08/09/2026
INIZIO DELLA SCUOLA RINVIATO PER IL CALDO: L'ASSESSORE ALLISTRUZIONE DICE NO.
Per l'assessore regionale all'Istruzione, Mimmo Turano, però l’ipotesi di far slittare l’inizio delle lezioni “non può essere accolta” perché, ha spiegato in un'intervista alla Tgr Sicilia, “l’anno scolastico, per legge, deve avere una durata di 206 giorni e poi perché la scuola finisce il 9 giugno, il 16 giugno cominciano gli esami di Stato, dal 9 al 13 giugno i docenti saranno riuniti per gli scrutini e le ammissioni agli esami di maturità mentre dal 14 giugno si insedieranno come commissari”.
“Se il caldo perdura per un altro mese cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?”, ha domandato Turano, precisando che “le scuole sono di proprietà dei Comuni e delle ex Province: dunque sono gli enti locali a dover intervenire, perché se la Regione decidesse di mettere un impianto refrigerante in una scuola ora, non lo potrebbe fare”.
La maggior parte degli edifici scolastici è priva di adeguati sistemi di climatizzazione, il che rischia di trasformare le aule in ambienti insalubri a causa delle elevate temperature e dello stress termico. da qui la preoccupazione per la salute e la sicurezza degli studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico. Accompagnata, nel caso dei consiglieri comunali di palermo, dal differimento dell'inizio delle lezioni al 21 settembre - come “misura di prevenzione temporanea, prudenziale e proporzionata” - e dalla richiesta di piano straordinario per l'adeguamento e l'efficientamento climatico degli edifici scolastici, "affinché criticità di questo tipo non si ripetano in futuro".
Quindi i consiglieri, dopo il “no” di Turano, rilanciano. “Prendiamo atto della posizione dell’assessore Turano, ma il problema che abbiamo posto resta tutto sul tavolo: il caldo nelle scuole siciliane è una questione di salute e sicurezza, non soltanto di calendario scolastico. Se non si ritiene praticabile il differimento al 21 settembre (appena 4 giorni scolastici), chiediamo almeno di valutare, per i primi giorni di scuola, il ricorso alla didattica a distanza (Dad) negli istituti maggiormente esposti alle criticità termiche. La nostra proposta resta quella di una valutazione preventiva e coordinata, sulla base delle effettive condizioni microclimatiche degli edifici, evitando di affrontare il problema soltanto dopo l’apertura delle aule”.
(PalermoToday)