Potere Al Popolo a Pisa

Potere Al Popolo a Pisa Potere al Popolo! intende rappresentare politicamente i settori popolari colpiti dalla crisi capitalistica! Unisciti a noi⬇️
https://adesioni.poterealpopolo.org/

SOSTENIAMO LO SCIOPERO GEOFOR DI LUNEDI’ 7 SETTEMBREScendiamo in piazza al fianco di USB, dalle h.10 alla ASL in Via Mat...
06/09/2026

SOSTENIAMO LO SCIOPERO GEOFOR DI LUNEDI’ 7 SETTEMBRE

Scendiamo in piazza al fianco di USB, dalle h.10 alla ASL in Via Matteucci 34(Galleria Gerace)

Riteniamo essenziale stare al fianco dei lavoratori dell’igiene ambientale, sostenendo questo ennesimo capitolo della loro lotta per migliorare le condizioni di lavoro e di vita degli operatori che quotidianamente portano avanti un servizio essenziale nel nostro territorio.

La classe politica ha sempre cercato di trattare i lavoratori e le lavoratrici del servizi come un costo su cui scaricare le inefficienze del sistema della raccolta dei rifiuti, prima addossandoli la responsabilità dell’aumento delle tariffe della TARI, in costante aumento in tutti i Comuni della provincia di Pisa e costantemente dipingendoli come pigri e solerti nell’esecuzione del loro lavoro.

La verità è che il sistema della raccolta dei rifiuti è stato strutturalmente aggredito dalle privatizzazioni e dal perverso meccanismo della precarizzazione del lavoro, inserendovi sistemi di reclutamento intermittente o attraverso cooperative che applicavano livelli salariali e contrattuali indegni, contrastati soltanto grazie alla determin**ione e alla lotta che l’USB e i lavoratori hanno portato avanti in questi anni fino alla reinternalizzazione nella SOL Geofor di centinaia di loro.

Oggi, dopo anni, vediamo nel settore concentrarsi costantemente la piaga delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, determinati da un’organizzazione del lavoro che ha fatto del porta a porta lo strumento perenne per le amministrazioni comunali per scaricare sulla schiena degli operatori le responsabilità di un disinvestimento in sistemi di raccolta che possano salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Per non parlare degli “scatoloni” di poltrone che la classe politica utilizza solo ed esclusivamente per sistemare i propri conti elettorali, lo abbiamo visto nella nomina del nuovo presidente Geofor, e nel mantenimento di Retiambiente, che nulla serve se non a costituire un Consigli di Amministrazione, i cui compensi da migliaia di euro vengono aumentati con il benestare bipartisan delle giunte di centrodestra e centrosinistra che costituiscono la stessa Retiambiente.

Non possiamo però ignorare le responsabilità della dirigenza Geofor che, negli anni, ha dimostrato gravi limiti nelle scelte organizzative e nella gestione economica e patrimoniale dell’azienda. Decisioni che hanno contribuito a un lento declino, incidendo sulla qualità del servizio, sulle condizioni di lavoro e sulla stabilità economica di Geofor. Un percorso che rischia di produrre conseguenze ancora più pesanti negli anni a ve**re. Anche su questo è necessario fare chiarezza e pretendere un cambio di rotta: non possono essere sempre i lavoratori e i cittadini a pagare il prezzo delle inefficienze e delle scelte sbagliate dei vertici aziendali.

Oggi la manutenzione del parco mezzi di Geofor viene completamente appaltato a giganti privati come Valorent, che incassa milioni di euro pubblici lasciando in condizioni comunque degradanti gli operatori. Non è questo il sistema che garantisce un buon servizio e buone condizioni di lavoro, è necessario un cambio di rotta totale, e pensiamo che questo si debba fare a partire da alcuni punti essenziali:

- Ripubblicizzazione totale del servizio, della filiera e della fornitura del parco mezzi
- La cessazione del Porta a Porta e l’implementazione del sistema di raccolta con cassonetti interrati
- Una sanatoria TARI, per le fasce di popolazione più deboli per farle accedere al servizio
- Lo smantellamento di Retiambiente e il reinvestimento dei soldi spesi nel Consigli d’Amministrazioni per il miglioramento del parco mezzi, delle considizioni di lavoro e del servizio.

