Associazione Nazionale del Fante Palermo

Associazione Nazionale del Fante Palermo Volontariato

ASSOCIAZIONE COMBATTENTISTICA E D'ARMA 🇮🇹decreto del Presidente della Repubblica, in data 12 febbraio 1954, n. 186
(acronimo ANF o ASSOFANTE) costituita nel 1920 - Sede Milano

I Fratelli della TrinceaL’autunno del 1915 aveva già tinto di fango e sangue le montagne del fronte. Il 143° Reggimento ...
15/06/2026

I Fratelli della Trincea

L’autunno del 1915 aveva già tinto di fango e sangue le montagne del fronte. Il 143° Reggimento Fanteria era arrivato da pochi giorni sulle alture carsiche, dove il vento sembrava portare con sé il lamento di migliaia di uomini.

Tra quei soldati c’erano giovani provenienti da ogni angolo d’Italia: contadini siciliani, operai piemontesi, studenti toscani e pastori abruzzesi. Diversi per dialetto e provenienza, ma uguali sotto il grigioverde. Ben presto impararono a chiamarsi tutti allo stesso modo: fratelli.

Nella trincea del “Costone Nero” vivevano e combattevano insieme il sergente Antonio Greco, il caporale Luigi Mancini, il giovane Salvatore Rizzo e Carlo Ferri, il più anziano del reparto. Condividevano il poco pane, le lettere da casa e le paure che nessuno aveva il coraggio di confessare.

«Se uno di noi tornerà a casa» diceva spesso Antonio, «dovrà raccontare chi eravamo. Nessuno deve essere dimenticato.»

L’inverno fu crudele. La neve copriva i caduti e il gelo mordeva le mani più delle pallottole nemiche. Poi arrivò l’offensiva.

All’alba di una gelida giornata di gennaio del 1916, il battaglione ricevette l’ordine di avanzare. I fanti uscirono dalla trincea gridando “Savoia!”, mentre il cielo si squarciava per le esplosioni.

Luigi cadde per primo, colpito mentre cercava di soccorrere un commilitone ferito.

Salvatore continuò a correre fino a raggiungere il reticolato nemico, ma una scheggia lo colpì al petto. Prima di chiudere gli occhi strinse la mano di Antonio.

«Dì a mia madre… che non ho avuto paura.»

Antonio lo guardò andare via, impotente.

Anche Carlo Ferri, il veterano del reparto, rimase su quella montagna. Aveva fatto scudo con il proprio corpo a due giovani soldati.

Alla fine della battaglia, Antonio era uno dei pochi superstiti della sua compagnia.

Rimase inginocchiato nel fango, circondato dal silenzio che segue il fragore delle armi.

Guardò i suoi fratelli caduti e sussurrò:

«Non vi lascerò morire una seconda volta.»



Passarono gli anni.

La guerra finì, l’Italia cambiò volto, ma Antonio non dimenticò mai.

Ogni novembre indossava il suo vecchio cappotto militare e portava un fiore al monumento ai Caduti del suo paese.

Poi vennero gli anni della vecchiaia.

I capelli divennero bianchi, il passo incerto, ma il ricordo dei fratelli della trincea restò vivo.

Un giorno del 1968, Antonio ricevette una lettera.

Era firmata da altri superstiti del 143°: Giovanni, Pietro e Michele.

Si sarebbero ritrovati dopo oltre cinquant’anni.

L’incontro avvenne in una piccola sala dell’Associazione d’Arma del paese.

Quando si videro, per qualche istante nessuno parlò.

Erano vecchi uomini, con le mani segnate dal lavoro e gli occhi velati dal tempo.

Ma dentro di loro vivevano ancora i giovani fanti del Costone Nero.

Antonio tirò fuori da una scatola alcune fotografie ingiallite.

C’erano Luigi sorridente, Salvatore con il berretto inclinato e Carlo Ferri che fumava la p**a davanti alla trincea.

Il silenzio divenne commozione.

Giovanni si asciugò una lacrima.

«Sono passati più di cinquant’anni… eppure li vedo ancora davanti a me.»

Pietro annuì.

«Non sono morti quel giorno. Vivono finché noi li ricordiamo.»

Antonio guardò le fotografie una a una.

Rivide i volti dei suoi fratelli, il fango, la neve, la paura e il coraggio.

Poi si alzò in piedi con fatica e, con la voce tremante, disse:

«Noi siamo stati soltanto i custodi della loro memoria. Hanno donato la giovinezza e la vita perché l’Italia potesse vivere in pace. Il nostro dovere è raccontare ai giovani che la Patria non è una parola scritta sui monumenti: è il volto dei fratelli che abbiamo lasciato sulle montagne, è il sacrificio di chi ha dato tutto senza chiedere nulla.»

