Movimento idea&energia

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Movimento idea&energia S'ispira al periodo artistico e culturale Normanno-Svevo. Il Movimento Idea & Energia....

Il Movimento Idea&Energia nasce a Pantelleria per i panteschi ed i siciliani dove il luogo della Politica si pone nella Bellezza del Genio dell'uomo e le sue opere nel rispetto dell'ambiente vivo.

Così lontano, così vicino. A proposito di  . di  Vivere in una piccola città -soprattutto se progressivamente essa assum...
17/10/2026

Così lontano, così vicino. A proposito di . di

Vivere in una piccola città -soprattutto se progressivamente essa assume i connotati di un suburbio da cui fuggire- è condizione che la modernità ha raccontato come frustrante e feconda insieme. Il filo spinato del provincialismo finisce col fare da detonatore al desiderio di altrove, di fuga, di autenticità, di esperienze vere. I limiti che in prima istanza ci soffocano possono trasformarsi in insospettabili scorciatoie cognitive: il villaggio, nel suo essere apparentemente unità minima e chiusa, è invece sintesi enciclopedica di tutti i tipi umani possibili. Basta imparare a decodificarli, passarli in rassegna, imprimerli nella memoria e, ovunque si andrà, ci si renderà conto che il villaggio ci ha già regalato il mondo intero. Tra i tanti tipi che la mia piccola città mi ha disvelato, uno è stato per me una voce prima ancora di diventare un volto, prima di manifestarsi come scrittura ammaliante. Una voce alla radio. Una voce che accompagnava, la sera, quando ero ragazzino, il rientro dal lavoro estivo con mio padre. Quindici chilometri tra smog, traffico, sudore, attesa di casa. Ascoltavamo, lungo il tragitto, il Giornale-Radio1 Rai come fosse un inno sacro. Liturgico rispetto e spiritata attenzione, soprattutto quando lo speaker di studio passava la parola a un corrispondente dall'estero. Allora mio padre alzava il volume della radio, staccava la mano destra dal volante, modulando un gesto a mezz'aria che significava "fai più attenzione". Ascolta di più, ascolta meglio. E si lasciava sfuggire le sole parole dell'intero ritorno a casa: questo è baarioto. La voce alla radio -dalla Cina, dal Medio Oriente, dalla Russia- era uno del nostro villaggio.
Uno del cosmo compresso ed esplosivo al quale, come ogni sera, noi si faceva ritorno. Quella voce era Pietro Buttitta.
Tra le tante persone di talento non comune e di eccezionali capacità che hanno segnato la breve storia di una città giovane come Bagheria, Pietro Buttitta è uno di coloro a cui la comunità -che sembra avere un rapporto sfuggente e complicato con la propria storia- non ha ancora tributato il giusto riconoscimento. E pure, è stato Pietro Buttitta un intellettuale la cui vicenda, in molti modi, è esemplare della cultura e della società del Novecento. Figlio (30 aprile 1931/ 13 agosto 1994) di Ignazio Buttitta, poeta omerico e tanto altro, e di Angela Isaja, Pietro ha preso ben presto le distanze dalla sua città natale studiando a Firenze, dove si è laureato in Scienze Politiche presso la facoltà "Cesare Alfieri"; e poi lavorando come giornalista in Italia e nel mondo*.
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* Dal 1976 inviato speciale del Giornale Radio Uno della RAI e poi vicedirettore del GR RAI, collaborò, tra gli altri, con Sergio Zavoli, con il quale diresse la redazione culturale del . Sempre per la RAI fu apprezzato "vaticanista" e, a partire dal 1986, fu docente di "Teoria e tecnica del quotidiano" presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell'Università di Urbino.

