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SCUOLA SENZA MENSA DAL 1 GIUGNO: SCELTA INEVITABILE?Apprendiamo che l'ufficio istruzione ha provveduto a sospendere dal ...
28/05/2021

SCUOLA SENZA MENSA DAL 1 GIUGNO: SCELTA INEVITABILE?

Apprendiamo che l'ufficio istruzione ha provveduto a sospendere dal primo giugno la mensa scolastica. Questo servizio riguarda ovviamente le classi della scuola primaria a tempo pieno e quelle dell'infanzia. Se per gli anni scorsi questa sospensione poteva trovare una ragione, seppur comprensibile ma non giustificabile, nella copertura dei costi del servizio, quest'anno che i pasti somministrati hanno coinvolto pochi utenti e per un periodo più che dimezzato, questa scelta ci appare molto discutibile.

Ipotizzando che la scadenza naturale del contratto con il fornitore del servizio sia quella del 31 maggio, uguale a quella degli anni passati, le considerazioni da fare sono più di una:

- se la scadenza naturale al 31 maggio poteva andar bene fino a qualche anno fa, non si può continuare con quella consuetudine perché da due anni in un plesso è attivo il tempo pieno per la scuola primaria: ore didattiche a tutti gli effetti che una mensa scolastica interrotta prematuramente sottrae agli studenti;
- immaginiamo che nell’anno scolastico ‘20-‘21 il contratto con il fornitore avrà assunto una forma che possiamo definire “flessibile”, data dall’impossibilità di prevedere il corso degli eventi legati alla pandemia. A maggior ragione una ulteriore flessibilità poteva essere contemplata per consentire agli alunni della scuola primaria di concludere l’anno senza ulteriori cambiamenti;
- la naturale scadenza al 31 maggio è un argomento che andrebbe subito ridiscusso in previsione dell’anno scolastico ’21-‘22 in cui, presumibilmente, le classi che usufruiranno del tempo pieno e quindi del servizio mensa aumenteranno e l’amministrazione comunale dovrebbe preoccuparsi di trovare la copertura costi per assicurare un servizio continuo e soprattutto in linea con l’inizio e la fine delle attività didattiche.

Tanto "tempo scuola" è stato sottratto ai più giovani a causa della pandemia, adesso che la maggioranza degli studenti è tornata da poco più di un mese in presenza, e con il rischio di trasmissione virus basso, ci sembra che si vada ulteriormente a penalizzare il loro diritto di fare scuola. Anche perché se è vero che la scuola primaria si concluderà l'11 giugno, lo stesso non si può dire per la scuola dell'infanzia che così vede sottrarsi per un mese intero la metà del tempo scuola.

In un'epoca sospesa come questa che stiamo vivendo, riteniamo che gesti semplici come quello di una ritrovata normalità a scuola possa fare solo bene, soprattutto per quelle fasce d'età che più di tutte hanno subito gli effetti nefasti della gestione della pandemia: i numeri della Uil parlano di abbandono scolastico che interessa 11mila ragazzi solo in Puglia. Per approfondire: (https://www.linkiesta.it/2021/05/dispersione-scolastica-covid-200mila/?fbclid=IwAR2h8gVhyfD1CQRkRWjTVE1GU0KhxL7XPMBTBDuoXISBDhrfofRNM7x0GjQ).

Quando a livello locale si può intervenire, si ha il dovere morale di farlo. È a rischio il futuro di tutti, e sottrarre ancora agli studenti ore e giorni da trascorrere nella comunità scolastica, già duramente provata da questo anno didattico, è un ulteriore colpo inflitto alle generazioni più giovani.

Inoltre il nostro comune dal 2015 si è dotato di uno strumento che è quello della commissione mensa, che dovrebbe avere il compito di far da ponte tra l'amministrazione e le famiglie. Non è mai stata convocata in questo anno, per questo chiediamo che venga restituito a quella commissione il ruolo per cui è nata convocando subito un incontro che abbia a tema non solo la fine di questo anno scolastico ma soprattutto l'inizio del nuovo, per non lasciare ancora una volta le famiglie nella totale incertezza della gestione mensa per l'anno 2021-2022.

È dagli inizi di giugno 2019 che Sinistra italiana Palo del Colle ha scoperto e denunciato la vicenda Energas e questi s...
20/02/2021

È dagli inizi di giugno 2019 che Sinistra italiana Palo del Colle ha scoperto e denunciato la vicenda Energas e questi stanno ancora cincischiando? Dove sono finite le "idee chiare" dell'attuale sindaco visto che a distanza di quasi due anni sta ancora ai vedremo, valuteremo?

Le parole dell'ex sindaco Zaccheo sono dei macigni contro alcuni attori della vicenda che ancora oggi fanno finta di non sapere nulla. Sia l'assessore di allora, che è lo stesso di oggi, sia i tanti tecnici presenti nella passata amministrazione e molti di loro presenti anche nell'attuale, non potevano non sapere e quindi dovevano attivarsi affinché fosse evitato il rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento di Energas.

