Possibile Padova - Comitato Elena Cornaro

Possibile Padova - Comitato Elena Cornaro Pagina ufficiale del comitato padovano di Possibile "Elena Cornaro" Il primo comitato di Possibile a Padova. Sei anni dopo morì a Padova per una grave malattia.

Abbiamo scelto di intitolarlo a Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata al mondo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, indicata anche come Elena Lucrezia Corner (Venezia, 5 giugno 1646 – Padova, 26 luglio 1684), è stata un'erudita italiana, ricordata come la prima donna laureata al mondo. Figlia di un nobile veneziano che ne favorì in tutti i modi l'educaz

ione, a diciannove anni prese i voti come oblata benedettina proseguendo gli studi di filosofia, teologia, greco, latino, ebraico e spagnolo. Ormai nota agli studiosi del tempo, a partire dal 1669 fu accolta in alcune delle principali accademie dell'epoca. Quando il padre chiese che Elena potesse laurearsi in teologia all'Università di Padova, il cardinale Gregorio Barbarigo si oppose duramente in quanto riteneva "uno sproposito" che una donna potesse diventare "dottore". Si arrivò infine nel 1678: a 32 anni Elena ottiene, finalmente, la sua laurea. Gliela concessero, però, in filosofia, non in teologia. Non poté, in quanto donna, esercitare l'insegnamento. https://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Lucrezia_Cornaro

🌱 Ritorna ManiFesta, dal 17 al 21 settembre!Cinque giorni di festa politica per la pace, la giustizia ambientale e la gi...
07/09/2026

🌱 Ritorna ManiFesta, dal 17 al 21 settembre!

Cinque giorni di festa politica per la pace, la giustizia ambientale e la giustizia sociale, insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra, Coalizione Civica per Padova e Possibile.

📍 Giardino del ristorante etico Strada Facendo, via Chiesanuova 131, Padova.
🎤 Tanti ospiti nazionali e locali: li scoprirete nei prossimi giorni.

👉 Segnate la data: vi aspettiamo!

23/08/2026

Domenica, 30 agosto, saremo con Francesca Druetti, Segretaria Nazionale di Possibile, alla Festa Nazionale di Partito della Rifondazione Comunista.

“Un confronto sul futuro della democrazia e sulla necessità di costruire un fronte costituzionale in vista delle prossime elezioni.”

Interverranno:

Maurizio Acerbo — Segretario nazionale PRC-SE
Arturo Scotto — Deputato PD
Riccardo Ricciardi — Deputato Movimento 5 Stelle
Luana Zanella — Deputata, capogruppo AVS
Francesca Druetti — Segretaria nazionale Possibile
Manuel Minervini — Sindaco di Molfetta

Ti aspettiamo dalle 20.30 a Pra’ del Donatore, Limena, Padova. Non mancare 🙂

Con Aurora D’Agostino perdiamo un’amica, una compagna, una donna che non si tirava mai indietro quando si trattava di di...
22/07/2026

Con Aurora D’Agostino perdiamo un’amica, una compagna, una donna che non si tirava mai indietro quando si trattava di difendere i più fragili dalle ingiustizie. Le nostre strade si sono incrociate in più occasioni negli anni, dalla raccolta firme per l’eutanasia legale alla scorsa campagna referendaria, e non possiamo che ricordarla con immensa stima e affetto.
Ci mancherà terribilmente.

04/06/2026

Il 12 giugno si mobilita il settore culturale e anche noi scenderemo in piazza al fianco dei lavoratori e lavoratrici. Sui canali di Mi Riconosci?, che da anni fa un lavoro costante di rete, rivendicazione, monitoraggio e mobilitazione, trovate tutte le proclamazioni, informazioni e gli appuntamenti di avvicinamento allo sciopero.

Ci vediamo in piazza!

25/05/2026

Anche Possibile aderisce alla campagna 1% Equo - Tax the rich, per introdurre un’imposta sui grandi patrimoni allo scopo di finanziare i servizi pubblici fondamentali.
Qui il servizio sul flash mob di sabato scorso.

Ancora una volta i Provita attaccano in maniera becera iniziative che servono a sensibilizzare sul tema dell'omolesbotra...
18/05/2026

Ancora una volta i Provita attaccano in maniera becera iniziative che servono a sensibilizzare sul tema dell'omolesbotransfobia.
In questo caso un'iniziativa per l'inclusione e la prevenzione delle descriminazioni in una scuola media ad Albignasego (PD)

Un attacco inaccettabile e volgare basato sull'ignoranza e sui pregiudizi e che non si esime da fare attacchi personali alle figure coinvolte e che confonde la realtà per portare avanti le sue lotte ideologiche.

