Partito Democratico Orvieto

Partito Democratico Orvieto Pagina ufficiale del Partito Democratico di Orvieto. [email protected]

Orvietana, sport e città: non bastano parole di tutela, servono regole uguali per tutti e una visione pubblica dello spo...
18/05/2026

Orvietana, sport e città: non bastano parole di tutela, servono regole uguali per tutti e una visione pubblica dello sport"

Le parole pronunciate dalla sindaca Roberta Tardani sull’Orvietana riconoscono finalmente un principio che il Partito Democratico considera essenziale: l’Orvietana non è soltanto una società sportiva, ma un patrimonio storico, educativo e civile della città. È un riconoscimento importante. Ma non basta. Non basta dire che i 116 anni di storia dell’Orvietana devono essere tutelati. Non basta richiamare il valore sociale del settore giovanile. Non basta assicurare, genericamente, che l’impegno dell’Amministrazione sarà totale.

Quando una vicenda può incidere sul futuro di una società così profondamente legata all’identità di Orvieto, le dichiarazioni di principio devono diventare atti pubblici, verificabili, trasparenti. Il Partito Democratico di Orvieto chiede alla sindaca e alla Giunta di compiere un passo ulteriore: non limitarsi ad auspicare scelte responsabili da parte dei soggetti privati, ma assumere pienamente il ruolo istituzionale che spetta al Comune.

Perché il Comune non è un osservatore esterno. Il Comune rappresenta la città. Rappresenta le famiglie, gli atleti, i tecnici, i volontari, i tifosi, le generazioni che hanno attraversato quella maglia e quelle tribune. Rappresenta l’interesse pubblico ogni volta che una vicenda privata rischia di produrre effetti sulla vita collettiva.

Ma proprio per questo occorre essere chiari su un punto: la politica non deve mai trasformarsi nel regista occulto delle vicende sportive, né scegliere, direttamente o indirettamente, quali realtà accompagnare e quali lasciare sole. Il compito dell’Amministrazione non è entrare nella vita delle società sportive secondo logiche di prossimità, convenienza o maggiore visibilità. Il compito dell’Amministrazione è creare condizioni eque, trasparenti e stabili affinché tutto il mondo sportivo cittadino possa organizzarsi, crescere e competere nella propria autonomia.

È qui che si misura la qualità di una politica pubblica dello sport. Non nella capacità di interve**re quando l’emergenza esplode, ma nella capacità di costruire per tempo un ecosistema equilibrato, nel quale le società non siano costrette a sopravvivere per relazioni, eccezioni o interventi episodici, ma possano contare su regole chiare, strumenti accessibili e pari dignità istituzionale.

Negli ultimi anni Orvieto ha visto indebolirsi, trasformarsi o scomparire esperienze sportive importanti. Non è questa la sede per attribuire colpe sommarie, né per riaprire ferite che appartengono a percorsi complessi. Ma una riflessione politica seria va fatta: quando più realtà sportive attraversano difficoltà profonde, quando interi settori perdono centralità, quando il destino delle società sembra dipendere più dalla capacità di resistenza dei singoli che da una visione complessiva della città, allora il problema non è più soltanto delle singole associazioni. Diventa un tema di governo.

E diventa un tema di equità. Perché lo sport cittadino non può essere trattato con attenzioni variabili. Non può esistere una gerarchia implicita tra discipline, società, settori giovanili, impianti, comunità di famiglie e volontari. Una città che riconosce lo sport come infrastruttura sociale deve farlo sempre, non soltanto quando la vicenda assume rilievo pubblico o quando riguarda la realtà più visibile del momento.

Per questo chiediamo che l’Amministrazione riferisca formalmente, nelle sedi istituzionali competenti, su quanto sta facendo e su quanto intende fare. Chiediamo che la sindaca porti la questione in Consiglio Comunale, non come semplice comunicazione, ma come momento vero di chiarezza pubblica. Chiediamo che vengano resi noti, per quanto compatibile con la riservatezza delle interlocuzioni societarie, i passaggi già compiuti dall’Amministrazione.

