10/03/2022
LETTURA DI GENNAIO: RECENSIONE DEL GRUPPO ❤️
“L’Arminuta” è il primo romanzo che il gruppo di lettura “Verso le pagine” ha affrontato per iniziare questa nuova avventura insieme.
Nel dialetto abruzzese, dove il romanzo è ambientato, l’arminuta significa la ritornata, ed è interessante e curioso come questo verbo sia al centro di tutta la storia narrata. Infatti, la protagonista si ritrova davanti ad un doppio abbandono: vissuta sin da piccola in un ambiente agiato con quella che pensava fosse la sua vera famiglia, in piena adolescenza viene catapultata in un ambiente opposto, quindi povero, dove scopre le sue vere origini e che tutto ciò che ha vissuto fino a quel momento non è nient’altro che una bugia che la perseguiterà e la tormenterà per tutto il romanzo.
Il gruppo ha discusso molto sulla costruzione dei personaggi e in particolare sul personaggio di Adriana, sorella biologica della protagonista. La tenerezza, il legame e l’amore che con il tempo cresce sempre di più tra le due sorelle, ha colpito i lettori. Adriana è una ragazzina responsabile, forse anche troppo per la sua tenera età, una ragazzina abituata a vivere con il peso del sacrificio fin da piccola, con il suo carattere forte, coraggioso, duro ma a volte fragile sicuramente ha colpito tutti.
Allo stesso tempo un personaggio molto discusso all’interno del gruppo è quello della madre biologica dell’arminuta. Una madre silenziosa, che a stento riesce ad esprimere la sua gioia nel riavere sua figlia, la ritornata. Una mamma silenziosa che, proprio attraverso questo silenzio, riesce a farsi sentire, a comunicare il suo amore, a suo modo, dimostrando ogni giorno con i gesti quanto la famiglia sia al centro della sua intera esistenza: l’estraneità dei sentimenti nascosti che non tutti riescono a percepire.
A parte le vicende, l’ambientazione e il modo di vivere, accuratamente descritte dall’autrice, hanno ricordato ad alcuni atmosfere pasoliniane e realtà crude e profonde, esperienze di vita che molti adulti del gruppo hanno vissuto: momenti in cui non si riusciva ad arrivare a fine mese, dove anche solo un pezzo di pane recava gioia in famiglia e dove tutti avevano il compito e la responsabilità di contribuire fin da piccoli al sostentamento della famiglia lavorando in campagna e occupandosi dei propri fratelli.
La dinamica delle relazioni umane, la bellezza del crescere, il risollevarsi da situazioni drammatiche, il realismo della storia, molti sono stati i temi affrontati durante l’incontro. Lo stile asciutto e diretto dell’autrice ci ha fatto comprendere, come, spesso, non è necessario un linguaggio complesso per raccontare una storia così travagliata.
Un finale un po’ deludente per molti, esaustivo per altri. Ma a volte si sa, non è tanto come finisce una storia, ma come si vive, pagina dopo pagina.