14/10/2026
❌ Scuole che cadono a pezzi, personale che non basta mai, programmi scolastici fermi a un altro secolo.
Dalle piazze dellə studentə francesi l’eco è arrivato fino a Padova.
A partire dallo sciopero all’IIS Giovanni Valle, la protesta si è allargata all’ITT Marconi, all’IPSIA Bernardi, al Liceo Artistico Selvatico, all’ITT Belzoni e all’IIS Newton-Pertini, ma non finisce qui: tante altre scuole si stanno preparano ad unirsi alla mobilitazione per scendere in piazza questo venerdì 16.
La rivendicazione è semplice: più fondi all’istruzione. Servono più fondi per costruire un futuro sicuro a una generazione a cui il futuro è stato tolto in partenza.
Ed è proprio sulla sicurezza che si sta giocando una grande partita. Da destra la ricetta è sempre la stessa: metal detector e telecamere nelle scuole, più repressione per chi è minorenne, tetto per gli studenti “stranieri” nelle classi.
Ma dalle aule arriva una risposta opposta: la sicurezza sono edifici agibili ed accessibili, insegnanti e personale non precari, sostegno alle famiglie, educazione sessuo-affettiva, spazio per confrontarsi.
Non controllo, ma cura.
La rabbia dellə studentə parla a tutta la società, perché il futuro di chi è giovane oggi è responsabilità di tuttə. E proprio questo deve essere da stimolo: non basta riconoscere la precarietà in cui vive la Gen Z, bisogna stare al suo fianco.
🇵🇸 C’è poi un filo rosso che lega queste piazze a quelle dell’anno scorso contro il genocidio in Palestina: per finanziare la scuola servono meno soldi alla guerra e alle armi.
E proprio lì abbiamo imparato una cosa: quando scioperiamo e scendiamo in piazza tuttə insieme, blocchiamo il paese e inceppiamo la macchina della guerra.
❤️🔥 Questo venerdì siamo tuttə al fianco delle studentə di Padova!