06/11/2024
Sono state ore difficili, come amministratore, come padre, come cittadino, in cui la domanda ricorrente è sempre la stessa: si puo' morire così a 17 anni? E no, non e' ammissibile, non è pensabile, non e' accettabile.
Mi interrogo, ancora, sul lavoro, quotidiano, complesso, delicato, che, come Assessorato alle Politiche Sociali, svolgiamo con il Servizio minori e con i centri dei servizi sociali territoriali.
Saranno giuste le misure possibili? Cosa altro si puo', si deve fare?
Intanto ancora un minore coinvolto in una sparatoria, ancora un ragazzo che perde la vita.
Il lavoro che in questi tre anni abbiamo svolto è documentato e non è argomento ora, anche se è necessario interrogarsi ancora su eventuali errori e intraprendere nuove strategie.
Addolorato mi unisco al dolore della famiglia di Santo Romano, apprendendo che il carnefice fosse un altrettanto giovanissimo ragazzo, di Barra, quartiere della periferia orientale di Napoli.
Mi sono preso del tempo per approfondire la questione e per capire se ci fossero delle responsabilità da parte dei servizi sociali, spinto anche dai numerosi commenti sui social e negli articoli dei quotidiani dove vengono chiamati in causa, come sempre, gli assistenti sociali.
Il giovane ragazzo di Barra e la sua fragile famiglia era presa incarico dai Servizi Sociali già dal 2017.
Molteplici le azioni messe in campo dall' assistente sociale di riferimento che costantemente, sino ad oggi, ha seguito quel nucleo familiare, pur non avendone più le competenze da quando il minore è stato inserito nel Carcere di Nisida e quindi di competenza dei servizi sociali del Tribunale Penale.
Dalla dettagliata relazione dei servizi sociali emerge un lavoro costante nei confronti del minore e della famiglia ma anche la difficoltà e la fatica di tutti i soggetti interessati a far funzionare quello che necessariamente è un lavoro integrato con le agenzie educative, la asl, le forze dell'ordine, il tribunale dei minori, la scuola. La mancanza più grande è l'ancora insufficiente investimento sulla prevenzione, che il lavoro più importante è da farsi sulla fascia di eta' zero-dieci anni, in quella fase della vita in cui si pongono le basi dei valori etici, in cui si impara a distinguere tra bene e a scegliere, creando comunita' virtuose scuola_famiglie.
Non sono contemplati fondi su questo argomento.
Con il tavolo Infanzia al Comune di Napoli, presieduto da Paolo Siani, stiamo sperimentando percorsi alternativi e innovativi in tal senso consapevoli che quanto in essere non basta come l'atroce cronaca ci sbatte quotidianamente in faccia.
Intanto pretendiamo più controllo dei territori, pretendiamo che lo Stato faccia la sua parte, che non sia più consentito che minorenni girino armati senza neanche registrare che ciò non è consentito dalla legge.
Come amministratori, come cittadini adulti, abbiamo l'obbligo di proteggere tutti, vittime e carnefici, facendo ciascuno la sua parte.