Per un città pubblica, in cui servizi essenziali per i cittadini e diritti dei lavoratori siano garantiti e non più contrapposti

Potere al Popolo Pisa e Provincia
Cascina Rossa

05/09/2026

DA LIVORNO A PISA CONTRO SPECULAZIONE E CEMENTIFICAZIONE

Giovedì 10 Settembre ore 17:30 p.zza XX Settembre

Oggi in tantissimi a Livorno in piazza per dire NO all'ennesimo progetto di cementificazione.
La giunta Salvetti di centrosinistra approva un piano operativo comunale che prevede la costruzione di nuovi palazzi nell'area di via Goito, dove si trova un parco urbano di 6 ettari, che verrà così sottratto agli abitanti della città.
Specularmente, la giunta Conti a Pisa, approva la costruzione di un impianto sportivo nell'area agricola urbana di via Maccatella.
Questo giovedì scendiamo in piazza insieme agli abitanti delle Piagge per opporci a quest'ennesimo progetto di cementificazione.

CONTRO LE RAGIONI DELLA SPECULAZIONE, COSTRUIAMO LA CITTÀ PUBBLICA!

🔴Smantellare la società-casermaConvegno n**ionale contro la repressione.Domenica 6 settembre,dalle 10:00 alle 18:00,Cent...
05/09/2026

🔴Smantellare la società-caserma
Convegno n**ionale contro la repressione.

Domenica 6 settembre,
dalle 10:00 alle 18:00,
Centro Costarena Via Azzo Gardino, 48.

A Bologna sperimentiamo da anni sulla nostra pelle un “laboratorio repressivo” che torna spesso sotto le telecamere e nell’agenda politica n**ionale: la morte di Abderrahim Fakir per mano della Polizia, il 20 luglio scorso al Pilastro, si inscrive pericolosamente in questa cornice. Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire le cause e le conseguenze della repressione, denunciandone le connessioni con il clima politico che si respira a livello n**ionale.

La gestione dell’ordine pubblico a Bologna è sempre stata muscolare, pesante, invasiva ma speculare rispetto alla cosiddetta “buona amministrazione” con cui per decenni le giunte di centro-sinistra hanno costruito il mito del “modello Bologna”.

Alla durezza della gestione poliziesca delle manifestazioni, incluse quelle di pochi mesi fa proprio al Pilastro contro il Muba, si accompagna una gestione quotidiana dell’ordine pubblico fondata sulla crescente presenza delle FF.OO. nei quartieri e alla “profilazione razziale”. Infatti, la morte violenta di Fakir non è avvenuta per una coincidenza al Pilastro: il clima di aggressività razzista nel paese e l’uso elettorale delle campagne sulla sicurezza da parte del governo hanno creato un contesto accondiscendente verso abusi e discrimin**ioni su base razziale e sociale nella gestione quotidiana dell’ordine pubblico - basti pensare, in questo senso, alla dicitura razzista del “decreto maranza”.

Sullo sfondo, però, rimane una costellazione di soggetti oggi attenzionati dalla repressione, che si sono distinti nelle mobilitazioni di questo autunno con un’inedita presenza di piazza, con la denuncia del genocidio a Gaza in questi due anni, nelle mobilitazioni nei quartieri, nelle occupazioni di scuole ed università: i giovani, i precari, gli immigrati. Nella crisi in cui si sono avvitate le classi dirigenti di tutto l’Occidente, sotto le sirene sempre più insistenti della chiamata alla guerra, il controllo interno sulla società deve farsi necessariamente sempre più stringente. Fra i soggetti attenzionati ci sono soprattutto i “poveri”, con cittadinanza italiana o meno, verso i quali gli apparati repressivi dello Stato usano la mano pesante. Chi nasce e vive nei segmenti “bassi” della società deve vedersi negata ogni possibilità di alzare la testa e deve accettare la propria condizione di sottomissione; e non può neanche “dare in escandescenza” senza rischiare molto. Proprio questi settori popolari oggi stanno subendo una pesante influenza ideologica sulla questione securitaria, che ha permesso di creare un terreno fertile a campagne reazionarie di massa come quella sulla “remigrazione”.

