Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
Dal 1922, qui la natura è protetta!
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𝗟𝗜𝗙𝗘 𝗕𝗲𝗮𝗿-𝗦𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗼𝗿𝘀: 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗹'𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮Dopo anni di lavoro sul campo, sper...
11/09/2026

𝗟𝗜𝗙𝗘 𝗕𝗲𝗮𝗿-𝗦𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗼𝗿𝘀: 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗹'𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮

Dopo anni di lavoro sul campo, sperimentazione, confronto e partecipazione, il progetto LIFE Bear-Smart Corridors arriva alla sua conferenza finale. Un momento importante in cui una comunità di territori, enti, amministrazioni, operatori e cittadini si ritrova per guardare a ciò che è stato fatto e, soprattutto, a ciò che da qui in avanti continuerà a essere costruito insieme.

Il convegno, aperto a tutti, si terrà il 𝟮𝟬 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 a 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼𝗹𝗶 presso la tensostruttura comunale in Via Principe di Napoli snc, in concomitanza con l'apertura della 29a Conferenza dell' International Association for Bear Research & Management

Per la prima volta in Italia, il LIFE Bear-Smart Corridors ha permesso di sperimentare concretamente su ampia scala il modello delle comunità a misura d'orso: un percorso nel quale la conservazione non è stata pensata come qualcosa da realizzare sulle comunità, ma insieme alle comunità, anche attraverso il lavoro dei Comitati locali, che hanno riunito amministrazioni, cittadini, operatori del territorio, associazioni e aree protette.

Un percorso nel quale sono state sperimentate, codificate e rese replicabili azioni, iniziative, metodi e strumenti per la coesistenza. 🐻

Il progetto LIFE Bear-Smart Corridors ha contribuito a creare le condizioni affinché questo potesse accadere. Ma il lavoro non finisce con la conclusione del progetto. Al contrario, è proprio grazie a quanto costruito in questi anni che oggi è possibile lanciare un programma di lungo periodo, capace di consolidare il percorso avviato, rafforzare la governance locale e dare continuità al lavoro delle Comunità e dei Comitati.

La conferenza sarà articolata in due fasi:

1️⃣ 𝗜 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼
Un momento di restituzione alle comunità locali e al pubblico per raccontare il percorso compiuto, le azioni realizzate, gli strumenti sviluppati e ciò che è stato costruito insieme.

2️⃣ 𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗲
Un confronto aperto sul futuro delle comunità a misura d'orso, sul ruolo dei Comitati, sulle sfide della coesistenza e sulle prospettive del nuovo programma di lungo periodo, con la partecipazione del Ministero, delle Regioni e dei partner di progetto.

Un impegno, quindi, che va oltre i doveri istituzionali e che i partner di questa iniziativa hanno trasformato in un percorso concreto per il benessere di interi territori dell'Appennino centrale.

📅 Domenica 20 settembre 2026
🕘 Dalle 10:00
📍 Tensostruttura comunale, Via Principe di Napoli snc, Pescasseroli

Photo: Bruno D'Amicis

104 anni di Parco.Proteggiamo ciò che amiamo, perché non appartiene solo a noi.9 settembre 1922 - 9 settembre 2026📷A. Ia...
09/09/2026

104 anni di Parco.
Proteggiamo ciò che amiamo, perché non appartiene solo a noi.
9 settembre 1922 - 9 settembre 2026

📷A. Iannarelli

Domenica 6 settembre, al Centro Visita del Parco a Pescasseroli, abbiamo presentato il libro "Giorgia e il mondo dei suo...
08/09/2026

Domenica 6 settembre, al Centro Visita del Parco a Pescasseroli, abbiamo presentato il libro "Giorgia e il mondo dei suoni meravigliosi" di Giancarlo Cardone.

È la storia di Giorgia, una bambina non udente, e dei suoi amici: insieme affrontano i propri limiti con un obiettivo comune, fare in modo che ognuno possa essere felice. Con un linguaggio semplice e diretto, l'autore — educatore romano che lavora ogni giorno con ragazzi con disabilità — racconta l'inclusione in modo delicato ma senza sconti. Un libro che parla a tutti e ci ricorda quanto conti abbattere ogni barriera.

