Assemblea legislativa Regione Umbria ACS: informazione istituzionale

  • Casa
  • Italia
  • Perugia
  • Assemblea legislativa Regione Umbria ACS: informazione istituzionale

Assemblea legislativa Regione Umbria    ACS: informazione istituzionale Assemblea legislativa dell'Umbria - Informazione istituzionale a cura dell'Ufficio stampa

Acs è l'Agenzia di informazione a cura dell'Ufficio stampa dell'Assemblea legislativa dell'Umbria.

“Solimeno lascia l'aeroporto, l'ennesimo vertice che se ne va. Proietti spieghi cosa sta accadendo alla Regione e alle s...
17/09/2026

“Solimeno lascia l'aeroporto, l'ennesimo vertice che se ne va. Proietti spieghi cosa sta accadendo alla Regione e alle sue società strategiche”

Nota dei consiglieri di opposizione: "Le dimissioni di Umberto Solimeno dalla direzione generale dell'aeroporto di Perugia rappresentano un altro campanello d'allarme che la presidente Proietti non può permettersi di ignorare. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a una vera e propria fuga di figure apicali della macchina regionale e del sistema degli organismi strategici collegati alla Regione. Prima il direttore regionale Gianluca Paggi, poi il capo di Gabinetto Nicodemo Oliverio, quindi l'amministratore unico di Sviluppumbria Luca Ferrucci e ora il direttore generale di Sase, Umberto Solimeno, al quale va il nostro sentito ringraziamento per il lavoro svolto e per il contributo fondamentale garantito alla crescita dell'aeroporto. Una sequenza di questo genere non può essere liquidata come una semplice coincidenza e merita una riflessione politica seria sulla capacità della presidente Proietti di costruire una squadra, valorizzare le competenze e garantire stabilità ai vertici delle strutture strategiche dell'Umbria. Quello che emerge è una visione sempre più prepotente e accentratrice, oltre ad una palese inadeguatezza nella gestione della macchina regionale”: è quanto dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) Nilo Arcudi (TP-Uc), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia).

“Cosa sta accadendo allo scalo umbro? Oggi - spiegano i consiglieri - assistiamo alla cancellazione di collegamenti, a compagnie che riducono o interrompono alcune rotte e a nuove incognite sulla programmazione futura, considerando che ancora manca un piano industriale e questo è gravissimo. È un quadro che richiede alla Regione una strategia chiara e invece sulla questione è piombato il silenzio totale della giunta Proietti. Esprimiamo preoccupazione per lo scalo e il suo sviluppo, per la realizzazione delle opere già finanziate e per tutto il comparto dei lavoratori. Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti. Quando siamo entrati alla guida della Regione Umbria, l'aeroporto era sull'orlo del fallimento. Abbiamo dovuto ricostituire il capitale e mettere in campo un vero piano di risanamento e rilancio. La Giunta di centrodestra scelse di investire sull'aeroporto perché lo considerava un'infrastruttura strategica per il turismo, per le imprese e per l'intero sistema economico regionale, facendolo diventare in pochi anni un punto di riferimento nazionale e un asset strategico per la nostra regione. Adesso il rischio è che tutto questo patrimonio venga disperso”.

“Alla presidente Proietti - concludono - chiediamo quindi chiarezza: quale strategia ha la Regione per l'aeroporto di Perugia? Quali sono gli obiettivi sul traffico passeggeri, sulle nuove rotte e sul rapporto con le compagnie aeree? Qual è il crono programma relativo ai cantieri da attivare a due anni ormai di distanza dai finanziamenti lasciati in eredità dalla precedente giunta? E soprattutto, perché sempre più spesso assistiamo all'uscita di figure chiamate a ricoprire ruoli strategici? Non basta dire che ogni dimissione è una scelta personale. Quando a lasciare sono figure apicali della Regione e degli organismi strategici collegati al sistema regionale, il tema diventa inevitabilmente politico. L'Umbria ha bisogno di stabilità, competenze e programmazione. Non di una gestione accentrata nella quale tutto sembra dipendere da un unico centro decisionale”. RED/PG

