06/09/2026
Da PD Marche
ELECTROLUX, ACQUAROLI PARLA DI “DECISIONE ASSURDA”. MA A GOVERNARE SONO LA SUA DESTRA E IL SUO GOVERNO
Mentre 170 lavoratori di Electrolux a Cerreto d’Esi rischiano il posto di lavoro, il presidente Acquaroli definisce “assurda” e “vergognosa” la decisione dell’azienda.
Siamo d’accordo: è una decisione gravissima e inaccettabile.
Ma c’è una domanda che Acquaroli dovrebbe rivolgere innanzitutto a se stesso: chi governa oggi le Marche? E chi governa il Paese?
Perché non siamo di fronte a una calamità naturale. Da anni il sistema produttivo marchigiano attraversa una fase di difficoltà, con aziende che chiudono, produzioni che vengono ridimensionate, lavoratori che perdono il posto e territori, soprattutto nell’entroterra, che rischiano di impoverirsi definitivamente.
Eppure, dopo anni di governo della destra nelle Marche e al Governo nazionale, la risposta continua a essere quella dei proclami, delle dichiarazioni indignate e della ricerca di responsabilità sempre altrove.
Il presidente Acquaroli oggi scopre che la chiusura di Electrolux è “assurda”.
Ma dov’era la politica industriale della sua Regione mentre il sistema produttivo marchigiano si indeboliva?
Dov’era il Governo nazionale mentre le crisi industriali si moltiplicavano?
E soprattutto: quale strategia ha messo in campo la destra per difendere e rilanciare l’industria marchigiana?
Sono domande politiche, non polemiche.
Perché governare significa anche prevenire le crisi, costruire condizioni favorevoli agli investimenti, difendere le filiere produttive e impedire che i territori più fragili vengano progressivamente svuotati di lavoro e opportunità.
E il contrasto non potrebbe essere più evidente.
Da una parte ci sono 170 lavoratori che rischiano di perdere il posto e un territorio che chiede risposte concrete.
Dall’altra, leggiamo il bilancio dell’attività legislativa regionale raccontato attraverso funghi epigei, funi, tettoie e norme anti-kebab.
Non è una questione di prendere in giro questi provvedimenti che tra l’altro molti sono semplici spot.
È una questione di priorità politiche.
Quando una Regione affronta una crisi industriale di questa portata, dovrebbe poter presentare un bilancio fatto di investimenti, nuove opportunità occupazionali, politiche industriali e strumenti concreti per sostenere le imprese.
Invece Acquaroli si indigna per ciò che accade come se fosse arrivato ieri alla guida della Regione.
Presidente, la destra governa le Marche da anni e governa l’Italia. Non può continuare a comportarsi come se fosse sempre qualcun altro a dover risolvere i problemi.
Se la decisione di Electrolux è “vergognosa”, come dice Acquaroli, allora la risposta deve essere all’altezza della gravità della situazione.
Non bastano le conferenze stampa.
Non bastano le fotografie ai tavoli ministeriali.
Non bastano le dichiarazioni di solidarietà.
Servono risultati.
Il Governo regionale deve utilizzare fino in fondo la cosiddetta filiera istituzionale che rivendica, chiamando in causa il Governo nazionale e pretendendo un impegno concreto per Cerreto d’Esi.
Perché 170 posti di lavoro non sono una statistica. Sono 170 famiglie, un pezzo di economia locale, competenze, professionalità e una comunità che rischia di perdere uno dei suoi principali presidi industriali.
Il PD Marche sarà al fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e del territorio e continuerà a chiedere alla Regione e al Governo di fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per impedire la chiusura.
Ma sia chiaro un punto politico: la destra non può governare contemporaneamente Regione e Governo nazionale e poi limitarsi a commentare le conseguenze delle proprie politiche come uno spettatore esterno.
Acquaroli dice che è “inaccettabile”.
Bene. Ora lo dimostri con i fatti.
Perché le Marche non hanno bisogno di un altro comunicato di indignazione.
Hanno bisogno di una politica industriale. Hanno bisogno di lavoro. Hanno bisogno di una Regione che governi.
E soprattutto, hanno bisogno di più futuro … per i fughi una soluzione si troverà!