Grazie a chi ha condiviso con noi questa domenica e le riflessioni che ne sono nate, su un tema tanto importante quanto delicato.

Lilian e Thomas hanno trascorso con noi due mesi intensi, ricchi di impegno, curiosità e passione.I due tirocinanti arri...
06/09/2026

Lilian e Thomas hanno trascorso con noi due mesi intensi, ricchi di impegno, curiosità e passione.

I due tirocinanti arrivano dalle Montagne del Giura, in Francia, dove studiano “Gestione e protezione della Natura in ambiente montano” al liceo di Montmorot.

Durante il loro percorso si sono messi in gioco in tante attività sul campo: osservazioni etologiche degli animali ospitati nell’Area Faunistica del Lupo di Civitella Alfedena, controllo e installazione di misure preventive, monitoraggi faunistici dedicati a orso e camoscio, attività di educazione e divulgazione ambientale.

Ma la loro storia con il Parco era cominciata molto prima.

Dieci anni fa erano già stati qui, bambini, insieme alle loro famiglie. Quel viaggio aveva lasciato qualcosa di importante e, a 19 e 20 anni, hanno scelto di tornare proprio in un momento decisivo della loro crescita professionale.

Sapere che un luogo visitato da piccoli può restare così a lungo nella memoria, fino a diventare una scelta di studio, di formazione e forse anche di futuro, è qualcosa che ci emoziona profondamente.
E ci ricorda quanto sia importante che il Parco continui a essere non solo un luogo da conoscere, ma anche uno spazio capace di ispirare chi sceglie di dedicarsi alla conservazione della natura.
Grazie Lilian e Thomas per aver condiviso con noi questi due mesi e per aver fatto parte della nostra squadra.

Speriamo davvero che questo sia solo un arrivederci.

𝗜𝗹 𝗗𝗡𝗔 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮: 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 “𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼”, 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝘀𝗶.Quando parliamo di orso bruno marsicano, spesso semplifichiamo. ...
04/09/2026

𝗜𝗹 𝗗𝗡𝗔 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮: 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 “𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼”, 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝘀𝗶.
Quando parliamo di orso bruno marsicano, spesso semplifichiamo. Li immaginiamo tutti uguali, senza un carattere, una storia o comportamenti individuali.

Da questo presupposto derivano molte delle semplificazioni che sentiamo ripetere più spesso. Una fra tutte: “gli orsi scendono in paese perché hanno fame”, detta spesso in modo assoluto, come se fosse una verità scientifica.

È chiaro che le risorse alimentari possono variare nel corso delle stagioni e degli anni, ma queste variazioni riguardano tutti gli orsi, non solo quelli che si avvicinano ai paesi. Per questo la realtà, come spesso accade in natura, è molto più complessa.
La genetica ci dà una mano per capirlo.

Durante le attività di campionamento ci sono orsi che vengono rilevati molte volte, in diversi punti del territorio. E poi ci sono orsi molto più schivi, che lasciano pochissime tracce: una femmina (genotipo 204) campionata una sola volta, un maschio (genotipo 257) individuato da un solo campione, individui che si muovono senza farsi quasi intercettare.

Tutti sono orsi, anche se noi tendiamo a fermarci soprattutto a quelli che vengono visti, fotografati e raccontati come “confidenti”. Orsi schivi, orsi “girandoloni”, orsi sconosciuti, orsi confidenti: vivono nello stesso ambiente e hanno bisogno di alimentarsi, muoversi, riprodursi, trovare rifugio. Quello che cambia è il loro comportamento, e di conseguenza cambia anche la nostra percezione, che spesso ci manda fuori strada.

Questo ci ricorda una cosa importante: non possiamo spiegare tutto con una sola frase.

Se alcuni orsi si avvicinano ai centri abitati, alle strade, agli orti o alle fonti di cibo di origine umana, non significa che “gli orsi” si comportino tutti così. Significa che alcuni individui, per storia personale, esperienza, opportunità, abitudine o contesto, possono sviluppare comportamenti più confidenti. Altri, invece, restano lontani, elusivi, difficili perfino da campionare.

