Pedro Centro Sociale Occupato

Pedro Centro Sociale Occupato Difficile racchiudere la complessità del C.S.O. Mai statico, sempre “in movimento”, per cambiare ed
evolversi insieme.
(269)

Pedro in poche parole: 27 anni di occupazione, resistenza e socialità, sempre dentro ai movimenti e alle mobilitazioni cittadine, nazionali ed europee. Il Pedro non è solamente un luogo in cui è possibile vivere una nuova idea di socialità grazie alle serate di cultura
alternativa e indipendente, è anche laboratorio di attività
politiche e intervento sul territorio. Attraverso assemblee, iniziat

ive e manifestazioni il Pedro vuole
mantenere vivo il dibattito politico, opponendosi alle ingiustizie sociali e allo stesso tempo affermando l'estensione dei diritti per tutti. Dalle questioni ambientali a quelle abitative, dagli
studenti medi e universitari alle tematiche legate al lavoro, dallo sport alla cultura l'agire politico che caratterizza il Pedro ruota attorno alla libertà collettiva. Sempre disposto a lasciarsi contaminare da nuove esperienze, persone, idee. Guardando ad una realtà più ampia, inserendosi in un contesto
comunque collegato al piano cittadino il Pedro aderisce
all’ Assemblea dei Centri Sociali del Nord-Est. Oltre alla politica e alle lotte all'interno della città il C.S.O. Pedro ha sempre avuto un importante ruolo sociale e culturale, attraverso progetti musicali rock, hip hop, reggae; vengono svolte anche svariate rassegne teatrali, workshop e sta ripartendo il progetto Libera la Parola che offrirà l’oppurtunità a stranieri e migranti di imparare l’italiano gratuitamente. Particolare
attenzione viene data alle questioni legate all’ambiente, anche attraverso il mercato biologico dei produttori locali
"Campi Colti" tutti i sabato mattina dalle ore 9.00 alle 13.

03/08/2026

Sono passati 50 anni dalla nascita delle radio libere. Da allora, si sono moltiplicate esperienze di ogni tipo, da quelle commerciali a quelle puramente musicali. Ma in quegli anni, in cui la vita esplodeva nelle strade, le radio libere sono ...

28/07/2026

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27/07/2026

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Con dolore apprendiamo della scomparsa di Aurora, avvocata che, per tanti anni, ha affiancato il percorso del Centro Soc...
21/07/2026

Con dolore apprendiamo della scomparsa di Aurora, avvocata che, per tanti anni, ha affiancato il percorso del Centro Sociale Pedro.

Ha scelto di mettere la propria competenza, determinazione e profonda sensibilità al servizio di chi lottava per i diritti, le libertà e la giustizia, interpretando il diritto come uno strumento di tutela, di difesa e di emancipazione.

Il suo impegno politico e sociale, dentro e fuori le aule di tribunale, ha lasciato un segno importante e rappresenta un'eredità preziosa per tutte e tutti coloro che hanno condiviso con lei percorsi di lotta.

Alla sua famiglia, alle persone che le hanno voluto bene e a tutte e tutti coloro che oggi ne piangono la scomparsa va il nostro più sincero abbraccio.

‼️ DA BOLOGNA A PADOVA: Verità e giustizia per FakirAbderrahim Fakir, 43 anni, è morto a Bologna durante un fermo di pol...
20/07/2026

‼️ DA BOLOGNA A PADOVA:
Verità e giustizia per Fakir

Abderrahim Fakir, 43 anni, è morto a Bologna durante un fermo di polizia. Un video mostra due agenti immobilizzarlo e ammanettarlo mentre chiede aiuto. La sua famiglia denuncia quanto accaduto e chiede verità e giustizia.

Anche a Padova conosciamo il volto della violenza in divisa. Il 15 aprile quattro militanti del CSO Pedro hanno subito abusi da parte delle forze dell’ordine. Invece di vedere riconosciute le violenze subite, lo scorso 9 luglio sono stati condannati a pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi.

Da Bologna a Padova si ripete lo stesso rovesciamento: chi subisce viene criminalizzato, mentre chi porta una divisa continua a essere protetto dallo scudo dell’impunità.

Oggi alle 18:30
Presidio davanti alla Prefettura di Padova

Per Abderrahim Fakir.
Contro gli abusi e la violenza delle forze dell’ordine.

20/07/2026
09/07/2026

Fatti 15 aprile, Padova. Quattro condanne per gli attivisti del CSO Pedro:
pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi per i militanti vittime di abusi da parte delle forze dell’ordine.
Una sentenza che continua a colpire chi ha subito violenze da parte delle forze dell’ordine. La ricostruzione emersa dai verbali dei carabinieri, verrà contestata in appello: per i militanti del Pedro e per la grossa fetta solidale della cittadinanza che li sostiene, quello che è accaduto non è mai stata una vicenda di mero “ordine pubblico”, ma un episodio vero e proprio di violenza e abuso da parte delle ritenute forze dell’ordine. Non solo vittime, ma perfino condannati.

“La vicenda non si chiude oggi” dichiarano i militanti del Pedro “davanti ad un abuso così palese continueremo a far valere le nostre ragioni dentro e fuori dalle aule di tribunale”.