Ovunque sia stato si è portato nel cuore il villaggio natio, un gomitolo inestricabile di vicende esemplati e di miti popolari puntualmente affiorati nei suoi libri. Libri sui cui risvolti di copertina Pietro ha offerto una ideale immagine di sé che ci dice molto della leggerezza calviniana da cui è pervasa la sua scrittura. E anche di una sua precisa idea di letteratura, di racconto del mondo, come gioco coltissimo e testimonianza insieme. "Siciliano di scuola toscana, fa della sua sicilitudine berbero-normanna il fondamento di una ricerca di universalità, cioè di una apertura alla molteplicità delle diverse culture che sono approdate, con il bene e il male delle diverse invasioni, sulle sponde dell'isola natale". Levità e apertura che non gli
impediscono di riconoscere il dono di un imprinting che lo condurrà, nell'ambito di una straordinaria carriera, anche essa così novecentesca, di inviato speciale, a cogliere vivendola in diretta, osservandola da vicino - l'enorme complessità del Secolo Breve: dalla questione mediorientale (che così bene racconterà in Israele-Il settimo giorno, 1968) alla rivoluzione khomeinista nella Persia dello Shah Reza Phalevi (Terra di nessuno, 1989), alle tante e irrisolvibili contraddizioni del mondo slavo e sovietico (Praga, primavera a novembre, 1990). E quell'imprinting è Bagheria ad averglielo fornito, come riconoscerà in un'altra gustosissima notarella biografica, "Ha studiato a Bagheria, ma nel suo paese ha imparato soprattutto a coltivare i limoni, badare alla capre, fare picche con la mafia e cercare di tenere a mente il patrimonio culturale dei braccianti, partecipando alle lotte...". Tutto ciò per Buttitta rappresenterà costantemente una fonte a cui attingere, soprattutto nelle opere più
smaccatamente letterarie (sebbene la sua vocazione sia sempre stata per il pastiche, per il giocare con i generi e il canone) come Il volantino (1965), del quale nel 1974, a firma di Alfredo Malfatti, uscirà una versione cinematografica**;
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** «In quello stesso periodo, un altro singolare romanzo erotico siciliano conosce un adattamento cinematografico.
Si tratta de Il volantino (1965), racconto lungo di Pietro Buttitta. Il suo testo, su un immigrato che torna dagli Usa in Sicilia ritrovandosi irretito, quasi senza accorgersene, da una ragazzina che lo incastra col consenso dei parenti per impossessarsi dei suoi beni, viene molto liberamente adattato in La sbandata (1974), di Alfredo Malfatti, ma scritto e prodotto da Salvatore Samperi fresco reduce da Malizia. Lo schema è quello consueto, e come protagonista c'è un divertito , che canta in colonna sonora e gigioneggia attorniato da caratteristi (Luciana Paluzzi, Eleonora Giorgi, Umberto Spadaro, Pippo Franco -nota del curatore). Da Emiliano Morreale, Il teatro dell'eros e i suoi padri nobili, Le paroleelecose.it 7 marzo 2012 https://www.leparoleelecose.it/?p=3745

