Giuseppe Romanini

Giuseppe Romanini Già sindaco di Collecchio, sono eletto deputato il 25/06/14. Sono membro della Commissione Agricoltura e della Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

A seguito delle elezioni politiche, dal 23 marzo 2018 cessa il mio ruolo di Deputato della Repub Sono figlio di Gina e Adriano. Sarta mia madre, fabbro mio padre. Lavorare il ferro è una caratteristica antica nella mia famiglia da sempre residente a Collecchio, a un passo da Parma, in una striscia di terra preziosa e protetta dal Parco dell’Emilia Occidentale che sta fra i magnifici Boschi di Carr

ega e il Taro. Sono nato lì il 25 febbraio 1957 in una famiglia numerosa di quattro figli, cosa che mi ha insegnato a pensare agli altri, a condividere ciò che si ha, a non pretendere ciò che non è possibile. Mia moglie si chiama Paola, Elena e Adriano i miei figli. L’educazione ricevuta segna fortemente gli anni della mia formazione a cui si aggiunge la scuola. Dopo il Liceo Classico e studi economici ho iniziato la mia esperienza professionale al Cedacri SpA di Collecchio dove mi occupo di progettazione di sistemi di pianificazione e controllo per banche. Il mio impegno in politica inizia alla fine degli anni settanta nel Pci. Ho seguito il percorso di evoluzione del maggiore partito della sinistra italiana fino alla nascita del Pd di cui sono stato fondatore nel nostro territorio. E’ a Collecchio che inizia la mia esperienza come Amministratore pubblico: prima Consigliere comunale, poi assessore e infine sindaco dal 1999 e per un decennio. Dal 2009 al 2014 sono assessore provinciale alla Scuola, Cultura, Edilizia scolastica e Patrimonio. Nel 2003 assumo la carica di presidente della neonata Fondazione Museo Ettore Guatelli, il “museo del quotidiano” come Ettore stesso lo definiva, un luogo unico nel panorama italiano che conserva una straordinaria raccolta di oggetti d’uso comune che narrando la loro storia raccontano quella dell’età, della civiltà, delle persone a cui sono appartenuti. Nel dicembre 2012 mi candido alle primarie dei parlamentari del Pd nella provincia di Parma, ottenendo 4166 voti. Alle elezioni del 24 e 25 febbraio risulto il primo dei non eletti nella circoscrizione Emilia-Romagna alla Camera. Entro in Parlamento il 25 giugno 2014, a seguito dell’elezione in Europa di Cecile Kyenge, e prendere il suo scranno mi onora. Attualmente sono membro della Commissione Agricoltura e della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. Faccio inoltre parte di alcuni importanti intergruppi parlamentari, quello per la via Francigena, quello per la valorizzazione della montagna, quello di sostegno al popolo Saharawi e quello di amicizia con il popolo Curdo di cui sono presidente. TRASPARENZA

http://www.giusepperomanini.it/trasparenza.html

06/06/2024

📣VI ASPETTIAMO DOMANI SERA, PER L'APERITIVO DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE📣

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📍VENERDÌ 7 GIUGNO 2024, IN PIAZZA REPUBBLICA
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🍹Sarà l'occasione per salutarci e per passare un po' di tempo insieme.

Vi aspettiamo!

In Italia va così. E guai a mettere le mani nelle tasche di chi non le paga, a ridurre a circolazione di contante ecc. e...
08/11/2023

In Italia va così. E guai a mettere le mani nelle tasche di chi non le paga, a ridurre a circolazione di contante ecc. ecc.

Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per www.lastampa.it   giorgia meloni e il pizzo di stato - vignetta by emiliano carli Fisco, solo il 14% degli italiani paga quasi i due terzi delle tasse: ecco chi sono Nel nostro Paese le tasse di un contribuente vengono pagate

Tornano i concerti del Boito. VIII edizione nel programma di Parma 2020-21 Capitale italiana della cultura.
26/01/2021

Tornano i concerti del Boito. VIII edizione nel programma di Parma 2020-21 Capitale italiana della cultura.

🎥 Dodici TvParma parla della nuova stagione de I Concerti del Boito.
Servizio di Francesca Strozzi con l'intervista al nostro Presidente Giuseppe Romanini.
👉 Questo il link per vedere il servizio: https://bit.ly/3qTbPZQ
Vi aspettiamo domani per il primo appuntamento!