E poi ci sono quelli di cui la genetica non ci dice ancora nulla, o quasi nulla. Perché una stima di popolazione non è mai un censimento assoluto: è una ricostruzione scientifica, basata sui dati raccolti, sui campioni disponibili e su modelli che aiutano a stimare anche ciò che non riusciamo a osservare direttamente.

Anche la storia dei piccoli di Amarena va letta dentro questa complessità. Due cuccioli rimasti orfani, seguiti a distanza e monitorati costantemente per molti mesi, immaginando interventi solo se fossero stati necessari. Oggi la genetica ci conferma che stanno bene e probabilmente non vivono più vicini, visto che sono stati campionati in luoghi molto distanti l’uno dall’altro.

È una storia che racconta quanto sia importante osservare, raccogliere dati, attendere. E quanto sia necessario non sostituire l’emozione alla conoscenza, né prendere per oro colato pseudo-verità rivelate che non possono essere né accertate né smentite.

Il DNA, in fondo, non ci restituisce solo numeri.

Ci racconta individui diversi, caratteri diversi, comportamenti diversi di una specie unica al mondo, che con noi condivide spazi e identità.

E ci ricorda che la conservazione dell’orso marsicano comincia anche da qui: dal rinunciare alle semplificazioni e imparare a guardare ogni orso per quello che è. Un animale selvatico, con una sua storia, un suo comportamento e un posto dentro una popolazione unica e fragile.

Una fiaba per ascoltare il mondo in modo diversoDomenica 6 settembre, alle ore 11, nel giardino del Centro Visite di Pes...
03/09/2026

Una fiaba per ascoltare il mondo in modo diverso

Domenica 6 settembre, alle ore 11, nel giardino del Centro Visite di Pescasseroli, Giancarlo Cardone presenta “Giorgia e il mondo dei suoni meravigliosi”, una fiaba ispirata a una storia vera.

Giorgia è una bambina sorda che parte per un viaggio avventuroso e, lungo il cammino, incontra altri bambini con differenti disabilità. Insieme scopriranno il valore dell’inclusione, dell’empatia e della collaborazione.

Una storia delicata, pensata per i più piccoli, per parlare di diversità e ricordarci che ciascuno può contribuire alla felicità degli altri.

𝗦𝗶𝗴𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱’𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼Da diversi anni la Casa Circondariale di Ave...
02/09/2026

𝗦𝗶𝗴𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱’𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼

Da diversi anni la Casa Circondariale di Avezzano promuove numerosi progetti trattamentali, anche grazie al sostegno degli istituti scolastici, del Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti (CPIA) e delle associazioni di volontariato, che hanno consentito la realizzazione di numerose iniziative attraverso progetti sportivi e cultuali di vario genere. La direzione in cui si muove l'Istituto penitenziario è quella di promuovere gradualmente, per ogni detenuto inserito, un percorso individualizzato volto all'acquisizione graduale di sempre maggiori livelli di responsabilità e capacità di "autogestione".

L'Educazione Ambientale è uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini e le comunità ad una maggiore responsabilità e attenzione alle questioni ambientali e al buon governo del territorio. Il Parco ha accolto con grande interesse la richiesta di collaborazione ricevuta dalla Dott.ssa Maria Celeste D’Orazio, Direttore della Casa Circondariale e Custodia Attenuata a trattamento avanzato di Avezzano, finalizzata ad interventi di educazione ambientale a favore della popolazione detenuta. A novembre 2022 chiese al Parco di effettuare una collaborazione per attività di educazione ambientale per affermare la cultura della legalità, trasmettere conoscenze e competenze utili ad assumere un comportamento responsabile a tutale della salute e dell’ambiente.

Il Parco rispose positivamente alla richiesta e a partire dal mese di febbraio 2023, l’Ufficio Educazione e Volontariato svolse una serie di incontri presso la struttura, rivolti principalmente ai detenuti ma anche agli amministrativi e al personale di sorveglianza, conclusi a giugno 2023.

