Biblioteca Universitaria di Pavia

Biblioteca Universitaria di Pavia La Biblioteca Universitaria di Pavia è tra le più antiche biblioteche pubbliche italiane e dipende dal Ministero della Cultura

La nascita della Biblioteca affonda le sue radici nel progetto di riforma del sistema d’istruzione pubblica e universitaria avviato da Maria Teresa d'Austria nella seconda metà del XVIII secolo. Nel nuovo palazzo universitario si predisposero i locali, progettati dall'architetto Giuseppe Piermarini, che nel 1778, anno di nascita ufficiale, ospitarono la "Imperial Regia Biblioteca Ticinese". La prima sede della Biblioteca fu dunque il Salone, detto poi Teresiano dal nome della fondatrice.

11/09/2026

Qui c'è una mostra perfetta per coccolare la bambina o il bambino che c'è in noi!

"Libri da abbracciare" di Fabrizio Mugnaini: fiabe, filastrocche, alfabetieri e racconti su libri di pezza ti aspettano alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia.

Grazie alla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali che ricorda il nostro prezioso autografo de Il Piano di ...
10/09/2026

Grazie alla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali che ricorda il nostro prezioso autografo de Il Piano di studi di Ugo Foscolo!

🎯 nel 1827, moriva , poeta e patriota. ✒️
✍ Dalla Biblioteca Universitaria di Pavia proviene l'autografo 📖 𝙄𝙡 𝙋𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞, scritto da diciottenne, nel 1796, e pubblicato solo postumo nel 1842, quando fu ritrovato da Luigi Carrer tra le carte dello scrittore. 👉 Si tratta di un documento utilissimo che registra le tappe dell’eclettica formazione del poeta e fornisce indicazioni sui primi scritti dell’autore e sulle opere che egli progettava di realizzare. 👇
https://www.internetculturale.it/directories/ViaggiNelTesto/foscolo/a5.html






Ministero della Cultura
Dipartimento per le attività culturali - Diac
ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico
Adnkronos

Care amiche, cari amici,da giovedì 10 settembre riaprirà anche il servizio consultazione, con gli orari consueti (lunedì...
08/09/2026

Care amiche, cari amici,
da giovedì 10 settembre riaprirà anche il servizio consultazione, con gli orari consueti (lunedì-giovedì, 8.30-18.30; venerdì 8.30-13.30).

Ricordate di prenotare la vostra consultazione con una mail a [email protected].

La Biblioteca è accessibile dal Cortile del Rettorato, vi aspettiamo!

LETTO DA NOIQuesta settimana vi propongo un memoir intenso che trasforma una drammatica vicenda familiare in una rifless...
08/09/2026

LETTO DA NOI

Questa settimana vi propongo un memoir intenso che trasforma una drammatica vicenda familiare in una riflessione universale sulla libertà e l'indipendenza.

Édouard Louis, “Monique evade”

