PD Pesaro - Circolo Cattabrighe

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30/04/2026

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⚠️ Biancani annuncia la :
«Non permetteremo che il porto della città venga scippato di 11milioni di euro necessari per la realizzazione della nuova vasca di colmata e del dragaggio»

ℹ️ Sabato 9 maggio, alle 12.15,
alla nuova darsena di Pesaro (altezza ristorante La Vela), l'iniziativa pubblica a difesa del porto di Pesaro.

😡 Non possiamo permetterci di perdere 11 milioni di euro per un’opera fondamentale come la vasca di colmata necessaria per il dragaggio. È una battaglia che riguarda tutta la città: istituzioni, imprese e lavoratori.

⤵️⤵️⤵️
Sabato 9 maggio, insieme agli operatori portuali, alle categorie economiche e ai rappresentanti del comparto marittimo, abbiamo deciso di organizzare una manifestazione pubblica per chiedere il ripristino dei finanziamenti pari a 11 milioni di euro destinati alla realizzazione della vasca di colmata e del dragaggio.

Il porto di Pesaro è un’infrastruttura strategica per l’economia della città e dell’intero territorio.

Il definanziamento di queste risorse rappresenta un grave rischio per il futuro dello scalo, per tutte le attività ad esso collegate e per le centinaia e centinaia di turisti e cittadini che hanno la passione per il mare. Per questo non possiamo permettere che la città venga scippata di una cifra così ingente.

La mobilitazione nasce dalla forte preoccupazione condivisa dagli operatori del settore, che sottolineano l’urgenza di garantire gli interventi necessari per il dragaggio e per il pieno funzionamento del porto.

Inviterò a partecipare alla manifestazione anche i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, affinché si costruisca una posizione unitaria a difesa del porto della città. Sono invitati tutti coloro che ritengono importante tutelare il porto di Pesaro.

Per questo abbiamo deciso di manifestare, insieme agli operatori, per chiedere con forza che queste risorse vengano recuperate. Parliamo di finanziamenti disponibili da anni, su cui però si sono accumulati ritardi e passaggi non completati, non dipendenti dal Comune perché la competenza è di Autorità Portuale, quindi un ente statale.

Oggi il rischio concreto è che queste risorse vengano meno senza che i lavori siano stati nemmeno avviati. Serve quindi un’assunzione di responsabilità chiara da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti. Il porto non può essere penalizzato da lungaggini burocratiche. Pesaro chiede risposte concrete, tempi certi e il pieno ripristino delle risorse.

La manifestazione rappresenterà un momento di unità del territorio per difendere un’infrastruttura considerata centrale per lo sviluppo economico, produttivo e occupazionale della città. È prevista per sabato 9 maggio, alle ore 12.15, alla nuova darsena di Pesaro (altezza ristorante La Vela).

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19/03/2026

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“Offerta speciale.
Valida fino al giorno del voto.”

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E questa volta, niente saldo.

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10/03/2026

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Altro nei della città!

Oggi vi presento il nido di nel Quartiere 5 - Cattabrighe, Vismara, Torraccia

Un investimento da circa 2,16 milioni di euro che risponde alle esigenze delle famiglie.

La struttura potrà ospitare bambini da 0 a 3 anni, colmando una carenza di servizi in una zona molto popolata da giovani famiglie che da tempo chiedevano un nido nel quartiere e per tutti coloro che lavorano nelle vicinanze.

Il progetto prevede anche l’organizzazione degli spazi esterni e una nuova area di sosta e un accesso pedonale da via degli Abeti, così da migliorare la fruibilità e la sicurezza per chi vive e porta i propri figli al nido.

⚠️ Se vuoi seguirmi questa e la mia PAGINA:
Andrea Biancani Sindaco di Pesaro.

10/03/2026

Altro nei della città!

Oggi vi presento il nido di nel Quartiere 5 - Cattabrighe, Vismara, Torraccia

Un investimento da circa 2,16 milioni di euro che risponde alle esigenze delle famiglie.

La struttura potrà ospitare bambini da 0 a 3 anni, colmando una carenza di servizi in una zona molto popolata da giovani famiglie che da tempo chiedevano un nido nel quartiere e per tutti coloro che lavorano nelle vicinanze.

