04/07/2024
All’uscita dell’articolo di stampa, con cui si è dato conto dell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata della Repubblica, On. Stefania Ascari, seguita addirittura dalla richiesta della nomina di una commissione d’accesso al Comune, come gruppo consiliare “Petilia Rinasce”, ci siamo chiesti se era il caso di replicare all’ennesimo tentativo di sollevare un polverone mediatico, anche in considerazione del fatto che, come succede – inevitabilmente e per fortuna – questi sedicenti scoop giornalistici non suscitano mai i risultati attesi dai loro autori, che, immersi quotidianamente e ossessivamente nella loro frustrazione e nel loro rancore, scambiano per accadimenti prossimi alla realizzazione ciò che restano solo inconfessabili desideri, ignorando, tra l’altro, che l’umanità, Evviva Dio, è molto migliore di quanto la immaginano e non tutti gli uomini sono capaci delle malefatte da loro commesse.
D’altronde, per qualcuno, la menzogna e l’infamia sono i migliori ingredienti per riempire una vita vuota e inutile.
Alla fine, pur consapevoli del fatto che la nostra risposta sarà l’occasione per nuovi scoop falsi e diffamatori da parte di chi, come un Re Mida al contrario, è soltanto capace di trasformare in sterco tutto ciò che tocca, in nome della verità, abbiamo deciso di rispondere. Convinti, che i valori, al contrario di quanto succede, quotidianamente e miseramente, a pseudo investigatori e pseudo giornalisti, i valori non sono negoziabili e non hanno un prezzo, tanto meno quello di un piatto di lenticchie.
La notizia dell’interrogazione parlamentare ha suscitato meraviglia seconda solo allo sconforto, considerato che l’On. Ascari, senza conoscere o esser mai stata a Petilia Policastro, fonda la sua richiesta su vicende, per lo più costruite ad arte da qualche giornalista compiacente e da ex amministratori, che hanno, loro sì, amministrato la cosa pubblica come un “Sistema”, al punto che diversi di loro sono stati destinatari di misure cautelari, (il relativo processo è ancora in corso), mentre adesso e per come dimostra la loro inenarrabile storia, tramano vendette e intrighi, pur di tornare al Comune o, più semplicemente, pur di estromettere chi vi è stato mandato dal voto libero, onesto, pulito e convinto dei cittadini.
Spiace dirlo, soprattutto per il rispetto che portiamo alle istituzioni, ma, in questa miserevole vicenda, ciò che colpisce ancora è la doppia moralità di taluni rappresentanti dello Stato.
Pur essendo già in carica nella precedente legislatura, dinnanzi a inchieste giudiziarie, condotte dalla DDA di Catanzaro e dalla Procura di Crotone (“Eleo” e “Sistema Petilia”) e che hanno avuto risalto addirittura sulla stampa internazionale, questi rappresentanti delle istituzioni, oggi così solerti, non hanno sentito la necessità, anzi il dovere istituzionale, di una loro dichiarazione, di un’interrogazione parlamentare, della richiesta di una commissione d’accesso.
Eppure, quelli emersi dalle inchieste giudiziarie erano fatti gravissimi, come la spartizione di pacchi alimentari per i bisognosi a fini elettorali, la promessa di posti di lavoro alla clinica, in cambio del voto, reiterati episodi di concussione e violenza sessuale in municipio, voto di scambio politico mafioso.
Nell’interrogazione si citano due “inchieste” giornalistiche pubblicate su “I nuovi calabresi” da Alessia Bausone, risultata la prima dei non eletti alle ultime elezioni regionali, in quota M5S, e soccombente nei giudizi da lei intrapresi contro il Consigliere Regionale Afflitto sia in sede civile che in sede penale con condanna a oltre 10.000,00 di spese legali che sicuramente la Bausone non pagherà, visto che gli avvocati glieli pagheremo tutti noi cittadini in quanto cittadina non abbiente che si avvale del GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO (in uno di questi giudizi, la Bausone ha tirato in ballo anche un altro Dirigente medico, Dirigente ASP, difeso dall’Avv. Antonio Ierardi, assessore del Comune di Petilia Policastro. Forse nasce da qui la sua acredine contro l’attuale Amministrazione di Petilia Policastro!? La colpa dell’assessore Ierardi che la Bausone definisce pessimo, è stata forse quella di mettersi contro la stessa nella difesa di un suo avversario ).
