17/09/2026
LA BEFFA DELLA COLONIA: CI AVVELENANO PER RAFFINARE IL PETROLIO E CI FANNO PAGARE LA BENZINA A PESO D'ORO
Tranquilli, siciliani.
Va tutto benissimo, no?
La benzina ha sfondato il muro dei 2 euro al litro. Il diesel la segue a ruota. In appena un mese i prezzi sono schizzati alle stelle, divorando i vostri salari.
Ma voi non fate quella faccia. Non osate lamentarvi.
In fondo, per lo Stato italiano, voi siete solo sudditi. Sudditi che devono tacere e pagare per andare a lavorare, per accompagnare i figli a scuola su strade colabrodo, per cercare di mandare avanti un’impresa in una terra che Roma tratta come una miniera da svuotare.
Per anni ci hanno fatto la morale: "dovete cambiare abitudini, dovete passare al green, dovete cambiare consumi".
Alla fine è cambiata una cosa sola: ci stanno togliendo anche l'aria per respirare.
Ma la cosa che fa ribollire il sangue, il vero crimine contro il Popolo Siciliano, è un altro. È la mostruosa, inaccettabile presa per il c**o che subiamo ogni santo giorno.
NOI IL PETROLIO LO ESTRAIAMO. NOI LO RAFFINIAMO.
Guardate le nostre coste. Guardate Augusta, Priolo, Melilli, Milazzo, Gela.
Le più grandi raffinerie d'Europa sono qui, impiantate sulla nostra pelle. Noi ci mettiamo il territorio, noi ci mettiamo l'inquinamento, noi paghiamo il prezzo in calo demografico, tumori, malformazioni e devastazione ambientale.
Respiriamo veleno per raffinare il carburante di mezza nazione. E qual è il ringraziamento dello Stato centrale?
In Sicilia paghiamo il carburante più caro d'Italia.
È la perfetta definizione di colonialismo. Ci usano come piattaforma estrattiva, ci devastano casa e poi ci rivendono il prodotto del nostro stesso sacrificio a prezzi da strozzinaggio. Il carburante fa "chilometro zero" dalle nostre raffinerie alle nostre pompe, eppure ci caricano sopra accise, tasse e balzelli per ingrassare i salotti romani.
E adesso arriva la "soluzione" del governo.
Il taglio di 17 centesimi sul gasolio prorogato per... cinque giorni.
Fino al 11 settembre.
CINQUE GIORNI.
Non è un aiuto, è un'elemosina lanciata ai cani. È l'aperitivo che il padrone offre allo schiavo prima di tornare a frustarlo dall'11 settembre in poi.
E guai a ribellarsi! Subito si alzano in coro i mezzobusti dei telegiornali e i politici ascari di casa nostra a spiegarci che "è colpa della situazione internazionale".
Magnifico. L'alibi perfetto.
Sale la benzina?
La situazione internazionale.
Sale la spesa? La situazione internazionale.
Menzogne. Se il petrolio viene estratto e raffinato qui, a casa nostra, la geopolitica è solo una scusa per legittimare un furto di Stato. Non è la situazione internazionale che fissa il prezzo alla p***a in Sicilia: è la deliberata volontà politica di tenerci in ginocchio!
Mentre nei palazzi si riempiono la bocca di "scenari globali", il siciliano prende in mano la pi***la del distributore.
Guarda il display. Mette 20 euro. E non scende nemmeno una lacrima di benzina.
Moltiplicate questo furto per chi ogni giorno deve fare 100 chilometri per raggiungere un ospedale non chiuso, per il furgone del nostro artigiano, per l'agricoltore che non riesce più ad accendere il trattore, per chi vive nell'entroterra siciliano dove i treni non esistono dal dopoguerra.
Quei centesimi rubati sono il nostro futuro che evapora.
Essere derubati fa rabbia, ma essere trattati da idioti è insopportabile.
Ci trattano come se non capissimo che il problema non viene "da lontano". Il problema è stampato in cifre luminose alte trenta centimetri in ogni stazione di servizio della nostra Isola: 2,05... 2,16... 2,23.
Quello non è mercato. Quella è un'estorsione legalizzata ai danni della Nazione Siciliana. E lo scontrino non ha colore politico, destra o sinistra: è solo il certificato della nostra sottomissione.
Il Movimento Siciliano D’azione vi chiama a una ribellione delle coscienze.
Non possiamo più limitarci a borbottare mentre facciamo il pieno, controllando col terrore il saldo del conto corrente.
Dobbiamo alzare la testa. Dobbiamo pretendere il controllo delle nostre risorse e delle nostre accise. Se raffinano qui, la Sicilia deve avere l'energia e il carburante a prezzi agevolati, come risarcimento minimo per ciò che diamo! Altrimenti se ne tornino a raffinare a Milano o a Roma!
Il fronte, fratelli siciliani, non è in qualche paese lontano raccontato dai tg.
Il fronte passa esattamente dalla p***a di benzina sotto casa vostra.
È ora di smettere di essere bancomat e tornare ad essere un Popolo.
✊ Movimento Siciliano D’azione