“In Umbria 1.519 anziani non autosufficienti attendono di essere presi in carico nelle residenze protette, mentre moltis...
16/09/2026

“In Umbria 1.519 anziani non autosufficienti attendono di essere presi in carico nelle residenze protette, mentre moltissime famiglie sono costrette a pagare rette private che superano i 3.600 euro al mese. È un’emergenza sociale che non può più essere affrontata con annunci, tavoli di lavoro e promesse rinviate al futuro”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI), firmatari dell'interrogazione “sulle gravissime criticità nella presa in carico degli anziani non autosufficienti nelle strutture residenziali umbre”.

Leggi tutto: https://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/umbria-oltre-1500-anziani-non-autosufficienti-attendono-la-presa

“La Giunta regionale, con la delibera 814/2026, ha avviato un importante percorso per la ricognizione degli alloggi lega...
16/09/2026

“La Giunta regionale, con la delibera 814/2026, ha avviato un importante percorso per la ricognizione degli alloggi legati all’edilizia residenziale pubblica. Il relativo avviso è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria il 28 agosto e ora è opportuno assicurare la massima diffusione presso tutti i Comuni umbri e il coinvolgimento di ATER Umbria al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile”. Lo dichiara il consigliere regionale Francesco Filipponi (Pd), nel presentare un’interrogazione di cui è primo firmatario, sottoscritta anche dalla collega Maria Grazia Proietti.

“Sono molto soddisfatto – evidenzia il consigliere - per il lavoro della Giunta su questo fronte. L’obiettivo è il censimento del patrimonio inutilizzato per dare risposte certe ai cittadini in merito all’emergenza abitativa: un atto concreto che rappresenta un punto di partenza per assegnare gli alloggi. L’indagine ricognitiva è finalizzata ad individuare sia gli alloggi ERP di proprietà comunale sfitti e non recuperati, sia altri immobili pubblici per la possibile destinazione ERP, ERS, housing sociale, studentesco, temporaneo, per anziani o intergenerazionale. I Comuni devono compilare il modello di domanda e trasmetterlo via PEC entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Per questo, con l’interrogazione, chiedo alla Giunta le iniziative previste per consentire un’ampia partecipazione all’avviso e le tempistiche – conclude Filipponi – per il concreto seguito alla ricognizione”.

“Rilancio strategico del polo universitario di Terni”In Seconda commissione la mozione di Enrico Melasecche (Lega) rinvi...
15/09/2026

“Rilancio strategico del polo universitario di Terni”

In Seconda commissione la mozione di Enrico Melasecche (Lega) rinviata dall’Aula in Commissione per approfondimenti sul tema del potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città per corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale”

(Acs) Perugia, 15 settembre 2026 – Tra gli argomenti trattati oggi dalla Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, anche una mozione di Enrico Melasecche (Lega) concernente il “Rilancio strategico del polo universitario di Terni”, atto presentato in Aula lo scorso 15 aprile (https://tinyurl.com/42f8zuf8) e rinviato in Commissione per approfondimenti e confronti attraverso specifiche audizioni con tutti i soggetti istituzionali interessati.

