Assemblea Transfemminista Perugia

Assemblea Transfemminista Perugia TransfemPg nasce su un treno per Roma, verso la manifestazione nazionale del 25 Novembre. Ci trovi in Corso Garibaldi 180, ogni mercoledì alle 19.00 ❤️‍🔥

Da lì nasce l'assemblea, uno spazio di condivisione inclusivo e sicuro, aperto a tutt*.

La culla per la vita non è una politica socialeCondividiamo l' articolo di Roberta Pompili per Micropolis ⬇️
04/07/2026

La culla per la vita non è una politica sociale
Condividiamo l' articolo di Roberta Pompili per Micropolis ⬇️

Il mese di luglio si apre con un generale giubilo istituzionale, in particolare da rappresentanti della Regione, della Provincia di Perugia e della sanità locale, per la riattivazione a Perugia, in prossimità dell'ingresso del Residence Daniele Chianelli, della “Culla per la Vita”, salutata pe...

La Casa Internazionale delle Donne di Perugia, come neonata realtà associativa fondata sui valori del femminismo e del t...
03/07/2026

La Casa Internazionale delle Donne di Perugia, come neonata realtà associativa fondata sui valori del femminismo e del transfemminismo, esprime il suo dissenso per l'attivazione della "Culla per la vita" in prossimità dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia, ma esterna ad esso, che richiama inevitabilmente la memoria storica di quella Ruota degli Esposti inventata nel XII secolo.
In questo modo, e in assenza di politiche realmente dedicate alla salute ed i diritti delle donne, si consente che gestante e nasciturə vengano ignoratə per 9 mesi dalle istituzioni. Eppure le donne non restano incinte da
sole, non conducono a termine la gestazione da sole, non partoriscono da sole.
Questo accade nella nostra regione nonostante in Italia il tema della tutela della maternità e della protezione delle/dei neonatə, nel rispetto della dignità di entrambə, sia garantito dal parto in anonimato, una procedura espressamente prevista dal DPR n. 396 del 3 novembre 2000, all’art. 30, comma 2, il quale consente alla
donna di partorire in ospedale senza dichiarare la propria identità, affidando il neonato alla struttura sanitaria che attiva il percorso di tutela e adozione.
Si tratta di una misura che garantisce assistenza clinica, riservatezza, sicurezza e continuità di cura, proteggendo sia la salute della madre che quella delle/del bambinə. Infatti, il parto in anonimato assicura la protezione della struttura sanitaria e l’attivazione del percorso previsto dall’ordinamento, senza esporre lə neonatə a rischi legati a tempi, luoghi o modalità non assistite.
Ma soprattutto consente di intercettare il bisogno clinico, psicologico e sociale prima che la donna resti sola, garantendo assistenza ostetrica, supporto medico immediato e presa in carico, riducendo i rischi per madre e neonatə.
La culla, pur nata con finalità di salvataggio, interviene invece a valle di una situazione di isolamento già consumata, e non può sostituire la funzione preventiva, clinica e sociale del parto protetto in ospedale.
Inoltre queste “culle per la vita” non sono disciplinate da una normativa organica nazionale specifica e sono il frutto di iniziative locali o associative che quando incontrano il sostegno delle Istituzioni si traducono in una scelta politica molto divisiva. Proprio per questo, il loro utilizzo non dovrebbe oscurare il canale
istituzionale più tutelante, che resta il parto in ospedale in anonimato.
E’ con profonda amarezza che dobbiamo constatare che le “culle per la vita” diventano l’alibi perfetto per una società che cancella deliberatamente le donne, mettendo al centro solo il prodotto del concepimento e
ne cancella desideri e bisogni. Per scegliere di mettere al mondo figli sono necessarie condizioni economiche e sociali, la prospettiva di una vita degna, di un mondo migliore.
Per queste ragioni, chiediamo alla Regione di rafforzare in modo visibile i percorsi di informazione, orientamento e presa in carico sul parto in anonimato, attraverso consultori, punti nascita, servizi territoriali e campagne di comunicazione accessibili e non stigmatizzanti.
Chiediamo inoltre alla Rai regionale di contribuire a una narrazione corretta, non ideologica e non ambigua, evitando messaggi che possano indebolire la conoscenza di un diritto già previsto dalla legge e disponibile in sicurezza per ogni donna, anche minorenne.
La vera tutela non consiste nel moltiplicare soluzioni emergenziali, ma nel rendere effettivamente accessibile il percorso istituzionale che consente alla donna di non essere lasciata sola e al neonatə di essere protettə fin dall’inizio. Parlare di questo tema con rigore significa difendere insieme la salute pubblica, la responsabilità sociale e il valore della cura.