Gli altri anziani fanti si alzarono.

Per alcuni istanti rimasero in piedi, in silenzio.

Non c’erano trombe né fanfare.

Solo quattro vecchi soldati che, con gli occhi lucidi, salutavano ancora una volta i loro fratelli caduti.

E in quel silenzio, dopo più di mezzo secolo, sembrò quasi di udire il passo di quei giovani fanti che, un giorno lontano, avevano camminato insieme verso il dovere, l’onore e l’eternità.

Il Monumento al Fante d'Italia di Gorizia. Si trova in Via Luigi Cadorna, proprio nello slargo che si affaccia sui Giard...
14/06/2026

Il Monumento al Fante d'Italia di Gorizia. Si trova in Via Luigi Cadorna, proprio nello slargo che si affaccia sui Giardini Pubblici della città.
Ecco la storia e i dettagli principali di quest'opera:
Storia e Significato
L'inaugurazione: Il monumento è stato inaugurato il 4 novembre 1966. La data non fu scelta a caso: quell'anno ricorreva infatti il 50° anniversario della conquista di Gorizia da parte delle truppe italiane (avvenuta nell'agosto del 1916 durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo) e la successiva "Redenzione" della città.
La committenza: L'opera fu fortemente voluta dall'Associazione Nazionale del Fante per rendere omaggio all'Arma di Fanteria dell'Esercito Italiano e ai tantissimi soldati (spesso giovanissimi) che persero la vita sul fronte della Grande Guerra.
Caratteristiche dell'Opera
La Statua: Realizzata in bronzo, raffigura un fante in una posa fiera, solenne e riflessiva, avvolto nel suo cappotto militare mentre stringe a sé il fucile. I tratti della figura e l'impostazione stilistica si rifanno al celebre modello del fante concepito originariamente dallo scultore Eugenio Baroni, poi ripreso da Angelo Balzardi.
Il Basamento: La statua poggia su un imponente e geometrico blocco di pietra locale dal taglio grezzo, che ricorda la roccia aspra del Carso e delle montagne circostanti, teatro dei durissimi scontri in trincea.
Le Iscrizioni: Sul fronte si legge chiaramente la dedica incisa a grandi lettere: "AL FANTE D'ITALIA". Ai lati della struttura sono presenti dei cippi commemorativi; uno di questi riporta il drammatico computo dei fanti caduti nei conflitti mondiali, mentre l'altro recita la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare conferita alla bandiera dell'Arma di Fanteria.
Oggi il monumento, come si nota anche dal cuscino di fiori tricolore deposto ai suoi piedi rimane uno dei punti centrali della memoria storica goriziana legata agli eventi della Prima Guerra Mondiale.

Al Colonnello Giuseppe Scattareggia, per i suoi 80 anniCaro Colonnello,In occasione del prestigioso traguardo dei tuoi o...
14/06/2026

Al Colonnello Giuseppe Scattareggia, per i suoi 80 anni
Caro Colonnello,
In occasione del prestigioso traguardo dei tuoi ottant’anni, l’Associazione Nazionale del Fante si stringe intorno a te con profonda stima, affetto e ammirazione.
Per tutti noi, il tuo nome evoca immediatamente gli anni straordinari trascorsi al servizio del 141º Battaglione Motorizzato Fanteria "Catanzaro". Sotto la tua guida e attraverso il tuo operato, quel reparto non è stato solo un presidio di efficienza militare, ma una vera e propria palestra di vita e di valori, dove il "dovere" si è sempre coniugato con l'umanità.
Chiunque abbia avuto il privilegio di servire al tuo fianco o di incrociare il tuo cammino ricorda con precisione le doti che ti rendono unico:
La professionalità cristallina e l'autorevolezza, mai imposta dall'alto ma guadagnata sul campo con l'esempio quotidiano.
Le straordinarie doti umane, una rara capacità di ascolto e di vicinanza verso ogni singolo fante, dal soldato di leva all'ufficiale.
L'innata e travolgente simpatia, quel tratto distintivo del tuo carattere capace di sciogliere le tensioni nei momenti complessi, di fare squadra e di trasformare un gruppo di servizio in una vera famiglia.
Il tuo legame con la specialità della Fanteria e lo spirito che hai saputo trasmettere continuano a essere un faro per la nostra Associazione e per le nuove generazioni.
Oggi non festeggiamo solo il tempo che passa, ma ottant'anni ricchi di storia, di dignità, di ironia e di retto servizio alla Patria.
Con i sentimenti della più immutata stima e con il nostro più caloroso e affettuoso abbraccio: Buon compleanno, Colonnello!

