16/09/2026
16 settembre memoria di santa Eufemia di Erense martire.
Condividete il post per far conoscere questa santa e per fare auguri originali a chi festeggia l'onomastico.
Il primo dato da tenere presente è la scarsità delle fonti. A differenza di altri martiri dell'antichità cristiana, Eufemia di Orense non dispone di una passio antica che permetta di ricostruirne con sicurezza la vicenda. La stessa scheda tradizionale conservata nella bibliografia agiografica sottolinea che della santa, in senso strettamente biografico, non sappiamo praticamente nulla.
Questo silenzio documentario ha favorito, nei secoli, la formazione di una complessa leggenda agiografica. A partire dall'età moderna alcuni autori tentarono infatti di inserire Eufemia nella storia delle persecuzioni romane, collegandola all'imperatore Adriano e attribuendole un'attività missionaria nella regione della Limia.
La tradizione locale, tuttavia, conserva con particolare forza la memoria della martire e del luogo nel quale sarebbe avvenuto il suo martirio. Nell'area di O Xurés, presso l'attuale Lobios, esiste infatti una Sierra de Santa Eufemia, collegata dalla tradizione al luogo della sua sepoltura.
La tradizione del martirio
Secondo la tradizione galiziana, Eufemia avrebbe vissuto in epoca romana e avrebbe annunciato il cristianesimo nella zona della Baixa Limia. La sua predicazione avrebbe provocato la reazione delle autorità pagane e la giovane sarebbe stata condannata a morte.
Questi elementi devono però essere considerati con prudenza. La ricerca agiografica contemporanea ha mostrato come la biografia attribuita a Eufemia di Orense sia stata progressivamente costruita attraverso l'intreccio di tradizioni locali e motivi appartenenti ad altre narrazioni martiriali. In particolare, alcuni episodi sembrano essere stati trasferiti dalla più antica e universalmente diffusa passio di sant'Eufemia di Calcedonia, martire della persecuzione di Diocleziano.
Per questo motivo non è possibile affermare storicamente che Eufemia di Orense sia stata sottoposta alla ruota, come talvolta racconta la tradizione. La ruota è infatti uno degli strumenti caratteristici dell'iconografia e della leggenda di Eufemia di Calcedonia, e la sua presenza nella tradizione orensana appare verosimilmente legata a questo processo di assimilazione agiografica.
La scoperta della sepoltura
Il momento decisivo nella storia del culto di Eufemia è molto più tardo rispetto alla presunta epoca del martirio.
Secondo la tradizione, verso il 1060 una pastorella che custodiva il gregge del padre avrebbe individuato a Campelo, nell'area di Manín, una sepoltura dalla quale sporgeva una mano con un anello d'oro. La giovane avrebbe preso l'anello e, immediatamente, avrebbe perso la parola. Restituendo il gioiello alla sepoltura avrebbe riacquistato la facoltà di parlare. Una voce avrebbe quindi rivelato che in quel luogo era sepolta santa Eufemia.
Il racconto appartiene chiaramente al genere delle tradizioni medievali relative all'invenzione delle reliquie. Non può essere utilizzato come prova storica dell'identità della persona sepolta, ma documenta in maniera significativa il modo in cui una comunità medievale interpretò e legittimò il proprio culto.
La tradizione colloca infatti la scoperta in una zona situata vicino al confine tra le aree ecclesiastiche di Braga e Ourense. Proprio il possesso delle reliquie avrebbe successivamente assunto un'importanza religiosa e anche istituzionale.
La traslazione a Ourense
Il corpo venerato come quello di Eufemia sarebbe stato inizialmente deposto presso una piccola chiesa dedicata a santa Marina. Nel XII secolo il vescovo Pietro Seguín, alla guida della diocesi di Ourense dal 1157 al 1169, ne avrebbe promosso il trasferimento nella cattedrale.
La tradizione relativa alla traslazione conserva il ricordo di una controversia tra le comunità legate rispettivamente a Braga e Ourense. Una versione racconta che, per stabilire quale fosse la destinazione voluta dalla santa, il corpo venne collocato su un carro trainato da buoi, lasciando agli animali la scelta della direzione. Il carro avrebbe infine raggiunto Ourense.
Anche questo episodio appartiene alla tradizione agiografica e non può essere considerato un resoconto storico verificabile. Il dato storico più sicuro è invece l'affermazione del culto nella cattedrale di Ourense durante il XII secolo e la sua progressiva importanza nella vita religiosa della diocesi.