A seguito di questi incontri, si è ritenuto opportuno stipulare un protocollo d’intesa, finalizzato a calendarizzare attività di educazione ambientale.

La collaborazione è continuata anche per il 2026 con un corso di educazione ambientale dal titolo “Riduciamo la nostra impronta: ogni giorno è una transizione ecologica”, realizzato in tre interventi tra giugno e luglio scorsi, con le tematiche di seguito indicate:
La transizione ecologica: cosa c’entra nella nostra vita. Cosa è la transizione ecologica: a cura di Elisabetta Tosoni.
I progetti del Parco: Parchi per il clima e Mobilità: a cura di Rosanna Ciarletta PNALM.
Biodiversità: perché riguarda la nostra vita: a cura di Elisabetta Tosoni.

La risposta dei partecipanti è stata molto positiva ed ha prodotto un elaborato presentato ieri mattina in occasione della firma del rinnovo del protocollo d’intesa tra la Casa Circondariale e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise alla presenza della Direttrice della Casa Circondariale di Avezzano Dott.ssa Maria Celeste D’Orazio, le funzionarie giuridico pedagogiche Dott.ssa Sabrina Parise Dott.ssa Anna Fasciani, la volontaria ex art. 78 ordinamento penitenziario Sig.ra Marilena Emili, il Commissario Straordinario Prof. Giovanni Cannata e il Direttore Dr. Luciano Sammarone, la Responsabile del Centro di Educazione Ambientale sig.ra Celestina Cervi, la Dott.ssa Elisabetta Tosoni, divulgatrice scientifica e collaboratrice del Parco.

Negli ultimi giorni abbiamo inaugurato, presso il Centro Natura di Pescasseroli, il percorso interattivo dell’arboreto: ...
29/08/2026

Negli ultimi giorni abbiamo inaugurato, presso il Centro Natura di Pescasseroli, il percorso interattivo dell’arboreto: un itinerario tra gli alberi dove natura, arte e riflessione si intrecciano.

Un percorso da scoprire passo dopo passo, osservando, leggendo, sperimentando, mettendosi alla prova e entrando in contatto diretto con piante e vegetazione. Un modo diverso per conoscere la natura: non solo guardandola, ma imparando a comprenderla attraverso piccole scoperte, attività e domande.

A percorrerlo sono stati quattro gruppi, per un totale di 10 bambini e 7 adulti: genitori e figli insieme, tra curiosità, divertimento e sensibilizzazione ai temi legati alla natura.

In queste settimane sono inoltre attivi, come di consueto, i turni di volontariato per il Parco, compresi quelli del programma “Family”, dedicato alle famiglie che desiderano vivere insieme un’esperienza di volontariato, condivisione e contatto con la Natura.

Ed è stato particolarmente bello vedere una famiglia di volontari accompagnare altre due famiglie lungo il percorso dell’arboreto. A fare da guida sono stati soprattutto i loro due bambini, come si vede nelle foto. Una sinergia semplice e preziosa a testimonianza di un Parco vissuto insieme, tra generazioni e tra chi lo frequenta con passione ed attenzione.

Grazie a tutte le famiglie e ai volontari che hanno reso speciale questa giornata.

Prime bacche (parte 2) 🇮🇹Dopo pochi minuti, appare Marina col suo collare nero e le orecchie marcate di bianco e azzurro...
28/08/2026

Prime bacche (parte 2) 🇮🇹

Dopo pochi minuti, appare Marina col suo collare nero e le orecchie marcate di bianco e azzurro, il corpo scuro affusolato, il muso appuntito e le zampe lunghe e sottili: «Sembra un topo gigante. Ed è sola, purtroppo», bisbiglia Mario con un mezzo sorriso.

Subito dopo Ezechia aggiunge con orgoglio: «Missione compiuta!». Ci dileguiamo subito dopo, ma io rimango indietro per allacciarmi gli scarponi e perché le pietraie non mi sono ancora familiari. Mentre avanzo come un'equilibrista alle prime armi, sento sbuffare e ansimare alle mie spalle.

