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SALVIAMO I NOSTRI GIGANTI !Nostri compagni fedeli per secoli, i meravigliosi cipressi, i cedri himalayani, i cedri del L...
11/05/2026

SALVIAMO I NOSTRI GIGANTI !
Nostri compagni fedeli per secoli, i meravigliosi cipressi, i cedri himalayani, i cedri del Libano, i sempreverdi lecci, le querce hanno accompagnato con la loro maestosa ombra la devozione dei vivi per i loro cari estinti tra le vie dei nostri cimiteri. Silenziosi, possenti, nobili vite arboree, gioiello vivente dei nostri cimiteri. Anche quando incuria, sporcizia, speculazioni hanno compromesso la serena eleganza di questi luoghi, loro sono rimasti lì a conferire decoro, ombra e bellezza in un luogo così importante ed evocativo per tutti noi. Sono rimasti lì sfidando tempeste e incendi, e il tempo. In autunno poi lecci e querce ci hanno donato, ad anni alterni, tappeti di ghiande, nutrimento degli animali del bosco vivaio naturale della vita che si rigenera in queste terre infelici, dove non esiste più amore ma solo l’attaccamento più ignobile al denaro. Tanto più ignobile quanto in suo nome chi governa le persone passa sopra alla vita di piante ed animali senza il minimo rimorso né ombra di vergogna.
Ora, qualcuno o alcuni, o i soliti, a partire dal 4 marzo di quest’anno ha deciso di porre fine a questo incanto e con delle infami motoseghe eliminare gli alberi secolari, orgoglio dei nostri cimiteri.
E già il 4 marzo sbigottiti e amareggiati cittadini segnalavano il taglio di alcuni cipressi secolari nel lato est del cimitero nuovo. E’ della scorsa settimana la notizia sussurrata a bassa voce e comunque subito soffocata di un intervento di forze armate al cimitero dove si consumava l’ennesimo scempio ai danni degli alberi. Quasi come a voler piovere sul bagnato giunge qualche giorno fa la comunicazione del sindaco Cammarata di un piano di “messa in sicurezza” degli alberi monumentali presenti nei nostri due cimiteri, nei nostri giardini comunali nonché negli istituti scolastici. Ora, se non fosse già noto il concetto di “messa in sicurezza” della giunta Cammarata, la notizia potrebbe anche non destare particolare allarme. Purtroppo sappiamo benissimo cosa questa tremenda locuzione significhi per questi amministratori. “Messa in sicurezza” di un bosco, per esempio, non più tardi di un anno fa, significa radere al suolo un bosco senza lasciare in piedi nemmeno un filo d’erba, commettendo gravissimi reati ambientali per i quali ci sono dei processi in corso. L’uso allegro di questa espressione nei loro proclami ufficiali ci fa ve**re la pelle d’oca. Dobbiamo quindi ragionevolmente andare in allarme qualora il sindaco Cammarata ci avvisi, come ha fatto giorni fa, di nuove “messe in sicurezza” e ragionevolmente ci tocca presupporre che a breve, o a brevissimo, sarà reiterata una strage di alberi, gli ultimi alberi secolari rimasti protetti dalle mura sacre dei nostri cimiteri. Temiamo che riparta la furia “dendrofobica” della giunta Cammarata e degli assessori Di Salvo e Zanerolli. Temiamo che la solita ditta piazzese, armata di tremendi mezzi da taglio e di una mostruosa cippatrice (in grado di tramutare in pochi secondi secoli di vita in trucioli per la biomassa) cancelli in pochi giorni quello che secoli faticosamente hanno spinto verso il cielo.
Pertanto si fa appello a tutti quei cittadini sensibili alla bellezza, alla vita e alla tutela degli alberi a segnalare tempestivamente movimenti sospetti di mezzi leggeri e pesanti all’interno e in prossimità di aree cimiteriali, ville comunali ed istituti scolastici.
Le segnalazioni siano fatte in tutti i modi possibili, a mezzo social, alle forze dell’ordine, col passaparola, comunicando anche in privato a questa pagina i numeri di targa dei veicoli interessati, possibilmente scattando con il telefonino delle fotografie per documentare tutto ciò che è documentabile. Mentre l’onorevole Eliana Longi ha già portato a Roma alla commissione bicamerale lo scempio del bosco di Floristella in cui sembrerebbe coinvolta una ditta di Piazza Armerina, il nostro comitato spontaneo a salvaguardia dei boschi si impegnerà a pattugliare quotidianamente tutte le aree in cui possono essere consumati questi misfatti, in un certo senso già annunciato.
R. Motta