La morte di Fakir, a cui abbiamo assistito in diretta grazie ai video circolati subito in rete, non è dovuto all’eccesso di zelo o alle inclin**ioni personali di qualche agente di polizia. È il risultato di un preciso indirizzo politico che cala dall’alto, espresso dalla sequenza di “decreti sicurezza” prodotti da un governo che concepisce il paese come una caserma per i deboli e il “regno delle libertà” solo per i ricchi e i forti. Un indirizzo politico che ha subito un’accelerazione in risposta al movimento di massa dell’autunno, con la decisione ad esempio di prendere per buone le veline dei servizi israeliani per portare in carcere Mohammad Hannoun, ed altri esponenti palestinesi, con l’accusa di terrorismo.

Lo scudo penale previsto dagli ultimi decreti sicurezza è uno strumento pratico della gestione della società-caserma, attivato tra i primissimi casi proprio per quello che è successo a Fakir allo scopo di proteggere gli agenti sotto indagine. Per questo motivo, la battaglia contro tale norma assume un valore che va oltre il singolo caso e riguarda l'intero modello “panpenalista”, che affronta le contraddizioni sociali attraverso la repressione e la criminalizzazione. Un modello che affida alle forze dell'ordine un vero e proprio privilegio per assicurarsi di rimettere in riga sia il dissenso organizzato in varie forme (con un’attenzione particolare riservata da sempre al Movimento No Tav) sia quei soggetti sociali che non rientrano nei progetti di “ordine”.

Pensiamo che la lotta contro lo scudo penale, unita ad altri elementi di visione garantista, possa farci uscire dalla dimensione difensiva e assumere anche un carattere politico generale, come già successo nel referendum costituzionale che ha visto un’ampia sconfitta del governo ben al di là dei numeri delle opposizioni parlamentari.

Per questo proponiamo a Bologna per il 6 settembre un momento di approfondimento sia sul carattere generale di una repressione ormai sistemica, sia sulle conseguenze della sua declin**ione in termini di “sicurezza” nelle aree metropolitane del nostro paese. In questo senso Bologna è tra le punte “avanzate”, insieme ad altre grandi città, della co-gestione dell’ordine pubblico tra governo n**ionale e giunte cittadine, sempre qui sono state sperimentate le zone rosse e sempre in questa città, col patto Lepore-Piantedosi, sono stati individuati i soggetti immigrati e i quartieri popolari come “problemi” da risolvere con l'aumento del controllo poliziesco.

Per questo abbiamo in mente un convegno strutturato su due distinte sessioni che approfondiscano le questioni. Un convegno non a caso a settembre e a Bologna, verso il cinquantesimo anniversario di quel convegno contro la repressione che nel 1977 intuì e anticipò molte delle contraddizioni sistemiche con cui stiamo facendo i conti oggi: questa stessa frattura la vediamo proprio nelle nostre città metropolitane con le scelte di carattere sociale, urbanistico e ambientale che le amministrazioni compiono e che sempre di più producono, proprio sui nostri territori, diverse forme di opposizione e resistenza di carattere politico e sociale.

Contro lo stato di polizia e la logica della società-caserma occorre fare rete, resistenza, avanzamenti sul campo.

Ore 10:00
Relazioni di apertura:
Antonio Corlianò, Coordinatore n**ionale Potere al Popolo Bologna
Valerio Guizzardi, militante bolognese
Sergio Cararo, Contropiano.org

Prima Sessione
Introduce: Francesca Trasatti, Esecutivo Nazionale Potere al Popolo

Avv. Arturo Salerni
Avv. Marina Prosperi
Avv. Mario Marcuz
Avv. Nazzarena Zorzella
Avv. Marco Lucentini
Avv. Gianluca Vitale
Avv. Biagio Borretti
Nicoletta Dosio, Movimento No Tav
Giorgio Cremaschi, Sindacalista
Valerio Monteventi, Centro Documentazione Movimenti Lorusso-Giuliani
Roberto Montanari, USB Logistica
Ludovico Basili, Osservatorio Repressione

Ore 14:00
Seconda sessione
Introduce: Francesco Olivo, Esecutivo Nazionale Potere al Popolo

Paolo Rizzi, Potere al Popolo Bologna
Gianni Tugnoli, attivista delle lotte ambientali bolognesi
Margherita Grazioli, Movimento per il diritto all’abitare Roma
Osvaldo Costantini, la conoscenza non marcia
Alessandro Senaldi, Assegnista di Ricerca presso l’Università di Bari
Sergio Spina, Comitato Popolare Pilastro
Maria Ledonne, Potere al popolo Napoli
Beatrice Gamberini, Potere al Popolo Roma
Bianca Tedone, Potere al Popolo Milano
Francesca Bertini, Potere al Popolo Torino

