16/06/2026
LA FIGLIA
CLARA USÒN
Uno dei pregi più inquietanti della scrittrice catalana Clara Usón è la stupefacente naturalezza con cui riesce a calarsi nella testa dei suoi personaggi. È un pregio impagabile quando il personaggio che sceglie è reale e del calibro di Ana Mladić, figlia e ragione di vivere del generale Ratko Mladić, uno dei criminali più sanguinari della guerra dei Balcani.
Il romanzo è una piccola perla con una miriade di informazioni sulla tragedia balcanica, perché l’autrice ha dedicato tre anni di indagini all’argomento, fino a farsi tradurre due biografie dal serbo e intervistare un buon numero di croati, bosniaci e serbi.
Questa documentazione tinge il romanzo di una patina di cronaca, con fotografie e riproduzione di rapporti ufficiali, e una galleria di "mostri" come Karadzic e Mladic.
Usón si dedica a ricostruire la storia degli ultimi momenti di vita di Ana, promettente studentessa di medicina. Accanto alla tragedia di una giovane donna che non riesce a convivere con la scoperta dei crimini paterni, c’è quella di un’intero popolo, quello dei Balcani, abbandonato a se stesso dall’Europa.
La figlia è un libro intriso di passione civile, di moniti affinché non si volti la faccia di fronte alla violenza contro civili inermi.
Nel luglio del 1995, sconvolto dal suicidio della figlia che amava moltissimo, Mladic compì il massacro di Srebrenica: a conferma dell’intreccio tra storia privata e storia collettiva.