Come transfem avevamo già trattato questa tematica, anche con uno scambio di mail con il comune, mettendo in chiaro tutte le problematiche connesse all' introduzione della culla per la vita.
Richieste rimaste inascoltate.

Qui il link del primo post sulla culla: https://www.facebook.com/share/p/1Gf35EGMVd/




UDI Perugia - Unione Donne in Italia
Liberamente Donna ETS

Dalla legge 194 sull’aborto alla culla per la vita: il balzo indietro.
Apprendiamo con stupore che l’Assemblea Legislativa della Regione Umbria ha approvato una mozione sul tema delle cosiddette “culle per la vita”, mentre il Comune di Perugia discuterà il prossimo 26 maggio l’ordine del giorno che ne propone la sua riattivazione, benché già sperimentata nel territorio, mai usata e non regolamentata a livello nazionale. Una scelta che in entrambi i casi vede l'imprevedibile convergenza di consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Il contesto attuale regola esclusivamente la sacrosanta possibilità di scelta del parto in anonimato nei presidi ospedalieri, dove possano essere assicurate le cure necessarie a partoriente e nasciturə (come previsto dal DPR 396/2000, art. 30, comma 2). Dal momento che il parto in casa non è previsto dalla normativa umbra (la proposta di legge regionale Dottorini del 2010 non è mai stata approvata) - salvo per chi ha il privilegio economico di garantirsi un’équipe medica privata - chi usufruirebbe delle “culle per la vita”? Sono strumenti non regolamentati da alcuna legge, privi di protocolli univoci d’uso e manutenzione. Ancora, la loro mappatura (incompleta e non esaustiva) mostra come siano generalmente dislocate per iniziative private di movimenti pro vita e antiabortisti, anche in luoghi di culto.
Il tema, inoltre, è legato anche al benessere della donna: in quale contesto una donna partorirebbe in casa (pagando migliaia di euro) per uscire e lasciare lə nasciturə presso un luogo sponsorizzato e acclamato dalla stampa? Si può dedurre che il movimento per la vita fa della natalità una questione di principio, dimostrando poco interesse sia allə neonatə che alla partoriente, che non vedono garantite né tutela, né anonimato, né cura. Ma quale donna si sentirebbe protetta e curata a queste condizioni? La continua insistenza dei rappresentanti politici su questo tema dimostra come non si tratti di un servizio alla comunità, bensì del simbolo ideologico che stigmatizza la libera scelta di ogni donna sulla propria maternità.
Continua nel primo commento⬇️

La Casa Internazionale delle Donne di Perugia nasce nel segno dell' inclusivita', con l' obiettivo di contrastare la vio...
03/07/2026

La Casa Internazionale delle Donne di Perugia nasce nel segno dell' inclusivita', con l' obiettivo di contrastare la violenza di genere e sui generi e creare uno spazio di condivisione safe.
Siamo liete di aver partecipato a questo processo di co- costruzione cittadina.
🌈🌈❤️❤️

Perugia ha la sua Casa internazionale delle donne. Si è concluso il 12 giugno il percorso costituente che ha portato alla nascita della nuova realtà associativa cittadina, con l’elezione del primo Consiglio direttivo da parte dell’assemblea composta da 84 socie fondatrici. Annagrazia Faraca vi...

Come Transfem abbiamo partecipato all'Umbria Pride a Perugia.Scendere in piazza in un clima politico e culturale come qu...
15/06/2026

