Comune di Pino d'Asti

Comune di Pino d'Asti Notizie, informazioni e attività del Comune di Pino d'Asti (pagina ufficiale)

Information
La ville de Pino d'Asti est un centre agricole charmant du faible Monferrato . L'origine du nom est liée à la présence sur le territoire de pins ou,
peut-etre,d'un grand pin ,comme on peut le voir ,en se référant à des sources anciennes le pays est
cité comme Pinetum Castrum Astensium Novum. Pino d'Asti es una alegre localidad agrícola ubicada en la parte septentrional de Monferrato,

en la región de Piamonte. El origen de su nombre se debe a la presencia en el territorio de pinos o, a lo mejor, de un grande pino, como se deduce donde, refiriéndose a fuentes antiguas, se menciona el país como 'pinar a la nueva ciudadela fortificada de Asti'

Pino d'Asti is a pleasant agricultural town located in the northern part of Montferrat, in the region of Piedmont. The origin of its name is linked to the presence of pines - or, maybe, of one big pine - in the area, as can be inferred from ancient sources referring to the municipality as 'Pinetum ad castrum novum astensium' (pine grove by the fortified town of Asti).

حى pino Asti هو مركز زراعى سعيد فى جنوب monteferrato. اصل الاسم له علاقة بوجودة على ارض الصنوبر او ربما غابة صونوبر كبيرة كما يستنتج حيث تشير بعض المصادر القديمة . البلدة تم ذكرها مثل Pinetum ad castrum novum astensium'.

Stasera, ore 20.30...
25/01/2026

Stasera, ore 20.30...

Ieri Report ha realizzato in replica 7,8% di share. Con circa 1 milione di telespettatori. Nel corso del programma ha toccato punte di circa il 9% . Grazie per la vostra passione. Stasera appuntamento con una nuova puntata. Il sistema di sorveglianza di Amazon sui dipendenti, il software messo dal ministero della Giustizia sui PC dei magistrati, un'intervista esclusiva a Cesare Previti, per la prima volta in tv dopo le condanne per corruzione, poi una splendida inchiesta sula scuola del merito. Stasera alle 20.30 su Rai3 e RaiPlay

25 gennaio 2026 - visita di don Marco Prastaro alle Parrocchie di Pino d'Asti, Albugnano, Mondonio.Grazie, mons. Vescovo...
25/01/2026

25 gennaio 2026 - visita di don Marco Prastaro alle Parrocchie di Pino d'Asti, Albugnano, Mondonio.
Grazie, mons. Vescovo!!!

Con Carabinieri - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
25/01/2026

Con Carabinieri - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉

Non c'è bisogno di commenti!!!
21/09/2025

Non c'è bisogno di commenti!!!

Due settimane fa, si sono conclusi i lavori di rifacimento delle scale in legno, del Campanile della Chiesa della Madonn...
09/06/2024

Due settimane fa, si sono conclusi i lavori di rifacimento delle scale in legno, del Campanile della Chiesa della Madonna del Carmine. La Chiesa è stata presa in comodato, dalla Curia di Asti, per 25 anni, nella primavera 2023!
I lavori, sono stati eseguiti dalla ditta Bellio (Valfenera), sotto il controllo delle Belle Arti di Asti e Alessandria (Resp. arch. Francesca Filippi).
Il progetto è stato eseguito dall'arch. Marco Maccagno.
Dopo sopralluogo da parte della ditta TREBINO (di Genova), domani mattina firmerò il contratto per il ripristino del funzionamento delle tre campane (al momento, funziona solo la più piccola) ed il rifacimento dei quadri di comando.
Erano 15 anni, che non si poteva più salire alla cella campanaria.
Sono commosso ed orgoglioso di potere restituire alla Comunità di Pino d'Asti, il Campanile, nuovamente agibile e funzionale (saranno possibili, concerti di campane, per gli eventi importanti, come anche la sospensione dei suoni, nelle ore notturne, ecc.).
Ho voluto affrontare questo lavoro e sono felice di averlo portato a termine, nonostante le molteplici difficoltà, affrontate e risolte...
ORGOGLIO PINESE!!!