Il fuoco ha divorato quasi tutta la monumentale sughereta di Niscemi, uno dei miei boschi preferiti, un luogo magico, ul...
30/08/2025

Il fuoco ha divorato quasi tutta la monumentale sughereta di Niscemi, uno dei miei boschi preferiti, un luogo magico, ultimo retaggio di foresta autoctona siciliana. Un patrimonio di tanti secoli ridotto in cenere.
Cancellati interi ecosistemi, dai molluschi terrestri, all'avifauna, alle erbe commestibili e preziose. Chissà quante morti...quanti esodi dagli esiti dolorosi.
Stamattina ho voluto constatare di persona l'entità del danno, avevo sentito parlare di un fronte di fuoco di circa 5 km che ha lambito il bosco di S. Pietro a Caltagirone. Ed infatti lo spettacolo che si è presentato ai miei occhi è stato a dir poco dantesco: un panorama di cenere e carbone, tronchi spettrali e un deserto di morte.
Solo 5 o 6 sughere monumentali risparmiate.
Ma ciò che mi ha davvero colpito è stato rinve**re sotto uno dei pochi tabelloni risparmiato dal fuoco una pila di cartoni asciutti al centro dell'unica zona rimasta incombusta, chiaro segno della preparazione di un innesco (in foto).
Anche un bambino capirebbe che basterebbe versare un litro di semplice benzina su quei cartoni per attivare una torcia potentissima e duratura amplificata ulteriormente dalla combustione del tabellone. Se poi si fa di notte, si è anche sicuri che i canadairs non potranno interve**re e il risultato per questi delinquenti sarebbe assicurato.
Mi viene istintivo chiedermi come tre città popolose come Niscemi, Vittoria e Gela, che complessivamente rasentano i 200 mila abitanti, restino pressochè indifferenti come se la cosa non li riguardasse. Duecentomila siciliani per i quali la sughereta costituiva l'unico polmone verde, il posto più vicino in cui andare a fare una salutare passeggiata e trarre enormi benefici.
In Sicilia la politica tratta i boschi come scenografia estiva per canadairs e conferenze stampa. Si vive di emergenze, di squadre di protezione civile per chiamate a gettone...
La prevenzione, invece, l'unica che potrebbe funzionare resta orfana. Squadre attivate troppo tardi e troppo poche, pochi i viali parafuoco manutentati, sottobosco abbandonato dove pullulano cataste di rami e fogliame secco di tronchi verdi che vengono sistematicamente rubati da trafficanti di legna, ordinanze locali tardive o mai emesse.
La politica siciliana è semplicemente assente. Non è solo il piromane o le squadre di incendiari a distruggere i nostri boschi, ma l'assenza di governo, di bilanci, di impegno economico e progettuale per la salvaguardia degli ecosistemi. E così i nostri boschi bruciano due volte...
Come cittadini, tutti, dovremmo CONDANNARE questa politica, mai corteggiarla nè blandirla! Per la colpevole inandempienza sistematica nella gestione del patrimonio boschivo e, nello specifico, in quella che era la meravigliosa sughereta di Niscemi. Lo dovremmo fare per tutti noi e i nostri bambini, per tutti i coniglietti, gli insetti, i molluschi, i riccetti, le erbe mediche, i carrubbi, le querce, le farfalle che popolavano quel regno incantato.
Tutte queste omissioni politiche e amministrative (non si salvano nè sindaci, nè assessori regionali nè presidenze) costituiscono un danno ambientale irreversibile (ai sensi del codice dell'Ambiente D. Lgs. 152/2006); una violazione del diritto costituzionale all'ambiente salubre (art. 9 e 117 Cost.) e una responsabilità diretta per cattiva gestione del denaro pubblico destinato alla prevenzione.
Cari politici, voi non eravate i padroni dei nostri boschi, ma solo gli amministratori, e li avete amministrati nel modo peggiore. Siete il governo che ha lasciato morire le sue foreste.
Il fuoco ha colpevoli, con nome e cognome.
Fine del silenzio.
Fine delle scuse.
Ogni cittadino che vi condanna compia un atto di resistenza civile. Ritengo che il tempo sia arrivato.
R. Motta

📌📌INDIGNAZIONE E MOBILITAZIONE DI CONFCOMMERCIO PER QUANTO ACCADUTO AL BAR DUOMO📌📌Riceviamo e pubblichiamo il comunicato...
11/08/2025

