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“UNA DICHIARAZIONE CHE ARRIVA A BABBO MORTO”Questo post è dedicato a tutti gli operatori dell’informazione che a vario t...
30/05/2026

“UNA DICHIARAZIONE CHE ARRIVA A BABBO MORTO”

Questo post è dedicato a tutti gli operatori dell’informazione che a vario titolo che sono passati da “Putin è cattivo” a “Trump è cattivo”, dedicando pagine di quotidiani e ore di chiacchiere nei talk show nel tentativo di infinocchiare gli italiani. Criminalizzano il cattivo di turno senza mai entrare nel merito dell’argomento, o perché scarsamente preparati o in totale malafede.

Se non ve ne siete ancora resi conto – spiegato in modo elementare seguendo i dati sull’import ed export riportati nell’immagine – noi europei dreniamo risorse finanziarie agli Stati Uniti d'America con le nostre merci e poi le spostiamo, senza neanche rendercene conto, nelle casse dei cinesi. Cinesi che, a loro volta, utilizzano quel denaro per comprarsi il nostro debito pubblico, le nostre aziende e, a tempo perso, anche qualche porto.

La politica dei dazi avviata da Trump era un passaggio obbligato che avrebbe dovuto fare qualsiasi presidente: diversamente, il suo Paese sarebbe collassato. È la stessa cosa che deve e avrebbe dovuto fare l’Unione Europea nei confronti della Cina; non ora, ma all'origine, 20 o 30 anni fa, pretendendo sin da subito adeguate misure di compensazione.

Invece in Europa, e in particolare in Italia, ci siamo innamorati dello slogan “La Via della Seta” – che io chiamerei piuttosto "la via della morte definitiva" – senza minimamente percepire le conseguenze di certi accordi. Possibilmente celebriamo come grandi conquiste la cattedra all’università di Shanghai dell’ex Presidente Prodi o la vendita di un quantitativo ridicolo di bottiglie di vino da parte dell’altro ex Presidente D’Alema. Proprio a questi due ex presidenti, più che a chiunque altro, bisognerebbe chiedere conto e ragione, e magari farlo subito.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la morte dell’industria europea, a partire da quella tedesca e, a ruota, di quella italiana. La responsabilità è enorme, sia da parte della politica che del mondo produttivo, colpevoli di aver guardato e lasciato fare, accontentandosi di una delocalizzazione di qualche azienda che alla fine lascia il tempo che trova. E oggi, invece di reagire, ci si concentra a polemizzare contro Trump e i suoi dazi, senza capire da dove arrivi il vero pericolo e senza distinguere il bene dal male.

Caro Presidente, la Sua dichiarazione sull’occupazione arriva con notevole ritardo, come direbbe qualcuno "a babbo morto"; ma potremmo anche dire meglio tardi che mai, perché sarà sicuramente un importante spunto di riflessione soprattutto per la politica.

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“PREDICARE MALE E RAZZOLARE PEGGIO”"Parlano di tutto, tranne che dell’istituzione delle preferenze. Non c’è un partito c...
20/05/2026

“PREDICARE MALE E RAZZOLARE PEGGIO”

"Parlano di tutto, tranne che dell’istituzione delle preferenze. Non c’è un partito che ne parli: tutto è concentrato sul premio di maggioranza, il resto è considerato irrilevante. Si tenta di alzare la soglia di sbarramento quanto basta proprio per impedire l’accesso in Parlamento ai partiti emergenti. Non hanno intenzione di favorire la partecipazione democratica, ma di mummificare l’esistente; l'unico spazio concedibile, poiché utile al sistema, sembra essere il partito di Vannacci.

Per chi manovra dall’esterno — oltre al nostro "padre padrone" d’oltreoceano, ovvero banche d’affari e fondi d’investimento — un sovraffollamento di partiti è scomodo, specialmente se si tratta di soggetti non ricattabili perché privi di uno 'storico' che li renda vulnerabili. A loro bastano quattro offerte nell'area di centrodestra, quattro di centrosinistra e, al massimo, uno o due leader che traccino la tabella di marcia. Basti ricordare che 330 parlamentari del M5S erano in Parlamento solo per seguire le indicazioni di Grillo e Casaleggio.