L'Associazione Nazionale del Fante

FIERI DI FAR PARTE DEI FANTIASSOCIAZIONE COMBATTENTISTICA E D’ARMA 🇮🇹“Il senso di appartenenza”Ciò che accomuna i compon...
14/06/2026

FIERI DI FAR PARTE DEI FANTI
ASSOCIAZIONE COMBATTENTISTICA E D’ARMA 🇮🇹

“Il senso di appartenenza”

Ciò che accomuna i componenti dell’Associazione Nazionale del Fante è, prima di ogni altra cosa, il senso di appartenenza: un sentimento autentico che nasce dalla volontà di riconoscersi nei valori e nei principi sanciti dal nostro Statuto.

Essere Fanti non significa soltanto condividere un simbolo o una tradizione ma sentirsi parte di una comunità fondata sul rispetto reciproco, sull’amore, sulla fedeltà alla Patria, sulla glorificazione dei Caduti nell’adempimento del dovere e sulla valorizzazione delle glorie dell’Arma di Fanteria.

Il nostro impegno si traduce inoltre nell’attenzione verso chi è più bisognoso, nella promozione delle attività culturali e sportive e nella volontà di tramandare alle nuove generazioni i valori che hanno reso grande la nostra storia. Tutto questo trova fondamento in un forte sentimento di amicizia e solidarietà che unisce ogni socio.

Il rispetto, però, non è soltanto una parola: è il presupposto essenziale della nostra convivenza associativa. Rispetto significa confronto sereno, ascolto reciproco e condivisione di ideali comuni, anche nella diversità delle opinioni.

Per questo motivo, chi non si riconosce in questi principi, chi ritiene di non condividere lo spirito che anima la nostra Associazione, è naturalmente libero di intraprendere percorsi diversi. Le porte dell’Associazione sono sempre aperte a chi desidera vivere questi valori con sincerità e altrettanto liberamente può scegliere altre strade chi non sente più questo legame.

Noi continueremo, con serenità e determinazione, a custodire e tramandare ciò che siamo: uomini e donne fieri di appartenere alla grande famiglia dei Fanti, uniti dall’amore per la Patria, dalla memoria dei nostri Caduti e dalla volontà di servire, nel rispetto reciproco, i più alti ideali associativi.

Perché essere Fanti non è soltanto appartenere a un’Associazione.

È condividere una storia, onorare un’eredità e guardare insieme al futuro.

Fieri di essere Fanti. Fieri di essere una famiglia.

IL PRESIDENTE
1º Lgt. Vincenzo Maria Maniaci

🇮🇹 Consegna del Copricapo ai Volontari in Ferma Iniziale del 3° Blocco 2025 🇮🇹Presso la Caserma “Crisafulli Zuccarello” ...
12/06/2026

🇮🇹 Consegna del Copricapo ai Volontari in Ferma Iniziale del 3° Blocco 2025 🇮🇹

Presso la Caserma “Crisafulli Zuccarello” di Messina si è svolta la cerimonia di consegna del copricapo ai Volontari in Ferma Iniziale appartenenti al 3° Blocco 2025 del 5° Reggimento Fanteria “Aosta”.

Un momento particolarmente significativo nel percorso dei giovani militari, che segna il completamento di una importante fase della loro formazione e il rafforzamento dei valori di disciplina, spirito di sacrificio, senso del dovere e amore per la Patria.

Alla cerimonia era presente anche la Sezione di Messina dell’Associazione Nazionale del Fante, guidata dal Presidente, Luogotenente Gianni Amico, a testimonianza del forte legame che unisce le nuove generazioni di Fanti alla tradizione, alla storia e ai valori della Fanteria italiana.

La cerimonia, presieduta dal Comandante del 5° Reggimento Fanteria “Aosta”, Colonnello Roberto Pace, ha rappresentato un momento di orgoglio per i volontari, le loro famiglie e tutti coloro che credono nel servizio reso al Paese dalle Forze Armate.

Ai giovani Fanti giungano le più vive congratulazioni e l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni professionali e personali.

🇮🇹 Viva la Fanteria!
🇮🇹 Viva l’Esercito Italiano!

