Priorità Alla Scuola Pavia

Priorità Alla Scuola Pavia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Priorità Alla Scuola Pavia, Organizzazione politica, Piazza della Vittoria, Pavia.

Pagina del movimento Priorità Alla Scuola per Pavia e provincia
Aperto a genitori, docenti, alunn*, personale scolastico, dall'asilo alle superiori per una didattica di qualità, IN PRESENZA e IN SICUREZZA

16/04/2021

Ultima chiamata al voto: è ora di stabilizzare precarie e precari
Priorità alla Scuola da un anno denuncia i problemi cronici che il mondo della scuola soffre e che la pandemia ha rivelato in tutta la loro gravità. Uno di questi problemi è quello del precariato di docenti e personale ATA della scuola. Il prossimo anno, se tutto rimarrà come adesso, con gli ulteriori pensionamenti del prossimo settembre arriveremo al nuovo anno scolastico con circa 300mila precari della scuola, una situazione senza precedenti, benché gli ultimi precedenti siano già stati sconfortanti.
Oggi il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha la possibilità di licenziare, con il voto favorevole del Parlamento, un decreto legge con il quale si proceda, tramite un concorso per titoli e servizi come richiesto dalla Costituzione, all’assunzione di un numero tra i 70mila e i 100mila docenti precari storici, che nella scuola ogni giorno da anni dimostrano di essere idonei all’insegnamento. Se questo decreto legge non verrà licenziato entro pochi giorni, se il Parlamento non voterà a maggioranza per la stabilizzazione di decine di migliaia di lavoratori statali assunti e licenziati di continuo, da anni e anni, non ci saranno i tempi tecnici per mettere in atto questo provvedimento nei prossimi mesi. Se questo decreto legge non verrà licenziato in tempo a settembre i precari della scuola saranno tanti quanti non sono mai stati: molti ragazzi e ragazze non avranno docenti in classe fino a ottobre, novembre, dicembre; le scuole funzioneranno a orario ridotto finché non verranno completate tutte le infinite procedure di nomina dei supplenti.
Docenti precari significa minore qualità della didattica per la mancata continuità: insegnanti che cambiano sulle classi ogni anno o anche più volte in un anno, in più discipline, tanto che in molte classi sono più i docenti che cambiano di quelli che rimangono. Docenti precari significa minore qualità della didattica perché troppi docenti si trovano ogni anno a dover ricominciare in scuole diverse, a dover organizzare tutto di nuovo, a dover conoscere da capo anche duecento alunni.
Come Priorità alla Scuola non possiamo ammettere che le istituzioni calpestino un’enorme platea di lavoratrici e di lavoratori, mantenuti scientemente nel precariato e addirittura colpevolizzati per questo. Non possiamo accettare che voltino le spalle alle generazioni future, dopo averle del tutto dimenticate “a causa della pandemia, quelle generazioni alle quali è intitolato il piano di aiuti europei che noi chiamiamo Recovery Plan ma che si chiama Next Generation EU. Il futuro, la nostra prossima generazione, oggi va a scuola, e ogni forza politica che ha trovato spazio in questa ampia coalizione di governo ha la possibilità di occuparsene anche con l’approvazione di questo decreto legge, che sappiamo essere già pronto per il voto entro una settimana.
È il momento per tutti i partiti di Governo e per chiunque abbia a cuore la scuola di passare dai proclami ai fatti: basta strategie, basta scambi di favori e alleanze strategiche, basta giochi sulla pelle dei più deboli: vogliamo una scuola migliore, una scuola degna e capace di dignità, fondata sui diritti degli studenti e dei lavoratori, una scuola in cui si insegna il rispetto a partire dal rispetto per i ragazzi e per chi a scuola lavora.
Quella del precariato è anche una battaglia di civiltà per i diritti dei lavoratori: la reiterazione di contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione significa ignorare la direttiva comunitaria 70/1999, che limita a 36 mesi questo tipo di contratti. Decine di migliaia di docenti italiani lavorano come precari da più di tre anni, alcuni anche da dieci o dodici. L’Italia sta pagando multe per le procedure di infrazione già avviate da anni, ed è stata più volte richiamata dall’Europa ad allinearsi alla normativa europea, invano.
Da un anno, ogni giorno, e di nuovo oggi, Priorità alla Scuola chiede una scuola che esca dall’emergenza non solo della pandemia ma di anni di tagli. Chiede una scuola migliore, perché quella di oggi è una scuola mediocre, a causa dei tagli continui, di ogni colore politico, che sono stati operati negli ultimi vent’anni; chiede una scuola migliore perché l’emergenza sanitaria ha svelato tutta la gravità della situazione; chiede una scuola migliore perché non sia mai più fermata in nome di qualsivoglia “emergenza”.

