15/07/2023
L’Osservatorio Regionale sulle infiltrazioni mafiose e l’illegalità intende portare avanti il percorso di affiancamento alla famiglia Corvi e di formazione e sensibilizzazione della comunità regionale e non solo. In seguito alla decisione del Gip di accogliere la richiesta di archiviazione nei confronti di Roberto Lo Giudice, l’Osservatorio, in tutte le sue componenti (Anci Umbria- Libera Umbria – Associazioni nomi e numeri contro le mafie- Libera Informazione Umbria- Legambiente- Cittadinanza Attiva- Coldiretti Umbria- Confindustria Umbria- ABI Associazione Bancaria Italiana- Confcommercio- CGIL CISL UIL- Confcooperative e Lega Coop- Mente Glocale) ribadisce con forza la necessità di costruire azioni collettive che possano tradurre la storia di Barbara in memoria collettiva, attivando pratiche, pensieri e politiche a sostegno della ricerca della verità.
La storia di Barbara Corvi è stata da sempre centrale nei lavori dell’Osservatorio, mettendo in pratica iniziative di supporto alla famiglia Corvi, e di coinvolgimento delle istituzioni locali, con seduta straordinaria dell’Osservatorio ad Amelia e la campagna “verità ora per Barbara Corvi” che ha visto esposto il volto di Barbara Corvi nei comuni afferenti ad Anci Umbria.
Segno tangibile di un impegno per la verità, la giustizia e la memoria che diventa espressione dell’agire collettivo. Impegno che è diventato pratica politica nell’ideazione del “protocollo Libere di Essere” dedicato a Barbara Corvi e che ha coinvolto per la prima volta in Italia una rete dedicata all’accoglienza delle donne sopravvissute alla violenza mafiosa composta da Procura Generale Della Repubblica Presso La Corte D’appello Di Perugia, Procura Della Repubblica Di Perugia, Procura Della Repubblica Terni, procura della Repubblica Spoleto, Centro Pari Opportunita' Regione Umbria, Prefetture Di Perugia E Terni, I Centri Antiviolenza, Cav Barbara Corvi, Casa Delle Donne Di Terni, Cav Crisalide- Donne Contro La Violenza Aps, Liberamente Donna, Cav Maria Teresa Bricca, Città Della Pieve, Regione Umbria).
Una comunità di memoria, un coinvolgimento istituzionale e associativo che comprende la società civile Umbra e che ha reso possibile il progetto “lettere a Barbara Corvi”e che si è tradotto in una lettera pubblicata ogni mese dal 27 luglio 2022. Lettere mensilmente scritte da Irene Corvi, sorella di Barbara; da Aps Forum Donne Amelia; da Libera- associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Terni; da Catia, amica d’infanzia di Barbara Corvi, dal vescovo di Terni, Francesco Antonio Soddu, dalla sindaca del comune di Amelia Laura Pernazza, da Daniela Marcone, referente nazionale Memoria, Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie, da Marta Paciola (Legacoop- Confcooperative),da Barbara Mischianti- Segretaria CGIL Umbria, da Vincenzo Chindamo, fratello di Maria Chindamo. La richiesta di partecipazione, e la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla storia di Barbara Corvi, ha indotto l’osservatorio a proseguire il progetto inizialmente pensato per un solo anno. La prossima lettera sarà scritta da Deborah Cartisano, , figlia di Lollò Cartisano a 30 anni dal sequestro del padre e a 20 anni dal ritrovamento dei sui resti nel cuore dell’Aspromonte, alla cui storia è ispirato il progetti stesso, e la cui eco risuona nelle ultime dichiarazioni sulla scomparsa di Barbara Corvi.
Tutto ciò è solo una parte del lavoro che viene portato avanti per costruire memoria e per mantenere alto il livello di attenzione ribadendo che il diritto alla verità è pilastro dell’agire democratico. La storia di Barbara Corvi è l’emblema della lotta per le libertà femminili ed è leggibile in ogni articolo della nostra Costituzione: pertanto la costruzione di azioni collettive rientra nei doveri di cittadinanza. L’Osservatorio quindi, chiede alle istituzioni competenti di perseguire nella ricerca della verità e rivolgendosi soprattutto a chi all’interno della organizzazione criminale è a conoscenza dei fatti inerenti alla scomparsa di Barbara Corvi di collaborare con gli organi investigativi senza tentennamenti o superficialità.