📌📌INDIGNAZIONE E MOBILITAZIONE DI CONFCOMMERCIO PER QUANTO ACCADUTO AL BAR DUOMO📌📌

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di CONFCOMMERCIO, a firma Gianluca Speranza e Mauro Farina che apre uno scenario davvero inquietante sulla condotta politica da tempo in atto nella nostra città di Piazza Armerina a discapito di un settore già fortemente provato quale quello dei titolari di esercizi commerciali pubblici. Confcommercio ha chiesto una convocazione urgente della Commissione Commercio su Aree Pubbliche, preliminare ad ulteriori azioni più drastiche e più forti contro presunti atti illegittimi.
Tutto cià a ridosso del pesante lutto per la perdita di Michele Seminato, fortemente provato negli ultimi tempi per tutte le ingiustizie subite ai danni della sua attività commerciale in via Umberto. Da giorni in città non si parla di altro, chi gli era vicino ha raccontato quanti dispiaceri aveva dovuto subire il noto esercente perchè addirittura gli era stato fatto togliere quel simpatico tavolinetto nel romantico androne adiacente al suo negozio. Un atto politico durissimo e da lui vissuto come profondamente ingiusto e oppressivo, aggravato dal fatto di subire una concorrenza sleale e "invincibile" direttamente dalla politica (a suo dire).

📍📍MAGGIORANZA E...IGNORANZA...📍📍Con il comunicato stampa di ieri, giorno 01/08/2025 a firma dei Consiglieri di maggioran...
02/08/2025

📍📍MAGGIORANZA E...IGNORANZA...📍📍

Con il comunicato stampa di ieri, giorno 01/08/2025 a firma dei Consiglieri di maggioranza di Piazza Armerina che annuncia un "blocco permanente" (che mi sento di dire capriccioso e puerile) dell'attività consiliare fino a quando tutti i consiglieri, amici e nemici, non si allineeranno contro "taluni personaggi" e la loro presunta attività denigratoria ai danni della giunta Cammarata, si è consumato un episodio di grave ignoranza giuridica nonchè di grave immaturità politica.
Oltre a dire che è emersa plasticamente l'inconsistenza di questo Consiglio Comunale (fatte alcune doverose eccezioni) quale luogo per eccellenza di vita democratica di una città.
Eppure è strano...perchè di avvocati in quella maggioranza non ne mancano...
Giova puntualizzare che per "taluni personaggi" si intende un solo personaggio, Filippo Zagara opinionista politico del web piazzese, i cui video con migliaia di visualizzazioni ogni giorno stanno costituendo una dolorosa spina nel fianco per la giunta Cammarata.
Che si possa o meno concordare sullo stile, la forma o sull'etica dei messaggi divulgati dallo Zagara, è certo che i contenuti da lui espressi e trattati non sono questioni da poco, ma rappresentano materia obbligatoria di verifica proprio di un Consiglio Comunale degno di questo nome.
La cosa davvero paradossale è che la dichiarazione d'intenti dei consiglieri di maggioranza di fare ostruzionismo consiliare a tempo indeterminato finchè tutti, maggioranza e avversari, non si armano contro un cittadino fastidioso, rappresenta in sè una grave violazione del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) che regola la vita dei Comuni in Italia.

L'art. 43 del TUEL ad esempio considera la cessazione dell'attività consiliare per qualsiasi ragione un fatto gravissimo ed intollerabile nella vita democratica di un Ente locale, sulla qual cosa ci sono anche degli articoli del codice penale.
Alla notizia della cessazione arbitraria dell'attività consiliare, la Prefettura potrebbe certamente invitare i consiglieri inadempienti a riprendere i loro DOVERI per i quali hanno accettato un mandato democratico assegnatoli con i voti della gente ed, in caso di resistenza degli stessi, il Prefetto potrebbe sciogliere il Consiglio Comunale e sostituirlo con un Commissario prefettizio.

A modesta opinione della scrivente, i consiglieri di maggioranza stanno facendo, come si suol dire, la figura da pasquini, appiattendosi ed allineandosi in modo cieco ed acritico, nella più assoluta ignoranza giuridica delle regole contemplate dal TUEL, minacciando di portare alla paralisi amministrativa la città.
Sembrerebbe che abbiano rinunciato ad usare la propria testa, per appiattirsi sotto la volontà capricciosa ed autocratica di un sindaco e di un vicesindaco che non ammettono alcuna forma di opposizione o di qualsiasi interferenza nelle loro molto discutibili scelte politiche e amministrative.
Ad essi mi sento di fare una domanda a cuore aperto: ma non sarebbe il caso di andare a dare una sbirciata agli articoli del TUEL e, magari, con un piccolo impegno andare a ripassare gli articoli 340e 342 del codice penale?
Chissà magari si potrebbero rendere conto ....