con Coordinamento Nazionale Precari Scuola

FFF TORNA IN PIAZZA OGNI VENERDÌVenerdì 9 ci uniremo alla lotta alla crisi climatica di Fridays For Future Pavia seguend...
07/04/2021

FFF TORNA IN PIAZZA OGNI VENERDÌ

Venerdì 9 ci uniremo alla lotta alla crisi climatica di Fridays For Future Pavia seguendo le lezioni dalla piazza

Ci trovate in Piazza della Vittoria dalle 8 alle 13 e poi nel pomeriggio per fare assemblea!

La crisi del settore della cultura, la crisi della scuola e la crisi climatica hanno una cosa in comune...
😲😲😲.. Che sono causate dalla smania di profitto di poch* a discapito del benessere psicofisico di molt* e che... la politica non sta facendo nulla per arginarle! 🌈

📍 Non solo venerdì mattina: ci vedremo anche alla nostra manifestazione di sabato pomeriggio: guarda il post precedente!
📍 Rispetta le solite norme di distanziamento e di protezione personale: tuteliamoci a vicenda
📍 È un ottimo momento per conoscerci! Partecipa anche tu!
📍 Chi non potesse partecipare può sempre inviarci foto di cartelli: le pubblicheremo nelle storie!

🟢 Ricordiamo che anche in zona rossa si può manifestare!

➡️ Contattaci per saperne di più! E se vuoi unirti a noi consigliamo di procurarti una powerbank!
@ Piazza della Vittoria, Pavia

06/04/2021

CHIUNQUE VOLESSE PARTECIPARE AL
‼️‼️‼️‼️MAILBOMBING PER FARE VOTARE LA MOZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PER LA RIAPERTURA DI TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
COPI I SEGUENTI INDIRIZI E IL SEGUENTE TESTO➡️

Forza Italia
[email protected]

FDI
[email protected]

IV
[email protected]

Lega
[email protected]

Liberi e Uguali
[email protected]

5 Stelle
[email protected]

PD
[email protected]

Misto
[email protected]

E IL SEGUENTE TESTO➡️

Gentili capogruppo dei partiti alla Camera,
ascoltando le richieste di migliaia di studenti e studentesse, docenti e genitori, sollecitati dal movimento Priorità alla Scuola, oggi in aula sarà presentata una mozione che chiede la riapertura in presenza delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio italiano. Vi chiediamo di votarla e di farla votare ai vostri deputati, per porre fine al grave danno all’istruzione di bambine e bambini e adolescenti e al loro disagio pisco-fisico.

Disagio che provano anche molti docenti, anch'essi con gravi difficoltà sul lavoro e sempre più consapevoli che nei ragazzi si sta insinuando apatia e demotivazione nel seguire le lezioni a distanza.

Un disagio che in questi giorni, a un anno intero dalla prima chiusura delle scuole, è confermato dalle migliaia di lettere di adolescenti che raccontano la loro pandemia pubblicate da giornali autorevoli.

Disagio confermato anche dai primari dei reparti psichiatrici infantili che denunciano un aumento esponenziale dei tentativi di suicidio, di autolesionismo e di disturbi alimentari fra gli adolescenti.

Una richiesta la nostra che vede una ragione anche nel recente rigetto da parte del Consiglio di Stato dell’appello proposto dall’Avvocatura di Stato contro l’ordinanza del Tar Lazio n.1947/21 che ha decretato che le scuole, di ogni ordine e grado devono riaprire tutte, indipendentemente dal colore assegnato a ciascuna regione.

