26/04/2026
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Il 25 Aprile non è solo una ricorrenza nazionale, è, prima di tutto, una storia fatta
di persone, di scelte, di responsabilità. Anche qui, a Ospedaletto Euganeo.
Nella serata di ieri abbiamo ricordato la figura di Angelo Toffanin e dei nostri
concittadini che aderirono alla Brigata Pierobon.
Uomini e donne che, dopo l’8 settembre 1943, si trovarono davanti a una scelta
difficile: obbedire o opporsi. E decisero di opporsi.
Non per spirito di avventura, ma dopo una decisione meditata, consapevole, presa in
condizioni difficili e con rischi altissimi. Una scelta fatta con un obiettivo chiaro: dare all’Italia un ordinamento democratico, capace di garantire libertà e giustizia sociale.
È importante ricordarlo: la Resistenza non fu solo lotta armata. Fu anche sacrificio
quotidiano, povertà, paura, clandestinità, famiglie divise, vite sospese.
Fu una comunità intera che, in forme diverse, contribuì alla Liberazione.
E fu anche, come accadde qui, responsabilità nel dopoguerra: quando gli stessi partigiani seppero evitare vendette e violenze, scegliendo la strada dell’ordine e della ricostruzione.
Questo è il punto centrale, Il 25 Aprile non celebra solo una vittoria, celebra un modo
di stare nella storia.
Celebra persone che, in un momento di crisi profonda, hanno scelto la libertà anche quando era la strada più difficile.
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Per questo il modo migliore per onorare chi ha combattuto per la Liberazione non è solo ricordare. È essere all’altezza di quella eredità. Difendere i valori costituzionali e rifiutare ogni forma di odio, sopraffazione, indifferenza. Promuovere una cultura del dialogo, del rispetto, della convivenza, anche nelle differenze.
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Viva il 25 Aprile.
Viva la libertà.
Viva la Repubblica.
Il sindaco,
Fabio Vigato.