22/05/2026
✏️ 📕 La riforma della proposta dal ministro Giuseppe Valditara non è una semplice modifica scolastica. È una scelta politica precisa: costruire una scuola più obbediente, più povera culturalmente, meno capace di insegnare agli studenti a pensare con la propria testa.
Togliere o ridimensionare filosofi come Karl , Baruch , Antonio , ma anche , e , significa colpire un’intera tradizione del pensiero critico europeo. Non sono autori marginali: sono fondamentali per comprendere la libertà, la politica, il potere e la società moderna.
Perché fanno paura? Perché Marx insegna che il capitalismo produce sfruttamento e disuguaglianza. Gramsci spiega come il potere si eserciti anche attraverso la cultura. Spinoza difende la libertà di pensiero contro il dogmatismo e l’autorità. Sono filosofi che insegnano a mettere in discussione il mondo, non ad accettarlo passivamente.
Perché proprio loro? Perché Marx insegna che la società non è naturale, ma costruita, e che quindi può essere cambiata. Perché Spinoza insegna a liberarsi dalla superstizione e dal dominio attraverso la ragione. Perché Gramsci mostra come la cultura sia un campo di battaglia e come chi controlla l’educazione controlli anche il potere.
Ed è esattamente questo il punto: una classe dirigente impaurita dalla crisi sociale, dalla precarietà e dalla rabbia delle nuove generazioni non vuole studentesse e studenti che pensano. Vuole consumatori, sudditi, lavoratori silenziosi. Vuole giovani addestrati al mercato, non cittadine e cittadini consapevoli.
Togliere Marx dai licei significa impedire agli studenti di comprendere il capitalismo che li sfrutta. Significa parlare di povertà senza parlare di classe, di lavoro senza parlare di sfruttamento, di libertà senza parlare di disuguaglianza. È un’operazione di amputazione culturale.
Gramsci, poi, è il pensatore che ha spiegato meglio come il potere si mantenga non solo con la forza, ma anche attraverso il consenso, la propaganda e il controllo culturale. Cancellarlo significa voler eliminare gli strumenti necessari per leggere criticamente la società contemporanea, i media, la politica e persino questa stessa riforma.
E Spinoza? Spinoza è uno dei padri della modernità e della libertà di pensiero. Attaccare lui significa colpire l’idea stessa che la ragione possa essere più forte dell’autorità. Anche pensatori essenziali come , e vengono trattati come opzionali, quasi fossero dettagli secondari. Ma senza questi autori è impossibile comprendere davvero lo Stato moderno, la democrazia, i diritti e i conflitti sociali.
Dietro questa riforma si nasconde un’idea pericolosa di scuola: meno riflessione, meno spirito critico, più conformismo. Una scuola che forma lavoratori obbedienti invece di cittadini consapevoli.
La filosofia non serve a ripetere date o definizioni. Serve a capire il presente, a smascherare le ingiustizie, a sviluppare coscienza critica. Ed è proprio questo che oggi qualcuno vuole togliere ai giovani.