Come Transfem abbiamo partecipato all'Umbria Pride a Perugia.
Scendere in piazza in un clima politico e culturale come quello che stiamo attraversando è fondamentale per riappropriarci dei nostri spazi di autodeterminazione e per combattere la marginalizzazione e l'invisibilizzazione che contribuiscono a restringerli.
"Le nostre soggettività risultano scomodǝ, una variazione da deridere, patologizzare, nascondere, e addirittura eliminare. Questa scomodità, però, abbiamo imparato ad amarla, ad abitarla, a coccolarla.
La dissidenza dal genere e dalle sue aspettative, la ridefinizione dei piaceri e dei desideri, l’immaginazione di orizzonti relazionali altri, tutto ciò che siamo e che vogliamo essere mette in crisi il più grande e radicato dei poteri: il capitalismo patriarcale.
Rivendicarsi scomodǝ significa abbracciare l’idea di essere il punto di rottura di un ingranaggio basato su oppressione e dominazione, il bastone fra le ruote di una macchina limitante e coercitiva.
La nostra scomodità si oppone alla comodità della norma e di chi la difende in virtù dei privilegi che da questa ottiene.
Solo attraverso una messa in discussione dei vincoli imposti dai modelli di potere vigenti potremo aprirci all’altrǝ e superare la guerra fra poverǝ di cui il sistema in cui viviamo si nutre.
Scendiamo in piazza perché sappiamo che nulla è garantito. Ma anche perché sappiamo che tutto può ancora essere trasformato.
E questa possibilità, oggi, passa da qui. Passa da noi.
E dalla scomodità che portiamo."

Scomodamente Transfemminst3 sempre

LEGGI IL MANIFESTO
https://umbriapride.it/manifesto-2026/

I principi non negoziabili di una casa che nasceCondividiamo l' articolo di Roberta Pompili e Maristella Pitzalis su Mic...
15/06/2026

I principi non negoziabili di una casa che nasce
Condividiamo l' articolo di Roberta Pompili e Maristella Pitzalis su Micropolis
Tanto amore, lotta e voglia di condividere i primi passi nella insieme ❤️

  La nascita della Casa internazionale delle donne di Perugia è il risultato di un lavoro lungo. Un percorso che ha visto incontrarsi storie diverse, esperienze femministe e transfemministe differenti, associazioni, singole, generazioni e percorsi politici che non sempre avevano condiviso gli ste...

10/06/2026
LA NONNA PARTIGIANA CE L’HA INSEGNATO, ESSERE ANTIFA NON è UN REATO!Anche quest’anno siamo scese in corteo nella giornat...
28/04/2026

LA NONNA PARTIGIANA CE L’HA INSEGNATO, ESSERE ANTIFA NON è UN REATO!
Anche quest’anno siamo scese in corteo nella giornata di Liberazione del 25 Aprile per unirci al grido collettivo di Perugia è Antifascista.
Abbiamo il dovere di reinterpretare la resistenza come una scelta politica e un atto di ribellione contro il fascismo moderno e il sistema patriarcale.
Le donne non furono, e non sono, solo un supporto, ma combattenti, strateghe che cercavano, allora come oggi, di affermare un’autonomia radicale, e svincolarsi dai ruoli imposti dal sistema.
Resistere non significa solo imbracciare le armi, ma anche costruire reti di mutuo sostegno, proteggerci e difenderci dalle oppressioni, praticando l’autodifesa e la disobbedienza civile. L’idea che la rivoluzione passi per il supporto reciproco e il rifiuto di modelli gerarchici e violenti è il cuore del transfemminismo. La lotta delle donne partigiane ci lascia una memoria intersezionale e inclusiva: celebrare il 25 aprile significa includere tutte le soggettività che sono state, e sono tutt’ora, storicamente emarginate e invisibilizzate: gay, lesbiche, trans, la cui esistenza stessa era una sfida all’omologazione totalitaria.
Il fascismo è ancora attuale, non è un evento storico concluso, ma è mutato in un sistema di potere che continua a sopravvivere attraverso il controllo dei corpi,l’attacco ai diritti di autodeterminazione, la violenza di genere strutturale e i femminicidi.
Trasformiamo la memoria monumentale in memoria attiva, da celebrazione statica a pratica quotidiana, in solidarietà con i popoli che lottano contro occupazioni e regimi oppressivi.
Dobbiamo collegare lo spirito partigiano alla lotta contro lo sfruttamento ambientale, del lavoro, contro il razzismo e il sessismo, rivendicando giustizia sociale, climatica ed economica.
Il 25 aprile deve essere un metodo di lotta permanente per l’autodeterminazione di ogni corpo e per abbattere ogni forma di oppressione
A più di 80 anni dalla Liberazione ci ritroviamo a vivere un momento storico di oppressione che sta spianando la strada al potere capitalista, colonialista, guerrafondaio e patriarcale, in altre parole, Fascista.
Ed è nostra responsabilità rinnovare la lotta contro il sistema fascista che avanza.
Ribadiamo con forza il nostro assoluto dissenso contro il DL sicurezza, una mossa deliberata per consolidare un sistema neoliberista fondato sulla precarietà e sull’autoritarismo. Il decreto non si limita a punire il dissenso, ma rafforza il controllo sociale, impedendo che i bisogni insoddisfatti si traducano in lotta collettiva. Questo DL è parte integrante della fase bellica che minaccia le nostre vite a livello globale. Non si ferma ai confini, ma colpisce maggiormente chi prova a oltrepassarli, forzando il rimpatrio, negando i diritti internazionali di chi migra. Questo sistema securitario criminalizza le nostre pratiche di resistenza e, così facendo, criminalizza la resistenza stessa.