Conclude:
Marta Collot, Portavoce n**ionale Potere al Popolo

🔴Abbiamo preso la rincorsa! Dal campeggio di Potere al Popolo, le indicazioni per la mobilitazione d’autunno e le elezio...
04/09/2026

🔴Abbiamo preso la rincorsa! Dal campeggio di Potere al Popolo, le indicazioni per la mobilitazione d’autunno e le elezioni politiche del 2027

Dal 26 al 30 agosto circa 500 persone sono arrivate da tutta Italia a Paestum per il PaP Camp, il classico appuntamento di fine agosto di Potere al Popolo. Assemblee, iniziative culturali e politiche, musica e socialità: anche quest’anno il programma è stato ricco e la partecipazione intensa. Abbiamo affrontato questioni epocali come la guerra e l’imperialismo, e i suoi atti genocidi in Palestina e a Cuba, le migrazioni, il cambiamento climatico, l’esplosione dell’intelligenza artificiale – tutti temi strettamente collegati, effetti di un capitalismo che per andare avanti ha bisogno di spremere sempre di più esseri umani e risorse naturali.

Ma al centro dei dibattiti non poteva che esserci, dopo la grande mobilitazione dell’autunno scorso e il risultato del referendum costituzionale, la costruzione di un’efficace opposizione al Governo Meloni. Dopo ormai quattro anni è evidente che Meloni ha fallito. La situazione del paese è quella di una continua decadenza: le attività produttive languono e sono sempre meno innovative, i giovani italiani sono costretti ad emigrare, si approfondisce la crisi demografica e le conseguenze del cambiamento climatico su territori già fragili, si svuotano le aree interne, aumentano i prezzi, tirati su dal costo della benzina e da speculazioni, e la vita si fa più dura per le classi popolari. Lavoro a nero, salari bassi, sfruttamento da parte di una borghesia che vive di rendite, parassitismo e privilegi: questo è il quadro dell’Italia di Meloni. Che invece di modificare la rotta, ci porta sempre di più in guerra a fianco del suo padrone Trump.

Il malessere però di tanti giovani e delle classi popolari non trova un’alternativa nel centrosinistra. Mentre questo avrebbe praterie per attaccare Meloni e distinguersi nel merito delle politiche, approfittando di un forte sentimento popolare che nelle questioni intern**ionali chiede pace e in quelle n**ionali chiede maggiore giustizia sociale, i leader del centrosinistra passano il tempo a parlare di primarie, a inseguire la destra su molti temi, a cercare di moderarsi per rendersi più “credibili” verso i gruppi di potere economici, mediatici e intern**ionali. Tutto questo mentre sui territori e nelle città metropolitane i sindaci del centrosinistra portano avanti speculazioni con fondi immobiliari, logiche da grandi eventi, regalano le città alla rendita obbligando gli abitanti a spostarsi sempre più nelle periferie, e inseguono la destra sul tema sicurezza.

L’unica carta che ha il centrosinistra per farsi votare è così pompare dai suoi media il fascista Vannacci, in modo da cercare di intercettare il sentimento antifascista. Una giocata che ha sempre meno esito, perché già è stata impiegata con Berlusconi, Salvini e Meloni – una giocata pericolosa perché non ha fatto altro che portare il paese sempre più a destra, dando rilevanza a figure e temi che non sono quelle delle classi popolari, che chiede invece risposte su bisogni urgenti: casa, lavoro, sanità pubblica, istruzione, servizi.

Un’efficace opposizione al Governo Meloni, che sia autonoma dalle strumentalizzazioni del centrosinistra e da guerrafondai e speculatori, capace di parlare a milioni di persone che vorrebbero un cambiamento, deve dunque ancora essere costruita. Come Potere al Popolo sentiamo questa responsabilità. Proprio al campeggio dello scorso autunno lanciammo le date del “Blocchiamo tutto”, nei primi mesi del 2026 abbiamo spinto la campagna per un “no sociale” al Referendum e costruito la grande assemblea del 14 giugno a Roma che ha messo insieme forze politiche, sindacali e sociali indipendenti. Ora si tratta di costruire un’alternativa politica chiara per le elezioni del 2027.