📌📌ASSENTE IL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA SULLA PREVENZIONE INCENDI. SIFUS CONFALI  ENNA LANCIA L'ALLERTA.📍📍Assente anche p...
08/06/2025

📌📌ASSENTE IL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA SULLA PREVENZIONE INCENDI. SIFUS CONFALI ENNA LANCIA L'ALLERTA.📍📍

Assente anche per quest'anno il Comune di Piazza Armerina in merito alla Prevenzione Incendi, SIFUS CONFALI ENNA lancia l'allerta e chiede azioni tempestive e immediate.
"L'ennesima stagione degli incendi si avvicina e il territorio di Piazza Armerina, in particolare le vitali contrade Macello, Bellia, Sanatorio, ricadenti nella preziosa Riserva Naturale Orientata "Rossomanno Grottascura Bellia" continua ad essere ostaggio di una cronica e inaccettabile mancanza di prevenzione da parte dell'Amministrazione Comunale.", con queste durissime affermazione esordisce il comunicato stampa a firma del segretario provinciale Sifus Domenico Raimondi (in foto a sinistra).
"Ogni estate si ripropone lo stesso drammatico scenario di fiamme che divorano ettari di bosco -continua il comunicato- distruggendo la biodiversità e minacciando le aree abitate e le infrastrutture. La situazione in contrada Bellia, Sanatorio e Macello è emblematica di una negligenza che non possiamo più tollerare. Nonostante i nostri ripetuti appelli e le evidenti condizioni di rischio, il Comune di Piazza Armerina mostra una preoccupante assenza nella gestione e prevenzione, in particolare dei boschi di sua proprietà".
Storia di ogni anno, nonostante i continui appelli e le segnalazioni a cominciare dalla stagione invernale. Il sindaco Cammarata ad aprile ha sentito l'urgenza e la necessità impellente di sventolare documenti sulla revoca della revoca del Piano di Gestione, ma terminata questa impellenza mediatica sembra da quel giorno aver dimenticato del tutto l'emergenza incendi e dal settore dei sindacati forestali più volte si alza il grido di allarme.
"Occorreva nei mesi scorsi mettere in pristino e adeguare i viali parafuoco esistenti -aggiunge Mimmo Raimondi- avviare una massiva campagna di pulizia e manutenzione del sottobosco, potenziare la collaborazione con il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, sensibilizzare la cittadinanza con una corretta campagna di informazione annulae sull'importanza di comportamenti responsabili nel bosco. Il tempo delle parole è finito, abbiamo bisogno di azioni concrete e immediate. Ogni ritardo, ogni omissione, si tradurrà anche quest'anno in ettari di bosco bruciati, in danni irreparabili al nostro ecosistema".
Da pochi giorni nel nostro territorio è cominciato il caldo e da questo momento in poi...si teme il peggio.
R. Motta

TUTTE LE GUERRE SI ASSOMIGLIANOMai stata più critica la situazione politica internazionale, tant’è che qualche leader eu...
28/05/2025

