18/06/2026
Se c’è una certezza sui treni in Italia è che quando qualcosa va storto, il responsabile è sempre qualcun altro.
Anche stavolta il copione è stato rispettato: Alta Velocità in tilt, ritardi a catena, migliaia di viaggiatori bloccati tra banchine e vagoni.
E Salvini? Il nostro ministro dei Trasporti? Chiede spiegazioni.
Nel frattempo c’è chi perde una giornata di lavoro, chi salta un esame, chi resta fermo per ore senza sapere quando ripartirà. Persone normali che non chiedono conferenze stampa, slogan o inaugurazioni. Vorrebbero semplicemente poter contare su un servizio che funzioni.
La verità è che governare non significa limitarsi a commentare i disservizi. Significa prevenirli, risolverli e, quando accadono, assumersene la responsabilità.
Ma le scuse del ministro sono come i treni: non arrivano mai.
Condiviso da Anna Lisa Nalin