Per questo Potere al Popolo lancerà, tra settembre e ottobre, assemblee territoriali aperte a tutte le forze che vogliano costruire un’alternativa ai due blocchi della destra e del centrosinistra. In queste assemblee proporremo e organizzeremo la partecipazione a una grande mobilitazione di piazza sabato 24 ottobre a Roma, contro il Governo Meloni, le politiche di guerra e anti-popolari, la deriva autoritaria e la legge elettorale truffa.

Questa data segnerà il primo atto della nostra campagna elettorale: che Meloni impaurita decida di anticipare la consultazione, o che si voti nel prossimo autunno, per noi è essenziale partire subito con un progetto chiaro, indipendente, che metta al centro il no alla guerra e alla NATO, l’opposizione al piano di riarmo e all’austerità dell’UE, una politica di pace e cooperazione che rispetti la nostra Costituzione, la rottura degli accordi con Israele e boicottaggio economico, il sostegno a Cuba contro l’embargo e le sanzioni; ma anche, in politica interna, una tassa sui ricchi, una redistribuzione della ricchezza spostando il carico fiscale dai lavoratori dipendenti agli imprenditori, un salario minimo a 12 euro, una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, politiche migratorie serie, che smettano di far morire la gente e di creare problemi invece di opportunità, politiche per una casa per tutti, scuola e sanità pubbliche e rispondenti ai bisogni delle persone, e infine un piano serio contro il cambiamento climatico.

Potere al Popolo è in campo e ci sarà sulla scheda elettorale nel 2027. Se nessuno ci rappresenta, se tutta la politica, nonostante le diverse facce va nella stessa direzione, dobbiamo rappresentarci noi!

SABATO 5 SETTEMBRE CORTEO PER GLI ORTI URBANI – LIVORNORAGGIUNGIAMO INSIEME DA PISA LA MANIFESTAZIONEORE 15 PIAZZA TONIO...
04/09/2026

SABATO 5 SETTEMBRE CORTEO PER GLI ORTI URBANI – LIVORNO

RAGGIUNGIAMO INSIEME DA PISA LA MANIFESTAZIONE

ORE 15 PIAZZA TONIOLO A PISA
ORE 16 IN VIA GOITO A LIVORNO

Sosteniamo e parteciperemo al corteo n**ionale a Livorno in difesa degli orti urbani, un bosco urbano di 6 ettari minacciato dalla cementificazione e dalla speculazione.

A Livorno, il POC della giunta a guida Partito Democratico prevede la costruzione di palazzine da 4 piani, con annessi parcheggi e servizi, proprio a ridosso del bosco urbano.

A Pisa, il POC della giunta Conti a guida Fratelli D’Italia svende a CEMES e alle ditte di costruttori le aree verdi cittadine come via Maccatella, o le aree adibite a servizi come la mensa universitaria, per l’edificazione di parcheggi, servizi di accoglienza turistici ed impianti per eventi sportivi.

Da centrodestra a campolargo, il sacco delle nostre città è l’unica ragione alla base delle loro scelte politiche. Dagli orti urbani al campo di via Maccatella, l’unica opzione è la resistenza degli abitanti. CHI SEMINA CEMENTO RACCOGLIE RESISTENZA!

A difesa delle Piagge e del verde urbano nel quartiere Cisanello e di tutta la città!Giovedì 10 settembre h.18 in Piazza...
03/09/2026

A difesa delle Piagge e del verde urbano nel quartiere Cisanello e di tutta la città!

Giovedì 10 settembre h.18 in Piazza XX settembre

02/09/2026

30 Agosto 202630 Agosto 2026 admin PROGETTO SU VIALE DELLE PIAGGE-VIA MACCATELLA: SBAGLIATO E ILLEGITTIMO. NELL’AREA ALTRO CEMENTO DAL POC. Atti Enti locali, Cambiamenti climatici, Norme, Urbanistica, Verde urbano Il progetto parte non da una pianificazione pubblica ma da una proposta privata, del...

𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟑 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐚𝐞𝐫𝐞𝐢 𝐔𝐒𝐀: 𝟐𝟓𝟎𝟎 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢!𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐6 𝐝𝐚 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞...
31/08/2026

𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟑 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐚𝐞𝐫𝐞𝐢 𝐔𝐒𝐀: 𝟐𝟓𝟎𝟎 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢!
𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐6 𝐝𝐚 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. 𝐅𝐞𝐫𝐦𝐢𝐚𝐦𝐨𝐥𝐞!