Chiediamo che il Comune convochi un tavolo istituzionale con la società, con i rappresentanti del mondo sportivo cittadino e con tutti i soggetti coinvolti, per definire garanzie minime e non negoziabili. Chiediamo che venga chiarito se esistano rischi per la permanenza del titolo sportivo a Orvieto, per la continuità dell’attività agonistica, per il settore giovanile, per l’utilizzo degli impianti comunali e per il futuro della presenza biancorossa nella città.

Chiediamo inoltre che l’Amministrazione chiarisca pubblicamente un altro punto essenziale, finora rimasto sullo sfondo: che cosa accadrà ora al gruppo di associazioni recentemente costituito per la gestione dello Stadio Luigi Muzi e degli impianti collegati. Se l’Orvietana, che di quel sistema sportivo rappresenta evidentemente l’attore principale per storia, peso, attività agonistica e funzione cittadina, dovesse ve**re meno o risultare svuotata nella propria presenza effettiva a Orvieto, quali conseguenze si produrrebbero sulla gestione degli impianti? Quale sarebbe l’assetto futuro? Chi garantirebbe continuità, manutenzione, programmazione, accessibilità e presidio sportivo?

Non si tratta di un dettaglio amministrativo. È un nodo politico centrale. La gestione del Muzi non può essere considerata separatamente dal destino dell’Orvietana. Se intorno a quella società è stato costruito un equilibrio tra associazioni, responsabilità operative, utilizzo degli spazi e prospettive sportive, allora la città ha diritto di sapere se quell’equilibrio regge ancora, su quali basi, con quali soggetti e con quali garanzie.

Per questo chiediamo alla Sindaca di riferire anche su questo aspetto: quale futuro avrà il raggruppamento associativo nato per la gestione del Muzi se l’Orvietana, nella sua funzione principale, dovesse ve**re meno? Quali atti sono stati compiuti? Quali verifiche sono in corso? Quali clausole, condizioni o strumenti di tutela sono previsti a salvaguardia dell’interesse pubblico?

Perché qui non è in discussione soltanto il destino di una società sportiva. È in discussione un intero sistema: il settore giovanile, gli impianti comunali, le associazioni coinvolte, le famiglie, la programmazione sportiva della città e la credibilità stessa delle scelte amministrative compiute fino a oggi. Chiediamo, soprattutto, che venga assunto un impegno politico esplicito: l’Orvietana deve rimanere patrimonio vivo di Orvieto, non diventare una sigla da spostare, svuotare o utilizzare dentro equilibri che appartengono ad altre storie e ad altri territori.

Nessuno vuole alimentare contrapposizioni sterili con Terni. Nessuno intende trasformare questa vicenda in una polemica campanilistica. La Ternana è una realtà importante del calcio umbro e merita rispetto. Ma il rispetto tra comunità non può mai passare attraverso l’indebolimento dell’identità di un’altra comunità. La solidarietà sportiva non può diventare cancellazione territoriale.

Allo stesso modo, nessuno chiede alla politica di sostituirsi alle società sportive. Sarebbe un errore. Le società devono restare autonome, responsabili, libere nella propria organizzazione e nelle proprie scelte. Ma autonomia non significa abbandono, e sostegno pubblico non significa ingerenza.

Il punto è costruire un quadro nel quale il Comune non distribuisca attenzione caso per caso, ma definisca una politica sportiva riconoscibile: criteri, priorità, impianti, accessibilità, manutenzioni, settore giovanile, pari opportunità tra discipline, accompagnamento amministrativo, trasparenza nei rapporti e nell’uso delle risorse.

Se oggi l’Amministrazione rivendica giustamente l’importanza dell’Orvietana, deve allora avere il coraggio di aprire una riflessione più ampia sullo stato complessivo dello sport cittadino. Perché una città non tutela davvero una società se non tutela l’ambiente in cui quella società vive. La sindaca ha detto che a volte è meglio rimanere in silenzio piuttosto che parlare a sproposito. È un principio condivisibile. Ma c’è un tempo in cui il silenzio è prudenza e un tempo in cui il silenzio diventa insufficienza politica.