Pertanto ci appelliamo alla vostra coscienza e lungimiranza e vi chiediamo di votare tale mozione.

Priorità alla scuola

Riflessioni post-abbuffata sul lavoro che continua da un anno e porta risultati, ma non ancora sufficienti... Speriamo c...
04/04/2021

Riflessioni post-abbuffata sul lavoro che continua da un anno e porta risultati, ma non ancora sufficienti... Speriamo che le sorprese nelle vostre uova di Pasqua siano migliore di quelle trovate da ragazze e ragazzi...

DAMMI TRE PAROLE

Malgrado la pausa di stagione, siamo nel pieno del dodicesimo mese della nostra mobilitazione per la riapertura delle scuole e per una riforma che apra la possibilità di una scuola pubblica migliorata, di qualità, laica, solidale, inclusiva. Abbiamo cominciato il 18 aprile 2020 con una “lettera a una professoressa”, ovvero all’allora ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.
Il nostro marzo 2021 si è chiuso con le manifestazioni nazionali del 26, concomitanti allo sciopero nel settore scuola indetto dai COBAS: una settantina di appuntamenti in tutta Italia, che misurano anche quanto la nostra rete si è allargata dalla prima manifestazione del 23 maggio 2020, che era avvenuta in 19 città.
Dagli interventi nelle piazze, nel corso dei presidi e nelle assemblee, dalle lezioni fatte all’aperto, dai cartelli e dagli striscioni appesi sui cancelli e sui balconi si possono ricavare tante parole chiave, a riassumere il senso di quanto sta accadendo e di quanto stiamo facendo. Ecco le prime tre parole che ci siamo segnati.
Accanimento, quello di governo e amministrazioni contro la scuola, il diritto all’istruzione, il diritto allo studio e quella minoranza non votante che sono i minori di 18 anni.
Resistenza, la nostra, alla compressione di diritti, allo smantellamento di un tessuto sociale, a provvedimenti arbitrari.
Creatività, ancora la nostra, che da dodici mesi ci inventiamo modi di manifestare, protestare, comunicare, fare scuola, portare avanti proposte, slogan, immagini.
Seconda terna: casa, scuola, parcheggio.
Questa casa non è una scuola, è il nostro slogan da mesi, partito da Faenza che è sempre una potenza.
La scuola è un parcheggio, questa è l’idea di un governo che consente l’apertura solo per i più piccoli, per “venire incontro ai bisogni dei genitori”, decretando la maggiore età – ma senza diritti civili, politici e sociali – a 12 anni. È la certificazione della volontà di snaturare per sempre la scuola e il modo di imparare e di formarsi.
Questo parcheggio, invece, – come questi cortili, queste piazze, questi parchi – è una scuola, l’abbiamo reso noi così, con le nostre lezioni all’aperto. Non abbiamo potuto usare i parcheggi dei centri commerciali, sempre pieni di auto, perché i centri commerciali sono aperti: forte e sempre.
Il 31 marzo altro giro di presidi, striscioni, lezioni all’aperto: per ribadire che per noi deve essere stato l’ultimo giorno in Dad, perché dobbiamo vederci il 7 aprile, a scuole aperte, in presenza. Tutte le scuole, di ogni ordine e grado: “non si chiude con nessun colore”, nemmeno le superiori.
Tra il 26 marzo e il primo aprile abbiamo seguito le vicende del ricorso al TAR del Lazio contro le norme del dpcm del 2 marzo che hanno chiuso le scuole. La notizia, uscita proprio venerdì 26 marzo, non ha avuto il rilievo che meritava e siamo ancora qui a rilanciarla: il TAR del Lazio ha emesso un’ordinanza che costringe il governo a rivedere le norme del dpcm in sostanza perché esse non hanno alcuna fondatezza; così il documento: “Non esistono evidenze scientifiche solide e incontrovertibili circa il fatto che il contagio avvenuto in classe influisca sull’andamento generale del contagio, che l’aumento del contagio tra i soggetti in età scolastica sia legato all’apertura delle scuole, che la cosiddetta variante inglese si diffonda maggiormente nelle sole fasce d’età scolastiche”. Si capisce che ogni scelta è politica, lo diciamo da un anno: far finta che ci siano dati a supporto anche no. L’altra cosa che diciamo da un anno è che è intollerabile pure l’opacità e il trattamento pubblico dei dati che viene fatta da un anno.
