Potere al Popolo-Palermo e provincia

Potere al Popolo-Palermo e provincia "Democrazia" vuol dire che il potere sta nelle mani del popolo. Oggi non è così, noi non decidiamo!

13/06/2026

CI VEDIAMO DOMENICA 14 GIUGNO AL THE HIVE, ROMA, VIA TORINO 6, ORE 10:00

Vogliamo sanità e scuola integralmente pubbliche e gratuite senza nessun finanziamento al privato. Vogliamo un piano di case popolari di proprietà pubblica e trasporti pubblici gratuiti.

Noi sappiamo chi ha privatizzato e reso più costosa la sanità in questo paese.

ASSEMBLEA NAZIONALE
PER UN CAMPO POLITICO INDIPENDENTE

Perché vogliamo costruire un campo popolare indipendente?

Perché crediamo che le classi subalterne, i settori popolari, il cosiddetto ceto medio sempre più impoverito dall’incrudirsi dei fattori di crisi economica e le giovani generazioni che affrontano il futuro prossimo con crescenti fattori di incertezza ideale, di ansia, angoscia e di emancipazione negata, scontino un’assenza di rappresentanza.

Per questo intendiamo contribuire alla costruzione organizzata di un soggetto politico che si rivolga ai settori di classe in tutti gli ambiti della società.
Un soggetto, per l’appunto, indipendente.
Ma che significa “indipendente”?

Certo, un soggetto che sia indipendente sul terreno elettorale: fuori dai due schieramenti del bipolarismo. Ma l’indipendenza elettorale è “solo” l’indispensabile conseguenza di un’esigenza di fondo.

Per indipendenza intendiamo una capacità autonoma della classe di organizzarsi su tutti i fronti del conflitto; un impegno che si snodi dal versante sociale e sindacale a quello politico fino a quello culturale, mediatico e ideologico, con l’obiettivo di ricostruire quella sedimentazione articolata delle forze che puntano a essere sì un efficace argine di resistenza, ma soprattutto di prospettiva di offensiva politica, per un socialismo di tipo nuovo.

Dobbiamo davvero cambiare tutto!

👉comunicato completo su poterealpopolo.org

Care/i compagne/iLa presente è un invito a un momento pubblico di discussione e ragionamentocollettivo su una proposta p...
09/06/2026

Care/i compagne/i
La presente è un invito a un momento pubblico di discussione e ragionamento
collettivo su una proposta politica precisa che lanciamo nelle realtà territoriali e a
livello nazionale: la costruzione di quello che abbiamo definito un campo politico
indipendente.
Lo ribadiamo in premessa senza infingimenti né mistificazioni: la finalità della
iniziativa politica si inscrive, ci auguriamo utilmente, in un percorso di riflessione,
arricchimento, articolazione, orientato ad una determinata prospettiva politica.
Riteniamo importante e fecondo il confronto con realtà politiche, sociali, sindacali,
associative cittadine, nonché con singole soggettività impegnate su temi e ambiti di
iniziativa politica che consideriamo importanti e decisivi per la costruzione del blocco
politico indipendente che riteniamo necessario e urgente costruire.
Un confronto efficace e proficuo che si misuri con i temi politici che poniamo alla
vostra attenzione: anzitutto come spieghiamo nel documento che trovate allegato,
questo progetto è un’operazione dichiaratamente politica ma non è sinonimo di
cartello elettorale.
Pensiamo a un campo di forze che agisca unitariamente sul terreno politico ma anche
su quello sindacale, sociale, economico, culturale, ideologico.
Riteniamo che un soggetto politico che si rivolga ai settori di classe della società, in
tutti i suoi ambiti, debba essere indipendente.
Sotto il profilo elettorale indipendente dai due poli politici determinati dalle
dinamiche del bipolarismo e dalla crisi della rappresentanza politica dei ceti
subalterni.
Ciò è indispensabile ma insieme deve essere naturale conseguenza della capacità
autonoma della classe di organizzarsi su tutti i fronti del conflitto: politico, sociale e
sindacale. Oltre che, come si diceva prima, culturale ed ideologico.
L’obiettivo è sedimentare forze che non costituiscano soltanto un argine di resistenza
ma che soprattutto siano e indichino una prospettiva di offensiva politica:
dichiaratamente anticapitalista e che si batta per il socialismo.