TUTTE LE GUERRE SI ASSOMIGLIANO

Mai stata più critica la situazione politica internazionale, tant’è che qualche leader europeo sta menzionando la terza guerra mondiale troppo spesso e con troppa disinvoltura. E mai più acuto il paradosso ostentato dai potenti della Terra.
Sui social rimbalzano immagini drammatiche che feriscono la nostra sensibilità e ci danno la misura reale della tragedia immane che si sta consumando in alcune zone del nostro pianeta.
Ma i nostri sguardi, a milioni, sono del tutto impotenti e le nostre coscienze non possono che incassare un senso di sconfitta generale quando scoprono che tipo di paesaggio umano e urbano si è determinato nella striscia di Gaza, con i nuovi 180 mila sfollati, o nelle regioni ucraine. Fame, sanità al collasso, 54 mila vittime e il conto non si ferma minimamente. L’inferno perfetto dove le principali vittime sono i bambini.
E così è accaduto che negli ultimi giorni la folla di utenti sui social sta condannando “il più cattivo”, lasciando in pace gli altri capi di governo a celebrare le loro vuote liturgie.
C’è un modo terribile di raccontare la sofferenza: quello che decide quale guerra merita lo sdegno e quale può essere relegata a una nota a piè di pagina. Un giorno è Gaza. Il giorno dopo è l’Ucraina. Poi, silenzio. Sono i media a stabilirlo.
Come se le vite avessero un prezzo variabile, come se l’orrore fosse un algoritmo.
La verità, tuttavia, è che le guerre non sono serie TV da programmare in prima serata. Non esistono guerre “maggiori” e guerre “minori”. Ogni madre che piange un figlio è la stessa madre. Ogni casa distrutta è la stessa casa.
Ogni bambino senza futuro è una ferita aperta per tutta l’umanità. E dietro ogni guerra ci sono governi che tollerano, finanziano, armano, chiudono gli occhi.
Che si stringono la mano nei vertici internazionali e poi vendono bombe, missili, silenzi. Nessuno escluso! Non esiste neutralità davanti al massacro.
Chi resta zitto, sceglie. Chi seleziona le notizie, mente.
Chi lucra sul dolore, è complice. Mi dispiace ma è così.
In questi giorni, dai balconi famosi si levano appelli alla pace. Parole nobili, certo. Ma è difficile non percepire in esse un retrogusto amaro, perché fondamentalmente da quei balconi si resta neutrali davanti a massacri, crimini umanitari, campi profughi bombardati. E la neutralità, in certi casi, non è virtù. È assenza. È scelta di non scegliere. È diplomazia che si lava le mani.
E allora sì, credo che anche questa compostezza da cerimoniale, costituisca una forma di colpevolezza. Perché la vera pace non si fa coi guanti bianchi, né dietro le tende. La vera pace si urla, si pretende, si esige. Anche a costo di rompere alleanze, liturgie e consuetudini.
R. Motta

IL FOTOGRAFO  CHE RIFORESTO' LE MONTAGNESi è spento ieri a Parigi, a 81 anni, Sebastiao Salgado; franco-brasiliano, maes...
24/05/2025

IL FOTOGRAFO CHE RIFORESTO' LE MONTAGNE

Si è spento ieri a Parigi, a 81 anni, Sebastiao Salgado; franco-brasiliano, maestro indiscusso della fotografia in bianco e nero, con la quale ha immortalato la condizione umana e lo stato del pianeta. Nata come passione, la fotografia divenne per lui un vero progetto di vita. Nato nel 1944 ad Aimorés, in Brasile, Salgado iniziò la sua carriera come economista, ma fu durante una missione in Africa che scoprì la sua vera vocazione: raccontare il mondo attraverso l'obiettivo della macchina fotografica.
Salgado ha fotografato e quindi mostrato al mondo quello che le agende mondiali, preposte a filtrare i contenuti della comunicazione a tutti i livelli, non hanno mai amato mostrare: la verità. La verità dell’uomo e del suo pianeta, dell’uomo maltrattato e abusato e del pianeta che non sembra avere una diversa sorte. La verità sulle condizioni di vita dei lavoratori e delle migrazioni umane in oltre 130 paesi; sul reale rispetto che i potenti della terra hanno verso i diritti universali della famiglia umana.
Per chi vuole conoscere la sua vita e il suo lavoro, rimando a un bellissimo documentario diretto dal figlio, dal titolo “Il sale della Terra”: vale davvero la pena vederlo almeno una volta per raggiungere nuove consapevolezze.
Ora, mentre in molte regioni del mondo- inclusa la mia, la Sicilia – si parla di ambiente solo nei convegni e si tagliano alberi con la stessa disinvoltura con cui si stendono parcheggi, Sebastião Salgado, fotografo, economista e visionario, piantava foreste. Ed è così che personalmente voglio ricordarlo.
Nel 1998, insieme alla moglie Lélia Wanick, ha fondato l’Instituto Terra, un progetto di riforestazione nato su una terra devastata nella Valle do Rio Doce, in Brasile. Là dove il disboscamento aveva lasciato solo polvere e frane, Salgado ha ricreato un ecosistema, piantando oltre 3 milioni di alberi e riportando in vita una foresta atlantica che oggi ospita più di 170 specie di uccelli e numerosi mammiferi.
La sua macchina fotografica mostrava la devastazione, ma le sue mani seminavano futuro.
Una lezione che dovrebbe risuonare con forza anche qui da noi, dove interi boschi bruciano ogni estate nell’indifferenza delle istituzioni, e dove la parola "riforestazione" è ancora considerata una voce di spesa più che un atto politico. Salgado ci insegna che la bellezza del paesaggio non va solo contemplata o fotografata: va coltivata, protetta, restaurata.
In un tempo in cui ci si accontenta di piantare "pini in PowerPoint", lui ha restituito respiro alla Terra, foglia dopo foglia, trasformando la fotografia in un atto ecologico. Non era un ambientalista da salotto: era un forestale dell'anima. Quel tipo di persona che tanto sarebbe necessaria qui, nelle aree che mesi fa hanno subito uno scempio immane in zona Sanatorio-Bellia…