Il culto medievale
Il culto di Eufemia acquistò rapidamente rilievo nella diocesi. Un documento di re Ferdinando II del 1160 e gli scritti attribuiti al vescovo Alfonso di Ourense, attivo tra il 1174 e il 1213, testimoniano l'importanza raggiunta dalle reliquie e la fama delle guarigioni attribuite all'intercessione della santa.
Queste testimonianze non dimostrano naturalmente l'autenticità dei singoli miracoli, ma costituiscono documenti importanti per la storia del culto. Dimostrano infatti che già nel XII secolo Eufemia era percepita come una figura capace di attirare devozione, pellegrinaggi e richieste di guarigione.
Il culto si estese anche al territorio della diocesi di Tui e ad altre zone della Galizia. L'ampia diffusione della devozione contribuì a consolidare la presenza della santa nella geografia religiosa regionale. L'Enciclopedia Galega Universal ricorda inoltre numerose chiese galiziane dedicate a sant'Eufemia e la persistenza di tradizioni locali collegate a sorgenti e luoghi ritenuti terapeutici.
Le fonti tarde e la confusione con Eufemia di Calcedonia
Uno dei problemi più delicati della sua agiografia è la progressiva fusione tra due figure differenti: Eufemia di Orense e Eufemia di Calcedonia.
Quest'ultima è una martire dell'Asia Minore, tradizionalmente collocata nella persecuzione di Diocleziano e celebrata anch'essa il 16 settembre. La sua passio, molto più articolata e antica nella tradizione ecclesiale, comprende torture, la ruota e le fiere.
A partire dall'età moderna alcuni falsi cronisti spagnoli cercarono di costruire una biografia di Eufemia di Orense utilizzando materiale proveniente da tradizioni differenti. La storiografia agiografica ha sottoposto questi testi a una severa revisione critica. La ricerca di José Ramón Hernández Figueiredo ha mostrato in particolare come i falsi cronicones abbiano contribuito a deformare la memoria storica di alcuni santi legati alla diocesi di Ourense.
Il risultato della critica è quindi netto: non è possibile utilizzare queste narrazioni tarde per ricostruire una biografia storica di Eufemia.
Le reliquie nella cattedrale
Nonostante le incertezze sulla vita della martire, la storia delle sue reliquie è documentata molto meglio.
Il culto rimase stabilmente legato alla cattedrale di Ourense. Le reliquie furono sistemate solennemente il 23 giugno 1720 dal vescovo Juan Muñoz de la Cueva insieme a quelle dei martiri Facondo e Primitivo. La cattedrale continua a conservarne la memoria e considera Eufemia tra i martiri particolarmente legati alla diocesi.
La documentazione relativa alle reliquie è stata oggetto di studi specifici. Un'indagine sulle reliquie della cattedrale di Ourense ha messo in luce anche i riconoscimenti e gli spostamenti delle reliquie nel corso dei secoli, mostrando quanto la loro conservazione abbia rappresentato una componente importante della memoria ecclesiale della città.
Il culto e la memoria artistica
La presenza di Eufemia nella cattedrale non è soltanto devozionale, ma anche artistica. Il complesso della ca****la maggiore conserva infatti una specifica memoria delle reliquie della martire. Il retablo e le opere collegate al culto rappresentano episodi della tradizione, tra cui il ritrovamento delle reliquie e il martirio.
Particolarmente importanti sono le placche d'argento originariamente collegate all'arca della santa e oggi documentate attraverso copie e reperti conservati nel patrimonio cattedralizio. Alcune di queste raffigurazioni presentano elementi narrativi che appartengono chiaramente alla tradizione agiografica e che, proprio per questo, sono preziosi per studiare non tanto la biografia storica della martire quanto l'evoluzione della sua memoria nel corso dei secoli.
Anche nella città di Ourense il culto lasciò testimonianze artistiche molto antiche. Il Museo Arqueolóxico Provincial conserva una scultura gotica di sant'Eufemia, databile agli inizi del XIV secolo, che in origine si trovava presso Mariñamansa, su un crucero noto come Cruz de Santa Eufemia. L'opera è considerata una delle più antiche testimonianze monumentali del culto della martire nella città.
Una memoria più importante della biografia
La vicenda di Eufemia di Orense presenta quindi una caratteristica singolare. La documentazione non permette di ricostruire una biografia attendibile della donna che la tradizione considera martire. È invece possibile seguire con una certa precisione la storia della sua memoria: la scoperta medievale della sepoltura, l'affermazione del culto, la traslazione a Ourense, la venerazione delle reliquie, le testimonianze documentarie dei secoli XII e successivi, le trasformazioni della leggenda e la sua presenza nell'arte e nella religiosità della Galizia.