Ci opponiamo con forza al ddl Bongiorno, che vuole cancellare decenni di battaglie sui diritti e sull’autodeterminazione dei corpi.
Il corpo delle donne è sempre stato un campo di battaglia. Essere antifasciste, resistere, significa anche lottare per la libertà dei corpi dal dominio patriarcale.
La guerra usa lo stupro come strumento di dominio: è successo durante la resistenza italiana, dove migliaia di partigiane furono arrestate, torturate, stuprate dalle forze governativa e succede purtroppo nelle guerre odierne.
Ribadiamo il nostro NO alla guerra, massima espressione della violenza patriarcale, che si manifesta tanto nei conflitti internazionali quanto nelle politiche autoritarie che colpiscono chi lotta e resiste, che ridisegna l’economia e il welfare in funzione del riarmo e della mobilitazione bellica.
Non possiamo riconoscerci in uno stato che di queste guerre si rende complice con invio di armi e accordi commerciali.
Mai come oggi è necessario ribellarsi contro un Fronte che esiste ancora e che varia di volta in volta: è la violenza strutturale e di genere verso il nostro corpo e verso la nostra libertà di scelta, è l’economia di guerra e il Riarmo che ci affama, è la molestia quotidiana e il gender gap a lavoro, è il continuo attacco alle vite delle persone trans e non binarie, è la violenza dei tribunali e dei confini, è il DL Sicurezza che ci opprime e silenzia, è il genocidio in Palestina.
Non c’è liberazione transfemminista senza una Palestina libera da genocidio e colonialismo.
Oggi è più che mai urgente gettare le basi per una convergenza antifascista.
Come le nostre partigiane e partigiani, scegliamo da quale parte della storia stare.
Resistenza fino alla vittoria!
Antifascist3 sempre