Link nel primo commento per il documento-manifesto di convocazione dell'assemblea nazionale

Sabato 6 giugno alla casa del popolo Peppino Impastato,dalle ore 18.30 aperitivo sociale per la campagna di adesioni A P...
31/05/2026

Sabato 6 giugno alla casa del popolo Peppino Impastato,
dalle ore 18.30 aperitivo sociale per la campagna di adesioni A POTERE AL POPOLO!
CAMBIAMO TUTTO!

Se sei stanco o stanca di guerre, carovita, di un governo che pensa solo agli interessi di pochissime persone e che sparge odio e paura; di una finta opposizione in Parlamento incapace di immaginare una vera alternativa, allora sei nel posto giusto.
Potere al popolo non è un partito come gli altri, siamo un movimento sociale, culturale e politico che cerca di mettere insieme le tante persone che resistono, che hanno competenze e idee per cambiare il Paese, che hanno il bisogno di maggiore libertà e giustizia sociale, che sono stanchi delle disuguaglianze che ci circondano.

Noi crediamo in una cosa: solo unendoci possiamo batterci per una vita bella, degna, felice. Per quello che ci meritiamo e che ogni giorno ci tolgono.

ADERISCI A POTERE AL POPOLO!
Insieme, possiamo cambiare tutto!

28/05/2026

NON È CALDO, È CAPITALISMO

Senti caldo, eh? Certo, ci sono 10 gradi in più rispetto alla media stagionale.

È un caso? È il volere degli dei? È colpa dei comunisti?
No, è crisi climatica.

Perché fa così caldo?
Perché l’anticiclone subtropicale sta prendendo sempre più spazio rispetto al vecchio anticiclone delle Azzorre.
Perché la corrente a getto polare, che nasce dalla differenza di temperatura tra Polo ed Equatore, si è indebolita e ci protegge meno dalle risalite di aria calda.
Perché i mari, soprattutto il Mediterraneo, sono sempre più caldi e alimentano temperature anomale.

Non è un’estate anticipata, è crisi climatica.
Il risultato sono temperature anomale, notti tropicali, città invivibili, siccità, incendi e fenomeni estremi.
Ma questo caldo non nasce dal nulla.
Nasce da un sistema fondato su gas, petrolio, carbone, cemento, traffico, consumo di suolo e profitto.

La crisi climatica colpisce tutti, ma non colpisce tutti allo stesso modo.
Ci dicono di bere acqua e stare all’ombra.

Ma chi lavora dalla mattina alla sera, nei campi, nei cantieri, nella logistica, nei ristoranti, nelle fabbriche o sulle strade non può semplicemente “stare al fresco”.
Chi vive in case mal isolate, quartieri senza alberi o trasporto pubblico e città piene di asfalto paga il prezzo più alto.

I soldi per fare la guerra li hanno, quelli per una vera transizione ecologica, per il trasporto pubblico, per mettere in sicurezza i territori mai.
Transizione green sì, ma solo se ti puoi permettere una ferrari.

La soluzione è semplice: va cambiato il sistema, non distrutto il pianeta.
Beviamo tanto, ma organizziamoci insieme: se non cambiamo il sistema sarà lui a distruggere noi.

POTERE AL POPOLO PALERMO ESPRIME SOLIDARIETÀ A JAMIL EL SADI: IL POTERE NON CI ZITTISCE!La querela della Presidente dell...
28/05/2026

POTERE AL POPOLO PALERMO ESPRIME
SOLIDARIETÀ A JAMIL EL SADI: IL POTERE NON CI ZITTISCE!
La querela della Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo contro il giornalista Jamil El Sadi è un atto di arroganza e uno strumento di oppressione politica e di classe. È il tentativo di usare i tribunali come clave per criminalizzare il dissenso e zittire chiunque pretenda la verità sulle stragi e sulle complicità dello Stato.
Questo attacco rientra in un disegno repressivo più ampio: mentre si garantisce l'impunità a corrotti e colletti bianchi, si usa il pugno di ferro contro chi lotta e fa inchiesta, pretendendo una società silenziosa e obbediente.
Non accettiamo la sfilata ipocrita dei politici alle commemorazioni di Palermo, quando il giorno dopo quegli stessi palazzi difendono gli impresentabili e colpiscono l'antimafia sociale.
A Palermo sappiamo da che parte stare. Jamil non è solo e non sarà solo.

Piena solidarietà di Potere al popolo con Luigi e le compagne e compagni di Antudo, per le condanne subite nel processo ...
28/05/2026

Piena solidarietà di Potere al popolo con Luigi e le compagne e compagni di Antudo, per le condanne subite nel processo di primo grado.

