20/06/2020
Nella giornata mondiale del rifugiato, in un mondo con più di 70 milioni di rifugiati, profughi, sfollati, ricordiamo una verità scomoda. I responsabili hanno nomi e cognomi. Gli esseri umani migrano perché fuggono dalla guerra, dalla povertà, dalla miseria. Le migrazioni e i rifugiati sono la conseguenza dell’imperialismo, delle politiche di saccheggio volute dai grandi monopoli, dello sfruttamento capitalistico che opprime milioni di lavoratori e proletari in tutto il mondo, delle devastazioni ambientali nel nome del profitto di pochi.
C’è un dato che accomuna chi a sinistra riduce tutto alla sola questione umanitaria con chi a destra soffia sul fuoco del razzismo: entrambi sono complici delle politiche imperialiste dello Stato italiano in Africa, nel Mediterraneo, in Medio Oriente, dove l’Italia interviene anche sul piano militare per garantire gli interessi di grandi monopoli come l’ENI. Non esistono scusanti per questo e non ne esistono per le politiche migratorie repressive dell’Italia e della UE.
Nostro dovere oggi è lottare spalla a spalla contro l’ingiustizia e lo sfruttamento, contrastare il razzismo e la guerra tra poveri che da sempre sono un’arma dei padroni per dividere le classi oppresse. Organizzare tutti i lavoratori, italiani e immigrati, in ogni fabbrica e quartiere su una prospettiva di lotta di classe, contro l’illusione del nazionalismo e la logica della pace sociale con i padroni. Lottare contro questo sistema, affinché nessuno sia più costretto a fuggire dalla propria terra.
I lavoratori italiani e quelli immigrati hanno lo stesso nemico, chi vuole metterci gli uni contro gli altri fa il suo gioco.