Melasecche, che nell’atto sottolineava l’esigenza per Terni del “potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e la realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città che sta morendo anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio per i corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale”, ha detto in Commissione, illustrando nuovamente l’atto, che “l’esistenza in Umbria dell’unica Università degli studi di Perugia ha comportato scelte che hanno in parte risentito della politica universitaria dei vari Rettori e delle amministrazioni regionali che si sono susseguiti. C’è stata una fase nella quale si è creato un Polo universitario a Terni con tutta una serie di corsi di laurea poi, successivamente, in occasione della riforma ‘Gelmini’ (2010) c’è stato un ripensamento nella riduzione di tutte le sedi universitarie per cui si ritenne che, visto il blasone, l’Università di Perugia potesse attrarre, nel capoluogo umbro, studenti qualitativamente e quantitativamente in numero tale da continuare a dare valore al titolo di studio. Erano già evidenti dei dubbi, poi puntualmente verificati: a Terni è stata chiusa la facoltà di scienze politiche, scienze della formazione televisiva e cinematografica, lingue, rimanendo ingegneria, medicina ed economia, e questo ha portato a demolire il concetto e la volontà politica di mantenere questo inquadramento di Terni come città universitaria. Questo ha comportato che una parte di studenti, piuttosto che a Perugia se ne sono andati nelle università di Roma, a Viterbo, oggi a Rieti in quanto l’accordo tra le università ‘La Sapienza’ e ‘La Tuscia’ hanno creato un numero elevatissimo di corsi di laurea. Questo ha comportato per l’università di Perugia una perdita notevole di ‘peso’. All’epoca della riforma Gelmini, nel ruolo di consigliere di opposizione al Comune di Terni, feci di tutto per prevedere almeno, nell’abolizione delle facoltà, un dipartimento interdisciplinare a Terni, ma non ci fu nulla da fare. Era prevista la realizzazione di un campus universitario, ma anche in questo caso, nulla. Oggi, per fortuna, l’attuale Rettore sembra riflettere sull’importanza di un dipartimento a Terni, con importanti corsi di laurea, una città dove c’è la necessità di creare quell’atmosfera universitaria che è sempre mancata. Tuttavia l’ipotesi di andare a conglomerare tutti i corsi di laurea a Pentima è un errore, bisognerebbe pensare alla realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio, ovviamente potenziando l’attuale offerta di corsi di laurea”.

Melasecche ha quindi auspicato una serie di audizioni con tutti i soggetti interessati, proposta pienamente condivisa dalla presidente Michelini che, con ogni probabilità, convocherà a breve una riunione della Commissione proprio a Terni alla quale verranno invitati, per essere ascoltati, l’Assessore regionale all’istruzione, il Sindaco della città di Terni, il Rettore dell’Università degli studi di Perugia, il Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni, un rappresentante del Gruppo Arvedi (Ast). AS

“Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della boni...
15/09/2026

“Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate”

L’assessore Thomas De Luca ha presentato il ddl della Giunta in Seconda commissione: “un quadro normativo moderno e organico che garantisca gli strumenti necessari per raggiungere i nuovi obiettivi stabiliti a livello europeo e nazionale”

(Acs) Perugia, 15 settembre 2026 – “Dotare la Regione Umbria di un quadro normativo moderno e organico che, superando la legge 11/2009 e allineando l’ordinamento regionale alle recenti disposizioni comunitarie, garantisca gli strumenti necessari per raggiungere i nuovi obiettivi stabiliti a livello europeo e nazionale”, lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, stamani, in Seconda commissione per illustrare il disegno di legge, di iniziativa della Giunta regionale che detta “Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate”.

Come ha spiegato in apertura la presidente della Commissione, Letizia Michelini, il Ddl in questione si incardina all’interno di un percorso di lavoro che vedrà una fase partecipativa con specifiche audizioni, sin dalla prossima settimana, che interesseranno anche il Piano regionale dei rifiuti di cui l’atto in discussione oggi rappresenta una sostanziale cornice. Il Piano rappresenta lo strumento di programmazione concreto che ci darà una panoramica completa dell’applicazione diretta rispetto all’impiantistica della nostra regione”.