, Premio Pisa 1972; Quell'unica notte, nella "cinquina" del «Viareggio» del 1977. Bagheria gli ha consentito di guardare alla realtà a lui contemporanea -o ciò che altri definiscono l' - sotto le insegne e il filtro del mito, in maniera tale che il passato potesse diventare attesa di un ritorno che si compie nella memoria e nel racconto. I due testi che abbiamo deciso di ripubblicare ci pare rendano giustizia alla vocazione meticcia della scrittura di Pietro Buttitta: il racconto di vicende che, nella migliore tradizione romanzesca, mostrano come lo spirito dei tempi incida sui destini individuali fino a farli diventare repliche
archetipiche. Così , uscito sulla rivista Uomini e Idee, n° 3/4, maggio-agosto 1966, racconta il mutamento antropologico già dominante nell'Italia del boom economico in una novella esemplare nella quale si ricompongono mirabilmente i mimi siciliani di Francesco Lanza, le analisi corsare pasoliniane e una, forse più scolastica, dose di brancatismo inacidito e torvo. Il destino di un micromondo costretto ad arrendersi all'assalto di un macromondo che lascia irrompere la modernità, il cambiamento, il nuovo attraverso i riti della cultura di massa. Il turismo, con la sua aggressività sciatta e arruffona, sopra tutto. In un'isola che potrebbe essere una qualsiasi degli scogli vulcanici che trapuntano le coste siciliane, l'aliscafo diventa il simbolo di un invasione tanto festante quanto perniciosa. L'aliscafo, "che barca non è anche se sta sul mare, perché quando parte pare che voglia alzarsi nell'aria ma non vola, come la gallina inseguita dal cane. Un ab**to di natura: né barca né aeroplano: un tacchino che si gonfia e poi si affloscia". Come altrove si assiste impotenti alla scomparsa, dopo quindicimila anni, della civiltà contadina, nell'isola è l'antica civiltà dei pescatori che deve cedere il passo alla modernità di un mondo le cui azioni non hanno più la legittimità del bisogno. "Pescano i tonni all'americana, con l'amo e la lenza di nailon. La pesca del tonno all'americana, alla giapponese, alla tartaro suino; la potrebbero fare alla francese, come i vestiti delle donne o come la malattia, come la malattia che li dovrebbe seppellire tutti. Pescano tonno tutto l'anno, senza aspettare la passa: grossi e piccoli.
Cosi, prima o poi, dovremo pescare le pietre dal fondo per mangiare". -uscito sulla rivista Tempo presente, anno XI, n°11, novembre - è uno stringatissimo apologo sul concetto sulfureo e precario di identità: politica, culturale, nazionale.
L'esergo di (tratto da La compresenza dei vivi e dei morti) indica chiaramente cosa vuole svelare attraverso la storia di Anteo, istriano, operaio comunista nell'Italia fascista, da cinquantenne paralitico, improvvisamente straniero in un corpo che non riconosce più.
Straniero in una terra che non è più il suo Paese, estraneo in un Partito che fa presto a dimenticare i militanti che avevano trovato in esso, durante la dittatura, un punto di osservazione sul mondo e un viatico per il riscatto personale e politico insieme. "Il Primo Maggio era all'ospedale, ma i suoi compagni di qua non sono andati a fargli visita. Nemmeno i caporioni, quelli che fanno e disfanno come vogliono loro e che non c'è parata che non si mettano in mostra, in prima fila. Ma loro non sanno nemmeno quello che ha fatto il mio Anteo per il partito. Loro chi sa dov'erano quando c'era l'Italia e, feste nazionali o no, i comunisti li mettevano in galera". Pietro Buttitta, come succede ai narratori di razza, sembra avere visto, prima di molti, quale fosse il mostro proteiforme che si stava abbattendo -e lo avrebbe divorato- sul meglio di ciò che la storia terribile e sanguinosissima del tempo degli assassini (secondo la fulminante metafora di Arthur Rimbaud) ovvero il Novecento, ci aveva regalato: l'incapacità generare cambiamenti significativi e positivi per la maggior parte degli essere umani in stato di subalternità economica, culturale, politica e adesso (in tempi di crisi climatica planetaria) anche geografica. Il mondo attuale in cui si distrugge il vecchio ma non si è capaci di creare il nuovo.
Bagheria, lì 13 giugno 2024

ASSESSORE DI PANTELLERIA TREMARCO SI DIMETTE E PARLA DI «CONDIZIONI POLITICHE CAMBIATE» E SALUTA TUTTI, TRANNE IL SINDAC...
06/10/2026

ASSESSORE DI PANTELLERIA TREMARCO SI DIMETTE E PARLA DI «CONDIZIONI POLITICHE CAMBIATE» E SALUTA TUTTI, TRANNE IL SINDACO

Non sembra soltanto una lettera di dimissioni. Nelle parole con cui Federico Tremarco lascia dopo tre anni e mezzo la Giunta comunale di Pantelleria ci sono almeno tre elementi che aprono un caso nella politica locale di Pantelleria: il riferimento esplicito a «condizioni politiche cambiate», il ringraziamento a Matteo Salvini e un’assenza che, dentro una lunga e dettagliata nota, non passa inosservata. Il mancato ringraziamento al sindaco Fabrizio D’Ancona.

Tremarco, assessore ai Trasporti e referente locale della Lega, motiva così la decisione:«Quando le condizioni politiche nelle quali quella responsabilità è stata assunta cambiano, la coerenza richiede di prenderne atto».