Che al centrosinistra questo tipo di legge elettorale vada bene, essendo maestri in materia di potere autoreferenziale, è comprensibile; ma che accada in un centrodestra dove i partiti fanno a gara a chi è più sovranista, no. Nella vita, così come in politica, non è importante ciò che si dice ma come ci si comporta, se si vuole evitare l'accusa di predicare male e razzolare peggio.

Cari esponenti della maggioranza Meloni, prima di dibattere e pretendere sovranità dall’UE, dalla NATO, dall’OMS etc...., bisogna iniziare dalle basi, proprio come si fa con le asticine alle scuole elementari: istituite le preferenze obbligatorie in tutte le competizioni elettorali per dare vera applicazione all’art. 1 della Costituzione italiana, riducete al minimo lo sbarramento e il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste.

PER FAVORE, FATE QUALCOSA DI VERAMENTE DI SOVRANO E DEMOCRATICO!"

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“RELIGIONI E DINAMICHE DEMOGRAFICHE”Per analizzare questo post partendo dal grafico, bisogna necessariamente considerare...
20/05/2026

“RELIGIONI E DINAMICHE DEMOGRAFICHE”

Per analizzare questo post partendo dal grafico, bisogna necessariamente considerare l’andamento demografico sia della popolazione cristiana che di quella ebraica, prendendo come campione l’Italia, che conta meno di 59 milioni di abitanti, stranieri compresi.

Considerato il calo costante, abbiamo ormai più decessi che nascite; è stato stimato che, proseguendo con questo trend, la nascita dell'ultimo italiano da genitori italiani avverrà fra meno di 200 anni. Da questo dato possiamo dedurre che la popolazione cristiana (cattolici, protestanti, ortodossi, ecc.) subirà nel tempo una decrescita, sia per la denatalità, sia perché — appartenendo a culture evolute e tolleranti non sottoposte a indottrinamenti forzati — i fedeli tenderanno a ridursi sensibilmente per un allontanamento fisiologico dalla religione.

Ora, se applicassimo lo stesso ragionamento agli ebrei — a prescindere che siano sionisti o meno — su una popolazione globale inferiore ai 16 milioni di abitanti (circa un quarto della popolazione italiana), significherebbe che fra meno di 40 anni potrebbe non esserci più nessuno a rivendicare territori o a dichiararsi "prediletto da Dio". Viene spontaneo chiedersi: che fine faranno la loro ricchezza accumulata e le rivendicazioni contenute nell’Antico Testamento?

Chi invece gode di ottima salute demografica sono i musulmani, che non hanno problemi di estinzione; al contrario, il rapporto tra nascite e morti è fortemente sbilanciato a favore delle prime, nonostante molti degli Stati in cui vivono siano costantemente in guerra.

In un futuro prossimo il mondo cambierà totalmente fisionomia: i territori di Israele potrebbero ritornare in mano islamica, così come gran parte del pianeta. Questo perché i musulmani sono mediamente più praticanti dei cristiani e il loro indottrinamento religioso è molto forte rispetto a quello dei cristiani i quali, in materia di fede, più apprendono e più si allontanano.

Quale sarà il volto del pianeta in uno scenario del genere non lo so, o meglio, mi rifiuto di immaginarlo: con gli ebrei estinti e, soprattutto, con la componente cristiana che tende a scomparire. Parlo di quella religione della tolleranza, del perdono e dell’altruismo che ha, in un certo senso, contribuito ad addomesticare l’animo violento dell’uomo.

Il pianeta sarà peggiore di quello in cui viviamo oggi? RIFLETTETE GENTE, RIFLETTETE, anziché continuare a tifare a destra e a manca, mettendo a rischio il presente, perdendo di vista il futuro.