È proprio questo percorso a rendere Eufemia una figura significativa per la storia religiosa di Ourense. La ricerca contemporanea non elimina la tradizione, ma permette di leggerla criticamente, distinguendo il nucleo storico dalle successive elaborazioni agiografiche. Il libro di Hernández Figueiredo, dedicato espressamente alla memoria storica di sant'Eufemia a Ourense, nasce proprio con questo intento di analisi e di purificazione della tradizione dai suoi elementi posteriori.
Eufemia di Orense ed Eufemia di Calcedonia
La coincidenza del nome e della memoria liturgica del 16 settembre ha favorito per secoli la sovrapposizione delle due sante. Eufemia di Calcedonia possiede una passio molto più sviluppata e una venerazione di carattere internazionale; Eufemia di Orense appartiene invece soprattutto alla memoria religiosa della Galizia.
La presenza della ruota nelle rappresentazioni della santa orensana deve pertanto essere considerata con cautela. La critica ritiene molto probabile che questo elemento sia stato trasferito dalla tradizione di Calcedonia.
L'anello e la scoperta delle reliquie
L'anello rappresenta uno degli elementi più caratteristici della tradizione orensana. Nel racconto del ritrovamento, la mano che emerge dalla tomba e il gioiello costituiscono il segno attraverso il quale viene riconosciuta la sepoltura.
Il motivo dell'anello appartiene alla tradizione relativa all'invenzione delle reliquie e non costituisce una prova archeologica dell'identità della persona sepolta. La sua importanza è però notevole per comprendere il modo in cui il culto fu narrato e trasmesso.
La cattedrale di Ourense
La cattedrale di San Martino costituisce il principale centro storico del culto di Eufemia. Le sue reliquie sono ancora ricordate nella ca****la maggiore insieme a quelle dei martiri Facondo e Primitivo.
La continuità del culto è documentata anche in epoca contemporanea. La diocesi di Ourense ha infatti attestato la presenza e la venerazione di reliquie attribuite a Eufemia in altri luoghi di culto, tra cui Santa Eufemia de Calheiros e Santa Eufemia de Ambía.
Iconografia
L'attributo più sicuro è la palma, simbolo tradizionale del martirio. Nella cultura figurativa locale compaiono anche l'anello e riferimenti agli strumenti del martirio.
La rappresentazione della ruota deve essere interpretata criticamente perché può riflettere la contaminazione con l'iconografia di Eufemia di Calcedonia.
Curiosità
- La tradizione colloca la sepoltura originaria di Eufemia presso Campelo, nell'area di Manín, vicino all'attuale frontiera con il Portogallo.
- Il ritrovamento delle reliquie viene tradizionalmente datato intorno al 1060, anche se alcune fonti riportano una data diversa.
- Una scultura gotica di sant'Eufemia, databile agli inizi del XIV secolo, è conservata nel Museo Arqueolóxico Provincial de Ourense.
- Il culto della santa è attestato in numerose località della Galizia e ha lasciato una particolare traccia nella toponomastica e nella geografia religiosa regionale.
- La cattedrale di Ourense conserva una specifica memoria delle reliquie della santa insieme a quelle dei martiri Facondo e Primitivo.
Cronologia
- XI secolo, circa 1060: secondo la tradizione, viene scoperta la sepoltura attribuita a sant'Eufemia nell'area di Campelo-Manín.
- XII secolo: il culto si consolida nella diocesi di Ourense.
- 1157-1169: episcopato di Pietro Seguín, al quale la tradizione attribuisce il trasferimento delle reliquie nella cattedrale di Ourense.
- 1160: documenti di re Ferdinando II attestano l'importanza delle reliquie e del culto della santa.
- 1174-1213: episcopato di Alfonso di Ourense, nei cui scritti sono ricordate guarigioni attribuite all'intercessione di Eufemia.
- XIV secolo: una scultura gotica testimonia l'antichità del culto nella città di Ourense.
- XVI secolo: cronache e testi agiografici tardivi ampliano la leggenda della santa e favoriscono la confusione con Eufemia di Calcedonia.
- 23 giugno 1720: le reliquie vengono sistemate solennemente insieme a quelle dei martiri Facondo e Primitivo.
- 2016: José Ramón Hernández Figueiredo pubblica uno studio storico-agiografico dedicato alla memoria storica di sant'Eufemia a Ourense.
- 2017: lo stesso studioso pubblica uno studio sull'evoluzione del santorale della diocesi di Ourense e sul problema delle tradizioni agiografiche legate ai falsi cronicones.
Autore: Giampietro Cattini