Raffaella Motta

(nella prima foto a sinistra Salgado con la moglie nella loro proprietà in Brasile, nella foto a destra uomini coperti di fango nella miniera d'oro di Serra Pelada in Brasile, 1986).

ASSESSORE MESSINA, SCHERZA PURE CON I FANTI MA LASCIA STARE I SANTI ! Uno spettacolo blasfemo é ciò che si é presentato ...
18/05/2025

ASSESSORE MESSINA, SCHERZA PURE CON I FANTI MA LASCIA STARE I SANTI !

Uno spettacolo blasfemo é ciò che si é presentato davanti agli occhi attoniti di centinaia di casalottari e altri devoti di San Filippo di Agira della parrocchia del Casalotto.
Quest' anno l'amministrazione del sindaco Cammarata poggia la sua mano improvvida e nefasta su quella che era una delle più belle e sentite manifestazioni religiose e folkloristico-popolari della città di Piazza Armerina ossia la festa di San Filippo.

Per secoli sentita e partecipata, quella di San Filippo era la festa più bella della città insieme ovviamente ai festeggiamenti di maggio e agosto per la Patrona.
La festa di San Filippo era un emozionante momento di devozione religiosa al potente Santo esorcista di Agira, di origine medio-orientale ma giunto nella nostra isola in epoca romana...ma era anche la festa della primavera inoltrata, la festa del lavoro in campagna, degli equini bardati con addobbi della tradizione contadina e siciliana con mazzi di fave, spighe, papaveri e zagaredde.
Soprattutto era la festa dei bambini coi i due folti plotoni di angioletti ricoperti d'oro e contadinetti coi tipici abitini ed i foulard rossi...

Perché parliamo al passato ? Perché da quest'anno su questa festa meravigliosa s'é posato l'occhio ingordo e nefasto dell'Amministrazione Cammarata nella persona dell'assessore Messina che ha intravisto in questa kermesse religiosa una nuova possibilità di ...speculazione.
Parliamo di speculazione legata al turismo (?), ovviamente, come dichiarato dallo stesso Messina che dice di voler sfruttare in modo nuovo la festa di San Filippo per richiamare i turisti.

Gli esordi di questa nuova idea di festa di San Filippo si sono visti già quest' anno, la sera del sabato davanti alla Chiesa di San Filippo dove uno spettacolo inquietante e per molti versi blasfemo ha preso corpo lasciando interdetto un pubblico impreparato a questa novità, un pubblico fatto di gente semplice, gente del quartiere, devoti per lo più incapaci di interpretare la novità aberrante che si presentava ai loro occhi.
Su un telaio apprestato proprio sulle scale della chiesa, tre sagome umane si arrapicavano su tre coppie di corde appese a mo' di ragni che salivano e scendevano mentre una cacofonia metallica ed assordante, all'uso di certi concerti rock, invadeva la piazza e fasci di luce blu ed altri colori tipici piú di una discoteca con ambientazioni psichedeliche creavano un'atmosfera incredibilmente inadeguata alla tradizione, o proprio blasfema rispetto alla tradizione.
Le tre coppie di corde sulle quali in modo ragnesco si muovevano le tre figure umane richiamavano vagamente le tre croci del Golgota ed in questo senso la metafora appariva davvero empia e con un vago richiamo a certi contenuti che con l'arte non c'entrano nulla ma risultano invece più affini ad oscuri rituali di satanismo et similia...
Questa considerazione che potrebbe apparire un po' abnorme viene invece consolidata dallo spettacolo successivo in cui dei manichini alti alti e dall'aspetto di lugubri spaventapasseri venivano azionati da improbabili danzatori che inscenavano cosí una danza macabra di fantocci che sembravano usciti dai racconti neogotici di E.A.Poe e che nulla, ma proprio nulla, avevano a che vedere con la nostra gioiosa e popolare devozione a San Filippo.