L'Operazione Vespri Siciliani è stata una delle più massicce e importanti operazioni di sicurezza interna della storia d...
12/06/2026

L'Operazione Vespri Siciliani è stata una delle più massicce e importanti operazioni di sicurezza interna della storia della Repubblica Italiana.
Scattata nell'estate del 1992 e conclusasi nel 1998, ha visto lo spiegamento dell'Esercito Italiano in Sicilia con compiti di ordine pubblico, segnando una svolta nel contrasto alla criminalità organizzata e nel concetto stesso di utilizzo delle forze armate sul territorio nazionale.
Il Contesto Storico: Lo shock del 1992
L'operazione nacque in uno dei momenti più bui e drammatici della storia italiana recente. Nel giro di due mesi, Cosa Nostra colpì il cuore dello Stato con due attentati terroristico-mafiosi devastanti:
23 maggio 1992: La strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.
19 luglio 1992: La strage di via d'Amelio, in cui vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta.
La reazione dello Stato fu immediata e drastica. Di fronte a un clima di forte instabilità e alla percezione che le normali forze di polizia fossero numericamente insufficienti per presidiare un territorio in stato di guerra non dichiarata, il governo emanò il Decreto Legge del 25 luglio 1992, n. 349. Nacque così l'operazione "Vespri Siciliani" (il cui nome richiamava la storica ribellione siciliana del XIII secolo contro gli Angioini).
Una Novità Giuridica e Organizzativa
Per la prima volta nella storia repubblicana, ai militari dell'Esercito venne attribuita la qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza (seppur limitatamente alle funzioni connesse al loro specifico servizio). Questa decisione, preceduta da accesi dibattiti politici, permise ai soldati di operare direttamente tra la popolazione civile.
I compiti principali dell'Esercito non erano di natura investigativa (lasciata a Polizia e Carabinieri), ma di controllo, prevenzione e presidio:
Protezione di obiettivi sensibili: Magistrati, tribunali, carceri (come l'Ucciardone di Palermo) e infrastrutture strategiche.
Controllo del territorio: Posti di blocco stradali, pattugliamenti urbani ed extraurbani, rastrellamenti in aree rurali.
Supporto logistico: Cinturazione di aree urbane per consentire blitz mirati delle Forze di Polizia.
I Numeri dell'Operazione
Nei sei anni di durata dell'operazione, le cifre dell'impegno militare furono impressionanti, configurando una vera e propria "militarizzazione" preventiva dell'isola.
I Vespri Siciliani si conclusero ufficialmente l'8 luglio 1998. Il bilancio dell'operazione è considerato ampiamente positivo sotto diversi aspetti.
La presenza massiccia e visibile dello Stato tolse a Cosa Nostra il controllo assoluto delle strade, riducendo drasticamente la libertà d'azione dei clan e permettendo alle forze di polizia specializzate di concentrarsi sulle indagini che avrebbero portato, tra le altre cose, alla cattura di boss del calibro di Totò Riina (gennaio 1993).
Inoltre, questa missione ha inaugurato il moderno modello di utilizzo "dual-use" dell'Esercito Italiano. L'esperienza accumulata nei Vespri Siciliani ha fatto da vero e proprio progetto pilota per le successive operazioni di sicurezza interna, fino ad arrivare all'odierna operazione "Strade Sicure", attiva in molte città italiane.

⚓ 10 Giugno – Festa della Marina Militare Italiana ⚓Oggi si celebra la Festa della Marina Militare, ricorrenza che ricor...
10/06/2026

⚓ 10 Giugno – Festa della Marina Militare Italiana ⚓

Oggi si celebra la Festa della Marina Militare, ricorrenza che ricorda l’impresa di Premuda del 10 giugno 1918, una delle pagine più gloriose della storia navale italiana, quando i MAS della Regia Marina, al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo, affondarono la corazzata austro-ungarica Szent István.

L’Associazione Nazionale del Fante – ASSOFANTE ha avuto il privilegio di essere annoverata tra gli invitati alla cerimonia odierna in qualità di Associazione d’Arma, insieme ad altre realtà associative cittadine, prendendo parte a un momento di alto valore istituzionale e commemorativo.

La celebrazione è stata caratterizzata dall’alzabandiera, dagli onori ai Caduti del mare, dalla deposizione di una corona d’alloro e dagli interventi delle Autorità civili e militari, in un clima di profondo rispetto per gli uomini e le donne che ogni giorno servono il Paese sui mari del mondo. Un’occasione per rinnovare i valori di dedizione, coraggio, professionalità e spirito di servizio che da sempre contraddistinguono la Marina Militare.

L’Associazione Nazionale del Fante esprime la propria vicinanza e gratitudine alla Marina Militare Italiana, custode di una lunga tradizione di onore e sacrificio al servizio della Nazione.

Buona Festa della Marina Militare! 🇮🇹⚓

🇮🇹

09/06/2026

Indirizzo

Piazza San Francesco Di Paola N. 37
Palermo
90138

Orario di apertura

Martedì 09:40 - 12:40
Giovedì 09:40 - 12:40

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