27/09/2025
Questo il testo dell'Ordine del Giorno che Unità per Pero, assieme a Progetto per Pero e Gente di Pero ha presentato per il prossimo Consiglio Comunale del 26 settembre. Un ODG meditato e condiviso per poter farlo votare al di là delle appartenenze anche alla maggioranza. Speriamo. Perchè sulla PACE non ci si deve dividere ! Prima la vita e l'umanità.
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Oggetto: AZIONI PER LA PACE IN PALESTINA
Il Consiglio Comunale di Pero
PREMESSO CHE
- A seguito degli intollerabili attacchi terroristici di Hamas il 7 ottobre 2023, la reazione del Governo di Israele sta ora assumendo caratteristiche inaccettabili dal punto di vista umano, coinvolgendo il popolo palestinese tutto;
- Nella notte tra il 17 e il 18 marzo scorsi, la tregua nella guerra a Gaza è stata interrotta da una serie di attacchi aerei israeliani sulla Striscia, seguiti da operazioni terrestri, che hanno causato e stanno quotidianamente causando centinaia di vittime palestinesi che si aggiungono alle decine di migliaia dall’inizio del conflitto;
- A partire da quella data il governo israeliano ha imposto un blocco totale dell’accesso a medicinali, acqua, cibo e carburanti in tutta la Striscia di Gaza, che si è protratto per oltre due mesi quando, con la popolazione allo stremo, sono stati fatti entrare alcuni camion di aiuti umanitari in misura comunque assolutamente insufficiente rispetto alle esigenze dei civili;
- Dalla ripresa degli attacchi si sono susseguiti innumerevoli ordini di evacuazione da parte delle IDF, configurando nei fatti una vera e propria operazione di sfollamento forzato dei civili di Gaza: ad esempio il 19 maggio 2025 l’ordine di evacuazione ha interessato il 22% del territorio di Gaza, il 26 maggio il 40% dell’area centro-meridionale della Striscia e, da ultimo, da diversi giorni è in corso l’attacco finale alla Città di Gaza con l’allontanamento forzato degli abitanti e bombardamenti che mietono altre vittime.
Ciò avviene in un contesto di grave mancanza di zone franche e sicure per la popolazione, in violazione dei principi del diritto internazionale ed umanitario.
- In data 30 giugno 2025 la piattaforma Harvard Dataverse ha pubblicato un rapporto del ricercatore israeliano Yaakov Garb secondo cui almeno 377.000 persone a Gaza risultano “scomparse dalle mappe” a partire dal 7 ottobre 2023. Lo studio si basa su un’analisi dettagliata di dati e mappe geospaziali e rivela una situazione di vittime civili ancora più drammatica della cifra delle circa 70mila vittime ufficiali, ovvero identificate o corrispondenti a cadaveri effettivamente recuperati.
- Diverse operazioni (tra cui il bombardamento del pronto soccorso dell’ospedale battista al-Ahli di Gaza City, uccisione di 15 soccorritori medici e operatori sanitari palestinesi) testimoniate dalla libera stampa, necessitano inchieste indipendenti da parte delle Nazioni Unite per accertare la responsabilità sui crimini di guerra commessi;
CONSIDERATO CHE
- L’Unione europea deve impegnarsi per lavorare, in seno alla comunità internazionale, per costruire una pace giusta e duratura, che non può che passare dal riconoscimento dei diritti del popolo palestinese, a partire da quello di avere uno Stato libero dall’occupazione israeliana, nella garanzia di sicurezza per Israele;
- La comunità internazionale ha il dovere morale e giuridico di intervenire, anche a livello diplomatico e umanitario, per proteggere la popolazione civile e promuovere una soluzione pacifica del conflitto.
- Le Nazioni Unite hanno approvato con la Risoluzione n.79 di dicembre 2024 la realizzazione della Conferenza Internazionale per il 2025, il cui obiettivo è la creazione di uno Stato palestinese.