Ora siamo nel secondo tempo. La città non chiede slogan. Chiede garanzie. Non chiede rassicurazioni generiche. Chiede atti. Non chiede che l’Amministrazione interferisca impropriamente in dinamiche private. Chiede che il Comune eserciti fino in fondo la propria funzione pubblica di tutela, mediazione, vigilanza e rappresentanza dell’interesse generale. L’Orvietana non appartiene soltanto a chi oggi ne detiene le responsabilità societarie. Appartiene anche, moralmente e storicamente, alla città che l’ha vista nascere, crescere, soffrire, resistere, educare generazioni di giovani e rappresentare Orvieto ben oltre il risultato di una domenica.

Per questo il Partito Democratico chiede alla Sindaca di trasformare l’impegno annunciato in un percorso chiaro: un passaggio urgente in Consiglio comunale; un tavolo istituzionale permanente sulla vicenda; una verifica puntuale delle garanzie sul settore giovanile; una posizione pubblica inequivocabile sulla permanenza dell’identità sportiva dell’Orvietana a Orvieto; un chiarimento sul futuro del raggruppamento associativo costituito per la gestione del Muzi; una riflessione complessiva, pubblica e non episodica, sullo stato dello sport cittadino e sui criteri con cui l’Amministrazione intende sostenerlo; un aggiornamento trasparente alla città sugli sviluppi della situazione.

La politica seria non si limita a dichiarare affetto per le storie collettive. Le protegge. Non si limita a dire che una società non deve scomparire. Lavora perché non accada. Non si limita ad affidarsi alla responsabilità altrui. Assume la propria. L’Orvietana è una parte della storia di Orvieto. Ma il futuro dello sport cittadino non può dipendere dall’emergenza del momento, né dalla capacità delle singole realtà di essere ascoltate più di altre. Deve dipendere da una visione pubblica, equa e trasparente. Perché lo sport è una scuola di comunità. E una comunità si governa garantendo a tutti le stesse condizioni di dignità, ascolto e futuro.

Partito Democratico di Orvieto

Viabilità Strada SP 12 Bagnorese per Canale ResponsabilitàQuando i Patrioti non trovano la “strada"Certo, l’erba a prima...
09/05/2026

Viabilità Strada SP 12 Bagnorese per Canale Responsabilità

Quando i Patrioti non trovano la “strada"

Certo, l’erba a primavera comincia a crescere a velocità irresistibile e l’Amministrazione Pubblica non riesce a tagliarla continuamente anche laddove può rappresentare un problema per la sicurezza dei cittadini più che per il decoro della Città.

Anche le strade che uniscono le diverse Frazioni alla Città possono creare dei problemi per la viabilità e per permettere agli abitanti di raggiungere quei luoghi dove la “strada“ si interrompe per colpa di una frana e da mesi ci si interroga sul perché non si intervenga al più presto.

La Politica, quella seria, dovrebbe stabilire le priorità di un Territorio, mentre chi governa le Città provvedere a risolvere i problemi che nascono durante il mandato elettorale, forte di un bilancio economico che soddisfi tali esigenze e priorità. Invece, il Comune di Orvieto da mesi promette ai cittadini che vivono a Canale di fare il possibile per ripristinare la SP 12 Bagnorese, ma siamo ancora al rimpallo di responsabilità. Il Comune sollecita la Provincia che, a sua volta, chiede soldi alla Regione, gli uffici tecnici provinciali ritardano la consegna del progetto per il ripristino del fronte franoso e gli uffici tecnici della Regione attendono di capire come mettere in campo le opportune soluzioni. Eppure, il Vicesindaco Spagnoli aveva a suo tempo rassicurato che sarebbero partiti i lavori per il ripristino ad una carreggiata della strada interessata dalla frana ma ad oggi non è così!

Nel frattempo, la frazione continua ad essere semi-isolata con Orvieto e col viterbese.

Il collegamento alternativo più diretto, infatti, cioè la dissestata strada comunale della Cacciata, sta diventando sempre più pericoloso a causa dell’intenso traffico veicolare, e del fatto che è battuto quasi tutti i giorni dai camminatori che rischiano la loro incolumità.

Ci sono problemi anche per i mezzi di soccorso a raggiungere la popolosa frazione e anche le poche attività economiche che insistono a Canale stanno risentendo dell’impatto di questa interruzione.