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“TANTO PER PARLARE”Ma stiamo parlando degli stessi che hanno cavalcato le "Primavere Arabe" per sabotare i rispettivi ca...
11/05/2026

“TANTO PER PARLARE”

Ma stiamo parlando degli stessi che hanno cavalcato le "Primavere Arabe" per sabotare i rispettivi capi di Stato — classificati d'ufficio come dittatori — sia nel Nord Africa che in Medio Oriente? Gli stessi che hanno eliminato chi, come Gheddafi, si era opposto, creando non pochi problemi all'Italia, sia per l'approvvigionamento di idrocarburi che per il controllo dell'immigrazione clandestina?

Il tutto avvenne con l'avallo della sinistra italiana e il beneplacito del Presidente Napolitano, che in meno di un mese portarono alla caduta del governo Berlusconi, costringendolo alle dimissioni, e all'uccisione di Gheddafi. Proprio quando il leader libico, grazie ai rapporti di vicinanza creati dal Cavaliere, intendeva spostare nelle banche italiane le risorse finanziarie della Libia depositate in Inghilterra.

Questo conto salato — che avrei difficoltà a quantificare, tanto i numeri sono fuori controllo — lo presenterei al tavolo dei "progressisti del mondo", altro che lotta alle destre globali.

Oppure vogliamo parlare di quelli che, negli otto anni di presidenza Obama, hanno tenuto gli Stati Uniti d'America costantemente in guerra, tra conflitti ereditati e nuovi fronti? Parliamo di chi, negli USA, è indagato e rischia il processo per aver inventato di sana pianta il dossier "Russagate" — con la complicità del governo italiano — al fine di impallinare Trump in caso di vittoria nel 2016?

È in questo modo che vorreste realizzare l'ordine internazionale? Penso che la segretaria del Partito (diciamo) Democratico abbia voluto usare una delle tante frasi fatte di cui lei stessa ignora il vero significato.

Cara sig.ra Schlein, anziché parlare dell'ordine internazionale (praticamente smantellato in meno di due anni da Trump, contesto in cui l'Italia conta meno di una ruota di scorta), perché non si occupa, nei riragli di tempo, dell'ordine nazionale del nostro Paese?

È strano come il termine "ordine" impronunciabile in Italia diventi improvvisamente per Sua bocca commestibile all'estero.
Mi immagino se un Vannacci di turno avesse parlato, giustamente, di ordine nazionale, cosa sarebbe successo.

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"L’ITALIA AL CONTRARIO"Forse dobbiamo abituarci all’idea del partito unico del potere. Alla fine la differenza tra quest...
08/05/2026

"L’ITALIA AL CONTRARIO"

Forse dobbiamo abituarci all’idea del partito unico del potere. Alla fine la differenza tra questa destra e la sinistra è solo un’illusione ottica e, come dice l’attore Enrico Montesano, la differenza è solo tra chi sta sopra e chi sta sotto; e noi popolo, più o meno allineati e a turno tifosi, abbiamo il destino segnato di stare sotto.

Trovo incomprensibile l’approccio del governo Meloni, e in particolare del partito F.lli d’Italia, nei confronti della Corte dei Conti, istituzione che controlla i conti dello Stato e la gestione della finanza pubblica.

Prima intervenendo con la riforma dell’On. Foti, ex capogruppo di F.lli d’Italia ed oggi Ministro, con la quale si limitano sensibilmente i poteri di controllo della magistratura contabile e si riduce la responsabilità dei dirigenti pubblici, rendendo molto più difficile condannare chi gestisce male il denaro pubblico per imperizia. Poi, con la nomina di un ginecologo che il Consiglio di Presidenza ha giustamente bocciato per mancanza di requisiti.

Questi fatti avvengono dopo che lo stesso quadro dirigente ha provveduto nel luglio 2024 all’abolizione del reato di abuso d’ufficio, provvedimento contestato persino dall'Unione Europea in quanto anche qui giustamente, indebolisce la lotta alla corruzione che in Italia incide per oltre 200 miliardi l’anno.

Considerata questa cronologia di eventi, trovo difficile comprendere un governo di centrodestra guidato da un partito e da una Premier che provengono da un’area politica in cui il rigore sulla spesa pubblica e la lotta alla corruzione erano, più che principi, dei veri comandamenti. Anche volendo difendere una di queste tre scelte, avrei estrema difficoltà a farlo e non saprei neppure da dove iniziare, perché non ne condivido nemmeno una.

