17/10/2026
Per ricordare un grande che amava giocare nel nostro parco …
“Se avessi potuto allenarli, non li avrei portati su un campo. Li avrei fatti svegliare all’alba e li avrei portati in una stazione della metropolitana a guardare la gente che si affanna: chi corre al lavoro, chi si trascina stanco, chi combatte ogni giorno per arrivare a fine mese.
Avrei voluto che capissero cosa significa davvero la parola privilegio: essere giovani, sani, e poter vivere giocando a calcio.
Oggi molti calciatori non sanno più cos’è la fatica.
Si fanno portare la valigia, la divisa, persino i sogni. Hanno dimenticato l’odore dell’erba bagnata e la fame di chi giocava solo per passione, non per un contratto.
Io quella fame non l’ho mai persa.
Ho continuato a giocare fino a sessantacinque anni, travestito da “Ceramica” al parco Trenno, in mezzo ai ragazzini che mi prendevano per un vecchio qualunque.
Finché un giorno un signore in bicicletta mi ha guardato bene, ha sorriso e ha detto:
«Ma lo sapete chi è quello lì? L’ho visto annullare Bobby Charlton.»
Le loro facce, in quel momento… non le dimenticherò mai.
Erano lo stupore e la purezza del calcio di una volta.”
🎙️Giovanni Lodetti e quel calcio che oggi non esiste più, fatto di uomini ancor prima che campioni.