Se questo è l'incipit del nuovo corso che l'ass. Messina vuole dare anzi, ha dato, alla tradizione della festa di San Filippo... allora gli diciamo anche no, assessore, non si sente davvero il bisogno di questa ulteriore deriva modernistica e post-umanistica, non c'è davvero bisogno che lei inquini con queste ''evoluzioni'' da teatro dell'assurdo, o da logge massonico- satanistiche...un momento di aggregazione popolare e religioso che affonda la sua tradizione nella cultura contadina e popolare di questa città.
Non c'è davvero bisogno che lei faccia scempio della festa di San Filippo come ha già fatto col Palio dei Normanni trasformandolo in una carnevalata estiva a pagamento, un festival di tamburini, saltimbanchi e giocolieri, di artisti di strada e comici arruolati a Catania, di sbigliettamenti vari...un sistema finalizzato solo alla captazione, tramite affiliazioni politiche, di finanziamenti regionali e comunali da spendere poi e fatturare in sinergia con barock festival, improbabili società cooperative, consorzi turistici privati ed oscure agenzie di Catania...
Non c'è davvero la necessità di estendere la deriva venale e culturale che ha caratterizzato la sua gestione amministrativa anche alla bellissima festa di San Filippo.
La festa di San Filippo che a noi piace é quella della tradizione, dei bambini vestiti da angioletti (ormai estinti in questa edizione).

Assessore...se vuole trarre ispirazione si ispiri alla bellissima edizione della festa di San Filippo curata da Don Dario Pavone, poco prima che ci lasciasse...una edizione splendida e memorabile della festa che fu organizzata dal sacerdote di S.Filippo, Don Dario, con Amore e Rispetto per la devozione sacra e per la tradizione.
Una edizione in cui non ci fu bisogno di coinvolgere i soliti ''artisti di Catania'' che emettono fatture inter vos di migliaia e migliaia di euro...non ci fu bisogno di scomodare il solito studio dentistico ...non fu necessario somministrare ad un pubblico popolare fatto di devoti e di persone semplici, uno spettacolo indegno e fuori luogo con richiami vagamente satanistici.

Come all'inaugurazione delle Olimpiadi di Londra o della galleria del San Gottardo...

Assessore Messina, se poi vuole informarsi sul carattere e sul carisma del Santo con cui sta scherzando, pericolosamente ...legga il libro del nostro concittadino dott. M. Prestifilippo che al Santo di Agira ha dedicato una sua fatica e forse in quelle pagine potrá acquisire una maggiore consapevolezza e soprattutto il senso di quella antica espressione piazzese : ...scherza pure con i fanti ma lascia stare i Santi !
Giuseppe Balsamo

📌PERCHE' CI PIACE IL CARD. PIETRO PAROLIN📌Roma, maggio 2025. Le porte della Ca****la Sistina si sono chiuse ieri dietro ...
08/05/2025

📌PERCHE' CI PIACE IL CARD. PIETRO PAROLIN📌

Roma, maggio 2025. Le porte della Ca****la Sistina si sono chiuse ieri dietro ai cardinali elettori, sigillando con esse segreti e speranze di un miliardo di fedeli sparsi nel mondo. Mentre il fumo del camino più osservato del pianeta tiene il mondo col fiato sospeso con le due fumate nere di stamattina, nei corridoi del Vaticano si intrecciano voci e ipotesi su chi sarà il successore di Pietro. Tra profili noti e outsider sorprendenti, il conclave si sta rivelando uno dei più incerti e seguiti degli ultimi decenni. Chi sono i papabili più accreditati? E quali equilibri interni potrebbero determinare la fumata bianca?
Facciamo un breve passo indietro (lo ritengo doveroso); Il conclave è uno degli eventi più solenni e misteriosi della Chiesa cattolica. La parola stessa deriva dal latino cm clave (“con la chiave”), a indicare la chiusura a chiave dei cardinali elettori all’interno del Vaticano: nessun contatto con l’esterno fino all’elezione del nuovo Pontefice.
Il cuore del conclave è la Ca****la Sistina, (in foto) dove, sotto lo sguardo imponente del Giudizio Universale di Michelangelo, i cardinali votano in un’atmosfera di raccoglimento e grande responsabilità spirituale. Il metodo è rimasto sorprendentemente invariato nei secoli: scrutini segreti, ripetuti fino a quando un candidato non raggiunge la maggioranza qualificata (oggi i due terzi dei voti). Ogni scrutinio termina con la celebre bruciatura delle schede: un sistema di fumate nere (per indicare che l’elezione non è ancora avvenuta) o bianche (per annunciare l’elezione del nuovo Papa) che tiene il mondo con il fiato sospeso.
Il conclave attuale non è solo un rito spirituale, ma anche un evento che segna una svolta nella storia della Chiesa. Oggi, la Chiesa cattolica si trova ad affrontare sfide complesse: la secolarizzazione in Occidente, la crescita esplosiva del cristianesimo in Africa e Asia, le crisi interne legate alla gestione della Curia, e i grandi temi globali come la giustizia sociale, i cambiamenti climatici e le migrazioni, la transizione digitale e l'era robotica.