In una società ancora così attraversata dalla violenza e e dal bullismo dare la possibilità a momenti di dialogo che educhino al rispetto, al consenso e all'autoderminazione dei corpi è importante per puntare ad un futuro migliore

Come Possibile esprimiamo solidarietà a Mirco Costacurta, alla dirigente scolastica Federica Silvoni e a tutte le associazioni e persone coinvolte

Un problema di tutt3.I fatti della sera del 15 aprile in via Annibale da Bassano hanno rapidamente valicato i confini de...
17/04/2026

Un problema di tutt3.

I fatti della sera del 15 aprile in via Annibale da Bassano hanno rapidamente valicato i confini della città di Padova e sono diventati un caso nazionale. Quattro attivisti del CSO Pedro, a margine di un’assemblea per l’organizzazione della giornata del 25 aprile, sono stati fermati dai Carabinieri di fronte a una tabaccheria, dove si erano recati per comprare delle si*****te.

Sulle motivazioni e sulle circostanze in cui è avvenuto il fermo, hanno iniziato a circolare informazioni contrastanti e poco chiare.

Secondo le forze dell’ordine, i fermati sarebbero stati aggressivi e violenti, richiamando poi l’attenzione di altri quaranta attivisti che avrebbero quindi dato vita a una vera e propria guerriglia urbana, e richiedendo l’intervento di altre decine di pubblici ufficiali fra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Secondo gli attivisti, invece, il fermo sarebbe stato fin da subito particolarmente violento e, all’arrivo degli attivisti, sarebbe degenerato nell’uso di taser, spray urticante e manganelli - anche impedendo agli stessi di fare foto e video di quanto stava accadendo.

I quattro sono stati poi arrestati e processati per direttissima nella giornata di giovedì 16 aprile, per poi essere rilasciati con obbligo di dimora e prescrizione di permanenza presso il loro domicilio in orario 22:00-7:00.

Non sono mancati, nel frattempo, i commenti in stile guerra civile di alcuni noti esponenti dell’estrema destra cittadina, secondo cui “la sicurezza viene prima di tutto”. Al che ci domandiamo: la sicurezza di chi?

Premessa la necessità di accertare i fatti (alcune testate hanno parlato a caldo di “atteggiamento sospetto” e “fermati in flagranza di reato": sospetto di cosa, flagranza di quale reato?), e per quanto risulti quantomeno preoccupante pensare che una manciata di attivisti disarmati siano veramente in grado di mettere in scacco due decine di pubblici ufficiali addestrati e armati, è abbastanza chiaro che ci troviamo di fronte a un episodio molto grave: per la sua sproporzione, per il livello di violenza, per la mancanza di chiarezza sulle circostanze e sulle accuse rivolte alle persone coinvolte.

Perché è successo? Solo perché i fermati erano attivisti politici (da quando l’attivismo politico è diventato un reato o un’aggravante?) e perché si trovavano in una cosiddetta “zona rossa”, in cui il colore securitario rispecchia sostanzialmente una profilazione di tipo politico, culturale ed etnico?

Allora qualsiasi attivista politico di sinistra in Italia, qualsiasi abitante del quartiere Arcella o di ogni altra “zona rossa” d’Italia deve aspettarsi di poter subire un trattamento del genere in un qualsiasi controllo di routine da parte delle Forze dell’Ordine?

Dobbiamo abituarci a pensare che, di fronte all’autorità dello Stato, i diritti dei cittadini cambino a seconda dell'orientamento politico, del ceto, della zona di origine o di domicilio per non dire della "razza"?
Dobbiamo abituarci a scene di repressione arbitraria e di comportamenti che vengono p***eguiti preventivamente e in modo unilaterale, come nei tristemente noti episodi di abusi della polizia statunitense e dell’ICE?

Come si concilia, tutto ciò, con i principi fondamentali di quella Costituzione che ad ogni primavera ci impegniamo a celebrare e ricordare?

I cittadini sono cittadini, a prescindere dalla loro origine, dal loro ceto, sesso, religione o, come in questo caso, dalle loro idee politiche.

Il rispetto che si pretende per le forze dell'ordine non può essere a senso unico: il loro dovere è tutelare i diritti dei cittadini. Di tutti i cittadini. Perché i diritti sono di tutti. Se non lo sono, non sono più diritti: sono privilegi.

E non esiste sicurezza se viene meno questo principio.

Una goccia nel mare.Mbow Paper Mamour è morto ieri alle 8.30 del mattino nella fabbrica dove lavorava, a Caselle di Selv...
24/03/2026

Una goccia nel mare.