Anche le parole dell'allora responsabile del settore urbanistica sono dei macigni, che significa che è il Suap a decidere di una cosa così importante per il territorio di Palo? Se le decisioni le prende il Suap, a che servono gli organi tecnici e gli organi politici che sono sul comune?

Le conferenze dei servizi sono fatte apposta per discutere sul progetto, non serve mandare solo un parere urbanistico.
Qualcuno ci è andato a rappresentare il comune di Palo del Colle a quelle conferenze dei servizi? Si potrebbero chiedere i verbali di dette conferenze e quindi vedere le firme delle persone presenti o assenti pur se invitate. Se è vero che nel progetto ci sono delle incongruenze rispetto alla realtà dei fatti, queste vanno denunciate all'autorità giudiziaria.

C'è già un esposto presentato alla procura a firma di Legambiente Palo del Colle, bastava far proprio quell'esposto e potenziarlo con ulteriori evidenze sopraggiunte. Un conto è se l'esposto è a farlo un'associazione ambientalista e un conto se l'esposto viene firmato dal sindaco che rappresenta un'intera cittadinanza, di sicuro qualcuno si muoverà con più celerità.

leggi l'articolo su:https://bari.ilquotidianoitaliano.com/cronaca/2021/02/news/palo-via-allampliamento-impianto-energas-da-200-a-2mila-tonnellate-scoppia-la-...

ENERGAS: un passo avanti (nel buio)?Sono passati esattamente 3 anni da quando i proponenti hanno presentato la documenta...
31/12/2020

ENERGAS: un passo avanti (nel buio)?

Sono passati esattamente 3 anni da quando i proponenti hanno presentato la documentazione all’ente e ci sarebbe piaciuto dire: finalmente il consiglio comunale affronta la questione Energas. Invece nel consiglio comunale del 28 dicembre scorso i consiglieri intervenuti (ben pochi) si sono approcciati all’argomento in maniera interlocutoria, rimpallandosi le responsabilità, e senza minimamente entrare nel merito della vicenda.

Per chi volesse ricordare o approfondire, tutto è partito da questo nostro appello alla cittadinanza appena abbiamo scoperto del progetto dell’ampliamento (purtroppo in ritardo per poterci permettere di affrontare un ricorso nei termini):
http://sel-lab-palodelcolle.over-blog.it/2019/06/rischi-aumentati-per-il-raddoppio-ex-autogas-appello-alla-mobilitazione.html

Visto che le responsabilità politiche di un progetto ormai in fase di avvio, e che si suppone non abbia affrontato correttamente le criticità relative al grado di rischio per l’intera popolazione palese, riguardano quasi interamente il consiglio comunale attuale perché nella maggior parte uguale a quello passato, ci si sarebbe aspettato un briciolo di serietà in più. L’opposizione arriva con due anni e mezzo di ritardo a sollevare il caso, la maggioranza decide, forse, di affrontarlo.

Quindi che cosa ha prodotto la discussione di appena un’ora su una questione relegata a essere solo un punto all’ordine del giorno?

L’indizione di una riunione non meglio specificata che si terrà sabato 2 gennaio alle ore 10 tra i consiglieri comunali.
È passato un anno e mezzo da quando abbiamo lanciato un appello alla mobilitazione, raccolto solo da qualche cittadino interessato e preoccupato e dall’associazione Legambiente che ha prodotto un esposto alla Procura. Nel mentre abbiamo avuto una interlocuzione con la sindaca dimissionaria, l’ex assessore Treglia e l’allora capogruppo di maggioranza nonché attuale sindaco Amendolara che in sostanza rivendicavano la correttezza del loro operato. All’epoca abbiamo fatto notare che, oltre agli eventuali errori della fase di valutazione, c’era un problema enorme e cioè il mancato coinvolgimento della cittadinanza in un processo di cambiamento dell’assetto industriale della zona così importante e impattante, in barba alla trasparenza amministrativa che tanto riempie gli scritti di ogni programma elettorale.
Che cosa si fa oggi, alla fine del 2020 – dopo 3 anni – per ovviare a questa situazione, nel tentativo disperato di porre rimedio alle mancanze?
Ci si chiude in una aula del palazzo municipale in 20 consiglieri, la maggior parte dei quali ignora la questione e chissà se vorrà mai approfondirla, e ancora una volta si esclude la partecipazione della cittadinanza dal processo di dibattito, analisi, verifica, decisione. La faccenda è importante, meritava una discussione analitica e approfondita già anni fa, aperta al pubblico, alla cittadinanza, alle competenze presenti sul territorio, ai gruppi politici e alle associazioni che si muovono a tutela del territorio. Meritava anche questa volta, magari, un consiglio comunale monotematico, urgente, aperto alle valutazioni e agli interventi di tutta la comunità cittadina. Nessuno in consiglio comunale si è fatto promotore o portavoce di questa istanza di discussione pubblica. Forse dovremmo chiedere alla befana di metterla nella calza di tutti i palesi.