2 giugno 2024 - Asti - Festa della Repubblica italiana
02/06/2024

2 giugno 2024 - Asti - Festa della Repubblica italiana

17/05/2024

Oggi, sono ripartiti i lavori per il rifacimento della scala del Campanile. Si tratta di mo***re e fissare tutte le parti in legno (pretagliate in falegnameria) ed in metallo.
Gli operai, mi hanno assicurato che termineranno, entro la fine del mese di maggio.
È un appalto di cui vado estremamente fiero e del quale parlerò al momento della inaugurazione...
In un secondo tempo, si provvederà al ripristino della funzionalità delle tre campane (al momento, ne funziona solo una), ma era impossibile accedere alla cella campanaria...
Segnaleremo la data della inaugurazione!!!

13/08/2021

📳📲++NUOVO NUMERO WHATSAPP DEDICATO AL GREEN PASS++Un nuovo canale della Regione Piemonte per fornire rapidamente informazioni sul Covid: è il numero dedicato via Whatsapp *334/6681342*, attivato dall’assessorato regionale alla Sanità.

Attivo 24 ore al giorno, il nuovo numero consente di sapere come funziona il certificato verde, come ottenerlo e dove utilizzarlo, cosa fare in caso di mancata generazione (greenpass help) per ciascuna delle condizioni previste dalla normativa (vaccinazione, effettuazione del tampone molecolare o rapido e avvenuta guarigione da Covid).

“Una scelta non casuale - chiarisce l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi - perché Whatsapp è diffuso e largamente usato anche dalle persone più anziane, a differenza di e-mail ed sms. In questo modo, possiamo fornire informazioni in modo rapido ed in tempo reale”.

