12/06/2021
Spunti di riflessione del nostro amico Giammarco Brenelli che riportiamo con piacere.
• I vecchi Governi e il nuovo Governo Draghi.
Il Governo Draghi è l’effetto della crisi politica dei governi Conte e delle relative maggioranze, che in un primo tempo combinavano diverse forme di populismo e purtroppo, nella seconda versione, comprendevano un PD del tutto subalterno al partito di Grillo sul piano dei contenuti della giustizia, della spesa pubblica non qualificata da investimenti e di vari altri temi, non ultimo, quello istituzionale e parlamentare.
Nel nuovo Governo, invece, il Presidente Draghi, nella crisi dei partiti, ha imposto una compagine ministeriale con alcuni esponenti di sua esclusiva scelta e responsabilità, e ha già raggiunto visibili risultati in tema di pandemia, di affermazione della competenza, oltre che di un serio quadro programmatico ed applicativo del PNRR, anche se permangono ragioni di scontro con la vecchia cultura sul tema della gessificazione dell’economia, dei sussidi non produttivi e, da ultimo, dei licenziamenti.
Per altro verso sono già riconoscibili nella società effetti indotti della fase nuova, come il ritorno al merito, all’efficienza e alla competenza, che sono alla base della volontà di ripresa quale elemento, anche psicologico, che è riconosciuto determinante tra gli osservatori interni ed internazionali così come dai protagonisti della ripresa.
L’autorevolezza personale di Draghi, del resto, è stata determinante presso le Istituzioni Europee, mentre all’interno ha consentito, tra l’altro, il ricambio della governance strategica in aziende a partecipazione pubblica e in altre autorità, senza che si manifestassero particolari opposizioni nemmeno nella maggioranza precedente.
Sotto altro profilo, va osservato che nella comunità politica e nell’opinione pubblica, cedono sempre più, o comunque mostrano segni di crisi, i miti dell’antieuropeismo, del giustizialismo e dell’egalitarismo a tutti i costi.
• La carenza di offerta politica in Italia.
Si intravedono di recente tensioni nel PD, che sembra più volto alla ricerca della propria identità che all’impegno di governo, così come, dall’altra parte, i Cinquestelle da movimento antisistema sembrano evolversi ed indulgere nella nostalgia dei posti di potere perduto.
Sull’altro versante, rimane poi concreto il nodo dell’impresentabilità e divisione interna del Centro Destra che costituisce la vera anomalia del sistema politico italiano.
XXSettembre, particolarmente nella sua componente di +Europa, ritiene indifferibile lo sforzo di costituire un’alleanza politica che possa almeno condizionare l’attuale sistema anche se, allo stato, essa appare difficile, con gruppi per giunta litigiosi e spesso animati dal cesarismo dei vari leader.
• Le elezioni nelle città.
La soluzione sul punto potrebbe ve**re soltanto da segnali da parte del corpo elettorale, particolarmente a partire da Roma, dove la candidatura di Calenda è l’unica offerta politica schierata contro tutti i populismi e riconoscibile come alternativa rispetto agli attuali schieramenti.
Meno chiara è la situazione in altre città anche se, almeno a Bologna, potrebbe profilarsi una proposta proveniente da Italia Viva.
• Sui referendum in tema di Giustizia.
Altro tema indifferibile affrontato dal coordinamento XXSettembre riguarda la giustizia, che non è più un tema tecnico da tribunali, ma questione istituzionale che attiene allo squilibrio tra i tre poteri della democrazia liberale e all’intrusione costante del potere giudiziario sulle scelte politiche, amministrative e nella stessa selezione del ceto politico.
Si pone oggi urgente una questione di agibilità e autonomia della politica, fortemente condizionata, come ben noto, dalla commistione tra potere di alcuni P.M. e dei media, spesso compromessi e/o genuflessi.
Negli ultimi trent’anni nel Paese si è, infatti, andato affermando un potere per definizione “buono e indiscutibile”, reso forte dal contrasto rispetto ad esponenti criminali e corrotti, esso ha tuttavia ritenuto di potersi ergere a paladino contro i relativi fenomeni al di là degli eventi concreti e dei diritti dei singoli – spesso sacrificati in nome di esigenze generali di tutela sociale – e soprattutto al di fuori dei controlli e contrappesi interni previsti dal Codice di procedura, ormai sempre più spesso eluso, persino escludendo il sindacato del GIP sulle scelte che il P.M. ampiamente pubblicizza anche presso l’opinione pubblica, al di là delle necessità processuali.
Come previsto da taluni, un potere così smisurato e omnipresente nella società, nel sistema produttivo, e nella vita culturale, non poteva che creare sempre maggiori aspirazioni, quando non appetiti politici, che hanno portato alle lotte intestine nel CSM e nei tribunali e dunque agli scandali che sono l’effetto di un sistema malato e non costituiscono certo semplici anomalie dei singoli responsabili.
I cittadini, oggi, non sono posti in grado di distinguere nell’attuale guerra per bande in corso tra i magistrati, nè tantomeno cosa vi sia dietro taluni scambi correntizi, che presiedono alle scelte dei responsabili nei posti di rilievo, nelle Procure e nel CSM che ormai sempre più frequentemente originano ricorsi e controricorsi nei TAR e in altre sedi.
Il Coordinamento ritiene, a maggioranza (con qualche perplessità sullo strumento referendario) che l’urgenza della riforma sui temi che influiscono nel diritto dei singoli e nell’efficienza del sistema anche nei suoi riflessi economici, non consenta ulteriori rinvii.
Sul punto, nonostante il pregevole impegno del Ministro Cartabia, inevitabilmente resa cauta dall’attuale maggioranza, non si può superare il dato della composizione di un Parlamento ancora in prevalenza giustizialista e con forti connessioni con la parte militante delle Procure.
Per tale ragione si rende necessario ed inevitabile il ricorso ai referendum radicali, condivisi da soggetti politici che fino a ieri risultavano giustizialisti ma che, oggi, sentono il vento favorevole presso l’opinione pubblica di fronte alla crisi gravissima della giustizia.
Il gruppo verrà convocato su questi ed altri temi il giorno 21 giugno 2021 con gli amici e simpatizzanti presso il Circolo De Amicis, finalmente in presenza.