Una frase precisa ma senza una spiegazione esplicitata: Quali condizioni politiche sono cambiate?

Nella nota non vengono indicati contrasti, episodi specifici o divergenze con il sindaco. Ma Tremarco chiarisce che la scelta nasce da un mutato quadro politico, non da un semplice disimpegno personale.

E c’è un altro particolare. Nel lungo passaggio finale dei ringraziamenti, l’ex assessore cita gli altri assessori, il Consiglio comunale, il segretario comunale, i responsabili e i dipendenti degli uffici, gli operatori economici, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito al lavoro amministrativo.

Nella lista dei ringraziamenti non compare, però, il sindaco Fabrizio D’Ancona. Un’omissione che, da sola, non dimostra l’esistenza di un alterco personale. Ma che acquista inevitabilmente un peso diverso se letta insieme al riferimento alle «condizioni politiche» che sarebbero cambiate.

Lampedusa in 2 minuti ha quindi contattato direttamente il sindaco D’Ancona, chiedendogli di chiarire cosa ci fosse dietro le dimissioni del suo assessore.

La risposta è stata quasi lapidaria: «Sono per certi versi rammaricato della sua decisione, ma non intendo commentare la scelta dell’ex assessore Tremarco».

E mentre D’Ancona non entra nel merito, Tremarco nella stessa nota sceglie invece di dedicare un ringraziamento esplicito a Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega.

Richiamando il finanziamento da 1.871.728 euro assegnato nel dicembre 2025 per interventi sulla viabilità e sui sottoservizi, Tremarco ricorda l’interlocuzione istituzionale sviluppata nel tempo e l’incontro del maggio 2024 con Salvini.

Poi scrive: «A lui rivolgo il mio ringraziamento per l’attenzione dimostrata nei confronti delle esigenze delle comunità insulari».

Il resto della nota è quasi un bilancio di fine mandato personale.

Tremarco rivendica il lavoro svolto sui trasporti marittimi e aerei, sulla continuità territoriale, sulle infrastrutture e sul turismo: il bus per il Molo Ronciglio, il ritorno dell’ormeggio serale della nave al molo centrale di Trapani, il lavoro per aumentare l’offerta dei voli e la proposta di un collegamento diretto Pantelleria-Roma due volte a settimana, oltre alla crescita della rete Welcome to Pantelleria

Ma il messaggio finale guarda già oltre la Giunta D’Ancona. «La politica, del resto, non coincide con l’incarico che si ricopre. L’incarico passa, la responsabilità verso una comunità rimane».

E ancora: «Non si chiude il lavoro. Si chiude un incarico. L’impegno per Pantelleria continua».

Tremarco lascia dunque l’amministrazione, ma non annuncia affatto un ritiro dalla politica.

Restano invece senza risposta alcune domande:
Cosa è cambiato politicamente? Perché Tremarco ritiene non più esistenti le condizioni che tre anni e mezzo fa lo avevano portato nella Giunta D’Ancona? E perché, in una nota nella quale trova spazio per ringraziare praticamente tutti, manca proprio il sindaco?

Per ora Tremarco lascia gli indizi nella sua lettera. Il sindaco D’Ancona, invece, sceglie di non commentarli, almeno per il momento.

✍🏻di Tony Colapinto

Comune Isola di Pantelleria 👇🏼
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Vediamoci     di Ambiente e\è Vita Sicilia e della Isola di Pantelleria. Dal   Insieme alla "Angelo D'Ajetti" - "Dante A...
23/09/2026

Vediamoci di Ambiente e\è Vita Sicilia e della Isola di Pantelleria. Dal Insieme alla "Angelo D'Ajetti" - "Dante Alighieri" e 👇🏼
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Disgraziatamente questa pregevolissima razza ormai estinta. Solo agli inizi degli anni ’90 grazie all’interessamento della Direzione Regionale dell’Azienda Foreste Demaniali siciliana si iniziato ad Erice il "Progetto di ricostituzione della razza asinina pantesca" diretto dal Prof. Manlio Balbo ...