A questo punto una domanda sorge spontanea: siamo o no un’Italia al contrario?

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“È ARRIVATO IL MOMENTO DI ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ”Non si può analizzare il declino industriale italiano, culminato n...
02/05/2026

“È ARRIVATO IL MOMENTO DI ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ”

Non si può analizzare il declino industriale italiano, culminato nel picco del 25% di fallimenti aziendali registrato nel 2025, senza collegare i fatti a precisi episodi e figure politiche. La politica non è solo esercizio di potere, ma assunzione di responsabilità per le parole dette, le decisioni prese e le azioni compiute. Allo stesso modo, esiste una responsabilità ineludibile in capo a chi delega i propri rappresentanti attraverso il voto: gli elettori.

L'utopia della "Decrescita Felice"
Un esempio su tutti l’utopia della "Decrescita Felice" — un pensiero politico-filosofico che non ha trovato applicazione in nessuna parte del mondo, nemmeno a livello sperimentale — è stato il pilastro ideologico di una stagione che oggi presenta il conto. In quel 33% di consensi ottenuto dal Movimento 5 Stelle nel 2018, confluirono paradossalmente moltissimi voti di imprenditori e professionisti.

Molti di loro hanno applaudito le tesi di Beppe Grillo senza interrogarsi sulle conseguenze pratiche per il sistema produttivo.
Come è stato possibile che il mondo produttivo non reagisse dinanzi a un partito di maggioranza relativa che demonizzava il PIL (ovvero la produzione di beni e servizi) per privilegiare misure assistenziali come il Reddito di Cittadinanza, il Superbonus 110% e altri sprechi di risorse pubbliche?

Altrettanto incomprensibile è stata la mancanza di opposizione, da parte di imprenditori e industriali, alla nomina di un "giovanotto di primo pelo" — la cui massima esperienza precedente era stata quella di steward allo stadio San Paolo — alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico. Uno strapiombo istituzionale che avrebbe dovuto allarmare chiunque comprenda il valore e la complessità dei vertici dello Stato.

Sia chiaro: questo non significa condannare un solo partito assolvendo gli altri. In materia di sviluppo economico, l'incompetenza è stata spesso trasversale. Tuttavia, il 2018 ha segnato una svolta negativa cruciale, mettendo seriamente in discussione le basi stesse della politica industriale italiana. È stato il "punto di non ritorno", il momento in cui si è accettato il concetto di "produrre meno per stare meglio", dilapidando fondi che avrebbero potuto essere investiti per rendere le nostre imprese competitive sui mercati internazionali.

Oggi, i dati sui fallimenti aziendali non sono che la naturale conseguenza di quelle scelte. Prima ancora di puntare il dito contro la politica, è arrivato il momento che il mondo produttivo compia un profondo esame di coscienza e torni ad assumersi le proprie responsabilità, nell’avere contribuito al declino del nostro Paese.

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“LE GRAVI ANOMALIE DI UNA DEMOCRAZIA MALATA” Quando simboli come Forza Italia e il Movimento 5 Stelle, blindati dal sist...
27/04/2026

“LE GRAVI ANOMALIE DI UNA DEMOCRAZIA MALATA”

Quando simboli come Forza Italia e il Movimento 5 Stelle, blindati dal sistema delle liste bloccate, riescono a riportare in Parlamento figure che vivono di pura luce riflessa anziche' di luce propria, ci troviamo di fronte a una democrazia malata. È la prova che molti elettori non votano più per i contenuti dei programmi, ma per la forza dei simboli e per ciò che essi evocano nell'immaginario collettivo, arrivando persino a votare il cognome di un leader defunto.

I parlamentari di questi partiti ne sono perfettamente consapevoli e restano aggrappati a quei loghi come a un'ancora di salvezza.

