11/05/2026
SALVIAMO I NOSTRI GIGANTI !
Nostri compagni fedeli per secoli, i meravigliosi cipressi, i cedri himalayani, i cedri del Libano, i sempreverdi lecci, le querce hanno accompagnato con la loro maestosa ombra la devozione dei vivi per i loro cari estinti tra le vie dei nostri cimiteri. Silenziosi, possenti, nobili vite arboree, gioiello vivente dei nostri cimiteri. Anche quando incuria, sporcizia, speculazioni hanno compromesso la serena eleganza di questi luoghi, loro sono rimasti lì a conferire decoro, ombra e bellezza in un luogo così importante ed evocativo per tutti noi. Sono rimasti lì sfidando tempeste e incendi, e il tempo. In autunno poi lecci e querce ci hanno donato, ad anni alterni, tappeti di ghiande, nutrimento degli animali del bosco vivaio naturale della vita che si rigenera in queste terre infelici, dove non esiste più amore ma solo l’attaccamento più ignobile al denaro. Tanto più ignobile quanto in suo nome chi governa le persone passa sopra alla vita di piante ed animali senza il minimo rimorso né ombra di vergogna.
Ora, qualcuno o alcuni, o i soliti, a partire dal 4 marzo di quest’anno ha deciso di porre fine a questo incanto e con delle infami motoseghe eliminare gli alberi secolari, orgoglio dei nostri cimiteri.
E già il 4 marzo sbigottiti e amareggiati cittadini segnalavano il taglio di alcuni cipressi secolari nel lato est del cimitero nuovo. E’ della scorsa settimana la notizia sussurrata a bassa voce e comunque subito soffocata di un intervento di forze armate al cimitero dove si consumava l’ennesimo scempio ai danni degli alberi. Quasi come a voler piovere sul bagnato giunge qualche giorno fa la comunicazione del sindaco Cammarata di un piano di “messa in sicurezza” degli alberi monumentali presenti nei nostri due cimiteri, nei nostri giardini comunali nonché negli istituti scolastici. Ora, se non fosse già noto il concetto di “messa in sicurezza” della giunta Cammarata, la notizia potrebbe anche non destare particolare allarme. Purtroppo sappiamo benissimo cosa questa tremenda locuzione significhi per questi amministratori. “Messa in sicurezza” di un bosco, per esempio, non più tardi di un anno fa, significa radere al suolo un bosco senza lasciare in piedi nemmeno un filo d’erba, commettendo gravissimi reati ambientali per i quali ci sono dei processi in corso. L’uso allegro di questa espressione nei loro proclami ufficiali ci fa ve**re la pelle d’oca. Dobbiamo quindi ragionevolmente andare in allarme qualora il sindaco Cammarata ci avvisi, come ha fatto giorni fa, di nuove “messe in sicurezza” e ragionevolmente ci tocca presupporre che a breve, o a brevissimo, sarà reiterata una strage di alberi, gli ultimi alberi secolari rimasti protetti dalle mura sacre dei nostri cimiteri. Temiamo che riparta la furia “dendrofobica” della giunta Cammarata e degli assessori Di Salvo e Zanerolli. Temiamo che la solita ditta piazzese, armata di tremendi mezzi da taglio e di una mostruosa cippatrice (in grado di tramutare in pochi secondi secoli di vita in trucioli per la biomassa) cancelli in pochi giorni quello che secoli faticosamente hanno spinto verso il cielo.
Pertanto si fa appello a tutti quei cittadini sensibili alla bellezza, alla vita e alla tutela degli alberi a segnalare tempestivamente movimenti sospetti di mezzi leggeri e pesanti all’interno e in prossimità di aree cimiteriali, ville comunali ed istituti scolastici.
Le segnalazioni siano fatte in tutti i modi possibili, a mezzo social, alle forze dell’ordine, col passaparola, comunicando anche in privato a questa pagina i numeri di targa dei veicoli interessati, possibilmente scattando con il telefonino delle fotografie per documentare tutto ciò che è documentabile. Mentre l’onorevole Eliana Longi ha già portato a Roma alla commissione bicamerale lo scempio del bosco di Floristella in cui sembrerebbe coinvolta una ditta di Piazza Armerina, il nostro comitato spontaneo a salvaguardia dei boschi si impegnerà a pattugliare quotidianamente tutte le aree in cui possono essere consumati questi misfatti, in un certo senso già annunciato.
R. Motta