Nell’indifferenza generale della classe dirigente di questo paese, è stato definitivamente approvato dal MISE l’ampliamento dell’impianto di stoccaggio e distribuzione di GPL di proprietà della Energas (ex Autogas meridionale). L’impianto è ubicato nella...

In estrema sintesi, la destra ufficiale favorisce il candidato del centrosinistra ufficiale accusando gli altri di accor...
02/10/2020

In estrema sintesi, la destra ufficiale favorisce il candidato del centrosinistra ufficiale accusando gli altri di accordi sottobanco e portando come prova una registrazione di una frase estrapolata da un discorso e raccolta in maniera illegale

Perché fino a prima del ballottaggio Antonio Amendolara tuonava solo contro il centro sinistra e dopo aver perso, solo oggi, si scaglia contro la coalizione di Anna Cutrone? Al di là delle enormi falsità urlate dal palco, contro le quali si adotteranno le misure dovute, quali le vere ragioni di questa strategia?

28/09/2020

Come Sinistra Italiana ci preme mettere in evidenza un aspetto, anzi l’aspetto principale che compone le fasi della nostra scelta: la lista Palo Solidale e Verde è una lista civica che racchiude diverse esperienze e provenienze. Siamo i promotori della lista, anzi siamo anche i delegati di lista perché le formalità burocratiche di presentazione alla competizione elettorale le abbiamo assolte noi per praticità ed esperienza. Ma questo non significa che possiamo arrogarci la proprietà di quella lista e delle scelte. Il risultato elettorale, per quel che riguarda il nostro gruppo, ci consegna una posizione minoritaria. Altre esperienze e altre provenienze hanno guadagnato col favore degli elettori i primi posti. La discussione all’interno del gruppo a sostegno di quella lista c’è stata, è stata portata avanti democraticamente e democraticamente il gruppo ha deciso di provare ad esperire il tentativo di apparentamento per guadagnare una rappresentanza. La prima a contattarci è stata la candidata Anna Cutrone, con la quale abbiamo avuto un confronto franco e sincero. Con lei è stato possibile parlare di convergenze programmatiche. Con il candidato sindaco Tommaso Amendolara questo tipo di discorso non è stato possibile nemmeno intavolarlo, perché si dava per scontata la nostra aderenza a quel progetto.

Ora, la scelta di correre da soli al primo turno significava portare avanti una istanza di democrazia negata dal tentativo fallito di costruzione di un campo largo di centro sinistra, che noi abbiamo sostenuto con convinzione, ma che si è schiantato con la solita logica di costruzione della coalizione per annessione di liste e candidati. La lettura di quel processo non può ridursi alla battuta: la dittatura della minoranza. Ci teniamo a far presente a tutto il popolo elettore che dice di riconoscersi nel centro sinistra, che c’è un ampio pezzo di centro sinistra che non ha trovato spazi e metodi di rappresentanza all’interno di quel processo. In primis Anna Cutrone, che per storia e sensibilità politica non è certo ascrivibile alla destra, poi c’è quel pezzo della scorsa maggioranza che sosteneva Anna Zaccheo, e anche il gruppo “Idea per Palo” che ha iniziato quel percorso di centro sinistra ma poi ha deciso di tenersi fuori dalla competizione; lo stesso ha fatto Realtà pugliese. E sicuramente anche tante e tanti cittadini non identificabili con una sigla o un gruppo.

Il nostro lavoro nei mesi che hanno preceduto le elezioni mirava a costruire con tutte le persone che si riconoscono in quel campo, ma i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti: un centro sinistra spaccato e tanti non rappresentati. Di certo non possiamo essere additati come i responsabili, visti “i 50 voti” che ci vengono riconosciuti da un membro della delegazione del PD: non una visione, delle idee, delle competenze, ma solo voti! Questo è il parametro di misurazione del valore delle persone e delle esperienze. E questa considerazione si ripercuote nei modi e nei toni utilizzati in queste ore contro di noi: tralasciando i più volgari e deplorevoli commenti, non ci si può accusare di svendere degli ideali per un posto al sole in consiglio comunale: chi lo dice non conosce la nostra storia e farebbe bene ad informarsi. Non un interesse personale, non un euro, nessun tornaconto privato. Chi invece conosce la nostra storia e usa queste parole per infangarci dovrebbe vergognarsi!

Se la lista Palo Solidale e Verde (la lista!) dovesse riuscire ad avere un rappresentante in consiglio comunale e in giunta, il lavoro del nostro gruppo all’interno della lista, sarà mirato solo ed esclusivamente a portare avanti le istanze che hanno caratterizzato sempre le nostre battaglie. Nessun posto al sole per noi, oggi piove e il cielo è grigio.

15/09/2020

'Voto no convintamente, è una bellissima sillaba'. Lo storico Luciano Canfora torna a esporsi per sostenere le ragioni del No al referendum sul

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