31/03/2026
𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨 𝐧𝐢𝐝𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚, 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀
Il bonus asili nido garantisce un contributo fino a 3.600 euro annui e ora si rinnova automaticamente fino ai 3 anni del bambino. Il bonus è valido per il pagamento delle rette o per il servizio di assistenza a domicilio per i bimbi che non possono frequentare il nido per gravi patologie. Scopri requisiti Isee, importi aggiornati, scadenze e come fare domanda all’Inps.
Il bonus asilo nido è un contributo economico erogato dall'Inps per sostenere le spese delle rette dei nidi e dei servizi educativi da 0 a 3 anni, oppure per avviare un supporto domiciliare quando il bambino non può frequentare il nido per gravi patologie croniche. Con la circolare Inps n. 29 del 27 marzo 2026 sono operative le novità più rilevanti degli ultimi anni: la domanda vale per tutto il ciclo fino ai 3 anni del bambino (non serve più rinnovarla ogni anno), e il calcolo degli importi si basa sul nuovo Isee per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione, che – a parità di reddito e patrimonio – restituisce un valore più basso rispetto all’Isee ordinario, allargando la platea di chi accede alle fasce più alte del contributo. La definizione di servizi educativi per l’infanzia come unici servizi inclusi nel bonus.
In concreto, per un bambino nato dal 1° gennaio 2024 con Isee fino a 40 mila euro, il bonus 2026 è di 3.600 euro annui (327,27 euro al mese per 11 mensilità).
Chi non presenta l’Isee o lo supera, riceve comunque 1.500 euro.
𝐈𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨 𝐧𝐢𝐝𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
Il bonus asili nido si differenzia negli importi come specificato nella tabella seguente.
𝐕𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐈𝐬𝐞𝐞 𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢 𝐧𝐢𝐝𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
Per bambini nati dal 1° gennaio 2024
Fino a 40.000 euro
3.600 euro (327,27 euro mensili)
Oltre 40.000 euro
1.500 euro (136,37 euro mensili)
Per bambini nati entro il 31 dicembre 2023
Fino a 25.000 euro
3.000 euro (272,73 euro mensili)
Da 25.000 a 40.000 euro
2.500 euro (227,27 euro mensili)
Oltre 40.000 euro
1.500 euro (136,37 euro mensili)
Chi decide di non presentare l’ ha diritto all’importo minimo di 1.500 euro annui, come già accade a chi non presenta l’ e richiede l’assegno unico universale. Inoltre, se l’Isee presentato contiene omissioni o difformità di dati patrimoniali o reddituali il bonus viene erogato con l’importo di 1.500 euro. Quando l’Isee viene regolarizzato, l’Inps ricalcola il bonus ma non riconosce gli arretrati.
In ogni caso, il bonus nido non può superare l’importo della retta che viene pagata mensilmente e il contributo viene riconosciuto per un massimo di 11 mesi.
Ricordiamo inoltre che chi ottiene il bonus nido o assistenza domiciliare non ha diritto alla detrazione del 19% della spesa sostenuta per la frequenza al nido in dichiarazione dei redditi.
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐦𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨
Il bonus spetta fino al compimento del terzo anno di età del bambino (vale anche in caso di adozione) e può esser richiesto per i periodi di frequenza al nido compresi tra gennaio e dicembre dell’anno in corso.
Il contributo asilo nido è riconosciuto solo per la frequenza a servizi educativi per l’infanzia, erogati da strutture pubbliche o private in possesso di regolare titolo abilitativo secondo la normativa regionale. Sono quindi agevolabili se seguenti categorie:
• ·nidi e micronidi
• sezioni primavera
• spazi gioco
• servizi educativi in contesto domiciliare.
Non sono in alcun modo rimborsabili le spese sostenute per:
• servizi ricreativi
• pre- scuola o post-scuola
• centri per bambini e famiglie che accolgono bambini con un accompagnatore adulto;
• qualsiasi struttura che non abbia l’abilitazione regionale.
Nella compilazione della domanda, il richiedente deve indicare se la struttura è pubblica (solo asili nido comunali e sezioni primavera di scuole statali o comunali) o privata. Per le strutture private occorre inserire anche gli estremi del titolo abilitativo e la data di decorrenza della sua validità.
𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐧𝐢𝐝𝐨
La domanda per il bonus nido o per il bonus assistenza per un minore nato, affidato sia temporaneamente che pre-adozione o adottato, può esse presentata dal genitore che abbia:
• la residenza in Italia;
• la cittadinanza italiana o di uno Stato membro Ue
• per i cittadini extra UE serve un permesso di soggiorno di lungo periodo, di durata almeno semestrale.
Permessi di soggiorno validi per i cittadini extracomunitari
Per i cittadini extra UE, servono i seguenti requisiti o permessi:
• permesso UE per soggiornanti di lungo periodo
• , rifugiato politico o sottoposto a protezione internazionale;
• titolare di Carta blu, rilasciata ai “lavoratori altamente qualificati”;
• permesso di soggiorno per lavoro autonomo, per lavoro subordinato o stagionale;
• permesso di soggiorno per assistenza minori;
• permesso per motivi familiari;
• permesso di soggiorno per protezione speciale o per casi speciali;
• permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciato alle persone provenienti dall’Ucraina in conseguenza della guerra.
Le domande presentate dal 1° gennaio 2026 valgono per l’anno solare in cui si presentano e per gli anni successivi fino ad agosto dell’anno del compimento dei 3 anni di età del bambino, fermo restando il rispetto degli altri requisiti.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞
Negli anni solari successivi a quello in cui si fa la prima la domanda, si deve accedere alla domanda già registrata sul portale Inps e selezionare i mesi per i quali si intende ottener il contributo nell’anno in corso.
Ogni anno Inps comunica l’apertura di questo specifico servizio sul proprio sito e garantisce la prenotazione delle risorse finanziarie per la famiglia relative al nuovo anno. Le risorse vengono assegnate in ordine di data e ora di allegazione della documentazione, quado i fondi risultano esauriti si forma una lista di attesa che scorre in caso di mancato utilizzo da parte dei precedenti richiedenti.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚
La domanda deve essere presentata, esclusivamente in via telematica sul sito dell'INPS, accedendo con il sistema SPID, la CIE o la Carta Nazionale dei Servizi.
Il servizio di presentazione della domanda si trova digitando nel motore di ricerca della Home page del sito Inps “bonus nido” e cliccando poi su “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”. In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato.
Inoltre, in fase di compilazione si deve specificare se si stia chiedendo il bonus per la frequenza a un asilo nido o per l’assistenza domiciliare e come si vuole ricevere l’accredito del bonus da parte dell’Inps, infatti, è possibile scegliere tra bonifico domiciliato, conto corrente bancario o postale, carta prepagata con IBAN o libretto postale con IBAN.
𝐈 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞
Per la prenotazione le risorse per il bonus nido dell'anno corrente, è necessario allegare la documentazione di spesa almeno per la prima mensilità richiesta. Per i nidi pubblici che prevedono il pagamento successivo alla frequenza è accettabile la posizione in graduatoria o l'attestazione di frequenza.
La documentazione completa per tutte le mensilità richieste deve essere inviata entro il 30 aprile dell'anno successivo.
Esempio: le mensilità del 2026 devono essere documentate entro il 30 aprile 2027.
La prova dell’avvenuto pagamento, in caso di controllo successivo, per non incorrere in sanzione, avviene tramite: ricevuta, fattura quietanzata, bollettino bancario o postale e, per i nidi aziendali, anche tramite attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido, dell’avvenuto pagamento della retta o trattenuta in busta paga.
La documentazione di avvenuto pagamento deve riportare:
• la denominazione e la partita iva dell’asilo nido;
• il codice fiscale del minore;
• il mese di riferimento;
• gli estremi del pagamento o la quietanza di pagamento;
• il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.
Le modalità di pagamento accettate per ottenere il bonus sono solo quelle tracciabili (carta di credito, carta di debito, bonifico, Pago PA, bollettino postale e assegno non trasferibile) in caso di asili nido aziendali serve l’attestazione del datore di lavoro per la trattenuta in busta paga.
Se il pagamento è effettuato da un soggetto diverso dal richiedente, occorre allegare una dichiarazione firmata con copia del documento di identità che attesti che il pagamento è avvenuto in nome e per conto del genitore richiedente.