A questo si aggiunge che il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del governo contro l’ordinanza del TAR. Il Consiglio di Stato si è pronunciato il 1 aprile, ma non era in vena di scherzi.
Arrivati al 4 aprile, ecco un altro terzetto di parole: incredulità, vittoria, arbitrio.
Il Comitato ri(n)corriamo la scuola Rincorriamo la scuola ha salutato la decisione del Consiglio di Stato con un comunicato stampa che comincia con le parole “siamo ancora increduli”: incredulità per vedere confermate dal Consiglio di Stato le ottime ragioni che il TAR aveva già riconosciuto… Siamo prigionieri di un mondo alla rovescia, e abbiamo visto talmente tanti abusi, che non ci si crede quasi più. Il giorno prima, Alessia Lastrucci era intervenuta a nome del Comitato al presidio di Priorità alla Scuola Firenze; uscita da un incontro con un rappresentante della Prefettura (allo scopo di far giungere al governo voci dal territorio), Lastrucci ha commentato con una certa amarezza l’ordinanza del TAR: una vittoria, una grande vittoria, ma di quelle che non vorresti mai avere riportato. Perché l’ordinanza del TAR mette nero su bianco non solo che le scuole vanno riaperte, ma che sono state chiuse abusivamente: che il governo e le amministrazioni locali hanno barato, mettendo il bollino “tecnico” a scelte esclusivamente politiche; mettendo pretestuosamente in competizione il diritto alla salute e quello all’istruzione, sacrificando il secondo senza alcun beneficio per il primo.
E allora arbitrio: la parola che domina le nostre vite ormai. Sappiamo che le vittorie a livello giuridico se mai daranno frutti, li daranno tra molto tempo; intanto il dpcm decade, il governo può restare inadempiente per un giorno, senza conseguenze; il governo non farà più dpcm, ma farà decreti legge. Il giorno in cui la corte costituzionale dichiarerà incostituzionale quanto sta accadendo: le ragioni dei ragazzi e delle ragazze che ora sono privati della scuola saranno riconosciute quando ormai avranno tra i venti e i trent’anni. Sentenze buone per i libri di storia, sentenze che non invalidano il passato. Queste partite non si possono rigiocare.
Oggi ci chiediamo come saranno ancora imbrogliate le regole per aggirare l’ordinanza e tenere ancora chiuse le scuole, dalla seconda media in poi, per bambini e bambine di 12-13 anni, per adolescenti di 14-18 anni per cui è assodato: la scuola deve essere a distanza, caso mai si concede un 50% in presenza. È il mondo alla rovescia.
Il presidente della Regione Umbria ha già emesso un’ordinanza per cui dalla seconda media (compresa) in avanti tutte le classi saranno in didattica a distanza, con una situazione epidemiologica classificabile come gialla.
Solo la pressione dell’opinione pubblica può far sì che le sentenze si applichino, o addirittura che non ci sia bisogno di sentenze. Per questo sarà necessario continuare la mobilitazione: perché oggi nell’uovo troviamo ancora troppe scuole chiuse, sempre chiuse quelle degli e delle adolescenti; e invece vogliamo che si mettano in pratica le tre parole che diciamo da un anno: riaprite queste scuole.
Ci vediamo il 7 aprile.