Il progetto prevede anche l’organizzazione degli spazi esterni e una nuova area di sosta e un accesso pedonale da via degli Abeti, così da migliorare la fruibilità e la sicurezza per chi vive e porta i propri figli al nido.

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Andrea Biancani Sindaco di Pesaro.

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25/01/2026

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Leggo dell’ennesimo omicidio negli USA e penso che non sono mai uno stato una di quelle persone che legge scenari apocalittici, di autoritarismo e conflitto, dietro ogni accadimento grave, di rottura.
Ma confesso che in questi mesi, per la prima volta, percepisco davvero il rischio che nel complesso si stia andando – e speditamente – verso questa precisa direzione.

Negli USA sono alle porte di una guerra civile, con un pazzo che ha arruolato una gestapo semi-privata, mercenaria, che pattuglia le strade, spara e uccide, strappa figli da genitori e viceversa; che si sente in diritto di invadere e bombardare ora questo e ora quel Paese, mentre al contempo minaccia ritorsioni – e ulteriori invasioni – a chiunque provi ad opporsi. Quel pazzo sta scardinando le regole scritte e non scritte che il mondo occidentale si era dato negli ultimi settant’anni in tema di diritti, democrazia, cooperazione, introducendo un paradigma di violenza, banditismo e autoritarismo che fa gola a tanti anche in Europa, inclusa – se non prima – l’Italia.

Qui, un pezzo di classici “utili idioti” (nel senso tecnico, non offensivo) sta già facendo sponda al pazzo di cui sopra nel più italiano dei modi: o Franza o Spagna purché se magna. Convinti di aver trovato un alleato contro la farina di grilli, il gender e i tappi di plastica che non si staccano, ne supportano e ne plaudono le spallate all’Unione Europea. Si concedono agli uomini e ai mezzi del pazzo che operano in casa nostra con il preciso intento di destabilizzarci (Musk, primo tra tutti: ma forse guarderei anche a chi di recente ha colpito il prof. Barbero). Saranno contenti quando finita l’UE torneremo statarello al guinzaglio di altre potenze.

Poi ci sono quelli che sanno precisamente cosa sta accadendo, che vedono il disegno e ne sono contenti. Patrioti di carta, non vedono l’ora che venga giù il sistema di diritti, tutele e normative che impedisce loro di fare cosa vogliono, di fregarsene di leggi, normative e costituzioni. Piccoli uomini (e donne) che in perfetto stile fascista vogliono, disperatamente vogliono, l’assoluto potere sul micro, sul condominio. Non gliene frega nulla del grande: il fascismo è tentativo dei deboli di ideologizzare la micragnosità, la piccolezza e la mediocrità di chi ambisce a chiudersi al mondo e ad abusare in santa pace il vicino di casa e i propri dipendenti, per rubare e spadroneggiare impunemente, condizione che è impedita dallo stato di diritto.

Vedono in Trump il giusto alleato. Lascerà loro le briciole e loro se ne ingozzeranno.

È un brutto periodo.
Foto e testo di Leonardo Cecchi

21/01/2026

Durissima invettiva del filosofo Massimo Cacciari contro la destra di governo, con una poderosa frecciata aggiuntiva al centrosinistra.

Ospite di Otto e mezzo (La7), Cacciari commenta: “I lavoratori a reddito fisso e pensionati in questo paese hanno un potere d’acquisto paragonabile a quello del 1990. E questo non è una crisi generale, perché in tutti gli altri paesi europei gli stipendi in termini reali sono più o meno aumentati. È un paese in decadenza da tutti i punti di vista: sociale, economico, tecnologico, culturale. E la Meloni viene a raccontarci dalla mattina alla sera le frottole più incredibili, descrivendo una situazione che non esiste, che non esiste”.

E rincara, citando la celebre frase della commedia filosofica “La vida es sueño”, scritta nel 1635 da Pedro Calderón de la Barca: “Con questa narrazione, assieme all’impotenza delle opposizioni, raccatta pure voti. “La vita è sogno”, diceva quel tipo. La Meloni a narrare la nostra vita come un sogno. E la gente ci crede.