De Luca, nell’illustrare dettagliatamente il documento legislativo, ha tenuto a sottolineare come il documento in esame tragga origine dall’aggiornamento e dalla rielaborazione del testo proposto dalla precedente legislatura, con “l’obiettivo di preservare e valorizzare il percorso di ascolto e sintesi svolto con la comunità regionale”. Per questo, l’Assessore ha ringraziato l’ex consigliere regionale Daniele Carissimi poiché – ha sottolineato - “ fu proprio lui a costruire l’impalcatura di questa legge. L’obiettivo è improntare una riforma legislativa fondamentalmente centrata sull’attuale quadro europeo rispetto all’economia circolare. Quindi – ha spiegato - si tratta della costruzione di un’architettura che definisce le competenze, gli strumenti di pianificazione, di concertazione e di partecipazione, stabilendo anche le modalità di monitoraggio e di verifica del raggiungimento degli obiettivi, partendo dal presupposto che non si può prescindere dalle leve sistematiche in cui è realmente possibile operare, quindi in primo luogo quella economica”.

De Luca è entrato quindi nel merito dell’articolato spiegando come la proposta di legge in questione sia propedeutica al Piano regionale dei rifiuti che verrà adottato entro questo mese dalla Giunta arrivando dunque, di seguito, sul tavolo della Seconda commissione.

Come ha spiegato l’Assessore e come scritto nella relazione che accompagna l’atto, il sistema di gestione dei rifiuti, da sempre al centro dell'attenzione delle politiche europee, è stata oggetto di un'ulteriore evoluzione con l'adozione del cosiddetto ‘pacchetto sull'economia circolare del 30 maggio 2018 e della Regolamento (Ue) 2024/1781 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 ‘requisiti di progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili’. Vengono delineate nuove sfide e traguardi in termini di riciclo, recupero dei materiali e riduzione del conferimento in discarica. Questi obiettivi costituiscono il punto di riferimento per l'azione delle Regioni, che devono operare nel rispetto delle competenze loro attribuite dalla legislazione vigente. In questo scenario, il disegno di legge si propone di dotare la Regione Umbria di una legislazione al passo con i tempi, capace di promuovere lo sviluppo di modelli socio-economici improntati alla sostenibilità e alla circolarità dell'intera filiera produttiva. L'intento è quello di superare la logica lineare del ‘cradle to grave’ (dalla culla alla tomba) e di abbracciare un approccio circolare, ‘cradle to cradle’ (dalla culla alla culla), in cui la materia viene recuperata. Vengono così previste una serie di disposizioni che, da un lato, considerano l'intero ciclo di vita dei prodotti, intervenendo fin dalle fasi di progettazione e produzione per prevenire la generazione di rifiuti. Dall'altro lato, si interviene sulla gestione dei rifiuti stessi, privilegiando il recupero come risorsa e incentivando il reinserimento nei processi produttivi. Particolare attenzione viene riservata ad una corretta gestione dei rifiuti non solo come strumento per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della salute, ma anche come motore di nuove opportunità economiche e come garanzia di un rapporto equilibrato tra cittadini, generazioni future e risorse naturali. Gli strumenti di natura programmatoria assumono in tale contesto un ruolo fondamentale: al Piano di gestione integrata dei rifiuti, che si amplia in ‘Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti e dell’economia circolare’ (PREC) e al ‘Piano regionale di bonifica dei siti contaminati’ (PREBO) che ne costituisce parte integrante, si affiancano strumenti volti a favorire le politiche di prevenzione dei rifiuti: primo tra tutti, la ‘Strategia regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti’ (PREV), nonché altri strumenti, quali la progettazione ecocompatibile, la diffusione di centri per il riuso, le piattaforme di condivisione, la creazione e il sostegno di reti per il riutilizzo e la riparazione, nonché l'introduzione di sistemi di cauzione-rimborso e di riconsegna-ricarica.