Tale obiettivo rischia di essere disatteso per le decisioni politiche assunte dall'attuale Governo israeliano che minano l'esistenza stessa di un popolo, quello palestinese, sottoposto a violenze e vessazioni configurate dalla Corte Penale Internazionale come pratiche riconducibili al genocidio e alla deportazione coatta;
- le scelte politiche dell'attuale Governo israeliano disattendono i principi legali sanciti dall'accordo di associazione EU-Israele per le violazioni del diritto internazionale e per la non applicazione delle conclusioni del Consiglio Europeo inerenti l'accordo per un immediato cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi attraverso la diplomazia, la fine delle violenze sui civili palestinesi e l'accesso sicuro all'assistenza umanitaria e sanitaria nella Striscia e nella città di Gaza, la cessazione immediata delle violenze dei coloni in Cisgiordania;
- Il 9 maggio 2024, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione intitolata “Admission of new Members to the United Nations” che riconosce la Palestina come “qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, raccomandando al Consiglio di Sicurezza di “riconsiderare favorevolmente la questione” e in data 23.09.2025 si è tenuta l’Assemblea Generale dell’ONU avente a tema il riconoscimento dello Stato di Palestina (dopo che più di 150 Stati lo hanno fatto).
- Già il 27 febbraio del 2015 il Parlamento italiano ha impegnato il Governo italiano al riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 ed anche il Parlamento europeo con la risoluzione del 17 dicembre 2014 ha chiesto il riconoscimento dello Stato palestinese.
- Il 28 maggio 2024 Spagna, Irlanda e Norvegia hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina; il 21/09/2025 hanno proceduto in tal senso anche il Regno Unito, il Canada, il Portogallo e l’Australia ed altri stati europei si stanno conformando alla risoluzione del Parlamento Europeo (11 settembre 2025) per tale riconoscimento;
- È del 23.09.2025 la comunicazione della Presidente del Consiglio Italiano riguardante il possibile riconoscimento dello Stato di Palestina a condizione della liberazione totale degli ostaggi israeliani e che sia escluso Hamas dal Governo di tale Stato, condizione già esplicitata anche da altri stati, almeno il regno Unito e la Francia
SOTTOLINEATO CHE
- La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per il leader di Hamas Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri - noto come Deif – e per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l'umanità per gli attacchi del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza;
- il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha istituito nel 2021 la Commissione internazionale indipendente di inchiesta sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele con mandato di investigare sulle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani;
- in data 16 settembre 2025 la Commissione ha presentato un rapporto con il quale è stato accertato che le autorità israeliane hanno commesso quattro dei cinque atti costitutivi del crimine di genocidio previsti dalla Convenzione ONU del 1948, evidenziando la presenza del “dolo specifico” volto alla distruzione del popolo palestinese nella Striscia di Gaza (“Legal analysis of the conduct of Israel in Gaza pursuant to the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide” - documento ONU A/HRC/60/CRP.3);
TENUTO CONTO CHE
- il nostro Presidente della Repubblica, in diversi interventi, ha sostenuto che “Il rifiuto della categoria del “nemico”, la vocazione al dialogo, il ripudio della guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, la promozione di organizzazioni internazionali rivolte a pace e giustizia, che hanno contrassegnato e contrassegnano le scelte della Repubblica Italiana in questi 79 anni di vita” portano “al centro della nostra comune attenzione il tema della pace”. Lo stesso Presidente Mattarella, visti i tanti scenari di conflitto aperti, ha più volte esortato al CESSATE IL FUOCO sia in Ucraina sia nella striscia di Gaza
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- gli enti locali, nell'ambito delle prerogative della diplomazia delle città e di democrazia locale, devono sostenere presso i Governi regionali e nazionali la voce e le proteste espresse dalle coscienze di migliaia di cittadini riguardo l'improcrastinabile dovere etico di denunciare con azioni e parole nette quanto drammaticamente sta succedendo a Gaza;
- gli enti locali devono favorire dibattiti e confronti affinché le nostre comunità non vengano assorbite nell’indifferenza e in quella acquiescenza, che nel secolo scorso ha portato all'atroce genocidio del popolo ebraico. La reazione alle drammatiche atrocità perpetrate da Hamas il 7 ottobre, non può coinvolgere in questo modo tutto il popolo palestinese, in particolare perché Israele è una democrazia e rappresenta un popolo che ha sofferto infami persecuzioni.
- sostenere la democrazia dello Stato di Israele deve passare anche per la critica alle scelte politiche del suo attuale Governo senza timori di essere tacciati per nemici del popolo israeliano;
- sostenere il diritto all'esistenza dello Stato di Israele e la pace passa anche per la denuncia delle scelte (illegali, dal punto di vista del diritto internazionale) dell'attuale governo e per il sostegno a tutte quelle forze pacifiste e democratiche della società israeliana che si oppongono all’attuale governo e a chi, anche nella società civile, sta imponendo politiche coloniali nella democrazia israeliana.
