15/02/2022
LA GUERRA È SOLO IN TV, ED È FIRMATA NATO
I geopolitici dell’ultima ora e i “soldati da tastiera” possono stare tranquilli: domani non scoppierà alcuna guerra.
Nonostante le ultime 24 ore abbiano visto le principali testate occidentali annunciare un imminente attacco russo sul fronte ucraino, come fosse la famosa e fatale “goccia che fa traboccare il vaso” dei libri di storia, la realtà dei fatti racconta ben altro.
Una “nuova guerra fredda”, cronache delle “telefonate tese” tra Biden e Putin degne dei peggiori film hollywoodiani, cittadini ucraini che si addestrano con le armi di legno, ambasciate spostate e italiani residenti in loco richiamati in patria dalla Farnesina. Alla luce del concerto mediatico filo-atlantista a guida USA, campo in cui l’Occidente ormai “eccelle” da anni nel (e nel farsi) manipolare, oggi facilmente smascherabile dai pochi che non limitano la propria informazione al Teatro dell’Ariston, la situazione non spaventa: se l’ombra della NATO tenta di avanzare ulteriormente, stavolta verso est, dall’altra parte Putin risponde schierando armamenti “che non si vedevano da anni” sui confini interessati, ricordando - tra l’altro e se possiamo (sic!) - ad un Occidente trainato dalla propaganda a stelle e strisce, cosa sono i propri interessi e come si esprime il concetto di sovranità nazionale.
Senza la pretesa di una presa di posizione (chi gioca a Risiko con gli Stati ha già “vinto” la sua partita a Yalta nel febbraio di 77 anni fa), che lasciamo agli spettatori (in)degni dei titoli ad hoc della CNN, ritroviamo la nostra dimensione analizzando quando ci accade intorno, ormai da anni, alla luce di un teatrino visto e rivisto, schierandoci, questa volta sì, dall’unica parte della barricata dietro la quale la storia ci ha chiamati a combattere: quella di uomini Europei, liberi dall’oppressione di un nemico che conosciamo sin troppo bene e dalla cui bandiera, come qualcuno continua a cantare, “non ci faremo mai fregare”.