La recente rinuncia di papa Francesco (se ipotizziamo questo scenario) o la sua scomparsa ha lasciato un segno profondo: è stato il Papa che ha aperto la Chiesa verso le periferie del mondo, promuovendo un forte impegno per la pace, la fratellanza universale e la lotta alla povertà. Ora, il conclave è chiamato a scegliere se proseguire su questa strada o segnare una nuova direzione.
Tra i nomi più citati e stimati a livello internazionale c'è il simpatico card.Tagle, filippino.
Tagle è amato sia a livello popolare sia accademico per il suo stile umile e vicino ai poveri, in linea con il magistero di papa Francesco. È spesso definito "il cardinale dei poveri", ed è una figura di grande empatia e dolcezza comunicativa. La sua presenza nella Curia romana e il suo coinvolgimento nelle dinamiche missionarie lo rendono un ponte tra l'Occidente e le Chiese in crescita dell'Asia e dell'Africa. Ha una visione progressista su temi sociali; ha sempre cercato un equilibrio tra fedeltà alla dottrina e apertura al dialogo con le realtà complesse del mondo moderno. È molto attento ai temi della giustizia sociale, della migrazione e dell'ecumenismo.
Ma perchè a noi piace invece il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin (in foto)?
Non solo perchè è un moderato, un pragmatico, perchè è un realista attento agli equilibri politic (mai delicati e importanti come adesso).
Parolin è attento ai temi dell'ambiente, ha scritto dei dossier cruciali.
Parolin è (anzi sarebbe) un Papa "geopolitico": il Pontefice delle crisi globali.

In un tempo di guerre e tensioni internazionali, la figura di Parolin sarebbe unica: un Papa capace di usare la diplomazia vaticana, una delle più antiche e rispettate al mondo, non solo per proteggere i cattolici, ma per influire realmente sulla pace globale. La sua esperienza diretta nei negoziati più difficili (basti pensare al ruolo nel dossier Cina o nei colloqui sul clima) lo rende un leader in grado di fare del pontificato non solo una guida spirituale, ma anche una bussola geopolitica.

Parolin sarebbe un "Papa silenzioso" che può sorprendere.

Parolin è spesso visto come un uomo riservato e istituzionale, ma questo potrebbe essere proprio il suo asso nella manica. Nella storia della Chiesa, sono esistiti Pontefici apparentemente "di continuità" che poi hanno sorpreso il mondo con gesti inattesi e rivoluzionari (come Giovanni XXIII con il Concilio Vaticano II). Parolin potrebbe incarnare questa stessa dinamica: un Papa che, forte della sua conoscenza degli equilibri interni, potrebbe realizzare riforme silenziose ma profonde.

Ma soprattutto, nel mondo attuale, dominato dall’apparenza e dalla comunicazione immediata, un Papa come Parolin, che rifugge la spettacolarizzazione, potrebbe riportare l’attenzione sul valore del silenzio, del discernimento e della pazienza strategica. Sarebbe un messaggio potente: la Chiesa non ha bisogno di urlare per essere ascoltata, ma di lavorare in profondità.

Infine, il fatto che Parolin sia italiano, in un periodo in cui molti credono che la Chiesa debba guardare fuori dall'Europa, potrebbe sembrare un passo indietro. Ma proprio la sua esperienza internazionale, la sua visione globale e il suo lavoro instancabile con Chiese di tutto il mondo fanno di lui un Papa italiano solo di nascita, ma globale di vocazione.

Bene, allora per tutto questo Agorà punta e fa il tifo per Parolin!
In un’epoca di fragili equilibri e crisi planetarie, potrebbe servire non un rivoluzionario, ma un mediatore capace di visioni lunghe e mani ferme. Pietro Parolin, l’uomo che ha scritto le pagine segrete della diplomazia vaticana, potrebbe essere il Papa che, senza clamore, cambia davvero la storia."
Buona fortuna!

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