22/05/2026
È morto Carlo Petrini. E con lui se ne va una delle figure più importanti, visionarie e influenti della cultura italiana degli ultimi decenni. Fondatore di Slowfood, intellettuale militante, organizzatore straordinario, Petrini ha cambiato il nostro modo di pensare il cibo, il territorio, la convivialità, il rapporto tra persone e ambiente.
Per l’Arci, oggi, se ne va anche un pezzo di storia comune.
Quarant’anni fa, dentro Arci, nasceva Arcigola. Non una parentesi, ma un’intuizione potente: che politica e piacere non fossero opposti, che difendere la qualità della vita, il cibo, le relazioni e i territori fosse parte della trasformazione sociale.
Carlo Petrini questa intuizione l’ha fatta diventare mondo. Ha saputo trasformare una visione in un movimento globale, tenendo insieme cultura, giustizia sociale, sostenibilità, piacere, dignità del lavoro e difesa delle comunità.
Ci lascia anche un compagno di strada che ha saputo insegnare che il piacere non è un lusso individuale, ma un diritto collettivo. Che il cibo non è consumo, ma relazione, giustizia, dignità, comunità.
Buon viaggio, Carlin. E grazie per averci insegnato che le utopie, qualche volta, possono davvero mettere radici.