle mobilitazioni in atto, dai conflitti sociali nei territori, dalle lotte sempre più diffuse dei lavoratori e dei cittadini a difesa del lavoro, del reddito e dell'ambiente, dalle buone pratiche delle reti di economia sociale e solidale. Bisogna anzitutto dar seguito ed attuazione ad una Costituzione materiale e sostanziale, che significa: lottare contro le disuguaglianze sociali insieme ai poveri e agli immigrati; per la dignità del lavoro e dei lavoratori insieme ai precari e ai disoccupati; ripristinare lo stato sociale insieme ai tanti colpiti dai tagli alla spesa (sanità, istruzione, pensioni); salvaguardare la salute dei cittadini compromessa dagli inquinamenti ambientali insieme ai tanti movimenti presenti nei territori; garantire a tutte e tutti il diritto allo studio, sostenere il sistema d’istruzione pubblica, libera, laica e di qualità insieme a studenti e docenti; perseguire l’equità fiscale secondo il criterio della progressività; ripudiare la guerra etc.. Chi sta appoggiando il progetto di Renzi cerca lo smantellamento di questo sistema di diritti, non a caso il comitato del SI nel nostro comune è promosso da una cordata di inossidabili conservatori, opportunisti di mestiere, sostenitori delle politiche della crisi e dell’austerità, un blocco di potere che attraversa trasversalmente il ceto politico di centro-destra e centro-sinistra. Sono coloro che hanno segnato per decenni le fallimentari esperienze di governo della nostra città, che hanno inteso la politica come spazio di costruzione del consenso personale, per i propri traguardi personali, che hanno usato in modo proprietario e privatistico i beni pubblici e comuni, che hanno alimentato corruzioni e clientele, che hanno delimitato con l’arroganza e l’autoreferenzialità delle proprie posizioni la distanza tra cittadini e istituzioni, che hanno avallato, per l’obbedienza che dovevano ai loro capi e per l’inestrinsecabile relazione tra politica e affari nella quale erano e sono coinvolti, tutte le politiche regionali e nazionali che hanno colpito sempre più la salute, il reddito, la dignità di migliaia di cittadini, riducendo Pomigliano a un concentrato di povertà, precariato e disoccupazione, una devastazione sociale e ambientale che non ha precedenti. Renzi impiegherà queste forze e questi poteri per vincere la sua sfida, noi abbiamo bisogno del contributo di donne e uomini liberi, perciò facciamo appello alle realtà sociali e sindacali, ai singoli cittadini del nostro territorio, che si oppongono allo stravolgimento della Costituzione e all’azione politica di questo governo, per costruire un fronte unitario, per salvare la Costituzione e i diritti, per gettare le basi di un vero e proprio progetto politico e sociale alternativo a quello espresso da questa classe politica e imprenditoriale. Noi a Pomigliano faremo la nostra parte. COMITATO POMIGLIANO – IO VOTO NO .

27/03/2022

Putin ha cominciato una orribile e illegale, la NATO ha contribuito a farla iniziare e non fa nulla di serio sul piano diplomatico per favorire un accordo.
Biden ogni volta che apre bocca è un passo in avanti verso la terza guerra mondiale.
L’Europa batta un colpo e la smetta di essere subalterna e sottomessa agli USA. Non si può essere sempre adolescenti.

Il linguaggio di Biden, Draghi, Letta e Di Maio ci porta alla guerra mondiale. Gli italiani non sono invece con le politiche guerrafondaie del Governo, il popolo in cammino può fermare i signori della guerra.
Nè con Putin, nè con Biden, perché sono espressione entrambi di politiche imperialiste, aggressive e violente.

Questa guerra si può fermare solo con la mediazione diplomatica prima che diventi una guerra globale.

17/11/2021

(Z)ZeroCalcare in solidarietà ai disoccupati e le disoccupate ❤️.

Ci vediamo alle h.14 a piazza Mancini ( sotto statua Garibaldi).

Giù le mani da chi lotta!

07/06/2021

Faccio quello che posso. Non sempre la vita é facile.

30/03/2021

Chiese e palazzi, aneddoti e leggende..
La passeggiata virtuale di domenica ci porterà a scoprire l'incredibile via Spaccanapoli.
Un percorso rettilineo ricco di fascino!

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Via Roma, 114
Pomigliano D'Arco
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