21/01/2026
Il GdL (gruppo di lettura) “Il lunedì letterario” si è incontrato lunedì 19 gennaio nella Biblioteca Ubaldiana di Piandimeleto.
Recensione di Anna Maria Venerucci e Letizia Amati
E’ il primo romanzo scritto da Henry Miller ed è stato pubblicato nel 1934.
Si tratta di un’autobiografia che racconta la vita, fatta di eccessi sessuali e alcolici, che l’autore americano sperimenta.
Il romanzo, censurato in America per linguaggio osceno, è ambientato in Francia, a Parigi nel 1930. L’autore è un intellettuale, uno scrittore e pittore, senza lavoro fisso e con pochi soldi in tasca, che vive nelle strade o in tuguri, mangiando quando capita, tra artisti e esiliati volontari come lui.
In un susseguirsi rapido e continuo di eventi e scene quotidiane, Miller con gesti apparentemente frivoli e superficiali, mette in scena una critica feroce nei confronti della società del tempo (che lui stesso definisce come “cancro”) che divora se stessa dall’interno e che vede e tratta l’individuo come non umano, come qualcosa di meccanico.
La sua volgarità, la sua sfrontatezza e il suo voler appagare tutti gli istinti, anche quelli più bassi, fanno della sua stessa vita la rivolta a un mondo a cui lui non vuole appartenere in nessun modo.
Il sesso in questo libro, che erroneamente, secondo noi, viene considerato erotico, è un modo per sfidare la morale del tempo e ricercare autenticità, piacere e umanità.
E non fatevi ingannare dalle descrizioni letterali e violente che fa anche delle figure femminili. Per chi conosce l’autore, la donna è per lui fondamentale. Generatrice delle sue cadute ma anche musa ispiratrice di tutti gli atti della sua vita.
Un libro non per tutti, che merita una rilettura e molta attenzione.
E’ un invito il nostro, a leggere gli scritti di questo scrittore cardine della letteratura americana e ad andare oltre la superficie di frasi apparentemente scomode.
ALTRO PUNTO DI VISTA di Mara Calesini.
Anche a me ha colpito la ricorrenza nelle prime pagine, della parola cancro: il tempo e il mondo sono cancri che ci divorano. Lo squallore dei rapporti umani e dell'essere trasuda dalle pagine.
Ho trovato analogie nella scandalosa vita parigina vissuta e raccontata graficamente da Toulous-Lautrec, anche lui un esponente di quella tipologia di artisti che avevano scelto di vivere dentro quel mondo e di rappresentarlo. Morto a 35 anni per un colpo apoplettico, dopo che aveva ricominciato a bere assenzio e vino.
È stato un libro difficile da leggere, molto duro, forse ancora più di Profumo.