Al centro di questo libro c’è la madre dell’autore, Monique, che in una notte d’inverno decide di fuggire dall’ennesimo compagno violento, solo con uno zaino e il suo cane. Monique è una donna che per gran parte della sua esistenza è stata costretta a vivere secondo un ruolo che non aveva scelto. Dopo un’infanzia difficile e anni trascorsi in una condizione di dipendenza economica e affettiva, si trova intrappolata in una relazione segnata dalla violenza e dall’umiliazione. Ma quando finalmente riesce a liberarsi, scopre che anche la libertà ha un prezzo e che ricominciare una nuova vita non è affatto semplice. Louis intreccia il legame intimo tra madre e figlio a una riflessione più ampia sulle condizioni sociali che possono rendere difficile liberarsi da una situazione che sembra senza via d’uscita, mostrando come il disagio economico e il patriarcato si alimentino a vicenda. In un mondo che spesso colpevolizza chi rimane intrappolato nella violenza, l’autore rivendica invece la complessità e la fatica che comporta un atto di rottura. Riflette inoltre sul proprio passato e sul modo in cui ha guardato alla madre prima di riuscire a comprenderne fino in fondo le difficoltà. La sua storia diventa un confronto con le proprie responsabilità e con il senso di colpa di chi è riuscito ad emanciparsi. La liberazione di Monique è la conquista, tardiva ma necessaria, del diritto di decidere della propria vita.
“Mi figuravo lei alta un metro e cinquantotto fuggire in strada, con lo zaino sulle spalle, il cagnetto minuscolo sotto il braccio, il passo precipitoso, respira, respira, nello spazio dall’edificio alla macchina che l’aspettava, e la immaginavo ripetersi, dentro di sé: Non me li faccio mettere più i piedi in testa. È finita.
[…] Sullo schermo del mio telefonino un’auto nera in miniatura raffigurava il taxi che procedeva per i vari arrondissement della città, con mia madre al suo interno. Strizzavo gli occhi come se avessi potuto vederla, come se a forza di concentrarmi avessi potuto trasformare quel simbolo in una materia vivente, documentaria.
Se ne stava andando”.

Potete leggerlo richiedendolo in prestito all'indirizzo e-mail
[email protected]

Buona lettura!
Alessandra

LETTO DA NOIIl libro di questa settimana parte da una provocazione che tocca da vicino tutti noi lettori: se leggere lib...
01/09/2026

LETTO DA NOI

Il libro di questa settimana parte da una provocazione che tocca da vicino tutti noi lettori: se leggere libri non serve, perché continuiamo a farlo?

Enrico Terrinoni, “Leggere libri non serve”

Il saggio di Terrinoni si apre con una tesi spiazzante: la lettura, se misurata con i parametri del profitto e dell’utilità pratica, non serve a nulla. Non produce ricchezza materiale né garantisce il successo, ma proprio per questo si sottrae alla logica secondo cui ciò che conta è soltanto ciò che produce un risultato concreto. Attraverso sette parole – profezia, sogno, infinito, eresia, coscienza, onda e silenzio – l’autore costruisce un percorso nella letteratura, mettendo in dialogo scrittori molto diversi tra loro, da Shakespeare a Virginia Woolf, da Joyce a Giordano Bruno. Le loro opere diventano un punto di partenza per parlare non soltanto di libri, ma anche di immaginazione e del modo in cui guardiamo il mondo. La lettura non deve avere una funzione precisa: sfogliare le pagine è un modo per creare empatia, allargare i confini della nostra coscienza, mettere in discussione ciò che davamo per scontato. In questo senso la lettura apre uno spazio oltre i confini delle nostre abitudini. Forse leggere non serve a qualcosa, serve a qualcuno. A noi.
“Noi leggiamo libri per non servire, e non servire significa capire altro per capire gli altri. Certo, anche per capire noi stessi, ma pure per non capirci, se questo vuol dire cogliere quello che di noi non sappiamo ancora, perché forse è situato al di fuori. La coordinata geografica della lettura dovrebbe essere chiamata ‘altritudine’. Attraverso questa nuova dimensione possiamo finire per ritrovarci persino dove non ce lo aspettiamo. […] Perché se c’è una cosa che descrive al meglio l’essenza dei libri è il fatto che rappresentano estensioni del nostro corpo – dato che la mente appartiene al corpo […]. Ma appartiene al corpo anche in quanto lo tiene a parte di questioni che per alcuni non gli appartengono. Come i sentimenti, ad esempio. O come i sogni”.

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Buona lettura!
Alessandra

LETTO DA NOIQuesta settimana vi consiglio una lettura originale che ci mostra che perdersi a volte non è così male!Loren...
25/08/2026

LETTO DA NOI

Questa settimana vi consiglio una lettura originale che ci mostra che perdersi a volte non è così male!