Qui abbiamo Matteo Renzi. Bisognerebbe fare anche a lui questa domanda: perché? Perché forse perché dall’altra parte non c’è una narrazione del reale sufficientemente forte e con una proposta alternativa sufficientemente credibile”.

Cosa ne pensate?

18/12/2025

Poco fa alla Camera Elly Schlein ha voluto fare qualcosa di inedito, ma molto efficace e assolutamente necessario.

Una lettera.

Una lettera di Natale inviata direttamente a Giorgia Meloni con cui ha messo letteralmente in fila i numeri, i fatti, i dati, i tempi d’attesa biblici di un Paese reale, lontanissimo da quello raccontato da Meloni pochi giorni fa ad Atreju.

“Cara Presidente,

Secondo le segnalazioni arrivate a CittadinanzaAttiva, le liste d'attese sono di un anno per una tac al torace, per una mammografia da fare entro 60 giorni ne aspetti 147, per una colonoscopia aspetti 2 anni, ma pure per quella urgente, che dovresti fare in tre giorni, un italiano su quattro ne aspetta 105.

Allora, se va tutto bene, Presidente, mi spiega perché durante il suo governo, nell'ultimo anno, gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati da 4 milioni e mezzo a 6 milioni?

Secondo l'Istat i beni alimentari sono aumentati negli ultimi quattro anni del 25% e negli stessi anni gli stipendi reali degli italiani si sono abbassati di 9 punti percentuali.

Questo vuol dire che con lo stesso stipendio in tasca, quando vai a fare la spesa, non riesci a comprare le stesse cose.

Il pane costa il 28% in più, Presidente, ma che mangino le pastarelle, giusto? Mentre lei blocca il salario minimo a 4 milioni e mezzo di lavoratrici e di lavoratori.

La produzione industriale cala ormai da 34 mesi su 37 del suo governo.

Abbiamo le bollette più care d'Europa e le imprese perdono competitività. Ma in tre anni non avete fatto nulla per non intaccare gli extra profitti delle grandi società energetiche.

La pressione fiscale è la più alta degli ultimi dieci anni. E no, Presidente, non è perché aumentano i lavoratori. La pressione fiscale è il rapporto tra le tasse e il PIL. Se aumenta il lavoro, aumentano le tasse, ma aumenta anche il PIL, Presidente. Non è che cambia quel rapporto.

Lei prima ci ha detto di studiare, ma guardi, per noi non è un insulto, perché solo voi insultate gli studenti dicendo che sono ‘inutili’, quando l'unica cosa inutile qui sono le vostre bugie e la vostra arroganza al potere.

Scusi, non vorremmo mai disturbare la vostra propaganda con i fatti, ma questa è la condizione in cui versa il Paese dopo tre anni.

E anche oggi da lei ho sentito la lista delle responsabilità degli altri, ma dopo tre anni gli alibi sono finiti, Presidente.

Ho sentito da sua sorella che le priorità del Governo, nel 2026, sono il premierato e la legge elettorale.

Scusate se pensavamo che fossero i pensionati che non arrivano alla fine del mese, quelli che prendono 5 euro all'ora, i 10.000 lavoratori dell'ex Ilva che rischiano il posto.

Ma no, per voi la priorità è una riforma che indebolisce questo Parlamento e il Presidente della Repubblica. Io non so in che Paese vivete, Presidente, ma davvero le dico che il Governo deve risolvere i problemi degli italiani, non i suoi.

P.s.
Presidente, chiudo con un post scriptum la letterina degli italiani.

Ieri avete riscritto la manovra e con una sola mossa fate una stangata sulle pensioni che è un furto sia ai giovani che agli anziani ed è una vergogna prendervi i soldi di chi ha studiato e ha già pagato per riscattare la laurea.

È un'altra manovra di promesse tradite. Dovevate abolire la Fornero e invece state allungando l'età pensionabile a tutti, compresa le forze dell'ordine.
Non ci provate!”

Oggi Elly Schlein in quell’aula ha parlato a nome di tanti, ma veramente tanti italiani.

Indirizzo

Via Cattabrighe
Pesaro
61122

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