Mbow Paper Mamour è morto ieri alle 8.30 del mattino nella fabbrica dove lavorava, a Caselle di Selvazzano. La sua è stata una storia breve, distante dai riflettori della stampa e dalla retorica della politica, quella di un immigrato venuto nel nostro paese per lavorare, per rendere più prospera e solida la nostra società e per avere una vita più felice e ricca di prospettive. Si unisce a un’altra storia che schiva regolarmente la discussione pubblica, quella dei morti sul lavoro. Perché Mbow Paper Mamour, ieri mattina, è stato risucchiato dal macchinario per il taglio della lamiera a cui stava lavorando. Aveva appena 22 anni. Avrebbe potuto finire gli studi, come stava facendo, avere una famiglia, crescere e invecchiare in pace vivendo una vita lunga e piena come avrebbe meritato. Come meritano tutti. Come avrebbe meritato Fabrizio Braghetto, di Arsego, morto il 5 gennaio scorso in un compattatore. O Zevxhet Halili, di Sant’Elena, schiacciato da una pressa il 9 gennaio. O Stefano Contiero, di Brugine, precipitato da un tetto il 4 marzo. Come avrebbero meritato le centinaia, migliaia di lavoratori e lavoratrici che sono usciti di casa una mattina col sorriso sulle labbra e il pranzo nello zaino, e che non sono più tornati a casa… 1090 solo nel 2025, solo in Italia.

Il bollettino di guerra del lavoro nel nostro paese da ieri conta una riga in più. Persone, vicini di casa, amici e amiche, padri e madri, figli e figlie morte in luoghi e circostanze che nella mente di tutti hanno a che fare con la vita, non certo con la morte. L’articolo 1 della Costituzione recita “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, portiamo l’incipit della nostra carta fondativa come una medaglia sul petto… ma che ne è di una formula simile se ogni giorno tre persone lasciano questo mondo facendo quello che, per nostra stessa volontà, è alla base della nostra esistenza come società e come nazione?

Quello che dovremmo pretendere dalla politica è che dia risposte a un problema che ha i connotati di una emergenza nazionale continua e apparentemente inamovibile, e fornisca al paese gli strumenti adatti ad affrontarlo e combatterlo. Quello che dovremmo aspettarci dai media e dall’opinione pubblica è che non releghi queste morti assurde a un trafiletto marginale fra le tante notizie p***e nel susseguirsi dei giorni. Quello che dobbiamo rivendicare dalla classe imprenditoriale è che non veda la sicurezza come una incombenza noiosa e dispendiosa, un ostacolo al lavoro e al profitto: che metta i propri impianti in sicurezza, sensibilizzi sé stessa e i lavoratori all’uso dei DPI e all’osservanza strettissima delle procedure di sicurezza, che non intenda la vita dei lavoratori come un costo esterno su cui risparmiare.

Quello che possiamo fare noi, come collettività, è smettere di piegare le labbra in un sorriso ironico quando leggiamo il primo articolo della nostra Costituzione. Perché non è una barzelletta. Non è uno slogan ingenuo. È un diritto di tutte e di tutti, che tutti e tutte noi meritiamo: dobbiamo pretenderlo.

Non ci arrenderemo mai.

Il video completo del dibattito sulle ragioni del NO al referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026, organizzato da P...
16/03/2026

Il video completo del dibattito sulle ragioni del NO al referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026, organizzato da Possibile Padova martedì scorso alla LibrOsteria Padova.

Dietro a quella che le forze di governo stanno raccontando da mesi sostanzialmente come una soluzione miracolosa a tutti i problemi della giustizia, si nascondono in realtà dei gravi rischi per l'autonomia della magistratura e per la separazione dei poteri.

Ne parliamo con:
• Aurora D'Agostino - Avvocata, Copresidente nazionale Giuristi Democratici
• Michele Di Bari - Docente di Diritto Costituzionale
Modera: Riccardo Cecconi - Possibile Padova

Dibattito sulle ragioni del NO al referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026, organizzato da Possibile Padova.Dietro a quella che le forze di governo sta...

REFERENDUM GIUSTIZIA: NOI VOTIAMO NO!Il 22-23 marzo si voterà un referendum costituzionale sulla c.d. "Riforma Nordio". ...
02/03/2026

REFERENDUM GIUSTIZIA: NOI VOTIAMO NO!

Il 22-23 marzo si voterà un referendum costituzionale sulla c.d. "Riforma Nordio". Dietro a quella che le forze di governo stanno raccontando da mesi sostanzialmente come una soluzione miracolosa a tutti i problemi della giustizia, si nascondono in realtà dei gravi rischi per l'autonomia della magistratura e per la separazione dei poteri.

Di questo parleremo con:
• Aurora D'Agostino - Avvocata, Copresidente nazionale Giuristi Democratici
• Michele Di Bari - Docente di Diritto Costituzionale

Modera: Riccardo Cecconi - Possibile Padova

Evento accessibile con interpreti LIS

Martedì 10 marzo, ore 18:30
Librosteria Padova, Via Savonarola 167

Indirizzo

Via Della Croce Rossa 46
Padua
35129

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