27/04/2026

Il 25 aprile a Perugia è stata una grande giornata di partecipazione e di lotta.
Una giornata iniziata due mesi fa quando numerose realtà cittadine, attraverso il metodo assembleare, hanno scelto di incontrarsi per dare vita a un percorso concordato. L’intera organizzazione e tutti i temi centrali sono stati scelti in modo condiviso, coinvolgendo un’ampia rete collettiva fatta di decine e decine di persone. In modo indipendente dalle celebrazioni ufficiali, abbiamo scelto di dare voce nel nostro 25 aprile non soltanto alla memoria di coloro che combatterono il fascismo negli anni del Ventennio e nel biennio 1943-1945, ma anche alle lotte contemporanee che, per noi, sono il naturale proseguimento della Resistenza. Abbiamo denunciato: le guerre imperialiste, la crescente militarizzazione della nostra società, le folli corse al riarmo che sottraggono risorse ai servizi essenziali, la deriva autoritaria di questo governo, lo sfruttamento e la precarietà che attanaglia le nostre esistenze, tutte le discriminazioni che colpiscono le soggettività marginalizzate e oppresse. Abbiamo solidarizzato con chiunque nel mondo si batta in nome dell’autodeterminazione dei popoli, contro tutte le oppressioni e ogni forma di imperialismo.
Lotte che, data la grande partecipazione, hanno incontrato l’approvazione di centinaia e centinaia di persone che, dalla camminata del primo mattino, passando per il corteo, fino alla conclusione in piazza 4 novembre, hanno aderito entusiasticamente a questo percorso. Tutte nel rispetto delle linee guida del corteo e delle simbologie che esso aveva scelto di darsi (simbologie comunicate sui social e per mezzo stampa con largo anticipo). Nel corso dell'intero arco della giornata i soggetti aderenti alle organizzazioni promotrici del corteo hanno chiesto in quattro diverse occasioni ad alcune persone di rimuovere bandiere - tutte di diversa tipologia - che non erano state concordate. In tre di questi casi le persone lo hanno fatto senza alcuna remora o problema, anzi sottolineando che rispettavano pienamente il percorso di democrazia diretta e partecipata che aveva dato vita alla giornata.
La stessa cosa avrebbe dovuto fare Arianna Ciccone che non ha mai partecipato ad alcuna assemblea organizzativa ma ha letto il comunicato con cui veniva chiamata la partenza della giornata, poiché è arrivata al punto di partenza della camminata mattutina con svariate bandiere, tra cui quelle dell’Ucraina e dell’UE. Le è stato spiegato che, a seguito del percorso democratico intrapreso, si era scelto di portare tre bandiere: rosse, della pace e palestinesi (quest’ultima come dichiarato nel comunicato: ”per ricordare chiunque resiste nonostante il silenzio e le complicità internazionali”). Lei avrebbe potuto fare come le altre persone: accettare il percorso democratico e riporre le bandiere non concordate partecipando a tutto il percorso. Invece ha iniziato a insultare, “siete dei fascisti”, a urlare “slava ukraini” e se n’è andata. Poi ha scritto un comunicato zeppo di falsità (come le inesistenti bandiere iraniane al corteo) e ha incollato pezzi di video ad arte dai quali comunque si evince che non c’è stata alcuna cacciata e alcuna violenza, tranne la sua. La violenza cioè di voler imporre a centinaia di persone la simbologia che voleva lei. Nonostante ciò, alla fine ha comunque partecipato al corteo - abbiamo numerose persone che possono testimoniarlo - senza che nessuno dicesse o facesse nulla.
Da questa vicenda si evince solo la mediocrità di certa stampa, che ha rilanciato una notizia senza alcuna verifica delle fonti e senza contattarci per sentire almeno un’altra versione dei fatti, e di alcuni politicanti della nostra città che, ovviamente hanno approfittato di questo evento per una polemichetta da quattro soldi. Il solito maldestro tentativo di infangare questa ennesima straordinaria giornata.
La risposta, come già detto, l’hanno data le centinaia e centinaia di persone che hanno attraversato il nostro 25 aprile.

TransfemPg ai microfoni de  per festeggiare insieme 12 anni della radio indipendente che dà voce alle lotte territoriali...
15/04/2026

TransfemPg ai microfoni de per festeggiare insieme 12 anni della radio indipendente che dà voce alle lotte territoriali..
Raccontiamo il percorso verso lo Sciopero Globale contro la guerra patriarcale del 9/03.
La risposta della chiamata nazionale di Nudm anche a Perugia, i contributi dalle altre piazze e riflessioni transfemministe.

👇👇👇👇
Link in bio



12/04/2026

"Oltre il silenzio. I diritti non si negoziano. ✨

Il 13 aprile lo Speak Up Festival entra nel cuore del dibattito sui diritti civili. Portiamo a Perugia un’inchiesta potente che squarcia il velo sulle cosiddette "terapie reparative" e sulla violenza contro la comunità q***r.

🗓️ IL PROGRAMMA:

🕒 ORE 17:00 | PROIEZIONE & DIBATTITO
Proiettiamo l'inchiesta ""Riparati"" di
Un viaggio doloroso ma necessario dentro una realtà che non possiamo più ignorare.

🎤 OSPITI D’ECCEZIONE:

Alessia Arcolaci : la giornalista che ha realizzato l'inchiesta.

Rosario Lonegro : una delle testimonianze dirette raccolte.

🗣️ DIBATTITO SUI DIRITTI
Un confronto aperto con le associazioni del territorio: e il collettivo .

📍 DOVE: Dipartimento di Lettere (Perugia)
🗓️ QUANDO: 13 Aprile | Ore 16:00

È tempo di ascoltare, capire e agire. Vi aspettiamo. 🚀
🔗 Info e approfondimenti al LINK IN BIO.

Indirizzo

Perugia

Orario di apertura

18:30 - 21:00

Sito Web

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