30/05/2026
Ringraziamo il Corriere dell'Umbria e condividiamo questo appello sulla gestione pubblica dei servizi essenziali nella Regione Umbria.
Lo torvate a pagina 4 del giornale.
Siamo convinti che questa maggioranza abbia tutte le capacità per affrontare il tema in maniera costruttiva.
Di seguito il testo. 👇
𝗥𝗜𝗙𝗜𝗨𝗧𝗜 𝗘 𝗔𝗖𝗤𝗨𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜: 𝗟’𝗨𝗠𝗕𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗔 𝗟𝗔 𝗚𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗜
La transizione ecologica, l’economia circolare, la raccolta differenziata spinta, la riduzione dei rifiuti e la tariffazione puntuale rappresentano obiettivi fondamentali per il futuro dell’Umbria e delle nostre comunità.
Per questo consideriamo positivo che il Piano regionale dei rifiuti indichi con chiarezza una prospettiva avanzata sul piano ambientale e della sostenibilità.
Ma proprio perché parliamo di beni essenziali e strategici, occorre affermare con altrettanta chiarezza un principio per noi irrinunciabile: i servizi pubblici fondamentali come acqua e gestione dei rifiuti devono restare sotto controllo pubblico.
Non può esistere una vera transizione ecologica se la gestione dei servizi viene affidata esclusivamente alle logiche del mercato e del profitto.
La prospettiva della cancellazione dei sub ambiti territoriali nella futura gara regionale rischia invece di aprire la strada a una progressiva marginalizzazione delle esperienze pubbliche umbre, a partire dalle società interamente in house come VUS e SOGEPU, che in questi anni hanno rappresentato un patrimonio industriale, occupazionale e territoriale costruito dai comuni e dai cittadini umbri.
Una gara unica regionale, dentro l’attuale quadro normativo nazionale, rischia infatti di favorire inevitabilmente i grandi operatori privati e le multiutility, comprimendo il ruolo delle realtà pubbliche territoriali e riducendo la capacità dei comuni di esercitare un controllo democratico sui servizi essenziali. Noi pensiamo invece che l’Umbria debba avere il coraggio di costruire un modello diverso.
Serve una grande società pubblica regionale interamente, partecipata dai comuni umbri, che tenga conto delle specificità dei territori attualmente individuati nei sub ambiti. Una società in house capace di tenere insieme controllo pubblico, efficienza industriale, trasparenza gestionale, investimenti ambientali, tutela del lavoro, innovazione tecnologica, partecipazione democratica dei territori.
L’acqua e i rifiuti non possono essere trattati come semplici mercati da contendere ai privati. Sono beni incomprimibili, sono beni comuni e servizi strategici che incidono direttamente sulla qualità della vita, sull’ambiente, sulle tariffe pagate dai cittadini e sul futuro delle nuove generazioni.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze progressiste, democratiche e della sinistra umbra: occorre aprire una discussione pubblica e trasparente sul futuro dei servizi pubblici locali nella nostra regione.
La differenza tra una visione pubblica e una liberista non è astratta né ideologica; significa decidere se il futuro dei territori umbri debba essere governato dall’interesse collettivo oppure dalle logiche del profitto.
Difendere e rafforzare le società pubbliche in house significa costruire una visione di lungo periodo fondata sulla giustizia sociale, sulla sostenibilità ambientale e sulla democrazia dei beni comuni.