11/05/2026
IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA NON HA MAI ATTACCATO IL PROGETTO DEL PARCO DIVERTIMENTI.
CHI SOSTIENE QUESTO, MENTE SAPENDO DI MENTIRE.
In questi giorni, il nostro partito ha denunciato l’ultima trovata del sindaco Pietro Rao, ossia quella di strumentalizzare l’inizio di un percorso da parte di alcuni imprenditori per la costruzione di un mega parco divertimenti nel territorio di Partinico.
Il nostro primo cittadino, ormai sull’orlo della disperazione di un uomo solo al comando e dunque generale senza esercito, si è inventato una fantasiosa delibera di giunta per dire agli uffici comunali di fare quello che già è loro compito, ossia portare avanti un iter amministrativo ben delineato dalla legge e su cui il sindaco non ha alcun ruolo.
Il Partito della Rifondazione Comunista è rea di aver fatto notare questa scorrettezza del sindaco che si è preso la briga di pubblicizzare un progetto come se fosse il proprio, non facendo mancare riferimenti a posti di lavoro per tutti in una terra che di lavoro ha profondamente fame.
Per difendersi, piuttosto che rispondere nel merito dell’inesistenza di un suo ruolo nella vicenda (almeno da uomo politico, a meno che non stia partecipando all’investimento di tasca propria), Rao è partito – com’è nel suo stile – con la sua arte del fango e della manipolazione, provando a far passare il messaggio che noi saremmo contro lo sviluppo e contro ogni progetto.
Il Partito della Rifondazione Comunista non ha mai attaccato il progetto del parco divertimenti in sé (anche perché nessuno ad oggi lo conosce), né tantomeno l’iniziativa imprenditoriale privata, purché rispetti criteri di trasparenza e legalità. Chi sostiene questo, mente sapendo di mentire.
Abbiamo invece denunciato un fatto politico chiaro ed evidente: l’utilizzo mediatico e strumentale di quel progetto come vetrina personale e come operazione di costruzione del consenso.
E sicuramente abbiamo fatto centro. Perché è significativo che, di fronte a una critica politica legittima, il sindaco non abbia risposto nel merito delle questioni poste, ma abbia preferito rifugiarsi negli attacchi personali, nel vittimismo e nella caricatura di chi critica come “nemico ra cuntintizza”.
Ma la politica non è uno spettacolo permanente, né una gara di popolarità sui social.
Noi continuiamo a credere che amministrare significhi affrontare i problemi reali della città, non coprirli con slogan, effetti scenici e operazioni d’immagine.
Un sindaco “del fare” come piacerebbe a tutti noi si occuperebbe di degrado, di quartieri abbandonati, di strade, di servizi pubblici smantellati, di emergenze sociali sempre più gravi, di un presidio ospedaliero al collasso, di povertà, di un tessuto comunitario sempre più fragile.
E, invece, si pretende di sostituire tutto questo con il rumore dei social, qualche inaugurazione di opere non sue, qualche festino e tanti annunci poi disattesi.
Si può mentire con le parole, ma non si può nascondere il fallimento sotto gli occhi di tutti. A questa città interessano i fatti, non festosi annunci di opere che altri dovranno eventualmente realizzare. Non dimentichiamo che questo sindaco ha annunciato di chiudere al 30 aprile 2026 la distilleria Bertolino che invece è lì, aperta come sempre, e ha anche calato la maschera del bluff della tanto invocata e pubblicizzata delocalizzazione; doveva tagliarsi lo stipendio suo e della giunta invece se l’è aumentato; doveva rendere il centro storico nel salotto della città e invece si sta trasformando in un salone da carnevale pacchiano e fuori contesto storico.
Il Sindaco continui pure a inaugurare castelli di parole; noi, insieme ai cittadini, resteremo qui a fare i conti con le macerie della realtà.
Essere critici verso questo scenario, verso un “sindaco influencer”, non significa essere disfattisti. Significa avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e di raccontarla per quella che è, senza nascondersi dietro la retorica dell’intrattenimento permanente.
Partinico 11 maggio 2026