Un orso corre nella mia direzione. Ho giusto il tempo realizzare di non essere altrettanto agile e di intuire che l'animale cerca l'unica via di fuga tra me e lui, che l'orso vira frettolosamente, tagliando l'aria. Quando raggiungo Ezechia e Mario, piena di gioia, paura e altre mille sensazioni, li rimprovero per avermi lasciata sola. Mi rispondono: pensavano che quel respiro spezzato e quasi soffocato provenisse da me e fosse il segno della mia stanchezza. «Mario, Elisabetta s'è stracca, n'c la fa chiù», aveva detto Ezechia, mentre vivevo il mio incontro ravvicinato del terzo tipo.

Tornata a casa e al sicuro nel mio letto, ripenso a quell'incontro. Ho formulato solo tre pensieri mentre vedevo l'orso avvicinarsi: «La statistica è a mio favore. Non ho vie di fuga. Se mi succede qualcosa, per una disattenzione mia, l'orso marsicano sarà condannato a una nomea di animale pericoloso».

Ricordando Mario Visci, guardiaparco, poeta e amico

Continua a seguire questa e molte altre storie del nostro libro, con la nuova rubrica 𝑇𝑟𝑎l𝑒𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒𝗢𝗥𝗦𝗢𝗘𝗙𝗢𝗥𝗠𝗜𝗖𝗔..

The first berries (part 2) 🇬🇧

A few minutes later, Marina appears, her black radio collar clearly visible, her ears marked with white and pale blue tags. She has a sleek, dark body, a pointed muzzle, and long, slender legs. "She looks like a giant mouse. And she's alone, unfortunately," Mario whispers with a faint smile.

Almost immediately, Ezechia adds with quiet satisfaction, "Mission accomplished." We set off at once, but I fall behind to tighten my bootlaces, and because I am still unfamiliar with crossing scree. As I pick my way across the slope like a novice tightrope walker, I suddenly hear snorting and heavy breathing behind me.

A bear is running straight towards me. I have only enough time to realise that I am nowhere near as nimble as it is, and to understand that the animal is simply trying to reach the only escape route that lies between us. At the very last moment, it swerves sharply aside, slicing through the air as it disappears.

When I finally catch up with Ezechia and Mario—overwhelmed by relief, fear and a thousand other emotions—I scold them for leaving me behind. They look at me in surprise. They had assumed that the broken, laboured breathing they had heard belonged to me, and that I was simply exhausted. "Mario, Elisabetta's worn out. She can't go any further," Ezechia had remarked, while I was living through my own close encounter of the third kind.

Back home, safe at last in my bed, I replay the encounter over and over in my mind. As the bear came towards me, only three thoughts crossed my mind: The odds are in my favour. There is nowhere for me to escape. If anything happens because of my own carelessness, the Marsican bear will once again be branded a dangerous animal.

Follow this story—and many others from our book—in our new series, Between the Pages of L'orso e la formica.

𝗨𝗻 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.Questa mattina il Parco ha consegnato al Comune di Opi una car...
27/08/2026

𝗨𝗻 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.
Questa mattina il Parco ha consegnato al Comune di Opi una carrozzina elettrica Dorotea, richiesta dal Sindaco per rendere più agevole e accessibile la visita del borgo anche alle persone con difficoltà motorie.

Un piccolo intervento concreto, che va nella direzione di una fruizione del territorio sempre più inclusiva e attenta alle esigenze di tutti.

Alla consegna erano presenti il Sindaco di Opi Antonio Di Santo, il Dr. Claudio Manco, Responsabile del Servizio Educazione e Didattica del Parco, il Vicesindaco Odorisio Boccia, il Presidente del Consiglio comunale Rosino Tatti, i consiglieri Deborah Lo Fazio e Giannicola Ruggiero, Esterina Trella, referente della Pro Loco di Opi, e una delegazione della Croce Rossa Italiana.

Comune e Pro Loco individueranno insieme le modalità più appropriate per la gestione della carrozzina e per l’accompagnamento degli utenti.

Perché l’accessibilità non è un dettaglio: è la possibilità, per più persone, di vivere un luogo in autonomia e sentirsi davvero accolte.

Indirizzo

Via Santa Lucia N. 2
Pescasseroli
67032

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