Lorenzo Marone, “Manuale pratico di smarrimento”

Con il suo consueto tono ironico e riflessivo, Lorenzo Marone costruisce un libro che non vuole offrire risposte definitive o ricette pronte per il successo, ma accompagnare il lettore dentro quella condizione di incertezza che prima o poi tutti sperimentiamo. Lo smarrimento, però, non viene raccontato come qualcosa da cui fuggire, ma come un’occasione per fermarsi e guardare con maggiore attenzione a noi stessi.
Attraverso riflessioni, episodi e considerazioni sulla vita di ogni giorno, l’autore affronta il bisogno di sentirsi all’altezza, la paura di sbagliare, il rapporto con il tempo e le relazioni, mettendo in discussione l’idea che sia sempre necessario avere un obiettivo preciso da raggiungere. In un mondo che ci chiede continuamente di essere efficienti, sicuri e performanti, l’autore rivendica invece il valore dell’incertezza e dell’errore.
Ne nasce un elogio gentile dello smarrimento come parte naturale del nostro percorso. Perché non avere sempre una risposta, cambiare strada o sentirsi fuori posto non significa necessariamente essere sulla strada sbagliata. Significa, semplicemente, essere umani.
“Questo manuale non promette soluzioni, né strategie vincenti, non cambia la vita, ma magari ti tiene un po’ di compagnia mentre cerchi di non farla cadere. Ti regala qualche diritto minimo, di quelli che nessuno ha mai pensato di mettere nella Costituzione: il diritto a non farcela, a non capire, a cambiare idea, a rimanere fermi, a smettere senza colpo ferire, a dimenticare il finale, anche se magari era bello. È uno spazio bianco dove appuntarsi le proprie ferite, dove il disordine ha diritto di cittadinanza e nessuno ti rimette in riga. […]
Un modo, forse, per sentirsi meno rotti. O, almeno, rotti con un certo stile”.

Potete leggerlo richiedendolo in prestito all'indirizzo e-mail
[email protected]

Buona lettura!
Alessandra

Grazie a La Provincia pavese che vi anticipa la più grande novità del nostro settembre: Librària, la nuova sala accessib...
23/08/2026

Grazie a La Provincia pavese che vi anticipa la più grande novità del nostro settembre: Librària, la nuova sala accessibile e interattiva della Biblioteca Universitaria di Pavia.
Non vediamo l'ora di mostrarvela!!! 🤩

Care amiche, cari amici,da lunedì 24 agosto, ampliamo l'orario di apertura:- da lunedì a giovedì, 8.30-18.30- da venerdì...
21/08/2026

Care amiche, cari amici,
da lunedì 24 agosto, ampliamo l'orario di apertura:

- da lunedì a giovedì, 8.30-18.30
- da venerdì a sabato, 8.30-13.30
*** esclusivamente per il servizio prestito ***

Dopo aver inviato una mail a [email protected] ,dove indicherete i libri che vi interessano, potrete ritirarli accedendo alla biblioteca dal Cortile del Rettorato e restituirli, riponendoli nell'apposito contenitore rosso, accedendo dallo stesso cortile.

Vi aspettiamo!

LETTO DA NOIQuesta settimana scaviamo nei risvolti più oscuri e dolorosi dei legami di sangue, quando la famiglia si tra...
18/08/2026

LETTO DA NOI

Questa settimana scaviamo nei risvolti più oscuri e dolorosi dei legami di sangue, quando la famiglia si trasforma da rifugio a spietata prigione.