IL CASO FORZA ITALIA: IL CULTO DEL COGNOME
Si continua a utilizzare un simbolo che riporta il nome del "Cavaliere" perché l'intera classe dirigente attuale, messa insieme, non riuscirebbe a generare lo stesso consenso. È una dinamica che ricorda le vecchie liturgie dell'Unione Sovietica pre-caduta del muro, dove il simbolo prevaleva sull'individuo.

Nonostante la "penna" delle candidature sta per passare dalle mani di Tajani a quelle della famiglia proprietaria del partito, gli eletti accettano l'umiliazione di restare subalterni a una dinastia pur di non perdere lo scranno(?). Sanno bene che, senza quel marchio, politicamente non andrebbero da nessuna parte.

IL CASO M5S: LA BATTAGLIA LEGALE DEL MARCHIO
Nel Movimento 5 Stelle la situazione è, se possibile, ancor più paradossale. Il sedicente "partito della legalità" si trova oggi trascinato in tribunale dal proprio fondatore. Beppe Grillo, legittimo proprietario del marchio, rivendica i propri diritti secondo le norme della proprietà intellettuale, evidenziando lo scarso peso politico autonomo dei vertici attuali.

Al di là della palese mancanza di gratitudine mostrata dai "grillini", l'attuale leader Giuseppe Conte appare disposto ad affrontare una battaglia giudiziaria logorante pur di non rinunciare al simbolo. Anche qui, la paura di perdere il consenso legato all'immagine è più forte della coerenza.

Cari Tajani e Conte, e cari parlamentari di Forza Italia e M5S: se siete davvero così certi della bontà delle vostre azioni politiche e del vostro valore individuale, perché non avete il coraggio di fondare nuovi partiti con nuovi simboli?

Se credete realmente nel vostro consenso, abbandonate i loghi ereditati o contesi. Evitereste umiliazioni e azioni legali. Provate a misurarvi con una legge elettorale che preveda le preferenze, mettendoci la faccia senza lo scudo di marchi altrui: solo allora vedremo quanto siete realmente rappresentativi agli occhi degli italiani.

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“LE COSE CHE NON VI DICONO”Davanti ad un’informazione che da tempo ha deciso di fare altro, dove né esponenti della magg...
19/04/2026

“LE COSE CHE NON VI DICONO”

Davanti ad un’informazione che da tempo ha deciso di fare altro, dove né esponenti della maggioranza figuriamoci quelli dell’opposizione, non ritengono necessario parlare con lealtà agli italiani, perché troppo impegnati a giocare con le cose serie, con il metodo del carta vince/carta perde, tocca a noi fare un po' di chiarezza.

La questione è seria: dopo i baci e gli abbracci di rito, apprendiamo fatti estremamente gravi tramite i media russi. Secondo le dichiarazioni del Ministro della Difesa di Mosca, sono stati individuati tre siti di produzione di droni situati in Lombardia, Piemonte, Veneto e considerati ora possibili obiettivi militari.

Questo alla luce dell’accordo sottoscritto tra la nostra Premier Meloni e Zelensky per la produzione congiunta di droni, con il consenso del Presidente della Repubblica.

Al di là della propaganda, abbiamo finalmente capito a cosa sia servita davvero la visita straordinaria di Zelensky nel nostro Paese.

L'Italia ha superato tutti gli altri membri NATO per attivismo: con nove incontri bilaterali dall'inizio del conflitto, non ci siamo accontentati di fornire armi e ingenti somme di denaro, ma abbiamo stretto un'alleanza per produrre droni da consegnare all'Ucraina, che utilizzerà per colpire la Russia.

Resta da capire se i vertici istituzionali, coloro che dovrebbero garantire la sicurezza degli italiani, agiscano in piena coscienza o se siano talmente ingenui da non percepirne il pericolo. Dalla Russia avvertono che i siti produttivi individuati diventano, per il diritto internazionale, obiettivi legittimi. Queste dichiarazioni vanno prese sul serio, non derubricate a semplice propaganda.

Se abbiamo scelto di pubblicare questo post, che ci espone a essere attaccati come filo-russi, è solo per informare gli italiani, visto che purtroppo abbiamo un’informazione sempre più parziale e solitamente falsa.