L’ Amministrazione deve fare la sua parte nel sollecitare gli uffici della Provincia a inviare il prima possibile gli elaborati progettuali al fine di far sbloccare le risorse che la Regione impegnerà per la salvaguardia e ripristino del costone franoso per l’inizio dei lavori. Eppure, in occasione di un recente Consiglio Provinciale, il Consigliere de PD, Marinelli, aveva suggerito di sveltire le pratiche di finanziamento per intervento di ripristino viabilità di detta Strada Bagnorese, adottando come capitolo di spesa un anticipo economico dall’ Avanzo di Bilancio della Amministrazione Provinciale, ricordando l’impegno preso dal Presidente della Provincia che si proponeva di iniziare la prima fase di ripristino della viabilità già dalla metà di marzo.

Oggi, l’Assessore Regionale De Rebotti formula lo stesso suggerimento, si impegna ad interve**re nella direzione suggerita, ma il silenzio delle Istituzioni, in Provincia e nel Comune di Orvieto, si sta facendo assordante.

Anche la Destra Orvietana si vanta di saper risparmiare soldi, ma i cittadini da tre mesi stanno subendo disagi di ogni tipo.

È ora che inizino i lavori!

– Gruppo consiliare PD e Partito Democratico –

04/05/2026

PD Orvieto Sanità pubblica, responsabilità, verità e futuro di una comunità

La sanità pubblica non è un capitolo come gli altri dell’azione di governo. È il punto in cui una comunità misura la propria idea di equità, di dignità, di coesione. È il luogo concreto in cui il diritto alla salute smette di essere principio astratto e diventa esperienza quotidiana, accessibile o negata, tempestiva o rinviata, garantita o affidata alla capacità economica individuale.

Per questo riteniamo necessario riportare il dibattito su un terreno di serietà, sottraendolo tanto alla polemica contingente quanto alla selettività della memoria. La discussione sulla sanità, a livello nazionale, regionale e locale, merita uno sguardo lungo e una responsabilità piena.

A livello nazionale, il quadro è noto. Mentre si rivendicano incrementi in valori assoluti, la spesa sanitaria in rapporto al PIL non cresce in modo coerente con l’evoluzione dei bisogni. Le difficoltà di accesso alle prestazioni, l’allungamento delle liste d’attesa, la pressione sul personale sanitario e il ricorso crescente al privato non sono percezioni, ma elementi strutturali che interrogano una precisa direzione politica.

Il rischio, se non si interviene con decisione, è quello di un progressivo slittamento del modello. Da un sistema universalistico, fondato sull’uguaglianza sostanziale, a una configurazione più frammentata, nella quale le differenze sociali si riflettono direttamente nelle possibilità di cura. È una deriva che non viene dichiarata, ma che si costruisce per inerzia, attraverso scelte che indeboliscono il pubblico senza offrire alternative eque.

In Umbria, questo tema ha assunto una centralità evidente. La stagione precedente, guidata dalla destra, ha lasciato una sanità attraversata da criticità profonde, carenze di personale, difficoltà organizzative, indebolimento della fiducia. È su questo terreno che si è costruita la domanda di cambiamento espressa dagli umbri.

La Giunta guidata da Stefania Proietti si è trovata a operare dentro questa complessità. Non esistono soluzioni immediate a problemi accumulati negli anni, ma esistono scelte che indicano una direzione. Il rafforzamento degli organici, l’avvio di nuovi concorsi, l’attenzione ai servizi territoriali e ospedalieri sono segnali concreti di un percorso che punta a ricostruire capacità e credibilità del sistema sanitario regionale.

Anche per Orvieto questo percorso è iniziato. L’ospedale Santa Maria della Stella rappresenta un presidio essenziale per un territorio ampio e articolato, e il suo rafforzamento non può essere ridotto a slogan. Le azioni avviate, dalle procedure di reclutamento alle misure di consolidamento dei servizi, indicano una volontà di riportare stabilità e prospettiva a una struttura che negli anni ha vissuto difficoltà evidenti.

Accanto a questo impegno istituzionale, è emerso con forza un altro elemento che merita di essere riconosciuto senza ambiguità. La mobilitazione della comunità. La raccolta di oltre 14.000 firme promossa dall’COSP Orvieto, sostenuta da associazioni, cittadini, consiglieri comunali, movimenti e forze politiche, rappresenta un fatto di grande rilievo civico. Un’iniziativa corale, trasversale, che ha saputo tenere insieme sensibilità diverse attorno a un obiettivo comune.