La mattina del 31 agosto 1943, 152 aerei USA bombardarono la città provocando una strage di civili.
Il n**i fascismo stava perdendo la guerra. I bombardamenti degli “alleati” servivano solo per terrorizzare le popolazioni, imporre il dominio statunitense sull’Europa e rilanciare l’economia con la ricostruzione.

A 83 anni di distanza da quella strage, nei cieli di Pisa vediamo i C130 della 46° Brigata portare armi all’Ucraina dall’aeroporto militare, lo stesso che ospita aerei di armamenti per la guerra contro l’Iran.

II governo Meloni continua a investire su guerra e morte, grazie al riarmo europeo con i voti favorevoli del PD e accoliti, che mentre parlano di pace sostengono la costituzione dell’esercito comune europeo. I nostri cieli sono stati aperti agli aerei USA per l’aggressione all’Iran e 700 militari partecipano attivamente con sistemi di difesa aerea e radar nel conflitto contro la Repubblica Islamica, dimostrando ancora una volta la natura offensiva della NATO, pericolo per il mondo.

La maggioranza degli italiani è contraria all’invio di armi all’Ucraina, alle guerre, al riarmo europeo, alla complicità con USA e Israele. Solidale con il popoli che resistono all'imperialismo, dalla Palestina a Cuba.
Veniamo da un anno di mobilitazioni in cui tutto ciò è stato dimostrato dalle centinaia di migliaia di persone scese in piazza, negli scioperi generali di USB e nelle manifestazioni contro il governo Meloni e l’economia di guerra.

Al centro della loro attenzione c’é la “guerra interna”, fatta di morti sul lavoro, di sanità inaccessibile, di salari e pensioni da fame, di mancanza di case e di lavoro, di povertà crescente.

Usiamo i miliardi buttati nella fornace della guerra per aumentare salari e pensioni, per il lavoro, per case popolari, per le scuole in rovina, per il sistema sanitario n**ionale, per trasporti pubblici e gratuiti.

Nel giorno del ricordo e del dolore per le vittime pisane del 1943, continuiamo a dire che bisogna rompere con la guerra, con la NATO, con le politiche di morte dei governi di ieri e di oggi e dell'Unione Europea.

IL CANTIERE DI VIA MACCATELLA È ANCORA FERMO GRAZIE ALLA MOBILITAZIONE POPOLARE!Il tempo per la Giunta Conti sta finendo...
31/08/2026

IL CANTIERE DI VIA MACCATELLA È ANCORA FERMO GRAZIE ALLA MOBILITAZIONE POPOLARE!

Il tempo per la Giunta Conti sta finendo: o il palazzo incontra il quartiere o il quartiere si dovrà spostare sotto il palazzo!
Continua il presidio portato avanti con gli abitanti, il Comitato Difesa Alberi Pisa e Insieme per le Piagge, fino all'incontro pubblico richiesto da settimane al Sindaco Conti e alla Giunta per lo stralcio del progetto che farà da apripista ad una nuova colata di cemento nel quartiere, anche in relazione alle previsioni del POC.

L'associazione La Città Ecologica (qui il link https://www.lacittaecologica.it/wp/2026/08/30/progetto-su-viale-delle-piagge-via-maccatella-sbagliato-e-illegittimo-nellarea-altro-cemento-dal-poc/?fbclid=IwdGRzaAUBbyhjbGNrBQFvIXBkb2YBZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEezoZJFlIXocxnguSD6dMsEYFCytiyVcNuYhjHlf78koZUfZu1HrMT2NogQOY_aem_ZI50woHqjndhMg4JqB0uBw&sfnsn=scwspwa ) ha intanto fatto emergere la non conformità urbanistica dell'opera, avviata su un'area a destin**ione agricola come previsto dal Regolamento Urbanistico vigente, un elemento che nessuno dei consiglieri di "opposizione" del campo largo ha avuto la capacità o la volontà di fare emergere fino a questo momento, pur disponendo degli strumenti amministrativi per evidenziare l'illegittimità dell'opera.