Vi abbiamo parlato di un fatto estremamente grave che, di fatto, innalza il livello dello scontro con un avversario armato sino ai denti. Se dovesse arrivare qualcosa di pesante da lontano, quanto meno sapete perché e chi siano i relativi responsabili.

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“LA PROPAGANDA DEL NULLA”Il trattato Mercosur è stato bloccato dal Parlamento Europeo a gennaio 2026 con 334 voti favore...
09/04/2026

“LA PROPAGANDA DEL NULLA”

Il trattato Mercosur è stato bloccato dal Parlamento Europeo a gennaio 2026 con 334 voti favorevoli e 324 contrari, una decisione che ha rinviato l'accordo alla Corte di Giustizia UE per verificarne la conformità ai trattati europei. Nonostante questo stop istituzionale, la Presidente von der Leyen ha proceduto con prepotenza, ignorando il voto e attivando l’applicazione provvisoria del trattato.

Cara Presidente, è ora di smetterla di guardare con un occhio solo e in un’unica direzione. Bisogna aprirli entrambi e guardare in ogni direzione, per capire e prevedere le reali conseguenze di un simile accordo. Basta con questi inutili spot propagandistici: ormai non vi crede più nessuno.

L’esperienza con la Cina non vi è bastata? Lì il deficit commerciale si avvicina progressivamente ai 500 miliardi di euro, decretando di fatto la distruzione dell’industria europea e trasformando gli europei da popoli dinamici e competitivi in semplici consumatori; o meglio, consumatori finché avremo ancora soldi da spendere.

Cara Presidente, non siete stati in grado di pretendere dalla Cina misure di compensazione per le merci europee, né di azzerare questo deficit in alcun modo — dazi inclusi — e ora volete aggravare la situazione con questo accordo. Il trattato Mercosur va revocato, non approvato.

Parlare genericamente di un mercato di 750 milioni di persone, quando la maggior parte di queste ha redditi bassissimi, significa, nei fatti, parlare del nulla.

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“LA COERENZA DI ESSERE INCOERENTI”È irrituale e il sentimento è democratico quando le proposte provengono da governi di ...
30/03/2026

“LA COERENZA DI ESSERE INCOERENTI”

È irrituale e il sentimento è democratico quando le proposte provengono da governi di centro destra e il popolo le rigetta; la dimostrazione sta proprio nelle parole di Giuliano Amato e nel suo operato in materia di riforme, dove la coerenza è essere incoerenti.

L’ex Presidente del Consiglio dal 1999 al 2001 di una maggioranza risicata di centrosinistra (L’Ulivo) che, prima della scadenza della legislatura, ha consegnato le riforme costituzionali fatte a colpi maggioranza - tra l’altro risicata - modificando non 7 articoli, ma 15: nove dei quali riformati e 6 cancellati, e che 10,4 milioni di elettori cioè il 64% dei votanti hanno avuto il coraggio di confermare.

Una riforma quella del Titolo V, che è stata oggetto di severe critiche da parte di economisti, giuristi e istituzioni per aver generato inefficienze strutturali, aumentato la spesa pubblica - soprattutto quella sanitaria - e un'elevata conflittualità istituzionale tra Stato e Regioni, con oltre 2200 ricorsi tra il 2001 e il 2023.

C'è una grossa contraddizione (o almeno un doppio standard) nella storia politica recente italiana. La riforma del Titolo V del 2001 è stata effettivamente il "peccato originale" delle riforme a colpi di maggioranza.

Fu la prima volta che la Costituzione veniva cambiata da una sola parte politica invece che con un accordo largo. Molti giuristi ritengono che quel precedente abbia "autorizzato" tutte le coalizioni successive a provare a fare lo stesso (centrodestra nel 2005, Renzi nel 2016) ed ora l’ex presidente ci viene a parlare di irritualità e di democrazia!

Ad una certa età, caro Presidente, con la saggezza ed esperienza maturate bisogna avere l’umiltà di defilarsi e mettersi da parte o, quando meno, nel rilasciare certe dichiarazioni, di sforzarsi di essere almeno coerenti, anche perché di danni ne sono stati fatti.

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