“Attendiamo le motivazioni della sentenza, ma l’impressione è che nonostante in tribunale la narrazione costruita ad arte da parte dei carabinieri sia stata smontata dimostrandone l’inattendibilità, portando infatti ad una riduzione rispetto alla pena richiesta, il giudice non sia stato capace di assumersi la responsabilità di una giusta assoluzione. Il motivo è chiaro: il tribunale non può ammettere l’abuso, la falsa testimonianza e l’arbitrarietà del comportamento dei carabinieri. Nonostante nessuna prova desse validità alla loro storia, il tribunale ha deciso di condannare degli innocenti pur di non smentire l’arma dei carabinieri.”

Ad aggravare questo quadro inquietante si riporta che una delle condanne riguarda un reato creato con l’ultimo decreto sicurezza già dichiarato incostituzionale da quattro tribunali.

I militanti concludono “La frase scritta a caratteri cubitali in aula “la giustizia è uguale per tutti” oggi, come spesso accade quando sono in gioco i ruoli di potere e lo Stato, è risultata vana.”

10/06/2026
PADOVA È ANTIFASCISTA!NESSUNO SPAZIO PER RAZZISTI E NEONAZISTILa chiamavano “remigrazione”. Noi l’abbiamo chiamata con i...
30/05/2026

PADOVA È ANTIFASCISTA!
NESSUNO SPAZIO PER RAZZISTI E NEONAZISTI

La chiamavano “remigrazione”. Noi l’abbiamo chiamata con il suo nome: razzismo.

La chiamavano “riconquista”. Noi abbiamo risposto che questa città non è terra di conquista per fascisti, nostalgici e venditori d’odio.

Ieri un migliaio di persone ha attraversato il centro di Padova dietro lo striscione “F**k Remigration”. Un corteo plurale, determinato, vivo. Studenti e studentesse, realtà sociali, collettivi, associazioni, partiti, sindacati, persone che non hanno accettato di lasciare nemmeno un metro di spazio pubblico alla propaganda neofascista.

Da una parte, in piazza Cavour, pochi razzisti protetti dentro una bolla di polizia, blindati e idranti. Dall’altra, la città vera: quella che cammina, canta, grida, si organizza.

Perché il punto è tutto qui: non basta dire “mai più” il 25 Aprile, se poi si tace quando qualcuno prova a riportare nelle piazze parole e pratiche di esclusione, deportazione, supremazia e violenza.

Non basta indignarsi contro i fascisti di strada, se non si nominano anche i fascismi di governo: i decreti sicurezza, le frontiere, i CPR, le deportazioni, la guerra ai poveri, la criminalizzazione di chi migra e di chi lotta.

La piazza di ieri ci dice che esiste un pezzo largo e determinato di società che non vuole assistere in silenzio alla normalizzazione del razzismo, alla militarizzazione delle città, all’attacco ai diritti sociali e alla costruzione continua di nemici interni.

Piazze come quella di ieri, e come tutte quelle che abbiamo visto negli ultimi tempi— contro il genocidio in Palestina, contro i decreti sicurezza, contro la repressione — dimostrano che solo con la mobilitazione è possibile far arretrare il progetto neoautoritario che sta prendendo a livello globale.

Non saranno i calcoli politici questa deriva. Saranno le lotte, le convergenze, la capacità di stare insieme nelle strade e nei territori, fino a costruire la forza necessaria per mandare a casa il governo Meloni.
Da Padova arriva un segnale chiaro: ogni volta che proveranno a prendersi spazio, troveranno una città pronta a rispondere.

📸 Sherwood Foto .matteo

📢 LA PADOVA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA SCENDE IN PIAZZA!Venerdì 29 maggio ore 19 - Piazza dei Signori: NO REMIGRAZIONE!...
21/05/2026

📢 LA PADOVA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA SCENDE IN PIAZZA!
Venerdì 29 maggio ore 19 - Piazza dei Signori: NO REMIGRAZIONE!

Il 29 maggio il cartello politico di estrema destra “Remigrazione e Riconquista” farà un’apparizione pubblica anche a Padova, in piazza Cavour.

Al di là dell’inconsistenza politica dell’ennesima veste attraverso cui si sono camuffati i “fascisti del terzo millennio”, sappiamo benissimo quanto il tema della remigrazione sia ormai centrale nei programmi politici e nelle narrazione di governo.

In un tempo storico segnato da nazionalismi, autoritarismo e una preoccupante avanzata del fascismo, in Italia come nel resto del mondo, non possiamo rimanere indifferenti quando questi fenomeni trovano spazio nella nostra città.

Padova è la città che ha appena attraversato un 25 Aprile ampio e plurale; la città che è scesa in piazza contro il genocidio del popolo palestinese e contro i decreti sicurezza; la città che ogni giorno dimostra di possedere gli anticorpi democratici necessati per respingere ogni forma di razzismo e discriminazione.

Per questo riteniamo inaccettabile che venerdì 29 maggio, in Piazza Cavour, si svolga il vergognoso sit-in promosso dal “Comitato per la Remigrazione e la Riconquista”, realtà che diffonde propaganda razzista e fascista, cercando di legittimare idee totalmente incompatibili con i valori profondamente antifascisti della nostra comunità.

A Padova esistono tante realtà che ogni giorno costruiscono un’idea di città opposta a queste idee: una città inclusiva, democratica, antirazzista e fondata sulla giustizia sociale, dove gli spazi pubblici siano luoghi di incontro e libertà, non palcoscenici per odio e discriminazione.

Per questo invitiamo tutte le forze politiche, sociali e le realtà antifasciste e antirazziste a ritrovarsi alle 19 in piazza dei Signori per oscurare questa ennesima provocazione e portare in piazza il volto migliore della città, in modo unitario.

Indirizzo

Via Ticino 5
Padua
35135

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