Sul cantiere non compare nemmeno il cartello che riporta il rilascio dell'autorizzazione dei lavori e la data di inizio e di fine. Sono assenti i teli di copertura radenti alle case limitrofe e, nel pieno di agosto, gli operai lavoravano nelle ore più calde della giornata a 40°. Quale funzione di controllo sta esercitando il Comune di Pisa sui lavori e sulle misure di sicurezza relative per i lavoratori e gli abitanti?

Viene sempre più a galla la funzione di un'istituzione comunale subalterna alle esigenze speculative dei padroni del cemento e della rendita immobiliare, che a Pisa come nelle città governate dal centrosinistra, determinano la vera linea politica: basti guardare ai Piani Regolatori di Cascina e Pisa per accorgersene.

L'inutilità di questa nuova opera e la contrarietà al nuovo consumo di suolo è denunciata da migliaia di firmatari della petizione popolare(nel primo commento⬇️), che crescono giorno dopo giorno, ingrossando le fila del presidio permanente al cantiere.

La mobilitazione continuerà a monitorare che i lavori non ripartano, richiedendo ancora l'incontro pubblico, ma se non arriverà risposta positiva per l'incontro, è pronta a spostarsi presto sotto il palazzo del Comune.

29/08/2026

DI CALDO SI MUORE - FERMARE IL CEMENTO

PRESIDIO AL CANTIERE DI VIA MACCATELLA LUNEDI’ 31 AGOSTO ORE 7 DEL MATTINO

Come Potere al Popolo! Saremo anche questo lunedì mattina in presidio in via Maccatella, insieme agli abitanti, Comitato Difesa Alberi Pisa e Insieme per le Piagge contro la cementificazione del corridoio ecologico.

La giunta Conti, sulla strada delle amministrazioni guidate dal Partito Democratico che gli hanno aperto la strada, regala l’ennesima area verde del comune ai costruttori ANCE, per la costruzione di grande impianto da basket con tribuna, nel prato adiacente a via Maccatella.

Il progetto, che trasforma l’ennesima area di Pisa in un’isola di calore, ha trovato l’opposizione degli abitanti, che con una petizione che ha già superato le 1600 firme, chiedono lo STOP ai lavori e il mantenimento del parco pubblico.
La cementificazione di Cisanello, ha già reso l’area un enorme isola di calore, peggiorando la qualità della vita di chi la abita, con l'aumento delle temperature a terra che hanno raggiunto gli oltre 50°.

L'aumento delle temperature determinato dalla cementificazione e del taglio degli alberi impatta direttamente su lavoratori e lavoratrici, e soprattutto su chi nei quartieri non ha la possibilità economica di trovare riparo e refrigerio.

A Luglio 2 lavoratori dell' igiene ambientale hanno perso la vita nel fiorentino per le alte temperature. Secondo i dati dell’ARS Toscana che ha monitorato gli eccessi dei deceduti rispetto alle attese nel periodo tra il 25 maggio e il 30 giugno, registra un +12% a Livorno, un dato che in assenza dei dati su Pisa può solo rendere la situazione per la nostra città ancora più preoccupante.

La giunta Conti sta ignorando la mobilitazione e le migliaia di firme raccolte dai residenti, regalando l’ennesima area all’Associazione Nazionale Costruttori Edili. L'impianto necessario per grandi eventi sportivi, a cui sarebbe affiancato un’ennesimo parcheggio, non sono altro che opere utili al solo fine della speculazione, considerando la presenza nello stesso quartiere del Parco di Mau e di quello in via Bargagna. La dimostrazione che ancora una volta che non c’è nessuna democrazia quando le decisioni urbanistiche vengono prese sulla base della speculazione e della mercificazione della città.

Cambiamo tutto! Per un modello di città basato sui bisogni di chi ci lavora, vive e studia e non sugli interessi dei costruttori: Per dire no a quest' opera inutile, per salvare e ampliare il verde pubblico nei quartieri e in tutta la città, fondamentale per salute pubblica collettiva.

Per Pisa città pubblica

Potere al Popolo! intende rappresentare politicamente i settori popolari colpiti dalla crisi capitalistica!

Unisciti a noi⬇️
https://adesioni.poterealpopolo.org/

Indirizzo

Via Bovio 19
Pisa
56125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Potere Al Popolo a Pisa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Potere Al Popolo a Pisa:

Scelte rapide

Condividi