18/09/2026

Con gli di e con la Pro Loco Pantelleria, tutti al insieme Il alla Angelo D'Ajetti.

QUATTRO GATTI – LA MALTA CHE ANCORA RICONOSCIAMO Questa fotografia parla da sé. Migliaia e migliaia di persone hanno rie...
17/09/2026

QUATTRO GATTI – LA MALTA CHE ANCORA RICONOSCIAMO

Questa fotografia parla da sé. Migliaia e migliaia di persone hanno riempito le strade: non per una festa, non per un'ideologia, ma per sostenere la richiesta of Justice for Daphne Caruana Galizia e di responsabilità per il nostro Paese. Dicevano che la gente fosse stanca. Dicevano che si fosse arresa. Dicevano che non ci fosse nulla da guadagnare nel partecipare. Malta ha risposto. E da qualche parte, in quello straordinario mare di persone, c'era la famiglia di Daphne: coloro che hanno portato il peso più gravoso di tutti per quasi nove anni. Hanno dovuto vivere il dolore mentre combattevano, resistere nell'attesa e continuare a cercare verità e giustizia, convivendo ogni giorno con un'assenza incolmabile. Poi è arrivato il messaggio del padre di Daphne, il signor Michael Vella, letto con grande commozione dalla nipote Megan. Ha ringraziato quanti si sono battuti per la giustizia attraverso quasi nove anni di minacce, avversità, caldo estivo, pioggia gelida e persino una pandemia. E ci ha ricordato perché questa battaglia appartiene a tutti noi. "La battaglia non è solo per ottenere giustizia per Daphne, ma per un Paese governato non dalla corruzione e dalla paura, bensì da istituzioni solide e dallo stato di diritto". Guardate questa fotografia e vedrete la risposta. Migliaia di persone che dicono, semplicemente con la loro presenza: non abbiamo dimenticato Daphne. Non abbiamo dimenticato ciò che le è stato fatto. E non abbiamo rinunciato alla richiesta di un Paese governato dalla giustizia e dallo stato di diritto. A tutti coloro che hanno a cuore il bene comune: fatevi coraggio. Guardate quello straordinario mare di persone. Guardate cosa succede quando la gente rifiuta di arrendersi alla rassegnazione, alla paura o all'indifferenza. Siamo in tanti. Forse a volte ci siamo sentiti soli. Forse alcuni si sono chiesti se alla gente importasse ancora, se il passare degli anni avesse lasciato il segno, se la delusione avesse finalmente avuto la meglio laddove l'intimidazione aveva fallito. La scorsa notte ci ha dato la risposta. Alla gente importa ancora. La gente ricorda ancora. La gente è ancora pronta a farsi avanti e a far sentire la propria voce. Ma il lavoro non è finito. La giustizia non è ancora compiuta. La responsabilità non è ancora stata pienamente affermata. E né il passare del tempo, né la stanchezza, né la delusione possono far svanire la nostra responsabilità. Dunque fatevi coraggio, ma non adagiatevi. Questa non è stata la fine. È stato un promemoria di ciò che è ancora possibile quando i cittadini si rifiutano di restare spettatori nel proprio Paese. Ci siamo presentati. Abbiamo fatto sentire la nostra voce. Abbiamo fatto valere la nostra presenza. E continueremo a esserci, per tutto il tempo necessario. Per Daphne. Per la giustizia. Per Malta. Alessandra Dee Crespo 🇲🇹 🌿 Makari per l'Italia e per FALCONE e BORSELLINO...i nostri EROI!!! 🙂❤💛❤🇮🇹

  ha dedicato gli ultimi vent'anni allo studio della storia contemporanea europea: è Presidente del Comitato Scientifico...
16/09/2026

ha dedicato gli ultimi vent'anni allo studio della storia contemporanea europea: è Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi Dino Grammatico, un legame di lunga data con questa fondazione che promuove l'iniziativa.

Interverrà all'incontro "Scenari e prospettive per un'Italia euromediterranea".

