10/02/2026
In seguito alle dichiarazioni del Consigliere di Rifondazione Comunista Poggibonsi Lorenzo Scoccati, pubblichiamo la nota stampa integrale del nostro capogruppo Federico Gozzi:
“Apprendiamo dai social le dichiarazioni di Lorenzo Scoccati, consigliere comunale per Rifondazione Comunista a Poggibonsi, riguardo alla manifestazione in ricordo degli italiani massacrati in Istria e Dalmazia dai titini.
Nel suo intervento fortemente e disgustosamente revisionista, Scoccati ha offeso la memoria degli Italiani che hanno perso la vita solo per il fatto di essere italiani, vittime di una pulizia etnica propugnata dagli jugoslavi. Molti, oltre a essere infoibati, furono indotti all’affogamento, uccisi, deturpati, violentati dalle milizie comuniste jugoslave, fiancheggiate dai comunisti italiani.
Il consigliere dovrebbe essere il primo a non studiare la storia su Novella 2000. Gli ricordiamo che lo Stato italiano, tramite la legge 30 marzo n. 92/2004 ha istituito la Giornata del Ricordo, riconoscendo ciò che è avvenuto in Italia orientale. Comprendiamo la necessità di difendere un regime che si è macchiato di gravi crimini contro l’umanità solo perché affine a loro ideologicamente, ma non può avere altro che il nostro sdegno.
Istria e Dalmazia sono parte dell’identità italiana. Sin dai tempi dell’Impero Romano sono terre abitate da popolazioni latine, romanze e italiane. L’Impero Asburgico cercò, con le sue politiche anti-italiane, di ridurne l’impatto demografico, avviando una politica di slavizzazione e di germanizzazione del territorio istro-dalmato, ma siamo sopravvissuti e rimasti. Visto che ci tiene a sottolineare l’appartenenza al Fascismo degli infoibati, ricordiamo al consigliere che furono trucidati anche italiani appartenenti a formazioni partigiane di ispirazione non comunista e semplici italiani etnici. La ferocia dei titini e le condizioni della pace ci hanno privato di quella parte d’Italia, ma questo non si tratta di revisionismo. Revisionismo è analizzare la storia dal particolare al generale, utilizzando come contesto solo la seconda guerra mondiale, senza tenere conto dei precedenti duemila anni.
Probabilmente il consigliere, piuttosto che lamentarsi di non poter partecipare al consiglio comunale, dovrebbe occuparsi della sua cultura e delle sue fallacie logiche.”