Diamoci una mossa... domani sera al Workout Pasubio
04/12/2018

Diamoci una mossa... domani sera al Workout Pasubio

DIFENDIAMO I DIRITTI DEL POPOLO SAHARAWI.  A dicembre 2016, la Corte di giustizia europea ha sentenziato che il Marocco ...
12/10/2018

DIFENDIAMO I DIRITTI DEL POPOLO SAHARAWI.

A dicembre 2016, la Corte di giustizia europea ha sentenziato che il Marocco non ha alcuna sovranità sul Sahara occidentale dichiarando che, l'accordo commerciale UE-Marocco è stato applicato illegalmente a tale territorio.

Piuttosto che conformarsi alla sentenza e negoziare un accordo separato con il rappresentante riconosciuto delle Nazioni Unite del popolo del Sahara occidentale, il Fronte Polisario, la Commissione ha scelto di dare priorità a tutti i costi alla conservazione delle sue relazioni con il suo partner di Rabat.

In un recente vertice diplomatico, la Commissione e il Marocco hanno negoziato una soluzione che consentirebbe al Sahara occidentale di continuare a far parte di qualsiasi accordo e ora sta aspettando che il Parlamento europeo valuti questa proposta.

Anziché assicurare il "consenso del popolo del Sahara occidentale" richiesto dalla Corte di Giustizia Europea, la commissione si è recata a Rabat per "consultare" i rappresentanti delle "persone interessate dall'accordo" e valutare i potenziali benefici per "la popolazione locale" .
Con ciò di fatto ha dato credito al processo illegale e massiccio di ingegneria demografica da parte del Marocco, che ha portato la popolazione indigena Saharawi a diventare una minoranza nel proprio territorio. La stragrande percentuale delle parti interessate "consultate" era composta da marocchini o rappresentanti locali con un interesse diretto a preservare lo status quo ante.

È stato stimato che tra le 112 parti interessate che la commissione afferma di aver consultato, 94 di loro hanno rifiutato di partecipare alla consultazione o non sono mai stati invitati a partecipare a tali colloqui. A seguito di ripetuti interventi da parte dei parlamentari la Commissione ha dovuto ammettere che non dispone di alcun tipo di dati sugli scambi esistenti con e dal Sahara occidentale.

Tuttavia le autorità marocchine sono fermamente intenzionate a continuare a etichettare i prodotti del Sahara occidentale come marocchini, anche se la sentenza della Corte di giustizia europea afferma chiaramente che il Sahara occidentale e il Marocco sono "due territori distinti e separati".

Se il Parlamento europeo acconsentirà a questo accordo, molto probabilmente la Corte di Giustizia Europea lo colpirà.

L’Europa dovrebbe essere la prima a rispettare le sentenze della CGE e attenersi ai principi del diritto internazionale invece di firmare accordi che violano chiaramente lo stato di diritto e il diritto del popolo saharawi di riunirsi e godere del suo diritto all'autodeterminazione.

Su questa questione sono in gioco la reputazione del parlamento europeo ed il destino di un intero popolo.

L'attacco di questa notte di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che con unità navali e aeree hanno colpito la devasta...
14/04/2018

L'attacco di questa notte di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che con unità navali e aeree hanno colpito la devastata Siria, fa carta straccia del diritto internazionale. Avrei voluto sentire parole chiare di condanna da parte di Gentiloni. Bassar-al-Assad é certamente un dittatore che non possiamo giustificare in alcun modo ma una azione di guerra come quella di questa notte, senza uno straccio di prova del "casus belli" (anzi, le ispezioni sulla presenza di armi chimiche dovevano iniziare proprio questa mattina), senza un mandato delle Nazioni Unite e senza nemmeno una esplicita autorizzazione parlamentare dei paesi che hanno preso l'iniziativa mette in chiaro che i sistemi per comporre le controversie internazionali non esistono più, che l'ONU é diventata una scatola vuota, che la politica estera dell'Europa non esiste e che la guerra é tornata ad essere una opzione possibile, quella più semplice.

04/04/2018
20/03/2018

(Rep: abbonati per leggere l'articolo) "La campagna turca è uno dei momenti più drammatici della guerra: peggiore di quella all'Isis"

Prosegue l'impegno in difesa dei diritti negati del popolo kurdo. Anche oggi bombe turche su Afrin.
18/03/2018

Prosegue l'impegno in difesa dei diritti negati del popolo kurdo. Anche oggi bombe turche su Afrin.

12/03/2018

Serve la forza di compiere anche cambiamenti radicali. Non servono accordi di vertice ma un lavoro aperto, partecipato e popolare.

Indirizzo

Via Claudio Treves, 2
Parma
43122

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