Il Castello dei Conti di Aquino si erge sulla parte più alta del centro storico di Piedimonte San Germano (FR), posto sulla collina a presidio della valle. L’origine del primo insediamento nella zona del Castello può essere datata intorno al IV sec. a.C., quando i Volsci, giunti nel Lazio meridionale dove prima erano gli Ausoni, fortificarono sia i centri costieri che quelli interni e fondarono un
a roccaforte ai piedi del Monte Cairo, un “oppidum” con funzioni militari e strategiche data la sua posizione geografica, particolarmente adatta alla difesa. Dopo i Volsci, si susseguirono i Sanniti, i Romani e i Barbari, fino a quando l’oppidum passò sotto il dominio dei Longobardi. Quando questi si convertirono al Cristianesimo, il castello di Piedimonte fu donato dal Duca Gisulfo a Montecassino. In seguito ai saccheggi dei Saraceni nei secoli IX e X, fu distrutto e quindi abbandonato da molti abitanti, fino a quando, nel 1061, il conte di Aquino Adenolfo, nuovo padrone di queste terre, lo fece ricostruire, dotandolo di una più ampia cinta muraria e di una porta d’ingresso più grande, nella quale fu riadattato un arco a sesto acuto recuperato dal vecchio castello. Piedimonte era diventata una roccaforte della Terra di San Benedetto e il castello aveva preso il nome di “Palazzo Corte” perché era sede di attività governative; divenne poi palazzo di giustizia quando, nel XI sec., Montecassino vi istituì la giurisdizione criminale. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il vecchio nucleo del paese si presentava come un cumulo di rovine. I resti del castello sono stati ristrutturati nel 2001 e sono costituiti dalle mura perimetrali, dall’antica torre, da alcuni muri interni e dalle due porte d’accesso: la prima, poi chiusa, volgeva a nord-ovest e presenta elementi architettonici di origine volsca; la seconda, invece, volge a nord e fu aperta durante la giurisdizione di Montecassino, come confermato dallo stemma posto sulla chiave di volta dell’arco a tutto sesto del portale. Oggi il suo ampio spazio interno, protetto dalle sue possenti mura, accoglie convegni e feste popolari, all'insegna dell'amicizia e dell'accoglienza.