Núria Bendicho Giró, “Terre morte”

La storia si apre in modo brutale quando Joan, il figlio più fragile e indifeso di una numerosa famiglia contadina, viene trovato morto, ucciso da un colpo di fucile alla schiena. Lo sfondo è un casolare sperduto tra le montagne della Catalogna, un luogo completamente isolato dal resto della civiltà dove non ci sono testimoni esterni. Questo significa che l'assassino è uno di loro: chi ha sparato si è seduto alla stessa tavola degli altri e ha dormito sotto lo stesso tetto. La ricerca del colpevole diventa il pretesto per scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora domestico. In ogni capitolo l’autrice dà voce a un membro diverso della casa, ricostruendo un intreccio serrato di traumi generazionali, abusi e rancori taciuti per anni. Attraverso intensi flussi di coscienza, a tratti privi di punteggiatura, entriamo nella mente dei protagonisti e li scopriamo allo stesso tempo vittime e carnefici. Scopriamo una realtà familiare dominata da una madre dispotica e manipolatrice, al cui fianco c’è un padre assente e incapace di opporsi alla violenza crescente. L’isolamento geografico diventa così lo specchio di una famiglia incapace di sottrarsi alla propria spirale distruttiva, dove il dolore sembra essere diventato un destino.
“Mi ricordo che era una bella giornata e soltanto io mi ero fermato a guardare le nuvole. Erano lunghe e sottili e poi sparivano come gli uccelli scuri che volteggiavano e volavano via e tornavano e facevano avanti e indietro e non si lasciavano osservare per bene. […] Gracchiavano molto forte e io li seguivo, gridando e saltando come un animale, e così sopportavo l’attesa. L’attesa più lunga di tutte, quella che presto o tardi tocca a ognuno di noi”.

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Buona lettura!
Alessandra

LETTO DA NOIIl romanzo di questa settimana intreccia memoria familiare, storia collettiva e riflessione sul presente.Chr...
11/08/2026

LETTO DA NOI

Il romanzo di questa settimana intreccia memoria familiare, storia collettiva e riflessione sul presente.

Christian Raimo, “L’invenzione del colore”

Il protagonista, che porta il nome dell'autore, cerca di ricostruire la figura del padre Raffaele, chimico della Technicolor e tra gli artefici di una tecnica che ha contribuito a rivoluzionare il cinema a colori. La parabola dell’azienda, che rispecchia il boom economico e il successivo declino industriale italiano, si intreccia con i ricordi privati del rapporto padre-figlio. La vicenda familiare diventa un modo per raccontare un’epoca e le speranze di un’Italia profondamente cambiata nel corso dei decenni.
La trama non è lineare, ma l’autore costruisce un percorso fatto di associazioni, digressioni e continui rimandi tra passato e presente. Il ritorno ai ricordi diventa per il protagonista un modo per confrontarsi con il padre, con il lutto e con tutto ciò che del loro rapporto continua a vivere nel presente. La chimica dei colori cinematografici, che il padre maneggiava ogni giorno, diventa la metafora di un alfabeto emotivo che il figlio cerca di decifrare. Attraverso la storia della propria famiglia, Raimo riflette sul rapporto tra padri e figli, sulla formazione della propria coscienza e su ciò che resta delle speranze del Novecento. È un romanzo che invita a osservare il passato come qualcosa di vivo, capace di continuare a dare forma al nostro modo di guardare il mondo.
“Con la primavera, l’avevo sognato parecchie volte, mio padre. Spalle larghe, alto uno e sessantacinque, i capelli alla Einstein; aveva una barba di tre giorni appena imbiancata, e un corpo più magro e asciutto di quando era vivo, gli occhi come sempre scuri e limpidi […] Erano sogni non lunghi ma diluiti, questo amplificava l’intensità delle emozioni. Mi svegliavo con la sensazione che mi avessero dato dei piccoli colpi sulla gola durante il sonno. Io, non essendo stato educato a soffrire ma piuttosto a contemplarlo il dolore, riconoscevo la mia debolezza ma mi limitavo a considerarla un guasto del carattere”.

Potete leggerlo richiedendolo in prestito all'indirizzo e-mail
[email protected]

Buona lettura!
Alessandra

Indirizzo

Strada Nuova, 65
Pavia
27100

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 18:30
Sabato 08:30 - 13:30

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