24/05/2021
27/06/2020

CONSEGNA DEL FONDO “Castello di Pino d’Asti” al Comune di Pino d’Asti
sabato 27 giugno 2020
I materiali - cortesemente resi disponibili da Cesare Fabris - sono stati ordinati a cura di Dario Rei, Ivana Berra e Adriana Savarino. La catalogazione dei documenti è di Ivana Berra.
Nel cinquantenario dell’ arrivo a Pino della Famiglia Fabris, qui giunta da Priocca nel 1970, l’archivio consente di seguire le vicende proprietarie del Castello dal primo ‘800 alla seconda guerra mondiale.
Secondo il Bosio nel suo lavoro del 1872 sull’Abbazia di Vezzolano: “Il feudo di Pino appartenne anticamente ai Radicati conti di Cocconato, e specialmente alla linea dei Signori di Passerano e di Schierano ed aveano la nomina del pievano di Pino e delle Chiese dipendenti. L’ebbero quindi gli Scozia nobili Casaleschi derivati da Montiglio, i quali acquistarono nel 1420 Murisengo; ed i Freylini di Buttigliera…. Il pittoresco castello appartiene alla due nobili sorelle figlie dell’ultimo conte Scozia di Pino Luigi; la parte antica colla torre suddetta è della contessa Teresa Felicita moglie del marchese Borea d’Olmo, la parte rifabbricata alla moderna è della contessa Livia, moglie del C(onte) Viani d’Ovrano, da ambe le parti di questo castello vi sono deliziosi giardini”. Felicita Scozia aveva sposato Pietro Borea d’Olmo(n.1807)tenente colonnello nell’esercito sardo. Alla morte di Livia Scozia Viani d’Ovrano (1879: Faldone III.15) il castello passò ai Conti De Rege, famiglia oriunda di Tronzano nel Vercellese e imparentata con i Viani d’Ovrano.
Disegno del Castello di “Pino di Castelnuovo”(Pino d’Asti )verso il 1850
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Francesco Stefano De Rege era stato nominato Conte di Donato (Biella) l’11 maggio 1724, il suo erede Luigi (nato nel 1797: si veda il documento di nascita trascritto nel 1862, Faldone II,1) aveva sposato Rosa Viani d'Ovrano, il loro figlio Ernesto (n. 1838) aveva sposato nel 1861 Camilla Viani D'Ovrano. Dei quattro figli di Ernesto De Rege : Luigi ( n.1870), Emilio (1871), Livia (1874), Rosina (1876), il primogenito Luigi ereditò il castello alla morte di Livia Scozia. Il secondogenito Emilio emigrò in Argentina, dove ebbe quattro figli: Roberto, Mario, Irma, Ernesto.
La sorella Rosina probabilmente è la suora di cui è conservata la corrispondenza(Faldone IV.8). Luigi De Rege,medaglia di bronzo al valor militare, morto a Montanaro il 24.4.1942 e ivi sepolto, mantenne la proprietà di gran parte del Castello fino alla seconda guerra mondiale.
Un commento finale.
La storia del castello si intreccia con le vicende amministrative economiche e sociali di Pino nell’ 8-900. La preminenza, la persistenza e la carriera militare nelle famiglie della nobiltà proprietaria; il graduale venir meno del loro peso economico e di influenza, anche per il declino di consuetudini e sentimenti monarchici; l’emigrazione piemontese; la partecipazione alla vita pubblica(il conte De Rege come consigliere comunale);la scuola e la parrocchia; la formazione e l’attività della società operaia contadina dalla fine ‘800; la prima guerra mondiale, i caduti e i prigionieri; la svolta del fascismo; il maggiore, poi colonnello, Michele Berruti, prima sindaco poi podestà; nel 1929 l’accorpamento a Castelnuovo don Bosco; la famiglia di Ugo Berruti e Alessandra Melano ed i loro figli Fulvia, Giorgio, Marco, Michele, Carlo, Giulio, Alessandro; le formazioni di GL comandate da Oreste Gastone(“Alberti” ),Ferdinando Burlando(“Ferro”) e Riccardo Vanzetti( “Renato”), con la presenza di Gabriele Berra Giorgio e Fulvia Berruti, che, attestate a Pino nel drammatico periodo 43-45 diedero esempio di una resistenza capace di affrontare con energia diffidenze e inerzie locali; la ripresa dell’autonomia comunale nel 1947; la fine della società contadina tradizionale e l’avvio di una relativa prosperità, per una popolazione sempre più ristretta e anziana.
I documenti conservati negli archivi locali non a documentazione che sarebbe necessaria a completare la storia di Pino d’Asti e della sua area. Molti documenti sono andati perduti o da recuperare e studiare: le vicende anteriori al 1800; le attività della Società agricola operaja, di cui resta come solo cimelio la bandiera ricamata; le fonti conservate nell’ Archivio parrocchiale e Vescovile di Asti ; gli archivi dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Torino ; le testimonianze orali raccolte in loco(e le molte lasciate purtroppo cadere); i cimeli personali. Inoltre le tracce di vicende tipicamente locali, più colorite o tragiche, come la infinita querelle giudiziaria sul diritto di passaggio ; le dicerie sulla “famiglia del prete” intorno al primo 900 ;i comportamenti del segretario comunale; il caso del reduce dalla Russia e il “delitto del borgno” (da cui il cronista della “Stampa” dell’epoca trasse la notazione arguta : “a Pino si chiamano tutti Berra…”).
Un cantiere di ricerca, volto a riportare alla luce tracce e memorie, è già stato avviato nel 2016 con la Mostra “Pino d’Asti nel Novecento: persone vicende luoghi memorie”, promossa dall’ allora Associazione Pinetum Cultura; e con lo spettacolo di Giulio Berruti “Io ancora mi ricordo”, che fu messo in scena nel Giardino della Canonica e replicato l’anno successivo a Castelnuovo don Bosco e San Damiano. Il lavoro può proseguire in forme diverse: raccolte di documenti e cimeli da non disperdere, un piccolo punto espositivo aperto al pubblico, dei segni all’aperto, dei piccoli monumenti.Mi associo all’impegno e alla disponibilità che Giulio Berruti ha voluto comunicarci oggi con una sua lettera di adesione. Quel che importa è che residenti di vecchie famiglie e di nuovo arrivo, visitatori, giovani, cittadini -locali e non- possano conoscere, e comprendere, come un borgo minore ha una sua storia, fatta di piccole e grandi cose legate alla vita di questi paesi.
Nel 1973 il poeta Giorgio Caproni(in Risposta del cambiavalute )a proposito delle memorie del nostro recente passato diceva: “Son monete preziose,/certo. Ma non hanno più corso./Provi in un Museo. Non vedo/- mi spiace- altro soccorso “. La storia locale non finisce in un museo d’antiquariato solo se evita una nostalgia sterile o una chiusura miope, se si riconnette alle correnti della storia maggiore, che anche qui hanno fatto sentire il loro peso, eroico e tragico , vitale e dolente, rassegnato o aperto ad una speranza di futuro.
La consegna di un fondo d’archivio storico giustifica la domanda, la risposta dobbiamo cercarla.Facendo nostro il realismo di Wyslawa Szymborska per la quale “le persone istupidiscono all’ingrosso/rinsaviscono al dettaglio”.
Dario Rei (27 giugno 2020)

Indirizzo

Vicolo Mondo, 1
Pino D'Asti
14020

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 00:00
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

+390119925424

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