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CON GRANDE ORGOGLIO LA NOSTRA COMUNITÀ FESTEGGIA IL RICONOSCIMENTO DEI DUE PRIMI PREMI ASSOLUTI.Questo straordinario suc...
30/05/2026

CON GRANDE ORGOGLIO LA NOSTRA COMUNITÀ FESTEGGIA IL RICONOSCIMENTO DEI DUE PRIMI PREMI ASSOLUTI.

Questo straordinario successo ci rende particolarmente orgogliosi dei nostri ragazzi, che con grande impegno e studio, grazie anche alla collaborazione ed al sostegno delle loro famiglie, sono riusciti ad ottenere questo eccezionale riconoscimento.
Complimenti ragazzi siete stati eccezionali!

Successo straordinario per gli studenti dell’Istituto Comprensivo T...

C'era una volta Credenza!Quello che vi mostriamo è il quartiere di Credenza, zona residenziale adiacente ai campi sporti...
16/05/2026

C'era una volta Credenza!

Quello che vi mostriamo è il quartiere di Credenza, zona residenziale adiacente ai campi sportivi, in cui si riscontra una situazione di degrado con evidente mancanza di decoro urbano, caratterizzata da accumulo di rifiuti, incuria degli spazi e assenza di adeguata manutenzione.
La fontana e tutta la zona circostante, inizialmente erano state pensate come strutture architettoniche di riqualificazione ed "abbellimento" del quartiere stesso, oggi né è rimasto solo un ricordo impresso nei ricordi delle generazioni passate.

Tale condizione contribuisce ad un progressivo degrado dell’area, con ricadute negative sia sull’ immagine del quartiere che del paese in genere, sia sulla qualità della vita dei residenti.
La presenza di arredi urbani danneggiati e la scarsa attenzione al verde pubblico accentuano ulteriormente il senso di abbandono, rendendo necessario un intervento tempestivo di pulizia, riqualificazione e controllo del territorio da parte delle autorità competenti.

Inutile spendere soldi per creare "nuovi abbellimenti" come possono essere i vari murales realizzati in giro nel nostro paese, se le bellezze presenti nei quartieri vengono abbandonate e rese fatiscenti ed inagibili da un' amministrazione miope!

Oggi vogliamo rivolgere i nostri più sinceri complimenti a un giovane del nostro paese che ha raggiunto un traguardo imp...
20/02/2026

Oggi vogliamo rivolgere i nostri più sinceri complimenti a un giovane del nostro paese che ha raggiunto un traguardo importante: la pubblicazione del suo secondo libro.

Non si tratta solo di un risultato personale, ma di un motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità. Scrivere un libro richiede studio, dedizione, passione e grande determinazione. Farlo per la seconda volta dimostra costanza, crescita e una forte volontà di mettersi in gioco.

Il suo impegno è un esempio positivo, soprattutto per i più giovani, e dimostra quanto talento e capacità possano nascere e crescere anche nella nostra realtà locale.

A lui va il nostro plauso e l’augurio di continuare su questa strada, con la stessa passione e lo stesso entusiasmo.

Complimenti davvero per questo importante traguardo! 👏📚

15/02/2026

CRONACA EROICA DI UN CARNEVALE BAGNATO (E DI UN PIANO B EVAPORATO CON L'UMIDITÀ).

C’è qualcosa di profondamente poetico nel modo in cui la pioggia riesce sempre a presentarsi agli eventi all’aperto. Una specie di invitato fisso, puntuale, mai sorpreso, mai impreparato. Diversamente da qualcuno.

Quest’anno il Carnevale di Pettineo ha deciso di reinventarsi come esperienza immersiva: niente coriandoli che volano, niente carri, niente bambini in maschera che sfilano. Solo acqua, tanta acqua, e un esercizio collettivo di contemplazione del cielo grigio. Un minimalismo quasi artistico, se non fosse che i protagonisti dovevano essere dei bambini vestiti da supereroi, principesse e dinosauri fluorescenti.

Il dettaglio curioso? Pare che la pioggia sia un fenomeno noto alla scienza da qualche secolo. Alcuni studiosi sostengono addirittura che esistano “previsioni meteo”. Strumenti futuristici che, con giorni di anticipo, riescono a dire cose come: “Probabile precipitazione.” Roba da fantascienza, evidentemente.

E mentre i genitori cercavano di convincere mini-pirati e mini-fate che no, non era colpa loro se la sfilata era saltata, l’organizzazione ha offerto un’alternativa estremamente innovativa: l’attesa. E la speranza. E, per i più fortunati, una corsa verso la macchina sotto la pioggia battente.

Il concetto di “piano B”, del resto, è sopravvalutato. Perché prevedere uno spazio coperto quando si può puntare tutto sull’ottimismo meteorologico? È un approccio audace, quasi filosofico: se credi abbastanza forte nel sole, forse lui arriverà. O forse no. Ma almeno avrai creduto in qualcosa.

I bambini, dal canto loro, hanno dimostrato una resilienza ammirevole. Hanno pianto, certo. Hanno chiesto “perché?”, certo. Ma hanno anche imparato una lezione preziosa sulla vita adulta: a volte organizzi qualcosa, poi piove, e nessuno sa bene cosa fare.

C’è chi dice che il Carnevale sia la festa dell’imprevisto. Quest’anno l’imprevisto era prevedibilissimo, ma questo è un dettaglio tecnico.

Intanto le maschere restano appese negli armadi, i coriandoli nei sacchetti, e i costumi — alcuni pagati quanto una piccola vacanza — attendono il loro momento di gloria. Forse l’anno prossimo. Magari con un tetto. O almeno con un ombrello gigante. O, chissà, con quell’oggetto misterioso chiamato “numerosi locali comunali utilizzabili come alternativa al chiuso”.

Ma non corriamo troppo: un passo alla volta. Magari prima scopriamo che esistono le nuvole.

03/11/2025

In questo momento doloroso ci uniamo alla famiglia di Giuseppe Di Dio e alla comunità di Capizzi.

La tragica uccisione del sedicenne a Capizzi, così come i recenti fatti di cronaca quotidiani, confermano un allarme sociale che ci riguarda tutti.
La facilità con cui oggi si riescono a reperire armi, anche da parte dei minorenni, è un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
La violenza giovanile, la diffusione delle armi e la solitudine sono segnali di un disagio profondo, che non possiamo continuare a sottovalutare e non affrontare.
L’idea che armarsi sia una forma di difesa o di potere, sta penetrando in fasce sempre più giovani della popolazione, alimentata dai social, da modelli distorti e da una generale perdita di fiducia nelle istituzioni.

Questo fenomeno riflette un cambiamento profondo nel tessuto sociale e nelle dinamiche di controllo del territorio.
La diffusione delle armi non è soltanto un problema di criminalità, ma anche di cultura, smettiamo di educare i giovani alla violenza sia fisica che verbale.
La necessita diffusa di dovere sempre rivendicare un torto subito, per sentire appagato il proprio ego, utilizzando la violenza come strumento di vendetta, ci impone un lavoro di prevenzione sociale ed educativa, altrimenti il rischio è che l’illegalità trovi sempre nuovi spazi per prosperare a scapito della sicurezza collettiva e del futuro delle nuove generazioni.

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