📅 26 settembre, ore 10:00 · Villa Zina Park Hotel, Custonaci

Michele Rallo sarà tra i protagonisti della Giornata Tricolore 2026. Saggista e storico trapanese, già deputato alla Camera e componente della commissione Esteri, ha dedicato gli ultimi vent'anni allo studio della storia contemporanea europea: è Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi Dino Grammatico, un legame di lunga data con questa fondazione che promuove l'iniziativa.

Interverrà all'incontro "Scenari e prospettive per un'Italia euromediterranea".

📅 26 settembre, ore 10:00 · Villa Zina Park Hotel, Custonaci

ECR Group - Conservatives & Reformists in the European Parliament

C’è una domanda che   DI Ambiente e\è Vita,   e Gilberto Pichetto abbiamo rivolto al presidente Sergio Mattarella, qui n...
13/09/2026

C’è una domanda che DI Ambiente e\è Vita, e Gilberto Pichetto abbiamo rivolto al presidente Sergio Mattarella, qui nel Comune, nei e nel : possiamo eludere e far finta di niente sulla scoperta pantesca del pozzo , delle ricerche scientifiche e , volute e finanziate dalla Cee per l'assessorato di Francesco Colianni? Per quanto parliamo, non invano, di nuova energia pantesca sin dal senza stancarci perchè ci crediamo ancora: quando saranno disponibili agli abitanti di i scoperti? Vedi la scoperta anche se l'alternativa e/o può interessare la Regione Siciliana per la , il del e la Autorità Portuale. 👇🏼

https://youtu.be/qUK-xK_BIyo?is=RascQ_XWKxYpe4li

Un megawatt "nucleare" che arriverà tra dieci o quindici anni serve poco a chi oggi deve alimentare un porto, anzi due, un ospedale, un aeroporto, una cantina o una rete elettrica sempre più ramificata verso alberghi, dammusi ed attività produttive energivore. L'energia scoperta già dal dal . Nannini è parte integrante e sostenibile dello studio geologico condotto dal per il dell'Isola di Pantelleria. Mentre in molti Paesi si discute di nuovi reattori, tempi autorizzativi, finanziamenti e cantieri che richiedono decenni, sta costruendo un impianto a Monterotondo Marittimo che produrrà già a fine aggiungendo alla Toscana la bellezza geotermica prodotta di 1000 MW. E' bene che tutti ne prendano atto: la geotermia avanzata sta arrivando prima del nuovo nucleare.
Da anni i nuovi reattori vengono indicati come una delle soluzioni per garantire energia pulita e programmabile. Ma un impianto nucleare richiede tempi lunghi per progettazione, autorizzazioni, finanziamento e costruzione.

La geotermia avanzata, invece, sta già passando dalla sperimentazione alla realizzazione industriale e la partita della transizione energetica non si gioca soltanto sulla tecnologia più potente, ma anche sulla capacità di arrivare in tempo. Ed è una differenza enorme. Perché la domanda di elettricità sta crescendo adesso, spinta dai data center, dall'elettrificazione dei trasporti, dall'industria e dalle pompe di calore.

Aspettare una tecnologia per quindici anni significa lasciare scoperto un bisogno che esiste oggi. La vera novità, già pubblicata al World Geothermal Congress del a Firenze, modello del Mediterraneo, non è certo che la geotermia possa produrre energia 24 ore su 24. È che sta dimostrando di poter entrare in funzione in tempi molto più brevi rispetto ai grandi progetti nucleari e arrivare dieci o quindici anni prima non è un dettaglio. È un vantaggio strategico. Così è ...

Mentre I Giovani Lavoratori Portuale del Mare di Sicilia e delle Egadi sono “Pronti ad ogni azione” alla "diga collaudat...
12/05/2026

Mentre I Giovani Lavoratori Portuale del Mare di Sicilia e delle Egadi sono “Pronti ad ogni azione” alla "diga collaudata del porto delle nebbie" i di Pantelleria sono nel kaos più T e r r i b i l e‼️🙂
, le dimissioni dell'assessore Tremarco le vogliamo accettare o aspettiamo quelle sue?
www.facebook.com/share/v/1Dwmfm9RGq/

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Pantelleria
91017

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