Questa mobilitazione non appartiene a una parte. Appartiene alla comunità. Ed è proprio per questo che va valorizzata, non piegata a logiche di contrapposizione. Essa esprime una domanda legittima. Essere ascoltati, essere rispettati, essere coinvolti nelle scelte che riguardano il futuro della sanità del territorio.

In questo contesto si colloca anche la vicenda del primariato di Cardiologia di Orvieto. Una vicenda che richiede cautela, rispetto delle decisioni giurisdizionali e senso delle istituzioni. Non è compito della politica sostituirsi al giudice, né anticiparne o forzarne le conclusioni.

Tuttavia, è legittimo cogliere il significato più generale di quanto accaduto. Quando una procedura selettiva così delicata arriva a essere oggetto di intervento da parte del giudice amministrativo, il tema non è soltanto tecnico. È anche istituzionale. Significa che il sistema delle regole, della loro chiarezza e della loro applicazione, ha mostrato margini di criticità che meritano una riflessione.

E questa riflessione non può essere a geometria variabile.

La procedura si colloca in una fase nella quale vi era una coincidenza politica tra il livello regionale e quello locale sotto la guida del centrodestra. Questo non comporta automatismi nelle responsabilità, ma rende difficile comprendere l’attuale radicalità di alcune critiche, laddove allora non si registrava la stessa intensità di vigilanza.

Una politica di territorio, se vuole essere credibile, non può essere esigente solo quando è all’opposizione. Deve saper esercitare il proprio ruolo anche quando condivide responsabilità di governo. Deve interrogare, verificare, accompagnare criticamente, non limitarsi ad aderire.

Non si tratta di attribuire colpe, ma di richiamare un principio di coerenza.

Oggi il confronto pubblico appare spesso sbilanciato. Severo sull’oggi, indulgente sul ieri. Ma la qualità della politica si misura anche nella capacità di tenere insieme memoria e responsabilità, senza usare l’una contro l’altra.

Per questo riteniamo che la sanità debba tornare a essere terreno di confronto serio, non di rappresentazione polemica. Il nuovo Piano Sociosanitario Regionale rappresenta un passaggio fondamentale. Dovrà definire una visione capace di integrare ospedale e territorio, di rispondere all’invecchiamento della popolazione, di affrontare le cronicità, di rafforzare la medicina di prossimità, di valorizzare le competenze professionali.

Per Orvieto questo significa costruire un equilibrio solido tra presidio ospedaliero e rete territoriale, evitando contrapposizioni sterili e puntando su una sanità accessibile, efficiente e integrata.

Come Partito Democratico di Orvieto intendiamo svolgere il nostro ruolo con senso delle istituzioni e responsabilità politica. Sostenere il lavoro della Regione quando va nella direzione giusta. Ascoltare e valorizzare le istanze della comunità. Contribuire a costruire un confronto pubblico fondato su dati, scelte e prospettive, non su semplificazioni.

La sanità pubblica non ha bisogno di toni alti. Ha bisogno di decisioni giuste. Non ha bisogno di polemiche quotidiane. Ha bisogno di continuità, investimenti, competenze.

E soprattutto ha bisogno di una politica che sappia essere all’altezza del suo compito più alto. Garantire a tutti, davvero, il diritto alla salute.

- PARTITO DEMOCRATICO di ORVIETO -

Il PD di Orvieto augura buone feste di pasqua a tutti i cittadini!!!
04/04/2026

Il PD di Orvieto augura buone feste di pasqua a tutti i cittadini!!!

HA VINTO LA RAGIONE!!!HANNO VINTO LA DEMOCRAZIA, LA PARTECIPAZIONE E LA COSTITUZIONE🇮🇹!!! HA VINTO LA SOCIETÀ CIVILE 🇮🇹H...
24/03/2026

HA VINTO LA RAGIONE!!!
HANNO VINTO LA DEMOCRAZIA, LA PARTECIPAZIONE E LA COSTITUZIONE🇮🇹!!!
HA VINTO LA SOCIETÀ CIVILE 🇮🇹
HANNO VINTO I CITTADINI ITALIANI.

Indirizzo

Orvieto
05018

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Partito Democratico Orvieto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Partito Democratico Orvieto:

Condividi