22/10/2025
🦁 Primi piani da 'A Chiazza
Piazza Umberto I è stata teatro di diversi eventi storici e sociali, legati in particolare al periodo del brigantaggio post-unitario.
Qui, avvenne la tortura di Angelo Capriccio da parte delle squadriglie borboniche.
Capriccio era una guardia urbana. Nel giugno del 1851, fu accusato di insubordinazione, un'accusa che servì da pretesto per un intervento violento della squadriglia Vairo. Capriccio fu legato su uno scanno e sottoposto a brutale tortura. Le sue sofferenze lo resero un simbolo della brutalità e disumanità del sistema borbonico.
Ma l'episodio più noto è sicuramente quello del Tenente Puglia.
Così, lo storico Pietro Colletta nel suo libro "Storia del reame di Napoli":
"Nelle Piaggine, torbido e prospero villaggio della provincia di Salerno viveva la famiglia Puglia, amante invero del cessato governo (giacobina, ndr), ma onesta: alcuni tristi del paese, tornati dalla Sicilia, avidi di sangue e di prede, assaltano un giorno festivo quella casa che chiamano dei Giacobini, la spogliano e la incendiano, e, legando con funi tutti della famiglia, di vario sesso ed età, li traggono nella piazza.
Fanno sollecito apparecchio di aride legna, in gran mole disposte in giro e vi chiudono nel mezzo non meno di cinque della nemica casa. Accendono le cataste e, quando le fiamme si dilatavano, rovesciano le materie su quei miseri, che vivi bruciavano, e se alcuno fra le fiamme s'apriva un varco, vi era respinto.
Quando i lamenti cessarono, indizio di morte, estinguono il fuoco e fu visto fra le ceneri miserando cumulo di cadaveri in attitudini varie e pietose; il prete Puglia aveva le braccia incrociate al petto; la donna, per materno zelo, distesi a terra due teneri figliuoli, li copriva del suo corpo, tal che morti si rinvennero, ma non bruciati. Orrido spettacolo!"