RIENTRO... MA PER CHI? E COME?Il 7 aprile si tornerà a scuola per asili, elementari e prime medie:🤓 In assenza di dati p...
03/04/2021

RIENTRO... MA PER CHI? E COME?

Il 7 aprile si tornerà a scuola per asili, elementari e prime medie:
🤓 In assenza di dati pubblici e trasparenti capaci di dimostrare che la scuola sia sicura o di provare il contrario, il governo ha fatto la sua scelta di comodo, consentendo la presenza in alcuni ordini di scuola e senza implementare provvedimenti specifici sulla popolazione scolastica per contenere il contagio (che poi anche quelli di ordinaria amministrazione non è che siano gestiti così bene eh, soprattutto nella nostra Regione...).
❤️🧡💛 Non vogliamo stare ancora al ricatto dei colori, che possono valere per gli spostamenti e le attività produttive ma non per ciò che riguarda il futuro di un Paese: la scuola deve avere la priorità e dev'essere in presenza dagli asili alle università!
😷 Chi torna, come torna? Abbiamo garanzie di non essere di nuovo lasciat* a casa alla prima risalita dei contagi? Sono stati potenziati i trasporti o saremo costrett* a vedere ancora la scene pietose degli scorsi mesi? Si attuerà un tracciamento efficace e stringente sui luoghi della formazione, per dimostrare che grazie ai controlli i casi si possono isolare tempestivamente rendendo la scuola ancora più sicura? Si parlerà, prima o poi, anche di spiragli di presenza per la formazione universitaria?

⚠️ Spoiler ⚠️
La risposta a tutte queste domande è NO
E la causa di questo sta nella pessima salute dell'istruzione pubblica dopo decenni di definanziamento, nel sistema votato solo al profitto (da anteporre sia alla salute delle persone che alla cura dello spirito e del pensiero), nell'ottusità con cui si ignora il ruolo essenziale della cultura.

🗓️ Per questo e tanto altro, ci vediamo sabato 10 aprile dalle 16 in Piazza della Vittoria
PIÙ INFO A BREVE, RESTATE AGGIORNAT*!

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03/04/2021

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Questione di priorità politiche ed economiche
03/04/2021

Questione di priorità politiche ed economiche

ZONA GIALLA, ARANCIONE O ROSSA

In continuità con il precedente, anche questo governo mantiene aperte le attività produttive, incluse quelle non essenziali, a prescindere dalla curva dei contagi. Nel frattempo, la scuola continua a essere seconda ai profitti, e la sua chiusura volta a garantire gli interessi delle associazioni datoriali, le stesse che hanno negato qualsiasi tipo di coinvolgimento con l'emersione di focolai e l'aumento dei contagi totali.

Basti osservare i contagi Covid-19 sul posto di lavoro denunciati all'INAIL, per rendersi conto dei numeri che si riproducono dentro i call center, i magazzini della logistica, le fabbriche e gli hub della grande distribuzione organizzata. Tra l'altro, le statistiche sono sottostimate perché la strategia del ricatto occupazionale nei confronti di lavoratori e lavoratrici non si ferma certo in pandemia.

Senza tornare in Val Seriana, quando nel marzo 2020 fu proprio Confindustria il principale responsabile della non attuazione di una zona rossa, dopo oltre un anno di emergenza pandemica è facile leggere su qualsiasi motore di ricerca centinaia di denunce e di chiusure parziali di alcuni siti produttivi. Dall'ex Ilva AcelorMittal di Taranto alla Stellantis di Melfi, dalla Carbotech in provincia di Teramo alla zona industriale di Prato e Rovigo, fino al settore calzaturiero del Salento, dove due aziende sono state chiuse provvisoriamente dalla ASL dopo che i contagi sono passati da una media di 1 a 15 al giorno, su un totale di 700 dipendenti.

Nelle scuole i protocolli esistono e, fino ad adesso, ogni positività accertata ha corrisposto a quarantena per tutta la classe e tracciamento. Per quanto l'intero sistema possa e debba essere implementato, le migliaia di classi in quarantena da settembre a oggi testimoniano una profilassi attiva che altrove non esiste o che deve attendere decine di casi prima di essere applicata. Eppure, dall'inizio della pandemia, è la scuola a scuotere gli animi: la scuola è il vero argomento divisivo di esperti e opinione pubblica di questo paese; anche senza dati in chiaro e nonostante il fatto che sia rimasta semi-deserta per quasi due anni scolastici. Il grillo disse un giorno alla formica: finché la curva epidemiologica va (e lasciala andare) la scelta politica di chiudere le scuole si è dimostrata un fallimento.