Nessuna azione repressiva fermera' le lotte.
La Leonardo è un'azienda che esporta morte e guerra..noi tutte e tutti vogliamo fermare questo meccanismo di distruzione ..
Se questa e' la ragione delle condanne che hanno colpito la compagna ed i compagni ..rivendichiamo anche noi la giustezza di quella lotta.
Stiamo dalla parte giusta della Storia.
Come scrisse Fidel CASTRO, in una famosa lettera, dopo l'assalto alla caserma Moncada,
LA STORIA CI ASSOLVERA'..!!!

26/05/2026

Visto che un po' di voi ce lo hanno chiesto, abbiamo provveduto: nelle storie e su poterealpopolo.org troverete il volantone che abbiamo distribuito alla manifestazione operaia dell'Usb dello scorso 23 maggio.

Sopra ci trovate il nostro sincero giudizio sulla politica del governo Meloni nei confronti dei lavoratori dell'industria (spoiler, fa schifo), e alcuni pezzi sulla questione salariale in Italia, sul decreto lavoro del governo, sulle politiche volte a contrastare il carovita e sull'assenza di controlli sul lavoro.

L'Italia ha un maledetto bisogno di ripartire dai bisogni, dalla dignità e dall'orgoglio di chi porta avanti questo paese, cioè i lavoratori e le lavoratrici, non certo quei "prenditori" che vivono di prebende, di evasione, di sfruttamento, e sono ben rappresentati tanto dal governo quanto dalla finta opposizione.

Per non farci mancare nulla abbiamo anche riportato gli articoli del volantone, nella loro versione più lunga e analitica, nell'ultima newsletter di Pap. Come?! Non siete ancora iscritti/e?! Non c'è problema, basta un click.

👉Trovate tutte le informazioni utili su poterealpopolo.org o nelle storie.

Buona lettura!

Abbiamo scelto di scendere in piazza il 23 maggio con le bandiere della Palestina perché riconosciamo che il genocidio, ...
24/05/2026

Abbiamo scelto di scendere in piazza il 23 maggio con le bandiere della Palestina perché riconosciamo che il genocidio, esattamente come la mafia, non è un evento accidentale bensì un sistema di interconnessioni perfettamente integrato nella struttura del capitalismo contemporaneo*
Abbiamo portato le bandiere della Palestina proprio sotto il palco delle autorità...per costringerle a reagire.. Abbiamo visto dietro il palco..una sequenza di volti noti, anche del Governo nazionale ...che dopo un lungo confabulare, dietro le quinte, hanno scelto di non salire, temendo contestazioni.
Potenza di quelle bandiere simbolo di Resistenza e reazione mondiale contro l'oppressione....!!
Seguendo il metodo di Giovanni Falcone di “seguire il denaro”, abbiamo compreso che la mafia è un sistema di potere funzionalmente saldato all’economia e alla finanza globale, che vive in perfetta simbiosi con le strutture ufficiali del capitale e con tutti gli strati della società. Allo stesso modo, ciò che accade in Palestina non è un semplice conflitto locale, ma l'esito di un progetto coloniale che si è evoluto da un'economia di occupazione a una vera e propria "economia del genocidio". In questo sistema, settori chiave come l'industria militare, la tecnologia, la finanza e il mondo accademico sono profondamente integrati nell'infrastruttura dell'oppressione, con interessi aziendali e istituzionali che traggono profitto dall'utilizzo massiccio della forza contro la popolazione civile.
Denunciamo che tanto lo strumento mafioso quanto quello genocida sono ingranaggi indispensabili per il capitale "cannibale", funzionali alla "messa al lavoro della differenza" e all’espropriazione integrale degli esseri umani per garantire l'accumulazione a una ristretta élite. Siamo consapevoli che la violenza non sia un'esplosione irrazionale, ma lo strumento principe per il vantaggio economico e la conservazione di privilegi strutturali. Per questo motivo, affermiamo che non abbiamo bisogno di una semplice alternanza politica a parità di sistema, poiché il capitale mafioso e le strutture di occupazione coloniale tendono a rigenerarsi costantemente attraverso l'opacità dei mercati globali e dei paradisi fiscali.
Reclamiamo un'alternativa socialista radicale, convinti che solo una rivoluzione sociale capace di abolire il sistema capitalista-imperialista possa eliminare le basi materiali che rendono necessaria l'esistenza della criminalità organizzata e dell'oppressione dei popoli. Manifestando con i simboli della resistenza palestinese nel giorno della memoria di Falcone, uniamo le nostre lotte contro modelli di dominio che condividono la medesima grammatica dello sfruttamento, con l'obiettivo ultimo di porre fine a questo capitalismo delle catastrofi.

