22/02/2022
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Castiglione del Lago (PG):
Palazzo della Corgna, Sala delle gesta di Ascanio
Busto della Corgna con gli affreschi del Pomarancio sullo sfondo: Fuga da Nettuno e Sbarco a Gaeta, 1574-1575
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Il Chiugi dopo i Della Corgna.
Nel 1647 termina la signoria dei della Corgna su Castiglione del Lago e il Chiugi. La Reverenda Camera Apostolica, tornata proprietaria del feudo, ne organizza la conduzione sulla base dell'enfiteusi, affidando il Chiugi a privati cittadini i quali, in cambio di un canone annuale, dal 1648 al 1769, gestiscono il territorio per periodi di nove anni ciascuno. È questo un momento difficile nella storia del Chiugi: le mutate condizioni climatiche - un periodo molto piovoso che causa continui allagamenti e esondazioni del lago Trasimeno e dei corsi d'acqua - riducono sensibilmente la produttività e, mentre gli enfiteuti subaffittano i terreni, trattenendo per se le attività più redditizie, i maggiori proprietari terrieri acquistano molti diritti di colonia così che alla piccola proprietà si
affianca, progressivamente, il latifondo.
Nel 1769 l'enfiteusi è concessa al conte Francesco Baglioni al quale nel 1775 verrà prorogata, anche in favore dei discendenti, per oltre un secolo. Grandi interventi riallestiscono il palazzo della Corgna secondo i dettami dello stile neoclassico,
ma i pesanti debiti accumulati da una gestione poco accorta determineranno, nel 1825, la revoca della concessione è negli anni successivi si torna alle enfiteusi di nove anni, però solo ad alcuni terreni. A conclusione di una lunga vertenza, nel 1844 i coloni divengono affittuari o piccoli proprietari. Nel 1860 il Chiugi entra a far parte del Regno di Italia.
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