15/05/2026
LA PROPRIETÁ PRIVATA NON È IL FAR WEST
Con sentenza depositata il 16 dicembre 2025 la Corte costituzionale si esprime sulla legge turistica della regione Toscana e sulle previsioni volte a regolamentare il proliferare dei alloggi turistici.
È tutto legittimo e quindi, ora, non ci sono più scuse per il Comune per non intervenire.
Solo poche settimane fa (il 4 dicembre) abbiamo proposto con un ordine del giorno di adottare un regolamento che incida sugli affitti turistici, oggetto di una proliferazione senza controllo nella nostra città (+ 450 in 12 mesi). La destra ha bocciato la nostra proposta.
Oggi però, la Corte costituzionale mette nero su bianco quello che diciamo da tempo: se non si regolamentano le locazioni turistiche la questione abitativa non potrà essere risolta.
La direzione, chiarisce la Corte, è quella individuata anche dal regolamento (UE) 2024/1028 e da altri paesi europei, affermando che i "problemi posti dalle locazioni turistiche brevi si concentrano in alcune zone del territorio e presentano diverse peculiarità in ognuna di esse. Il livello regionale e quello locale, dunque, sono in linea di massima più adeguati per adottare la disciplina amministrativa volta a conciliare gli interessi dei proprietari e degli utenti con quelli contrapposti (di tipo sociale ed urbanistico). In altri ordinamenti statali (Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), emerge un collegamento tra la disciplina delle locazioni turistiche ed il governo del territorio, con conseguente previsione di poteri regolatori e autorizzatori degli enti locali".
Insomma il principio di sussidiarietà riporta sui comuni un essenziale potere/dovere di intervento.
E per coloro che ci hanno criticando dicendo che la proprietà è sacra, rispondiamo, ancora una volta, che no, non lo è e deve tenere conto dei limiti imposti dalla funzione sociale della stessa.
E infatti, come ricorda la Corte "È noto, infatti, che il cosiddetto home sharing, diffusosi grazie alla creazione di piattaforme on line, da un lato rappresenta un’occasione di integrazione del reddito per numerose famiglie, ma dall’altro ha concorso a determinare fenomeni di overtourism in diverse città, che hanno prodotto “esternalità” negative. In primo luogo, si è prodotta una contrazione degli alloggi disponibili per lavoratori e studenti fuori sede, con conseguente effetto inflazionistico sul costo degli alloggi stessi. Inoltre, l’overtourism può determinare «la trasformazione urbanistica di interi quartieri e centri, con ricadute di rilievo anche sulla gestione dei servizi pubblici locali» (sentenza n. 94 del 2024)".
Da parte nostra torneremo a insistere per l'approvazione di questo regolamento in modo che si possa controllare attraverso il rilascio di un'autorizzazione amministrativa di 5 anni la possibilità di trasformare una casa in alloggio turistico.
Pisa, e alcuni quartieri lo sono in particolare, è invasa da questo fenomeno se si considera che oggi le le locazioni turistiche sono: in zona areoporto 154, in zona porta a mare e la Vettola 78, in zona porta a Lucca 74, in zona pisanova/cisanello 192, in zona stazione/San martino 204, in zona Santa Maria 145, in zona tra borgo stretto e via di pratale157, e sul litorale 336.
A questi, a inizio anno, si aggiungevano 268 affittacamere, 92 B&B, 81 case vacanze e 5 residenze d’epoca, e, anche in questo caso, registriamo un aumento delle case vacanze che raggiungono il numero di 116 mentre gli altri numeri rimangono invariati.
Insomma, se a inizio anno il totale era, quindi, di 1.377 unità abitative con caratteristiche di civile abitazione che sono utilizzate per l’offerta turistica, oggi dopo soli 12 mesi, il numero sale a 1.827.
Alla luce di questi numeri pensiamo che occorra un intervento immediato che aiuti Pisa a tornare ad essere una città accessibile per chi ci abita.