Dopo un anno, continuiamo a pensare che la scuola debba essere l'ultima a chiudere e la prima riaprire. Che una disamina più ampia e critica delle priorità che il governo ha messo in agenda non possa più essere posticipata. A dimostrarlo sono la continua assenza di investimenti nella sanità e l'istruzione pubblica; l'esternalizzazione della ricerca e della produzione dei vaccini alle multinazionali; i tredici mesi di luoghi produttivi non essenziali aperti; infine, gli altrettanti mesi di chiusura di tutti i luoghi di socializzazione: dall'istruzione alla formazione, dall'arte allo spettacolo. (Non) passando per i parchi.

Si chiudano le attività produttive non essenziali, garantendo reddito pieno per chi è impossibilitato a lavorare; si attuino controlli continui per tutte le attività produttive essenziali, garantendo tranquillità e sicurezza per chi lavora. Si investa in sanità, istruzione e trasporto pubblico, affinché sia garantito un ritorno in presenza dai nidi all'università.

Qualche foto di venerdì scorso!Enorme soddisfazione per studenti e studentesse nel riprendersi la piazza in modo alterna...
02/04/2021

Qualche foto di venerdì scorso!
Enorme soddisfazione per studenti e studentesse nel riprendersi la piazza in modo alternativo per seguire la DAD ritrovando parzialmente l'umanità dell'interazione con i propri coetanei e le proprie coetanee
Grande successo anche la sera, nella nostra assemblea con docenti, genitori e rappresentanti delle associazioni culturali. Da tutt* noi deve ripartire il futuro IN PRESENZA e IN SICUREZZA!

‼️‼️‼️OGGI ALLE 18 si replica: l'assemblea organizzativa, a cui potrete accedere da QUESTO LINK https://meet.jit.si/PrioritaallascuolaPV è aperta a tutt*: mobilitiamoci per la scuola che vogliamo, dall'asilo alle superiori!

ECCOCI!Studenti, studentesse, bambini, bambine, professori, professoresse, educatori, educatrici, genitori, lavoratrici ...
25/03/2021

ECCOCI!
Studenti, studentesse, bambini, bambine, professori, professoresse, educatori, educatrici, genitori, lavoratrici e lavoratori della scuola in generale unit* per un rientro IN PRESENZA e IN SICUREZZA.

Assemblea pubblica Priorità Alla Scuola! | Pavia

Non è un capriccio ma una necessità: dopo un anno di tira e molla, è chiaro che la DAD non è scuola e crea più disagi che benefici. Non si può fermare per tanto tempo un'attività essenziale per la costruzione del nostro futuro, del futuro di tutte e tutti!

Non solo: la situazione della scuola italiana fa acqua da tutte le parti da anni, dopo continui tagli e "riforme" mostruose. Vogliamo che il o sia utilizzato per colmare queste lacune:
Per una didattica rinnovata e a misura di alunn*
Per una stabilizzazione del precariato cronico nel corpo insegnante
Per un'eliminazione delle classi pollaio, aumentando gli organici e adeguando le strutture
Per SCUOLE SICURE nell'emergenza (con tracciamento costante e distanziamento garantito) e fuori dall'emergenza (con tetti che non crollano e spazi adeguati alle attività

Per questo - e per tanti altri problemi, anche più locali - a Pavia si torna in piazza, rispettando le distanze e le restrizioni (per le manifestazioni ci si può spostare anche in zona rossa).

⭕ 8-13 student* e prof solidali saranno in piazza delle Torri a seguire le proprie lezioni o a scioperare organizzando dibattiti e lezioni all'aperto improvvisate
⭕ Alle 21 chiunque potrà partecipare alla nostra ASSEMBLEA PUBBLICA ONLINE per discutere di scuola da tutti i punti di vista e organizzare i prossimi passi del movimento. LINK NELL'EVENTO!
⭕ Scriveteci per più informazioni o per attivarvi con noi! Portiamo richieste sociali e politiche ma siamo un movimento apartititco e corale, aperto ad ogni contributo!

Simone 3735507302
Edoardo 324 907 5973
Valeria 340 864 0448
Mail [email protected]

Grazie a Priorità alla scuola - Mantova per l'aiuto con la grafica! 😉

Indirizzo

Piazza Della Vittoria
Pavia
27100

Sito Web

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