Addirittura, nella prima “inchiesta” giornalistica (tutta di parte, senza né ascoltare, né pubblicare le repliche degli amministratori), si fa riferimento ai concorsi pubblici, dimenticando volutamente di dire che si tratta di concorsi banditi dalla precedente amministrazione nel 2018, guarda caso, in concomitanza con le elezioni comunali, svoltisi durante la gestione commissariale del Comune e completati, con relativa pubblicazione della graduatoria definitiva, ancora prima che si svolgessero le elezioni amministrative dell’ottobre 2021. QUINDI PRIMA DEL NOSTRO INSEDIAMENTO!
Naturalmente, nella ricostruzione giornalistica, che qualcuno vorrebbe spacciare per inchiesta - ma le inchieste spettano agli organi preposti e non a pseudo giornalisti, condannati, tra l’altro, per molestie e disturbo alle persone continuato, di cui agli artt. 81, 660 c.p. nel 2016 – non si dice che, durante i concorsi, banditi ed espletati durante la precedente amministrazione, i due membri dello staff del Sindaco sono poi risultati vincitori dei relativi concorsi.
La deputata Ascari, dovrebbe invece chiedere alla “giornalista d’inchiesta” o pseudo tale, visto che è, o era dello stesso partito dei 5 stelle, come mai nel 2019, durante la candidatura per le regionali, ha presentato un casellario giudiziale “Nullo” ciò senza condanne, quando invece la condanna era irrevocabile già nel 2016!
Qualcosa non torna: o la giornalista d’inchiesta ha modificato il casellario giudiziale o dovrebbe spigare come mai non è quello ufficiale, cioè quello rilasciato dagli uffici preposti, che noi, potremmo pure pubblicare, qualora la Ascari fosse veramente ed in maniera imparziale interessata a Petilia Policastro. A questo punto essere definiti pessimi da una pregiudicata non può che essere un complimento.
Noi siamo amministratori incensurati, lontani anni luce da certe dinamiche, anche se la Ascari, su iniziativa della Bausone, inizia sempre accostando Petilia alla ndrangheta, come se fosse l’unico paese conosciuto per questioni di ndrangheta.
Petilia non è ndrangheta, Petilia è fatta di gente per bene, laboriosa, anche se ci sono ex amministratori imputati per reati gravissimi della giunta Nicolazzi.
Noi NO, non abbiamo nessuna condanna né tantomeno per questione di ndrangheta o malaffare, né si sono mai sentite nostre conversazioni/intercettazioni in campagna elettorale che cerchiamo voti a persone condannate per reati di ndrangheta. Basta avere un pò di pazienza e leggere le carte dell’operazione “Eleo”. Allora si che serviva la commissione d’accesso.
Evidentemente la Bausone e la Ascari non erano interessate a tali questioni! Ci domandiamo perché!
Abbiamo sin da subito pubblicato i nostri casellari giudiziali, i precedenti amministratori, potranno dire la stessa cosa!?
Potranno ad esempio dire che non hanno cercato voti in ambienti di ndrangheta!?
Dovremmo parlare delle assunzioni, oltre che dei vincitori di concorso precedentemente componenti dello staff del Sindaco Nicolazzi, dei fratelli di alcuni assessori della giunta Nicolazzi!?
Nelle inchieste, perché esse siano credibili, autorevoli ed efficaci, le indagini devono essere svolte a 360°, senza lasciare niente di intentato e provando, senza alcuna ombra di dubbio, ciò che si afferma.
Qualora dovesse essere accolta la richiesta di una commissione di accesso, noi la attenderemo con impazienza, anche perché, quella sì, opererà a 360°.
E, allora, saremo ben felici di rendere conto della correttezza del nostro operato, ma anche di potere mettere a disposizione dei commissari tanti e tali documenti, riferiti a fatti e comportamenti consumatisi negli anni passati, senza ombra di dubbio, i più bui della storia di questo Comune, come testimoniano le inchieste (Non una, ma tre, due per reati infamanti, i più gravi che il nostro codice penale prevede, violenza sessuale) giudiziarie e le condanne di alcuni amministratori.
Infine invitiamo l’On. Ascari, così come abbiamo già fatto con la pseudo giornalista, a recarsi presso la Procura della Repubblica, la caserma o il commissariato più vicini, per sporgere formale denuncia, qualora dovesse ravvisare ipotesi di reato nelle sedicenti inchieste giornalistiche, poste a fondamento della sua interrogazione.
Noi, nel frattempo, continueremo ad amministrare la cosa pubblica per come abbiamo promesso a una cittadinanza, disgustata e inorridita dalla precedente esperienza amministrativa, e per come abbiamo fatto finora: con la massima moralità, legalità e trasparenza, da persone incensurate, che servono la cosa pubblica con tutto sé stessi e contro ogni forma di malaffare o di Sistema Petilia.
Il Gruppo Consiliare Petilia Rinasce