21/05/2026

Di fronte alle immagini del sequestro in acque internazionali e del trattamento umiliante subito dagli oltre 400 attivisti e attiviste della Global Sumud Flotilla, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto sanzioni UE contro Ben-Gvir.

Sembrerebbe che il Governo italiano si sia svegliato, quando in realtà è il primo responsabile dell'inazione dell'Unione Europea. Esattamente un mese fa infatti il Consiglio degli Affari Esteri dell'UE discuteva la sospensione dell'Accordo commerciale UE-Israele. La proposta di sospensione proveniva dai Governi di Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Spagna. Proposta sostenuta anche da 1 milione e 200 Mila firme di europei ed europee tra cui 266mila italiani ed italiane.

Indovinate da chi è stata respinta?

Da Germania, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. E dall'Italia, esattamente nella persona del Ministro Tajani.

Ecco il volto dell'ipocrisia.

Ecco cosa vuol dire complicità con un genocidio. Ecco cosa vuol dire complicità con la guerra in Libano e Iran. Ecco cosa vuol dire complicità con l'apartheid in Cisgiordania.

Non accetteremo più nessuna chiacchiera da questo Governo alla canna del gas, che permette la prosecuzione della barbarie.

Sabato 23 maggio alle 14:00 saremo in piazza Repubblica a Roma al fianco della Categoria operaia dell'Unione sindacale di base anche per dire un grande No al genocidio e alla guerra che produce orrore e sta svuotando le nostre tasche.

Giù le armi, su i salari.
Governo Meloni dimissioni.

POTERE AL POPOLO: NO ALL’ INTIMIDAZIONE VERSO LE LOTTE DEI LAVORATORIQuando ai padroni non basta più l’arma del ricatto ...
21/05/2026

POTERE AL POPOLO: NO ALL’ INTIMIDAZIONE VERSO LE LOTTE DEI LAVORATORI

Quando ai padroni non basta più l’arma del ricatto verso i lavoratori, quando i rapporti di forza girano a sfavore, quando nemmeno sul piano ideologico/propagandistico riescono ad affermare le loro scelte, allora non resta che l’arma della repressione.
È ciò che è accaduto a Messina, qualche giorno fa (il 18 maggio) per lo sciopero degli operai dei Cantieri dello Stretto, dopo gli annunciati licenziamenti del Gruppo Caronte & Tourist.
Una vertenza difficile, con un padrone che non vuole sentire ragioni, a cui i lavoratori hanno risposto compatti con la partecipazione quasi totale dei lavoratori ad uno sciopero proclamato dalla FIOM-CGIL.
Una giornata di protesta e di lotta che si è svolta senza alcun incidente, senza blocchi stradali, senza corteo.
È bastata la sola presenza dei lavoratori davanti ai cancelli del Cantiere, la loro determinazione rispetto alla vertenza in corso, per fare attivare una contestazione da parte della Questura per il mancato preavviso dello sciopero alle Autorità di PS. Sciopero che, lo ripetiamo, si è svolto semplicemente con una presenza fisica davanti allo stabilimento produttivo e nulla più.
Facile chiedersi di quale preavviso si tratta in una fattispecie che riguarda il diritto costituzionale allo sciopero che è in capo ai lavoratori e che in sé richiede preavviso solo in determinati settori dei servizi.
E’ chiaramente un atto di intimidazione e un tentativo di criminalizzazione delle lotte e del conflitto sociale.
Per questo non lo riteniamo un semplice evento occasionale o un eccesso burocratico da parte delle Autorità di PS. E’ invece articolazione di un complessivo disegno di criminalizzazione e repressione del dissenso e delle lotte sociale.
Disegno che dobbiamo sconfiggere aumentando il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, la conflittualità sociale e l’organizzazione delle lotte.
L’acuirsi della crisi economica e gli effetti di essa sui settori della classe piu’ subalterni e impoveriti ci pongono davanti una fase politico-sociale complessa ma foriera di un rinnovato rilancio delle lotte.

Come Potere al Popolo esprimiamo piena ed assoluta solidarietà agli operai dei Cantieri dello Stretto e respingiamo al mittente ogni tentativo di intimidazione nei confronti delle lotte dei lavoratori, ovunque si manifestino.
TOCCA UNO, TOCCA TUTTI

Indirizzo

Via ISIDORO LA LUMIA 56
Palermo
90139

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