- Si sono susseguite negli ultimi due anni decine di manifestazioni molto partecipate su tutto il territorio provinciale, regionale e nazionale, organizzate da diverse realtà della società civile, tutte unite dal coro unanime di richiesta dell’immediato cessate il fuoco e dalla condanna della guerra e del terrorismo;
IMPEGNA Il Sindaco e la Giunta
- A promuovere e partecipare con patrocinio a incontri di sensibilizzazione e riflessione sui temi della pace e della leale collaborazione internazionale, della convivenza pacifica, realizzati mediante il dialogo, la costruzione di misure crescenti di fiducia vicendevole
- A richiedere al Governo Italiano di proseguire e intensificare tutte le iniziative tese a realizzare il cessate il fuoco sia in Ucraina sia nella striscia di Gaza
- A non avviare, considerate le ostilità e le violazioni del diritto internazionale in corso, progetti, collaborazioni o relazioni istituzionali con i rappresentanti del Governo israeliano in carica e con tutti i soggetti ad esso direttamente riconducibili, al fine di sostenere concretamente e con ogni mezzo il cessate il fuoco a Gaza e il ripristino di condizioni di vita sicure, salubri e libere per la popolazione palestinese della Striscia e della Cisgiordania, così come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo prescrive;
- A rappresentare al Presidente della Regione Lombardia, al Sindaco della Città Metropolitana di Milano, alla Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica, la stessa richiesta di interruzione delle relazioni commerciali e istituzionali con il Governo israeliano fino al totale cessate il fuoco;
- A rappresentare al Governo, nuovamente e con forza finché sarà necessario, le seguenti richieste:
• Proseguire con le attività istituzionali al fine di riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa e a promuovere – forte dell’impegno assunto nel 2014 dal Parlamento europeo e ora nuovamente ribadite l’11 settembre u.s.– il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di tutti i paesi dell’Unione europea
• Sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, ogni iniziativa volta a esigere il rispetto immediato del cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi civili israeliani ancora nelle mani di Hamas, la protezione della popolazione civile di Gaza e la dismissione di tutte le colonie illegali nei territori palestinesi della Cisgiordania, la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all’interno della Striscia, la protezione del personale medico sanitario e degli operatori dell’informazione di ogni nazionalità presenti sul territorio;
• Sospendere urgentemente, ove in essere, le autorizzazioni di vendita di armi allo Stato di Israele in quanto potenza belligerante concesse anteriormente alla dichiarazione dello stato di guerra dell’8 ottobre 2023, al fine di scongiurare che tali armamenti possano essere utilizzati per commettere violazioni del diritto internazionale umanitario, nonché a sostenere e farsi promotore, a livello europeo con gli altri Stati membri, di opportune iniziative volte alla totale sospensione della vendita, della cessione e del trasferimento di armamenti allo Stato di Israele, nel rispetto della posizione comune (2008/944/PESC) sulle esportazioni di armi e del Trattato sul commercio di armi (Att) dell’Onu, come richiesto dalla risoluzione approvata il 5 aprile 2024, dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite;
• Provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele, anche in considerazione dei dati emersi dalla Relazione dell’anno 2025, trasmessa alle Camere (di cui all’art. 5, comma 1, della legge 9 luglio 1990, n. 185);
• Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale;
• Proporre azioni efficaci contro le violazioni del diritto internazionale e umanitario da parte del Governo di Israele, inclusa la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele fino al raggiungimento del cessate il fuoco totale e al ripristino di condizioni di vita sicure e libere per tutta la popolazione palestinese;
• Rispettare i mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale, in linea con la normativa italiana di adeguamento allo Statuto di Roma e a sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale, mettere in atto ogni iniziativa politica e diplomatica per scongiurare attacchi alla sua operatività e ribadire la necessità della Corte come strumento cardine della giustizia internazionale.
Pero, 24.09.2025
Giuseppe Barletta
Capogruppo Progetto Per Pero
Daniela Bossi
Capogruppo Gente di Pero
Paola Molesini
Capogruppo Unità per Pero