La proposta legislativa mira a ridurre al minimo la quantità di rifiuti, garantendo un'elevata qualità e quantità della raccolta differenziata, ma anche nuovi e più ambiziosi obiettivi, sia in termini di miglioramento qualitativo e quantitativo di raccolta, differenziata che di recupero e riduzione dello smaltimento in discarica. Viene introdotta una forte spinta verso l'eco-fiscalità non soltanto attraverso la graduale estensione sul territorio regionale della tariffazione puntuale, ma anche attraverso una completa ridefinizione del tributo speciale per il conferimento dei rifiuti solidi (la cosiddetta ‘ecotassa’), prevedendo un sistema di sconti in favore dei comuni con elevati livelli di raccolta differenziati per quanto concerne i rifiuti urbani, ed in considerazione di maggiori percentuali di recupero a valle di trattamento per quanto concerne gli inerti. Viene introdotto inoltre, il ‘contributo ambientale’ calcolato come percentuale della tariffa unica di conferimento agli impianti, da ripartire in quota parte, ai comuni sede degli impianti di recupero e di smaltimento, per il superamento del disagio ambientale connesso alla presenza degli stessi; ad ARPA per lo svolgimento delle attività in materia ambientale e per la restante parte alla Regione da destinare alle finalità della legge e prioritariamente ad attività di studio e ricerca e alle analisi sul rifiuto a smaltimento al fine di supportare le politiche di prevenzione. A questi strumenti si affiancano meccanismi di premialità/penalità per i Comuni che raggiungono o meno i traguardi stabiliti dagli strumenti di pianificazione. Una diretta applicazione del principio del ‘chi inquina paga’, volta a incentivare concretamente i comportamenti virtuosi e disincentivare quelli dannosi, superando l’attuale paradigma. Vengono introdotte le Comunità dell’Economia Circolare (CEC), intese come agglomerati produttivi regolati da patti di sviluppo quinquennali per favorire la simbiosi industriale e lo scambio di sottoprodotti. Inoltre viene posta grande attenzione alla governance partecipativa e al coinvolgimento di cittadini, attori socio-economici e operatori del settore. Oltre all’Osservatorio regionale dei rifiuti viene istituita la Consulta regionale per la transizione ecologica del ciclo dei rifiuti e prevede specifiche iniziative di informazione, educazione e sensibilizzazione, da attuarsi anche attraverso la diffusione di materiali didattici nelle scuole e campagne di comunicazione focalizzate sul riuso, sull'impronta ambientale e sulla valutazione del ciclo di vita dei prodotti.

Nel disegno di legge vengono fissati obiettivi progressivi per quanto riguarda la raccolta differenziata, il riciclo effettivo, la riduzione dei conferimenti in discarica e la riduzione del rifiuto residuo. In particolare, Raccolta differenziata: raggiungimento del 75% entro il 2028, dell’80% entro il 2030 e dell’85% entro il 2035; Riciclo effettivo: recupero di materia pari al 60% entro il 2028, salendo al 70% nel 2035; Riduzione dei conferimenti in discarica: abbattimento drastico fino al 10% entro il 2035; Riduzione del rifiuto residuo: l’obiettivo è scendere a 100 kg/abitante/anno di rifiuto urbano residuo (RUR) entro il 2030 e a 60 kg entro il 2035. AS/

La proposta di modifica al Regolamento regionale 30 novembre 1999, n. 34 (Prelievo venatorio della specie cinghiale) ha ...
15/09/2026

La proposta di modifica al Regolamento regionale 30 novembre 1999, n. 34 (Prelievo venatorio della specie cinghiale) ha ricevuto, nella seduta di ieri, parere favorevole a maggioranza dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. I commissari di opposizione hanno espresso voto contrario ritenendo non adeguata la fase di coinvolgimento e confronto con le associazioni venatorie.

Il documento, si legge nella relazione, mira a “raggiungere una maggiore efficacia nel prelievo del cinghiale e una più equa fruizione del territorio di caccia ... https://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/modifiche-al-regolamento-sul-prelievo-venatorio-della-specie

Indirizzo

Piazza Italia N. 2
Perugia
06124

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 18:00
Martedì 08:00 - 18:00
Mercoledì 08:00 - 18:00
Giovedì 08:00 - 18:00
Venerdì 08:00 - 18:00
Sabato 08:00 - 13:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Assemblea legislativa Regione Umbria ACS: informazione istituzionale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi